Strategia di investimento di Pictet Asset Management

Strategia di investimento di Pictet Asset Management. “Manteniamo un atteggiamento attendista sulla componente azionaria”, commentano Andrea Delitala, head of Euro Multi Asset e Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management

MACRO: I dati macroeconomici segnalano un deciso miglioramento ciclico per le principali economie mondiali. In questo momento l’indice delle sorprese macro si trova sui massimi degli ultimi anni e le attese inflazionistiche continuano il movimento al rialzo. Negli Usa l’attenzione è riposta sulle decisioni della nuova amministrazione: a fronte di un esordio aggressivo sul fronte delle misure protezionistiche, permane invece estrema incertezza sulla tempistica e l’entità delle misure di stimolo fiscale. In Europa, la crescente instabilità sull’esito delle elezioni in Francia trova immediata espressione in un violento allargamento degli spread obbligazionari con il differenziale Francia-Germania a 80bp (sul titolo a 10 anni) e lo spread Btp di nuovo sopra i 200bp (l’esito della Corte Costituzionale aumenta al margine il rischio di elezioni prima dell’estate in Italia).

STRATEGIA:Manteniamo un atteggiamento attendista sulla componente azionaria: la stagione degli utili conferma le valutazioni “piene” per l’azionario USA e le grandi banche, nonostante abbiano riportato numeri molto interessanti hanno sottoperformato il mercato a conferma di quanto sia importante il posizionamento. I listini azionari Usa restano confinati in movimenti laterali ristretti (escursione indice S&P500 da min a max a gennaio 2.9%). I risultati pubblicati dalle imprese Usa sono nel complesso (3/4 del campione) migliori rispetto alle attese (3.5% di sorpresa sugli utili). L’attenzione degli investitori rimane però concentrata sulle decisioni di Trump per quanto riguarda le misure di politica fiscale, la deregolamentazione bancaria, il rimpatrio dei profitti offshore e i dazi doganali. Sullo sfondo s’intravedono dichiarazioni altalenanti da parte dell’amministrazione Trump sull’eccessiva forza del dollaro. In questo contesto d’incertezza, la Fed sembra voler essere più attendista rispetto a quanto comunicato a dicembre anche in virtù di dati sul mercato del lavoro che non lasciano trasparire una particolare accelerazione della pressione salariale. In Europa la situazione è altrettanto incerta a causa del rischio politico crescente legato alle prossime tornate elettorali: in particolare, in Francia, gli scandali che hanno coinvolto il candidato repubblicano (Fillon) hanno precipitato il re-pricing del rischio politico alimentando flussi in vendita da parte di investitori esteri pesantemente investiti sui governativi francesi. I dati macroeconomici sono comunque migliori del previsto ma, nonostante il rialzo delle aspettative d’inflazione durante il mese di gennaio, sarà la dinamica relativa alle aspettative elettorali francesi, il fattore di rischio da tenere sotto osservazione

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