Sui mercati core, favorito il rischio di credito rispetto al rischio di duration

Maggiore potenziale al rialzo per le obbligazionihigh yield e dei mercati emergenti. Credti Suisse

Crescita dei rendimenti delle obbligazioni sovrane globali

Il nostro giudizio sul reddito fisso è diventato negativo, poiché le valutazionidei titoli di stato hanno raggiunto livelli estremamente negativia fine gennaio. Con il recente rialzo dei rendimenti di riferimento,la sopravvalutazione è stata leggermente smorzata, ma ilnostro giudizio negativo trova ora il sostegno della dinamica tecnica,che è diventata più negativa. Dai fondamentali economici sievince che un primo rialzo dei tassi da parte della Fed statunitensee della Bank of England dovrebbe avere luogo nei prossimi sei mesi,ma i mercati stanno ancora scontando un intervento più tardivo.Nel contempo, la propensione all’allentamento di un numero crescentedi banche centrali di tutto il mondo continua a giocare a favoredi un incremento solo graduale dei rendimenti delle obbligazioniglobali piuttosto che di un loro netto incremento. Prevediamo unrialzo dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni al 2,2% e al2,7% in un orizzonte di 3 mesi e di 1 anno rispettivamente (dal2,1% al momento della redazione). Sebbene la politica monetariainterna dovrebbe fornire un sostegno, riteniamo che a registrare irendimenti complessivi più negativi saranno i titoli di stato tedeschi,giapponesi, ed elvetici alla luce dei loro attuali livelli di rendimentoestremamente bassi. I nostri mercati dei titoli di stato favoritirestano l’Australia e il Canada, dove le banche centrali hanno tagliatodi recente i tassi. In ambito europeo, manteniamo una preferenzaper le obbligazioni italiane, ma siamo un po’ più prudenti sullaSpagna, che verosimilmente risentirebbe di più laddove si intensificasseil rischio politico relativo alla Grecia.

Preferenza per le obbligazioni dei mercati emergenti e conun rating più basso.

Mentre, di recente, i dati economici statunitensi non hanno sorpresoal rialzo, il quadro economico negli USA resta solido. Ciò va asostenere il nostro giudizio positivo sulle obbligazioni high yield(HY), che sussiste da gennaio. Le obbligazioni HY statunitensihanno tratto vantaggio in particolare dalla stabilizzazione dei prezzidel petrolio, mettendo a segno rendimenti complessivi di oltre il2% YTD. Riteniamo vi sia dello spazio di manovra per un ulterioreinasprimento degli spread relativamente ai titoli HY. Ma non prevediamoche gli spread raggiungano i minimi registrati a giugno delloscorso anno”; anche raggiungere uno spread del 4% sui Treasurypotrebbe essere difficile.

Gli spread creditizi delle obbligazioni HY e dei ME presentanoun ulteriore potenziale di inasprimento.

Il nostro approccio positivo sulle obbligazioni in valuta locale deimercati emergenti (ME) è ancora presente. Infatti le forze disinflazionistichesuggeriscono che si sta prospettando un ulteriore allentamentomonetario. Mentre la volatilità potrebbe restare elevata,prevediamo che anche le obbligazioni dei ME in valuta forte (HC)metteranno a segno rendimenti complessivi positivi nei prossimimesi, facendo calare la nostra preferenza relativa per le obbligazioniinterne. Attualmente il nostro indice sulla propensione al rischiosui ME è chiaramente al di fuori del territorio di panico e gli investitoriin valuta forte sono posizionati in misura meno massiccia nellearee a beta elevato (vale a dire rischiose). Ciò suggerisce unastruttura di mercato più solida. Come le obbligazioni HY, anche leobbligazioni in valuta forte dei ME dovrebbero trarre vantaggio dallastabilizzazione dei prezzi energetici. Infatti la maggior parte deipaesi compresi negli indici in valuta forte è composta da esportatoridi commodity.