Sovrappesiamo Europa e Giappone, sottopesiamo gli Usa

Confermiamo la preferenza per le piazze azionarie di Europa e Giappone rispetto al mercato USA. Le prime due presentano infatti solide dinamiche economiche e degli utili, nonche’ migliori condizioni di liquidita’. Asset allocation azionaria di Pictet

Nelle ultime settimane l’eurozona ha dato segni di accelerazione economica, favorita da una politica monetaria espansiva e dalla debolezza della moneta unica. Le indagini recenti rifettono una ripresa dell’attività industriale, sostenuta dall’aumento delle esportazioni. Cresce anche la spesa delle famiglie, ora che la fiducia dei consumatori ha raggiunto il punto più alto dal 2007 e in Italia è tornata addirittura ai livelli del 2002. Si osservano inoltre ulteriori progressi sul fronte dei fnanziamenti, dove alla maggiore propensione delle banche a concedere prestiti corrisponde una domanda più elevata da parte dei mutuatari, siano essi aziende o privati.

Il programma di acquisto di debito sovrano della BCE, che dovrebbe iniziare in marzo, allenterà ulteriormente le condizioni finanziarie sui mercati monetari e obbligazionari: un contesto favorevole a un incremento degli utili – oggi molto bassi – delle aziende della regione. Come si può vedere dal grafco, nei sei mesi successivi a una netta accelerazione della crescita del credito, i mercati azionari dell’eurozona offrono solitamente performance migliori di quelli obbligazionari. Il listino giapponese gode di uno scenario simile. La debolezza dello yen ha contribuito ad accelerare la crescita delle esportazioni, che corre ora al ritmo più veloce da oltre un anno. Dopo due trimestri consecutivi di contrazione, l’economia mostra segni di ripresa. E a fronte di un’infazione ancora contenuta nove mesi dopo l’aumento dell’imposta sui consumi, la BoJ potrebbe decidere di ampliare il piano di QE nel corso dell’estate, fornendo ulteriore sostegno al mercato azionario nipponico. La prospettiva di un aumento della crescita e della redditività ha attratto fussi di investimento globali in Europa e, in misura minore, in Giappone, mentre le piazze azionarie statunitensi sono rimaste indietro a causa dei deludenti dati macroeconomici pubblicati di recente. Le valutazioni delle società americane appaiono decisamente onerose in confronto a quelle di altri mercati avanzati, soprattutto in vista dell’inasprimento delle condizioni di liquidità da parte della Fed. Le borse dei Paesi emergenti, in particolare di quelli asiatici, presentano valutazioni interessanti, ma non vediamo ancora un chiaro segnale di acquisto.

Recentemente le economie in via di sviluppo hanno evidenziato una diffusa debolezza. Gli ultimi dati cinesi indicano un rallentamento dell’attività interna e dell’edilizia residenziale, una volta in pieno boom”; tali sviluppi hanno vanifcato l’effetto positivo delle recenti misure di allentamento della banca centrale. Anche il previsto rialzo dei tassi di interesse negli USA costituirà un ostacolo temporaneo. Chiudiamo la posizione corta sulle small cap globali, che presentano ora valutazioni più allettanti delle large cap e beneficeranno da un lato dell’accelerazione della crescita a livello globale, dall’altro della maggiore disponibilità di fnanziamenti. Dal punto di vista settoriale, confermiamo la preferenza per le aree cicliche, che saranno favorite dalla ripresa dell’economia mondiale, e per quelle che offrono valutazioni più convenienti delle attività difensive. Nel nostro portafoglio ciclico, riduciamo l’esposizione ai beni voluttuari e chiudiamo la posizione corta nella tecnologia. Siamo sempre convinti che i beni di consumo beneficeranno della maggiore fducia delle famiglie e di un aumento del potere di acquisto per effetto del calo dei prezzi del petrolio e dei progressi del mercato del lavoro, ma il posizionamento eccessivamente rialzista degli investitori espone il settore al rischio di un mutamento del sentiment del mercato. Esprimiamo un giudizio positivo sui titoli tecnologici, che offrono solidi fondamentali a lungo termine, ma anche in questo caso gli investitori appaiono estremamente ottimisti; per ora, quindi, preferiamo non ampliare ulteriormente la nostra esposizione.