Sudafrica: problemi e sfide chiave

Sudafrica: problemi e sfide chiave. Il team di Franklin Templeton analizza alcuni dei problemi principali che l’economia sudafricana deve affrontare

Una delle aree di preoccupazione più importanti in Sudafrica è l’istruzione. Senza una popolazione istruita, un paese non può compiere progressi, non soltanto in termini di sviluppo economico ma anche politico. In Sudafrica, proprio come in altre parti del mondo, i genitori desiderano fortemente che i propri figli facciano carriera ed abbiano una vita soddisfacente e sono pertanto disposti a fare sacrifici per la loro istruzione. Il governo non è stato purtroppo capace di fornire un numero di aule adeguato per i bambini in età scolare e molte infrastrutture governative esistenti nelle aree a basso reddito offrono istruzione di qualità insoddisfacente.

Parte del problema è legata ai vincoli di bilancio, ma esistono anche problemi amministrativi e legati alla corruzione. Corruption Watch, un’organizzazione non governativa, ha dichiarato di aver ricevuto, tra il 2012 ed il 2015, oltre 1.000 segnalazioni di presidi che avevano sottratto denaro dai conti bancari delle scuole. Ha inoltre riportato che le cariche di preside sono così lucrative da essere oggetto di compravendita.

A causa di questi problemi, in Sudafrica è emerso un fiorente mercato di scuole private. Abbiamo visitato una struttura privata comprendente oltre 100 scuole, in rapida espansione, con nuovi istituti in apertura ogni anno. Alla luce dei problemi di capacità e qualità delle scuole di stato, nonché della mancanza di istituti scolastici nelle nuove aree in via di sviluppo, le famiglie della classe media cercano sempre più di iscrivere i figli in scuole private meno costose.

Il personale scolastico con cui abbiamo parlato ha raccontato che anche i genitori poveri sono disposti a sacrificare una percentuale rilevante del proprio reddito per mandare i figli in queste scuole, nell’intento di offrire loro la migliore istruzione possibile. Alcune di queste famiglie vivono in baracche di legno e lamiera, senza acqua corrente o servizi igienici. Il management della struttura scolastica sta lavorando su un modello “plug-and-play” che consenta di istituire scuole in tutto il paese, con una direzione centrale preposta alla gestione di sistemi informatici, materiali curriculari, sedi scolastiche ed amministrazione generale.

Per quanto riguarda le scuole di stato, ho saputo che i livelli di qualità variano in misura notevole. Passando in macchina in uno dei quartieri ad alto reddito di Città del Capo, ho visto una bella scuola, con edifici eccellenti e strutture sportive di tutti i tipi. Ho saputo che gli studenti che frequentano quella scuola hanno i voti più alti in base agli standard accademici del paese.

Altre scuole statali tuttavia sono sovraffollate e caratterizzate da standard bassissimi. L’organismo amministrativo locale di una scuola può addebitare rette aggiuntive agli studenti per mantenere determinati standard, strutture, ecc.; ciò significa che la qualità dell’istruzione è migliore nei quartieri più ricchi, dove le famiglie possono permettersi rette elevate, insostenibili per coloro che vivono nei quartieri poveri.

Nelle scuole statali, la qualità e la formazione degli insegnanti rappresentano un problema e sembra che non sia insolito trovare in scuole superiori insegnanti non diplomati. Si tratta di un residuo del cosiddetto sistema di istruzione “bantu”, risalente agli anni dell’apartheid, che negava la formazione degli insegnanti per la popolazione nera. Dato l’enorme impatto dell’istruzione sulla disoccupazione e lo sviluppo economico, speriamo che quest’area registri alcuni progressi che consentano anche ai bambini economicamente svantaggiati di accedere ad una buona istruzione.

Immigrazione

Una delle maggiori sfide ed opportunità per il Sudafrica è costituita dall’immigrazione da altre aree africane, con rifugiati che cercano protezione da persecuzioni o semplicemente un modo per vivere in una delle più ricche economie africane. Tra questi, vi sono numerosi immigranti illegali. La competizione per i posti di lavoro crea tensioni e violenze tra i rifugiati e le comunità locali, oltre a povertà e criminalità. I sudafricani di classe media e superiore rappresentano clienti importanti per le società che offrono servizi di sicurezza e comunità protette. Sebbene sia difficile fare confronti diretti, il settore della sicurezza privata in Sudafrica (comprendente circa 9.000 società registrate ed oltre 400.000 guardie private) è tra i più grandi del mondo in termini pro capite ed impiega un numero di persone più elevato rispetto alla polizia locale. I crimini non possono tuttavia essere attribuiti soltanto agli immigranti e tra i fattori vi è anche una generale mancanza di applicazione delle leggi. L’immigrazione può avere un impatto positivo e, come abbiamo visto in altre parti del mondo, gli immigranti hanno apportato notevoli contributi all’economia ed alla cultura dei paesi in cui sono arrivati.

Infrastrutture e disuguaglianze

L’economia del Sudafrica è la seconda economia africana, dopo la Nigeria, ma con infrastrutture sostanzialmente migliori. Vanta un PIL pro capite relativamente elevato rispetto ad altri paesi dell’Africa sub-sahariana, ma presenta anche livelli estremi di ricchezza e povertà. All’ombra di ville multimilionarie, con splendide viste sull’oceano, vi sono centinaia di baracche in legno e lamiera. Il coefficiente di Gini, un indice delle disuguaglianze in termini di reddito, colloca il Sudafrica tra le società più discriminatorie al mondo.

