Sottopeso sull’Australia

A cura di Stefania Basso

Il calo dei prezzi delle materie prime e la valuta forte indicano il possibile ulteriore deterioramento dei termini di scambio. City of London

La Banca centrale australiana (RBA) ha mantenuto i tassi al 2,5% da agosto 2013, dopo un taglio di 25 punti base. Alcuni settori dell’economia, come il residenziale, hanno performato positivamente (le approvazioni delle nuove costruzioni sono quasi ai massimi storici), ma il deterioramento dei termini di scambio rappresenta un vento contrario. Questo significa che la stretta monetaria appare ancora lontana. Prevarrà la posizione dei “tassi bassi a lungo”.

All’incontro di dicembre è stato evidenziato il ritmo del calo dei prezzi delle commodity negli ultimi mesi. L’indice Thomson Reuters Commodity è sceso del 13,1% nei tre mesi precedenti, deteriorando i termini di scambio e pesando sulla crescita. Nonostante ciò, il tasso di cambio reale effettivo rimane superiore a due deviazioni standard rispetto alla media di lungo periodo. La RBA ha indicato la preferenza per l’indebolimento del dollaro australiano e la politica fiscale si sta inasprendo (il FMI stima un drenaggio fiscale dell’1,2% nel 2015), supportando ulteriormente la sua politica monetaria accomodante.

Inoltre, la crescita del pil del terzo trimestre è rallentata al 2,7% anno su anno e dello 0,3% trimestre su trimestre, il ritmo più lento dal primo trimestre 2013. Anche il secondo trimestre è stato corretto al ribasso, dal 3,1% al 2,7% anno su anno. La contrazione degli investimenti dello 0,5% trimestre su trimestre nel terzo trimestre ha pesato sulla performance. Le esportazioni nette comunque sono rimbalzate rispetto al calo del secondo trimestre e potrebbero contribuire ulteriormente alla crescita grazie alla ripresa di nuovi progetti del settore minerario. Ma gli investimenti del settore minerario potrebbero deteriorarsi nei prossimi anni rispetto all’attuale 7% del pil. Questo impatterà sulla crescita del pil, in potenziale calo al 2,0-2,5% il prossimo anno, contro una stima del 2,5-3,0% di quest’anno.

La Cina rimane un mercato importante dato che rappresenta il maggior partner commerciale dell’Australia, con un commercio totale tra i due paesi pari a 151 miliardi di dollari australiani (127,6 miliardi di USD) nel 2013. E’ stata firmata una Dichiarazione di Intenti per l’Accordo di Libero Scambio tra Cina e Australia a novembre, che verrà implementato a partire dal 2015. Ciò dovrebbe beneficiare l’economia. A trarne beneficio saranno in particolare i settori dell’agricoltura, le risorse naturali, i servizi, l’investimento estero e i lavoratori avranno una maggiore accessibilità al mercato cinese, con costi più bassi in alcuni settori.

Strategia del mercato: l’outlook dei rendimenti in Australia è debole, in particolare per la valuta forte. Non viene stimato un calo del dollaro australiano anche se i tassi nel resto dei paesi maturi rimangono deboli. Il team di City of London mantiene una posizione di sottopeso nel paese.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.