Spagna, probabile rallentamento dello slancio di crescita


a cura di Stefania Basso

Nel medio termine gli sviluppi positivi dei mercati del credito e la creazione di nuovi posti di lavoro sosterranno la crescita. Commento e outlook 2015 di HSBC

La Spagna è cresciuta dello 0,5% trimestre su trimestre nel terzo trimestre 2014. La crescita è stata ancora trainata dai fattori interni, con i consumi delle famiglie in rialzo del 2,7% anno su anno nel trimestre, supportati dal calo rapido della disoccupazione (+23,7% nel terzo trimestre del 2014, in discesa di 2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013) e dal rallentamento dell’inflazione, che ha spinto al rialzo i salari reali, ma anche dal brusco calo dei tassi di risparmio delle famiglie. Anche l’investimento sta aumentando e ha, segnato +1,0% trimestre su trimestre, compreso il settore delle costruzioni (+0,6%). La crescita del credito continua ad essere negativa su base annua, ma il ritmo di contrazione sta rallentando, evidenziando un impulso del credito positivo che sta iniziando a supportare la ripresa. Le esportazioni nette hanno contribuito ancora negativamente alla crescita.

HSBC stima che il recente slancio di crescita possa continuare all’inizio del 2015 anche se in modo più lento. Il tasso d’inflazione è sceso a -0,5% anno su anno a novembre sulla scia dell’abbassamento dei prezzi del petrolio e potrebbe rimanere in territorio negativo sino alla prima metà del 2015, continuando a supportare la domanda interna. Anche il calo della disoccupazione supporterà la domanda, ma il tasso complessivo di disoccupazione scenderà a un ritmo più lento rispetto al terzo trimestre 2014 quando la solida stagione turistica aveva contribuito a creare nuovi posti di lavoro stagionale.

Nel medio termine gli sviluppi positivi dei mercati del credito e la creazione di nuovi posti di lavoro dovrebbero sostenere la crescita, stimata intorno all’1,5% anno su anno (in linea con il dato attuale) ma altri fattori limitano il potenziale di crescita. A livello interno ad esempio, la probabile stabilizzazione del tasso di risparmio e l’elevato indebitamento delle famiglie e delle aziende dovrebbero portare a un rallentamento dei consumi domestici. La creazione di posti di lavoro sarà limitata dal basso potenziale di crescita di alcuni settori, come quello delle costruzioni. E’ improbabile che nel 2015 il settore pubblico possa contribuire positivamente alla crescita come nel 2014 – e sarà ancora meno probabile nel 2016.

Il Governo dovrà ribilanciare la crescita, non affidandosi solo alla domanda interna, al fine di evitare il rischio di crisi della bilancia dei pagamenti, alla luce della posizione negativa degli investimenti netti del paese (quasi il 100% del pil). Un altro obiettivo sarà quello di generare una crescita positiva del credito con le famiglie e le aziende che continuano a ridurre la leva finanziaria. Il debito privato rimane alto rispetto alla media dell’eurozona e i livelli crescenti del debito rappresentano qualche rischio alla stabilità finanziaria. Ma la posizione delle banche in questo momento sembra più solida, dato che hanno superato agevolmente la recente valutazione della BCE.

Sul fronte fiscale il debito pubblico si sta avvicinando al 100% del pil e continua a salire a causa del disavanzo di bilancio ancora alto (5,7% del pil nel 2014) e della bassa inflazione. Il Governo, dopo aver annunciato alcuni tagli fiscali per il 2015, punta sulla crescita per ridurre il disavanzo all’1% del pil nel 2017. Ma tali obiettivi difficilmente si raggiungono in assenza di ulteriori misure di consolidamento, a causa dell’indebolimento strutturale delle entrate e dei rischi di ribasso per la crescita. Inoltre il debito potrebbe rimanere su una traiettoria al ribasso.

I rischi sono perlopiù politici. In vista delle elezioni di fine 2015 non si prevedono ulteriori misure di consolidamento fiscale che potrebbero portare a un aumento del rischio di credito. L’obiettivo del nuovo Governo sarà quello di ridurre il disavanzo. In questo contesto incerto, e con il rischio di inversione delle politiche su importanti riforme, come quella del lavoro e delle pensioni, le aziende e le famiglie potrebbero iniziare a rimandare le loro decisioni in materia di investimento e consumi, impattando sulla crescita. Potrebbe esserci anche un rallentamento dei flussi di investimenti diretti esteri, che hanno assunto un ruolo chiave durante il recente rimbalzo economico. Le possibili elezioni anticipate in Catalogna, dopo il referendum sull’indipendenza del novembre 2014, potrebbero rappresentare un’ulteriore incertezza politica.