Speciale Etp 2016: bilancio dell’industria

La terza tavola rotonda sugli Etp tenutasi martedì 3 Maggio nella nostra sede di Fondi&Sicav si è rivelata alquanto ricca di spunti, dati e idee circa il futuro di questo segmento del risparmio gestito.

In particolare abbiamo chiesto ai nostri ospiti di fornire un riassunto di quelle che sono le tendenze emerse nei primi difficili tre mesi dell’anno, che comunque hanno visto un’ulteriore crescita per gli strumenti exchange-traded sia in Europa che in Italia.

Sicuramente la crisi si è sentita, e il periodo gennaio-marzo 2016 è stato molto diverso dal primo trimestre dell’anno passato. Nel 2015 infatti, come ha evidenziato Stefano Caleffi, executive director, head of Italy di Source UK Services Ltd, nelle prime dodici settimane a livello europeo i flussi netti erano stati positivi per 12 miliardi di dollari, mentre nel 2016 si sono fermati a tre miliardi.

Le difficoltà dei primi due mesi, ha sottolineato Mauro Giangrande, head of passive distribution southern Europe di Deutsche AM Italy, hanno portato a una maggiore affermazione di asset class diverse dall’azionario. Gli Etf sono nati come strumenti per replicare indici equity, l’asset class che ha sofferto di più, ma i flussi si sono comunque spostati su altri comparti.

Nel primo trimestre dell’anno si è visto un boom verso il reddito fisso, ha aggiunto Marcello Chelli, responsabile per l’Italia di Lyxor, in particolar modo a partire da marzo, quando è iniziato un rally che ha compresso molto gli spread in ambito corporate. Infatti la raccolta netta in Europa di Etf obbligazionari è stata positiva per otto miliardi di dollari.

D’altronde, ha aggiunto Vincenzo Sagone, head of Etf indexing &smart beta business unit di Amundi SGR, le condizioni sui mercati a inizio 2016 sono state completamente diverse rispetto al periodo equivalente del 2015. Infatti non solo i primi mesi sono risultati molto volatili, ma va anche ricordato che l’anno passato era invece iniziato in un clima di grande ottimismo.

Secondo Antonio Sidoti, director of italian sales di WisdomTree Europe, quest’anno è stato per certi versi un vero e proprio spartiacque. All’inizio dell’anno gli investitori in prodotti a gestione attiva erano estremamente positivi sugli asset dei paesi sviluppati, e in questo contesto gli investitori istituzionali hanno utilizzato molto gli strumenti short per coprire le proprie posizioni, senza doverle così smontare e senza dovere ricorrere a prodotti derivati

E’ un dato di fatto che gli investitori si rivolgono sempre di più a questi strumenti per costruire i loro portafogli, come ha evidenziato Emanuele Bellingeri, responsabile iShares per l’Italia. La presenza degli Etf all’interno di prodotti di asset allocation, ad esempio di tipo assicurativo o fondi multi-asset, sta mostrando cifre estremamente incoraggianti, anche se a livello di raccolta rimane ancora molto lavoro da fare soprattutto con le reti di promotori e consulenti.

 

Paola Sacerdote
Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.
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