L’importanza dei vicini africani emerge chiaramente quando esaminiamo la situazione dell’energia elettrica nell’Africa meridionale. Situato tra Namibia, Mozambico, Botswana e Zimbabwe, il Sudafrica ha il vantaggio di condividere le risorse elettriche con questi paesi. Nello Zimbabwe, un’enorme centrale elettrica costruita su una gola del fiume Zambesi fornisce elettricità al Sudafrica nei periodi di scarsità, mentre l’eccesso di capacità sudafricana viene offerto quando questa scarsità interessa i paesi vicini.


Problemi del lavoro

Le politiche governative del Black Economic Empowerment hanno attirato le critiche di alcuni economisti perché, pur avendo creato ricchezza per alcune persone, non hanno coinvolto le masse su scala più ampia. Ciò nonostante, il black empowerment è un’importante iniziativa governativa. Le rigide normative sul lavoro e la mancanza di specializzazioni e sviluppo dell’istruzione hanno contribuito ad una disoccupazione su larga scala che rimane problematica.

Negli ultimi anni, l’industria mineraria sudafricana (un propulsore chiave dell’economia del paese) è stata gravata da parecchi problemi. Oltre al calo dei prezzi delle materie prime, la rivalità tra i sindacati ha accentuato le difficoltà sul fronte del lavoro, provocando uno degli scioperi più lunghi e violenti della storia del paese. Vari problemi legati al lavoro, quali norme onerose e debolezza dei prezzi delle materie prime, hanno costretto alcune società minerarie a vendere le attività meno redditizie ed a procedere a licenziamenti dove potevano, ma un rialzo dei prezzi dei metalli potrebbe aiutare il settore e favorire una migliore ripresa economica quest’anno.

Riforma fondiaria

La riforma fondiaria rappresenta un tema cruciale sin dalla fine dell’apartheid. Nel 2015, il Presidente Jacob Zuma ha dichiarato di voler vietare il possesso di terreni agli stranieri e limitare la superficie totale di terreni posseduti a 12.000 ettari per persona, indipendentemente dalla nazionalità. Il governo ha programmato di acquistare i terreni eccedenti tale limite e la loro redistribuzione. Nel 2017, Zuma ha affermato di voler accelerare il programma di riforma fondiaria. A tal fine è stato approvato l’Expropriation Bill (legge che consente allo stato l’esproprio dei terreni), ma la Corte Costituzionale ha bloccato il processo di riforma fondiaria per 18 mesi, dichiarando che il Parlamento doveva definire la Land Restitution Bill (legge volta a restituire i terreni a coloro che ne erano stati espropriati) prima di iniziare a consentire le nuove rivendicazioni dei terreni. Il disegno di legge era diventato legge nel 2014, consentendo a coloro che non avevano rispettato la scadenza del 1998 di presentare le rivendicazioni dei terreni. Il governo sudafricano calcola che serviranno tra 9 e 13 miliardi di dollari statunitensi per soddisfare le nuove rivendicazioni di terreni.

La legge proposta avrà probabilmente l’impatto maggiore sugli agricoltori commerciali; un portavoce del presidente ha chiarito che sarà applicata ai terreni agricoli, non alle proprietà destinate ad uso residenziale. Ciò comprende gli agricoltori locali, per i quali è da prevedere che la limitazione della superficie dei terreni posseduti restringerebbe l’ambito per economie di scala, qualora non vi fosse distinzione tra i livelli di terreno agricolo.

In apparenza, l’introduzione della legge da parte del partito di governo, l’African National Congress (ANC), intendeva placare le critiche del partito di sinistra radicale Economic Freedom Fighters (EFF), che richiedeva l’esproprio dei terreni senza alcun compenso, a causa del fallimento del modello governativo “willing-buyer willing-seller” (disponibilità dell’acquirente e del venditore). Ad oggi, non sono ancora entrati in vigore né il divieto di possesso dei terreni da parte degli stranieri, né il limite dei 12.000 ettari. L’EFF richiedeva inoltre l’esproprio delle miniere, cui l’ANC si è però opposto.

Imprese statali

Lo stato sudafricano è proprietario di circa 700 imprese, tra cui ferrovie, porti ed una gamma completa di società operanti in vari settori, chiamate “parastatali”. Gli stipendi dei dipendenti sono aumentati molto più rapidamente dell’inflazione ed anche le gratifiche per i funzionari governativi di alto rango sono salite velocemente. Il risultato è naturalmente che tutti vogliono lavorare per il governo ed alcuni osservatori affermano che gli stipendi governativi sono diventati troppo elevati. Le imprese statali sono a loro volta diventate sempre più inefficienti e gestite in modo inadeguato, diventando così onerose per le finanze governative.

La privatizzazione, da cui scaturirebbero maggiore trasparenza e rispetto degli obiettivi reddituali, è una soluzione per gestire la corruzione e le inefficienze delle società parastatali. I timori di perdite di posti di lavoro hanno alimentato l’opposizione a questa possibilità.

Abbiamo tuttavia osservato segnali dell’adozione di alcune misure volte a migliorare l’andamento delle società statali, inclusa l’assunzione di consulenti esterni in certi casi, allo scopo di trovare soluzioni (tra cui le ristrutturazioni) per incrementare i ricavi. I consulenti nominati non sono tuttavia esenti da critiche.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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