Sottopeso sulla Turchia

A cura di Stefania Basso

La crescita debole e l’inflazione superiore al target continueranno a preoccupare i membri di politica monetaria soprattutto in attesa delle elezioni politiche. Il commento di City of London

L’outlook 2015 dell’economia turca è complicato da tre fattori: finanziamento estero sempre più difficile in un contesto di aumento dei tassi, bilanci tirati di aziende e famiglie e l’elezione generale prevista in giugno.

In questo contesto difficile la politica economica sarà subordinata al calendario politico. Il partito AK potrebbe vincere un altro mandato ma la situazione del gabinetto economico sembra differente, soprattutto per la possibile assenza del vice primo ministro Babacan e del ministro delle finanze Simsek. I mercati potrebbero risentirne anche perché l’inizio del nuovo Governo potrebbe coincidere con il primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed.

La crescita potrebbe rimanere in linea con quella del 2014, poco sopra il 3%, ma al di sotto del potenziale. Lo slancio potrebbe provenire perlopiù dalle esportazioni nette, dato che la domanda privata è debole e la fattura petrolifera è ridotta.

L’inflazione è stata la nota dolente dell’economia nel 2014 e la banca centrale, con la sua politica non ortodossa, è intervenuta solo in situazione di emergenza. L’aumento dei prezzi dei generi alimentari e la lira debole hanno guidato il CPI sopra il 9% anno su anno, ben al di sopra del target del 5%. Di conseguenza si sono deteriorate anche le aspettative sull’inflazione. L’inflazione nel 2015 rallenterà solo grazie ai favorevoli effetti di base, spingendo il tasso tendenziale al 6% entro metà anno ma il cambio debole garantirà un tasso superiore al 7% a fine anno.Il calo nominale potrebbe indurre la CBT ad allentare i tassi ulteriormente, dopo aver tagliato i tassi di 175 punti base dal 10.0% di aprile. Ma dovrà calibrare gli interventi e i movimenti dipenderanno dal sentiment prevalente del rischio globale e dall’andamento della lira.

Il conto corrente rimane il tallone di Achille dell’economia turca anche se il disavanzo si è ristretto al 6% del pil nel 2014, in calo dall’8% del 2013. Il miglioramento ha rispecchiato principalmente la forte riduzione delle importazioni di oro, l’indebolimento della lira e la debole domanda interna. L’abbassamento dei prezzi del petrolio potrebbe mantenere il disavanzo estero intorno al 5% del pil nel 2015 ma la natura di breve termine del finanziamento rimane un’importante vulnerabilità (solo il 15-20% è alimentato da investimenti diretti esteri).

Strategia del mercato: il mercato turco ha beneficiato del calo dei prezzi del petrolio con una sovraperformance del 6,1% nel quarto trimestre. Ma City of London mantiene una posizione di sottopeso sul paese a causa della politica monetaria instabile e divalutazioni poco interessanti in virtù delle elezioni politiche.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.