Sovrappeso sull’India

a cura di Stefania Basso

L’economia Indiana guadagna slancio grazie al processo di riforme, alla ripresa della crescita e al rallentamento dell’inflazione. Il commento trimestrale di City of London

I tre fattori che hanno guidato l’outlook dell’India sono un Governo con forte sostegno popolare, un nuovo assetto della banca centrale e il forte ribasso dei prezzi delle materie prime. In particolare dopo le elezioni per i membri delle Assemblee degli Stati il Governo ha intensificato il piano di riforme, deregolamentando i prezzi del carburante diesel, aumentando i prezzi del gas e velocizzando le riforme sul mercato del lavoro. Inoltre l’economia ha continuato a stabilizzarsi dopo la diminuzione del disavanzo di conto corrente e il calo dell’inflazione nominale.

La ripresa dell’attività è continuata nel secondo trimestre (anno fiscale 2015 a fine marzo) con un aumento del pil del 5,3% anno su anno, in ribasso dal 5,7% anno su anno registrato nel primo trimestre ma superiore alle attese. L’incremento è stato guidato dalla crescita dei consumi (privati 5,8% anno su anno, pubblici 10,1% anno su anno), mentre l’investimento è rimasto piatto e le esportazioni sono state deboli. Lo slancio delle riforme, il calo dell’inflazione e il possibile allentamento monetario potrebbero mantenere la crescita del pil a +5,5% nell’anno fiscale 2015, aumentando a +6,5% nell’anno fiscale 2016.

Il CPI è sceso al 4,4% anno su anno a novembre, in ribasso dal 5,5% del mese precedente, toccando il minimo degli ultimi otto anni. I prezzi dei generi alimentari e gli effetti base hanno contribuito a trascinare il tasso tendenziale al ribasso mentre il CPI “core” è rimasto elastico al 5,5% anno su anno. Gli effetti base potrebbero seguire un andamento contrario ma il calo dei prezzi del petrolio manterrà una pressione al ribasso sull’inflazione. Il CPI rimarrà in linea con l’obiettivo del 6% fissato dalla banca centrale.

Il disavanzo di conto corrente è salito dall’1,7% del pil nel primo trimestre (anno fiscale 2015) al 2,1% del pil nel secondo trimestre. Ha beneficiato dell’abbassamento delle importazioni di petrolio dato che l’80% del fabbisogno indiano viene importato rappresentando il 30% delle importazioni globali. Le importazioni di oro invece sono salite, visto che le restrizioni quantitative sono aumentate ma le imposte sono rimaste invariate. La debole domanda da Cina ed Europa sarà compensata dall’indebolimento della rupia. Il disavanzo esterno si restringerà all’1,6% del pil nell’anno fiscale 2015 e all’1,3% del pil nell’anno fiscale 2016.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.