Standard Life: “Continuiamo a favorire i bond subordinati di banche e aziende”

Josef Helmes, investment director di Standard Life Investments, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro 

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Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi?  Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

I risultati ottenuti dal candidato centrista Macron, già dopo il primo turno delle elezioni francesi, hanno provocato un aggressivo rafforzamento degli spread e ha permesso al credito euro di sovraperformare. Anche i titoli governativi francesi hanno beneficiato del risultato elettorale, ma altri mercati governativi di qualità, inclusi i bund tedeschi, hanno subito un’inversione dei flussi verso i beni rifugio, antecedenti le elezioni.
Anche i fattori tecnici sono stati favorevoli. Aprile è stato il mese più calmo in termini di emissioni dallo scorso dicembre. Il rischio legato alle elezioni ha spinto gli emittenti corporate a rimandare i finanziamenti. Ci sono stati solo 23 miliardi di euro di nuove emissioni investment grade contro i 62 miliardi registrati nell’aprile del 2016.
Sul lato della domanda il segmento è ancora favorito dagli acquisti di corporate bond da parte della Bce, per un ammontare settimanale pari a €1,4 miliardi (ad aprile).
Infine i fondamentali restano in buona salute. Gli utili nel primo trimestre sono stati migliori delle aspettative e i cash flow sufficienti a mantenere solide le attuali metriche sul credito. Gli indicatori di sentiment – come l’indice Pmi manifatturiero europeo – sono migliorati sensibilmente, suggerendo utili in rialzo per il 2017.

I titoli di Stato sono un chiaro indice dei rischi politici di un Paese. Il Paese è il debitore. I titoli di Stato sono inoltre più liquidi rispetto alle obbligazioni societarie. Ciò li rende uno strumento adatto a esprimere una visione negativa su un paese, vendendo o addirittura andando corti sui titoli governativi o loro derivati (future sui tassi).

Le obbligazioni societarie sono meno sensibili ai rischi politici dato che sono meno liquide. Gli emittenti corporate sono inoltre più diversificati geograficamente, rendendo un portafoglio di corporate bond più immune alle crisi nazionali. Gli emittenti non finanziari beneficiano poi della convinzione che il rendimento delle obbligazioni emesse da proprietari di “asset reali” hanno una disponibilità di beni (proprietà, macchinari) che, in caso di stress finanziario, possono essere monetizzati per il rimborso del debito.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

La vittoria di Macron in Francia ha ridotto il rischio politico nell’Eurozona. il calendario delle elezioni europee sembra meno dirompente per il resto dell’anno. Lo scenario economico rimane forte, le Banche centrali continuano a fornire forti fattori tecnici. I movimenti degli spread da metà aprile hanno fatto sì che il mercato euro oggi sia più vicino a un valore adeguato, dopo essere stato a buon mercato nel corso del primo trimestre.
Detto questo, gli spread potranno attraversare un nuovo rally, dato l’ambiente favorevole e l’assenza di catalizzatori negativi immediati. Continuiamo a favorire i bond subordinati di banche e aziende. Restiamo sottopesati sul debito periferico, considerate le valutazioni tirate e i rischi politici legati all’avvicinarsi delle elezioni italiane (nel 2018).

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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