Sovrappeso sulla Romania

A cura di Stefania Basso

Solida posizione del paese grazie abbassamento prezzo petrolio e implementazione QE da parte BCE. Il commento di City of London

Il calo del prezzo del petrolio potrebbe spingere al ribasso un’inflazione già bassa, che si è dimezzata negli ultimi 12 mesi e che ha segnato +0,8% anno su anno a dicembre, ben al di sotto del target range del 2,5% +/-1%. Il calo del costo della vita dovrebbe supportare i consumi delle famiglie, fattore guida di crescita dello scorso anno. La fiducia nei consumi ha toccato il massimo degli ultimi sei anni a dicembre. Il supporto potrebbe provenire inoltre dalla politica monetaria ultra-espansiva. La banca centrale della Romania ha ridotto i tassi di 25 punti base toccando il minimo storico di 2,25% a febbraio.

Il calo dei prezzi del petrolio supporterà inoltre i bilanci esteri. Si stima che la flessione del prezzo del petrolio possa ridurre il disavanzo commerciale dello 0,2% del pil, indicando un miglioramento dell’1,2%. Questo significa che nel 2015 il disavanzo di conto corrente potrebbe essere inferiore all’1% del pil.

Il rafforzamento del leu rumeno contro l’euro dal lancio del QE tradizionale da parte della BCE è stato limitato, crescendo dell’1,6%. Inoltre l’euro ha perso il 12% rispetto ai massimi del 2013 su base ponderata per l’interscambio mentre il leu rumeno si è rafforzato solo del 4,4% contro l’euro nel periodo, indicando qualche vantaggio competitivo rispetto agli altri partner commerciali dell’area della moneta unica. Anche la fiducia delle imprese potrebbe migliorare. Grazie alla combinazione tra l’accelerazione dei consumi e l’allentamento monetario, le condizioni potrebbero supportare un’accelerazione della crescita, dal 2,7% atteso lo scorso anno al 3,5% stimato nel 2015.

Le elezioni presidenziali a novembre hanno portato alla vittoria a sorpresa di Klaus Iohannis del partito nazional-liberale dell’opposizione di destra sul primo ministro Victor Ponta. L’obiettivo di Iohannis è la lotta alla corruzione e l’unificazione, un fattore positivo per l’outlook di medio termine ma le tensioni tra Iohannis e il primo ministro potrebbero perdurare nel breve termine. Il Governo comunque ha approvato il bilancio 2015, compreso l’ambizioso programma di aumento degli investimenti del 24%.

La Romania ha sovrperfomato i mercati di frontiera dell’1,3% negli ultimi sei mesi. Il team di City of London mantiene una posizione di sovrappeso grazie alla politica monetaria accomodante, al calo dell’inflazione e al costante processo di riforme.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.