Sottopeso sull’Australia

a cura di Stefania Basso

Allentamento fiscale e monetario stimola la fiducia ma permangono i problemi strutturali. Il commento di City of London

Il settore minerario australiano ha risentito ancora dopo il calo dei prezzi delle materie prime. Molte aziende hanno annunciato la riduzione della spesa in conto capitale, trascinando gli investimenti al ribasso, con la nuova spesa in conto capitale in discesa del 4,4% nel primo trimestre, il calo più sostenuto dalla crisi finanziaria globale. L’attività non mineraria non sembra compensare la crisi del settore minerario. Malgrado ciò il pil è cresciuto dello 0,9% trimestre su trimestre, accelerando dallo 0,5% del quarto trimestre. Su base stagionale aggiustata anno su anno la crescita ha segnato +2,3%, il tasso più basso dal quarto trimestre 2013. I principali fattori di crescita sono stati le esportazioni nette e le scorte.

I consumi delle famiglie sono rallentati e l’andamento potrebbe essere debole quest’anno. I dati del secondo trimestre hanno mostrato vendite retail piatte mese su mese in aprile. La crescita delle vendite si deve principalmente al settore residenziale, dunque l’intervento per rallentare l’attività nel settore non rappresenta un fattore positivo per i consumi. Inoltre la crescita dei salari nominali ha segnato il livello più basso dalla crisi (0,5% trimestre su trimestre nel primo trimestre). Con la stima di un rallentamento ulteriore della crescita economica e l’inflazione che sembra aver toccato il livello più basso (0,2% trimestre su trimestre) la crescita dei salari reali potrebbe non accelerare.

Il contesto ha portato la RBA ad abbassare continuamente i tassi, riducendoli di 25 punti base a maggio, toccando un ulteriore nuovo minimo storico del 2,0%. Le minute dell’incontro hanno mostrato il mantenimento di un atteggiamento “dovish” da parte della RBA. Il dollaro australiano potrebbe rimanere debole. Ha perso il 7% negli ultimi 12 mesi su base ponderata per l’interscambio.

Tuttavia, il bilancio annunciato a maggio ha supportato la crescita. Le misure hanno riguardato una riduzione dell’aliquota dell’imposta sulle società dell’1,5% per i prossimi quattro anni, un deprezzamento accelerato per le piccole imprese, strutture sovvenzionate per la custodia dei bambini e aumento della spesa per la sicurezza nazionale. Tali misure, unitamente all’allentamento monetario, hanno portato l’indice di fiducia delle imprese NAB a salire al massimo livello da agosto e l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Istituto Westpac-Melbourne ha superato i 100 punti (gli ottimisti superano i pessimisti) a maggio. Permangono due incertezze: 1) l’incertezza dell’approvazione del bilancio da parte di un Senato ostile e 2) la sostenibilità del miglioramento della fiducia per le condizioni economiche generalmente deboli.

Strategia del mercato: l’indice MSCI Australia ha sottoperformato l’indice MSCI ACWI del 4,6% negli ultimi tre mesi. Si stima un’ulteriore sottoperformance dato che l’allentamento monetario e fiscale potrebbe non essere sufficiente a superare i venti contrari strutturali. Il duplice allentamento potrebbe pesare sulla valuta. Per questi motivi viene mantenuta una posizione di sottopeso sul paese.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.