Syz Am: “Small cap continueranno a trarre beneficio da sentiment positivo mercato”

Inchiesta Fondi&Sicav sulle small cap europee. Oggi è la volta di Roberto Magnatantini, portfolio manager del fondo OYSTER Flobal High Dividend e head of Global Equities Team, SYZ Asset Management

Roberto Magnatantini, Syz Am

Nell’ultimo decennio, le small cap europee hanno battuto l’indice europeo delle large cap. Quali sono le ragioni alla base della sovraperformance?

Nell’ultimo decennio, le small cap europee hanno ampiamente superato le large cap. L’indice MSCI Europe Large Cap è cresciuto del 109% fino a ottobre 2019 mentre l’indice MSCI Europe Small Cap ha triplicato (+ 206%). È un tratto peculiare dell’Europa perché nello stesso periodo sono state le large cap a sovraperformare le small negli Stati Uniti.

Nel complesso, le small cap sono più agili, spesso sfuggono ai radar delle autorità regolatrici e di solito offrono prospettive di crescita più elevate rispetto alle large cap. Questi potenziali di crescita si riflettono nel rapporto P/E forward relativo alle Small Cap, che attualmente è superiore di circa il 5% rispetto alla media su dieci anni. Data l’impressionante performance dei corsi azionari nel periodo, l’Eps è effettivamente cresciuto a un ritmo elevato.

Lo Small Cap Index diverge parecchio dal Large Cap Index anche per composizione. Il primo è sottopesato in beni di prima necessità, assistenza sanitaria, finanza ed energia e sovrappesato in settori industriali e immobiliari. Grazie alla loro composizione, le small cap hanno quindi beneficiato delle ottime performance del settore industriale e non hanno risentito eccessivamente del calo dei settori finanziario e dell’energy, che hanno realizzato una delle peggiori performance nell’ultimo decennio.

Questi rendimenti sono stati rafforzati da una sostenuta attività di M&A. È un dato di fatto che, a partire dal 2009, 982 aziende dell’Europa occidentale sono state coinvolte in attività di fusione e acquisizione completata (acquisizione o acquisizione di maggioranza). Di queste, la stragrande maggioranza erano Small Cap (955 società contro 27 Large Cap) e hanno ricevuto premi sostanziali (446 con premi superiori al 20% contro 8 per le large cap).

Un’altra ragione della sovraperformance delle small cap risiede nelle politiche monetarie accomodanti: il Qe ha notevolmente ridotto il costo del finanziamento per le small cap, riducendo così il vantaggio finanziario per le large cap.

Infine, rispetto alle large cap, le small cap ricevono una minore copertura da parte degli analisti lato vendita; questo porta a una minore efficienza del mercato e opportunità di investimento più significative. Un altro fattore strutturale è la liquidità: gli investitori richiedono rendimenti più elevati per compensare una minore liquidità.

Quali sono, a vostro giudizio, le prospettive del segmento small cap europeo? Quali i punti di forza e quali le debolezze?

Le small cap europee entreranno nel 2020 con bassi coefficienti di leva finanziaria (39% in contanti netti contro il 22% per le large cap), politiche pubbliche di sostegno (politica monetaria e fiscale – in particolare in Germania, 11% dell’Indice) e un contesto macroeconomico in lieve miglioramento. Considerato che il Regno Unito rappresenta 1/3 dell’indice Msci Europe Small Cap, la Brexit rimarrà una fonte di incertezza significativa.
Con bassi tassi di interesse duraturi, valutazioni azionarie interessanti rispetto alle obbligazioni, maggiore partecipazione da segmenti di valore e ciclici e buona ampiezza del mercato, le azioni e le small cap continueranno probabilmente a beneficiare di un sentiment positivo del mercato.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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