Sovrappesare gli investimenti azionari

Nel prossimo futuro gli investitori dovranno attendersi rendimenti di mercato (“Beta”) modesti. Outlook mensile di Allianz Global Investors

Allocazione tattica, azioni e obbligazioni

-Poiché la Financial Repression è ancora in atto e le obbligazioni governative statunitensi e tedesche appaiono onerose, confermiamo la nostra principale convinzione: il rischio più grande è non correre alcun rischio.
-Alla luce di una crescita tendenziale modesta e di tassi ancora bassi, nel prossimo futuro gli investitori dovranno attendersi rendimenti di mercato (“Beta”) modesti e una crescente volatilità.
-Le condizioni di liquidità, il miglioramento delle previsioni di crescita e le valutazioni suggeriscono di sovrappesare gli investimenti azionari.

Focus sui mercati

Azioni Europa

-Gli investimenti nell’area Euro dovrebbero strutturalmente beneficiare del consolidamento dell’Unione Monetaria, della ristrutturazione delle aziende e dei tassi contenuti. Con il recente programma di Quantitative Easing la BCE ha favorito un aumento della liquidità. Inoltre, è positivo che la domanda di prestiti abbia registrato un’accelerazione.
-Sulla base dell’indice dei direttori degli acquisti, l’Eurozona ha iniziato il nuovo anno con grande slancio.
-In base al P/E di Schiller (rapporto prezzo/utili depurato degli effetti del ciclo economico) sia l’Area Euro che il Regno Unito continuano a evidenziare valutazioni convenienti.

Azioni USA

-L’economia statunitense rimane il principale motore della congiuntura mondiale e conferma la propria solidità, nonostante un potenziale di crescita ancora inferiore a quello del periodo pre-crisi.
-Il mercato immobiliare continua a registrare un moderato miglioramento. Il basso prezzo del greggio favorisce i privati, mentre penalizza la produzione di gas e petrolio di scisto.
-Con la chiusura dell’output gap, emergono i primi segnali di pressione salariale, che anche la Fed probabilmente terrà presenti per la futura politica monetaria.
-Nel contesto globale il mercato azionario statunitense presenta valutazioni molto ambiziose, soprattutto in base al P/E di Shiller.

Azioni Giappone

-La ripresa dell’attività economica resta piuttosto debole.
-Escludendo gli effetti dell’aumento dell’IVA, c’è poco da segnalare per quanto riguarda la dinamica inflazionistica, nonostante la “Abenomics”.
-La continua svalutazione dello Yen e la migliore profittabilità delle imprese dovrebbero dare impulso al mercato azionario nipponico, soprattutto nel breve periodo. Gli investitori internazionali devono tenere conto del cambio.

Azioni mercati emergenti

-Anche nelle aree emergenti si è verificato un rallentamento dell’attività economica”; in alcuni Paesi, tuttavia, è stato avviato un promettente programma di riforme per stimolare la crescita.
-Il mercato immobiliare cinese sembra attraversare una fase di decelerazione, ma non di crisi.
-Per quanto riguarda i mercati azionari dei Paesi in via di sviluppo, gli investitori dovrebbero agire con maggior cautela: la recente ripresa dei dati macroeconomici sembra ancora piuttosto timida. Inoltre, in passato il calo dei prezzi delle commodity e l’apprezzamento del Dollaro USA avevano penalizzato l’insieme dei Paesi emergenti.

Settori

-In seguito alla decisione della BCE sono aumentate le possibilità di un orientamento più ciclico dei mercati. In particolare, il settore finanziario dovrebbe guidare la futura tendenza rialzista.
-Consigliamo di mantenere in portafoglio imprese di elevata qualità con business model difensivi e buone prospettive di crescita a lungo termine.
-Per quanto riguarda le valutazioni, ci sono segnali sempre più evidenti di una rotazione dai settori difensivi “cari” a quelli ciclici più “convenienti”.
-Nell’ambito ciclico, le commodity presentano valutazioni interessanti e beneficiano di una storia di crescita a lungo termine in cui rientra anche il ciclo degli investimenti USA.

Tema di investimento: Dividendi – “interessi sulle azioni” contro interessi sulle obbligazioni

-In un contesto di crescita modesta e di rendimenti obbligazionari estremamente ridotti, i dividendi rimangono un’importante componente dei rendimenti azionari.
-In base alle nostre analisi, negli ultimi 40 anni i dividendi europei hanno rappresentato circa il 40% del rendimento totale degli investimenti azionari.
-Il dividend yield nell’Area Euro, ad esempio, è ancora superiore a quello delle obbligazioni societarie europee

Obbligazioni in Euro

-Da diverso tempo le obbligazioni governative nell’Eurozona non offrono rendimenti soddisfacenti, e per il momento tali rendimenti dovrebbero mantenersi modesti a seguito dell’abbondante liquidità.
-Il processo di consolidamento fiscale in atto nell’Area Euro e il rafforzamento dei meccanismi di sostegno internazionali dovrebbero contribuire, nel medio periodo, a una ulteriore diminuzione dei rischi di liquidità e di insolvenza nei Paesi periferici. Le preoccupazioni riguardanti la Grecia non sembrano interessare altri Stati europei.
-Valutiamo positivamente i cambiamenti politici in Italia. Il Presidente del Consiglio Renzi ha iniziato ad attuare le necessarie riforme strutturali (in particolare legge elettorale, settore pubblico, mercato del lavoro). Un’altra nota positiva è una situazione di bilancio migliore rispetto a quella di altri Paesi periferici nonostante l’elevato indebitamento.
-In Spagna il trend congiunturale positivo si è rafforzato. Il successo delle riforme strutturali e del consolidamento di bilancio supporta il miglioramento delle prospettive sui fondamentali.

Obbligazioni internazionali

-In ragione di una crescita economica ancora solida e del previsto rialzo dei tassi di interesse USA, ci aspettiamo un graduale aumento dei rendimenti dei Treasury nei prossimi mesi. Allo stesso tempo, tali aspettative di incremento potrebbero essere attenuate dal perdurare del contesto di Financial Repression.
-In ogni caso, secondo i nostri modelli le obbligazioni governative USA si confermano onerose.

Obbligazioni mercati emergenti

-Le obbligazioni e le valute dei Paesi emergenti dovrebbero continuare ad offrire prospettive solide agli investitori di lungo periodo.
-I rendimenti nominali sui mercati in via di sviluppo sono interessanti e molte valute locali appaiono sottovalutate in relazione al loro potere di acquisto. Si dovrebbero considerare soprattutto i Paesi emergenti dell’Asia.
-Una politica monetaria meno espansiva da parte degli USA potrebbe tuttavia alimentare la volatilità.

Obbligazioni societarie

-Le obbligazioni societarie Investment Grade e High Yield evidenziano valutazioni elevate, ma i fondamentali continuano a essere solidi.
-In base ai nostri modelli, i premi di rischio appaiono quindi tuttora giustificati. Per le obbligazioni corporate europee la situazione è un po’ più critica.
-Il contesto di bassi tassi di interesse e la ricerca di rendimento dovrebbero sostenere anche questo segmento.

Valute

-Le politiche monetarie divergenti (rialzo dei tassi nel 2015 da parte della Fed vs misure di allentamento della BCE) restano un fattore determinante per il cambio EUR/USD nel medio periodo.
-Il Dollaro sarà ancora sostenuto da fattori strutturali come ad es. la maggiore crescita potenziale.
-Per quanto riguarda lo Yen, il continuo forte aumento delle posizioni speculative corte deve essere visto nell’ottica della politica monetaria aggressiva della Banca del Giappone.