Sovrappeso sui titoli di Stato”; Italia e Spagna convenienti

Dopo l’ondata di vendite subita sulla scia della crisi greca, le obbligazioni governative di Spagna e Italia presentano rendimenti interessanti, soprattutto nel segmento a lunghissima scadenza della curva. L’analisi di Pictet AM

Nelle ultime settimane lo spread fra i bond emessi dai due Paesi e i Bund tedeschi si è infatti ampliato di circa 50 punti base sui titoli decennali e ancora di più nella fascia a 30 anni. In base a questi ultimi sviluppi abbiamo rafforzato gli investimenti sulle piazze obbligazionarie della periferia dell’Eurozona e ora sovrappesiamo i titoli di Stato in euro.

Anche se la possibilità di fallimento delle trattative sul debito greco costituisce tuttora una minaccia per l’intera l’area euro e in particolare per i Paesi indebitati della periferia, crediamo che le difese alzate dalla BCE e altre istituzioni comunitarie siano in grado di contenere eventuali danni. La nostra tesi di investimento si basa inoltre su riforme e crescita.

Gli ultimi dati mostrano che Italia e Spagna crescono più velocemente della Germania. Inoltre, sia Madrid che Roma hanno messo in atto riforme volte a incrementare la produttività. La preferenza per i titoli governativi a lunga scadenza si deve anche alle nostre previsioni sulle prossime mosse della Fed. In uno scenario di rialzo dei tassi molto graduale nell’ultima parte dell’anno, i titoli a lunga scadenza dovrebbero avere la meglio su quelli a breve con un conseguente appiattimento della curva.

Il cambiamento nel posizionamento sui titoli di Stato è stata finanziata tramite la riduzione dell’esposizione al segmento high yield europeo, legata essenzialmente ai livelli di valutazione. Rispetto alle emissioni governative dell’Europa meridionale, nelle ultime settimane il mercato high yield ha mostrato una grande resilienza, che ne ha ridotto l’attrattiva.

Per il resto, confermiamo l’assetto neutrale sul debito emergente in valuta locale. Le quotazioni sono interessanti (i rendimenti sono elevati e le valute più deboli del dollaro), ma preferiamo attendere sviluppi positivi sul fronte cinese prima di aumentare la nostra esposizione. In ambito valutario, abbiamo iniziato a ridurre l’esposizione al dollaro statunitense. Il potenziale di rialzo della divisa appare limitato, non solo in previsione di un aumento graduale dei tassi, ma anche perché gli investitori sono eccessivamente ottimisti, persino dopo la chiusura di alcune posizioni corte sull’euro.