Standard and Poor’s conferma rating su debito sovrano Italia

Apertura poco mossa per le borse europee. Germania: atteso indice fiducia Ifo. nel pomeriggio seguiranno dagli Stati Uniti gli ordini di beni durevoli a marzo. Aggiornamento di UniCredit

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L’agenda macro odierna prevede nel corso della mattina l’indice tedesco di
fiducia Ifo di aprile, mentre nel pomeriggio seguiranno dagli Stati Uniti gli
ordini di beni durevoli a marzo.

Sul fronte societario, prosegue la stagione delle trimestrali, con i conti di Tesla. In questa settimana, riporteranno i conti oltre 1/3 dei titoli dell’indice S&P 500, tra cui le Big del settore tech Usa.

Tra oggi e domani il premier Draghi sottoporrà alle Camere il Pnrr, su cui ha
raggiunto un accordo con l’Ue benché restino da fare “aggiustamenti marginali”.
Dopo il passaggio in Parlamento, il Recovery Plan sarà definitivamente
approvato da un altro Consiglio dei Ministri prima dell’invio a Bruxelles entro il
30 aprile. Non entra nel Recovery la proroga del super-bonus per l’edilizia, che
sarà invece inserita nella prossima legge di bilancio. Da oggi buona parte del
Paese è in zona gialla, con la conseguente riapertura dei ristoranti anche a cena
all’aperto oltre che dei musei, la ripresa di spettacoli e sport e degli spostamenti
tra Regioni.

Come da attese, venerdì l’agenzia S&P Global ha lasciato invariato il rating sovrano dell’Italia a ‘BBB’ con outlook ‘stabile’. Secondo l’agenzia Usa, che aveva alzato l’outlook del nostro Paese nell’ultimo appuntamento lo scorso autunno, l’accelerazione del programma di vaccinazioni, insieme all’aumento dello stimolo fiscale, “dovrebbe facilitare una solida ripresa economica nel secondo semestre”.

Dollaro in lieve calo in attesa del meeting Fed, al via domani. Il cross
euro/dollaro è a 1,21, euro/yen a 130,43, il dollaro quota a 107,68 yen.

Prezzi del petrolio in calo stamane sui timori legati alla situazione coronavirus
in India e in Giappone. Il futures sul Brent perde l’1% a USD 65,40 il barile,
stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 61,50.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 10 tick a 170,73, il Btp
future cedono 3 bp a 147,94. Lo spread Btp/Bund riparte da 104 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,79%. Venerdì si è chiuso il
collocamento del terzo Btp Futura che, con scadenza a 16 anni, ha totalizzato
ordini per EUR 5,48 mld, contro i EUR 5,71 mld della precedente edizione che
riguardava però un titolo a 8 anni. Confermate le cedole minime garantite.

In attesa che domani prenda il via con l’offerta di Btp short e indicizzati la tornata
di aste di fine mese, in serata il Tesoro comunicherà i dettagli del collocamento
a medio-lungo di BTP e CCTeu in programma giovedì. Venerdì intanto via XX
Settembre ha annunciato che mercoledì offrirà EUR 6,5 mld nel Bot semestrale.

Apertura poco mossa per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza
Affari intorno alla parità nelle prime battute. In lieve rialzo i titoli bancari, A2A,
CNH Industrial, Interpump, Inwit, Moncler e Terna. In calo Enel, Tenaris,
Leonardo e Unipol.

Borse asiatiche contrastate stamane, con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo
che guadagna lo 0,36%, Hong Kong -0,21%, Shanghai -0,58%, Seoul in rialzo
dello 0,73% e Sidney a -0,21%.

Non dovrebbero emergere novità dalla riunione di politica monetaria di Bank of Japan che si svolgerà tra oggi e domani, specie dopo che a Tokyo e in altri importanti centri è stato nuovamente dichiarato lo stato di emergenza per via di una ripresa nei contagi e di una campagna vaccinale che va meno rapidamente del previsto. La BoJ dovrebbe confermare la politica ultra-accomodante e il quantitative easing. Diffuso in Giappone il leading indicator, si è attestato a febbraio a 0,6 pts dal precedente 1,2.

Wall Street ha chiuso positiva venerdì, recuperando le perdite della giornata
precedente a causa dei rumour sulla decisione dell’amministrazione di Joe Biden
di quasi raddoppiare la tassa sul capital gain dal 23,8% fino al 43,4% per gli
americani più ricchi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,67%, l’S&P500 è salito
dell’1,09%, il Nasdaq Composite +1,44%.

Sul fronte societario focus su Intel, sotto pressione con un tonfo del 5,32% nonostante il colosso dei chip abbia riportato una trimestrale sopra le attese: delude l’outlook sull’utile per azione per il 2Q, sotto il consensus. Balza del 7,45% il titolo Snap dopo che la società dell’App di messaggistica SnapChat ha annunciato un buon primo trimestre. Male il titolo American Express, in calo dell’1,92%. Il fatturato ha lievemente deluso le attese.

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