Stiamo vedendo i prodromi di una fase ciclica negativa?

Stiamo vedendo i prodromi di una fase ciclica negativa? Gli indici di fiducia calano proprio mentre si accende il dibattito in seno alla Bce sulla fine del QE. Il weekly di Mps

C’è un che di ironico nel fatto che proprio quando la BCE percorre un’altra tappa verso l’uscita dal QE e il dibattito sulla prima mossa sui tassi acquista interesse, gli indicatori di fiducia registrano il secondo calo consecutivo. A marzo gli indici PMI per l’area euro sono usciti al di sotto delle aspettative, così come un certo numero di indicatori nazionali (ZEW e Ifo tedesco, Insee francese). Il calo di febbraio-marzo arriva all’indomani della più severa correzione dei mercati azionari vista negli ultimi anni, a cui si sono aggiunte le preoccupazioni seguenti all’introduzione delle tariffe da parte degli USA. Inoltre, secondo Markit, l’agenzia che produce gli indici, vi è qualche evidenza che le temperature rigide rispetto agli standard stagionali abbiano avuto un’influenza negativa.

L’indice PMI composito per l’area euro è il singolo indicatore più efficiente per la stima della crescita del Pil. L’evidenza empirica suggerisce che 2-3 movimenti dell’indice nella stessa direzione permettono di ipotizzare un possibile punto di svolta ciclico. Se, dopo quello visto a febbraio e marzo, il calo persisterà ad aprile-maggio, sarà altamente probabile che questo si rifletterà in un rallentamento dell’economia nei trimestri centrali dell’anno. Tuttavia, gli indici di fiducia si trovano su livelli assoluti ancora elevati; il PMI composito (che unisce il settore manifatturiero e quello dei servizi) medio del primo trimestre è a un livello compatibile con una robusta crescita del Pil (c.a. 0,6%). E’ possibile quindi che l’implicazione sia appunto un semplice rallentamento dovuto alla combinazione di due fattori:

1. l’economia dell’area euro è cresciuta per diverso tempo ad un ritmo superiore al potenziale; l’output gap (la differenza tra crescita effettiva e potenziale) è praticamente chiuso e c’è qualche indizio che stiano emergendo “strozzature” dal lato dell’offerta.
2. l’effetto ritardato dell’apprezzamento dell’euro, che comincia a scalfire la competitività delle merci prodotte nell’area, e in Germania in particolare

Questo calo ci dice qualcosa sul futuro andamento dei mercati finanziari? Picchi dell’indice PMI sono solitamente associati a un declino dello Eurostoxx, a una sottoperformance dei settori ciclici verso i difensivi e a una discesa dei rendimenti governativi. Il grafico sottostante riporta l’indice PMI e l’indice Eurostoxx. Il picco del primo a gennaio ha coinciso con il picco del secondo.

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