Syz Am: “Nei mercati emergenti impatto dinamiche domestiche è radicale”

Syz Asset Management. Il contributo di Adrien Pichoud, portfolio manager and chief economist, all’inchiesta di Fondi&Sicav sui mercati azionari dei Paesi emergenti

“Gli annunci della Fed sono stati favorevoli per azioni e debito emergenti”. Adrien Pichoud, Syz Am

Dopo una lunga fase di crescita, i listini dei mercati emergenti sembrano essere entrati in una nuova fase in cui l’andamento dell’equity non trova sempre una correlazione diretta con quello dell’economia. In quali mercati emergenti ha funzionato meglio e in quali funziona ancora il binomio rivalutazione delle azioni e crescita del Pil?

All’interno dei mercati emergenti, le dinamiche di crescita sono in espansione, ma a un ritmo più lento rispetto al passato. Altri Paesi sono in contrazione, come Turchia o Sudafrica, e sono caratterizzati da squilibri idiosincratici. In Cina, l’economia resta a livelli bassi, anche se di recente ci sono stati timidi segnali di ripresa. Le misure di politica monetaria e fiscale per stimolare l’economia non hanno ancora dispiegato del tutto il proprio effetto nell’economia reale, ma il mercato le ha anticipate. Questo, insieme alle economiche valutazioni del mercato azionario, ha contribuito alla minor correlazione tra crescita economica e performance azionaria (a favore del mercato azionario).

In Turchia l’economia è caduta in recessione tecnica dopo due trimestri di crescita negativa e un crollo valutario. Le turbolenze politiche interne e la situazione geopolitica accrescono l’incertezza. Per fermare il crollo della Lira, la Banca centrale ha alzato i tassi, scontando una crescita inferiore. Guardando al mercato azionario, le azioni turche sono in ritardo sui mercati emergenti nel loro complesso, ma riescono ancora a rientrare nei bassi rendimenti a una cifra, favoriti dal sentiment verso le attività dei mercati emergenti, che dall’inizio dell’anno è, in generale, positivo.

In termini di politica monetaria, gli annunci della Fed di un’inversione di tendenza (da un inasprimento, a un maggiore allentamento, fino ai tagli preventivi dei tassi previsti per il prossimo trimestre) si sono rivelati un cambiamento molto favorevole per le azioni e il debito emergenti, che sono diventati ancora più interessanti indipendentemente dalle dinamiche di crescita interne.

Diversificazione elevata o selezione dei titoli molto accurata? Quale ritenete sia l’approccio migliore per investire nell’equity dei mercati emergenti?

Un po’ di tutti e due. Si parla sempre di mercati emergenti in generale, ma è un gruppo estremamente eterogeneo. Le dinamiche domestiche possono avere un impatto radicale: si pensi al crollo della Turchia o dell’Argentina. Nessun mercato emergente, neanche quello cinese, offre diversità o profondità di mercato paragonabili a quelle delle zone sviluppate. Se non si vuole incorrere in un livello di rischio molto elevato, è preferibile diversificare. Così, una crisi economica, politica o monetaria in un singolo Paese – situazione frequente negli emergenti – non porterà a danni irrimediabili. Per di più, tematiche secolari come l’e-commerce, lo sviluppo della classe media o l’urbanizzazione, sono globali e quindi è possibile trovare attori in più regioni emergenti. I mercati emergenti sono meno efficienti. La dispersione di performance tende a essere maggiore: una buona scommessa può offrire una performance considerevole, ma al costo di un rischio elevato.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement