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	<title>Axa Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>Axa Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Obbligazioni inflation-linked a breve termine: una scelta strategica</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/obbligazioni-inflation-linked-a-breve-termine-una-scelta-strategica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[Eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[obbligazioni inflation linked]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'indicizzazione all'inflazione è destinata a diventare il principale fattore di performance nel breve termine. Elida Rhenals, AXA IM, BNPP AM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/obbligazioni-inflation-linked-a-breve-termine-una-scelta-strategica/">Obbligazioni inflation-linked a breve termine: una scelta strategica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1elementToProof"><b>Elida Rhenals, Co-Head of Inflation, <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-investment-managers/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a>, BNPP AM</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div class="v1elementToProof"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-74072 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2018/07/inchiesta-e1774598622855.jpg" alt="obbligazioni" width="1000" height="578" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2018/07/inchiesta-e1774598622855.jpg 1000w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2018/07/inchiesta-e1774598622855-300x173.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2018/07/inchiesta-e1774598622855-350x202.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof">L&#8217;indicizzazione all&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">inflazione</a> è destinata a diventare il principale fattore di performance nel breve termine. La stagflazione sta diventando il rischio macroeconomico dominante a causa delle tensioni in Medio Oriente. Privilegiate le <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/obbligazioni-inflation">obbligazioni</a> a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione per catturare l&#8217;inflazione con rischi di duration limitati.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div class="v1elementToProof"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-182551 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-350x197.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1.jpg 1422w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div class="v1elementToProof">Il giorno successivo alle prime incursioni statunitensi in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/iran">Iran,</a> abbiamo raccomandato di investire in breakeven e poi di acquistare obbligazioni a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione, in quest&#8217;ordine di preferenza, poiché ritenevamo che le aspettative di inflazione fossero troppo prudenti riguardo alle implicazioni a breve termine dell&#8217;aumento dei prezzi del petrolio: siamo lieti di poter affermare che avevamo ragione. I tassi di inflazione di breakeven hanno generato una performance del +1,04% e la performance assoluta delle obbligazioni a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione è pari al +0,10% (da inizio mese al 13 marzo), in linea con le nostre aspettative.</div>
<div></div>
<h3 class="v1elementToProof">La domanda chiave è: continuiamo a sostenere questa asset class?</h3>
<div></div>
<h3 class="v1elementToProof"><b>La risposta è sì, ma non per le stesse ragioni. </b></h3>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>L&#8217;indicizzazione all&#8217;inflazione aumenterà nel breve termine</b></h2>
<h2 class="v1elementToProof">A nostro avviso, i tassi di inflazione di breakeven prezzano perfettamente prezzi dell&#8217;energia più elevati nel breve termine e, di conseguenza, un&#8217;inflazione più alta per il resto dell&#8217;anno. In altre parole, i prezzi attuali sono coerenti con prezzi del petrolio che si attesteranno in media intorno agli 80-90 dollari al barile per il resto dell&#8217;anno. Ciò significa anche che, <b>affinché i breakeven continuino a salire, è necessario un aumento sostenuto dei prezzi dell&#8217;energia rispetto ai livelli attuali o qualsiasi altro shock inflazionistico </b>(tariffe, interruzioni della catena di approvvigionamento, aumento dei salari, ecc.).</h2>
<div class="v1elementToProof">Con una valutazione piuttosto equa delle aspettative d&#8217;inflazione, riteniamo che la principale fonte di performance per le obbligazioni a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione dipenda sempre più dall&#8217;inflazione realizzata: il recente shock energetico e il conseguente aumento dei prezzi si tradurranno in un reddito maggiore derivante dall&#8217;indicizzazione all&#8217;inflazione.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Nelle attuali condizioni di mercato, stimiamo che il reddito derivante dalle obbligazioni a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione si attesterà tra il 3% e il 3,5% tra aprile e fine anno, trainato principalmente dal meccanismo di indicizzazione all&#8217;inflazione<i>.</i></div>
<div class="v1elementToProof">Riteniamo che l&#8217;entità dell&#8217;indicizzazione all&#8217;inflazione nei prossimi mesi sarà sufficientemente elevata da fornire protezione contro un calo significativo dei tassi reali, come accaduto nel 2022, un periodo che ricorda quello che stiamo affrontando oggi: uno shock inflazionistico e il timore che le banche centrali siano costrette a inasprire la politica monetaria.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Verso la stagflazione e perché Lagarde non sarà il Trichet del 2008</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Le tensioni in Medio Oriente hanno portato un nuovo shock dal lato dell&#8217;offerta, spingendo al rialzo i rischi di inflazione proprio mentre la dinamica di crescita nelle economie avanzate si stava già deteriorando. Gli indicatori di attività segnalavano già un indebolimento della domanda e un rallentamento del mercato del lavoro. Di conseguenza, il contesto macroeconomico assomiglia sempre più a una combinazione stagflazionistica di rallentamento della crescita e persistenti pressioni inflazionistiche.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>I rendimenti reali rimangono positivi e restrittivi</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Tuttavia, non siamo nel 2022: i livelli di inflazione sono significativamente più bassi, la domanda aggregata sta rallentando e i tassi di interesse di riferimento sono ancora restrittivi nelle economie avanzate. Di conseguenza, riteniamo improbabile che le banche centrali reagiscano a un&#8217;inflazione più elevata, trainata dal settore energetico, con ulteriori misure restrittive, dato il rischio di un errore di politica monetaria in un contesto di crescita fragile. Questa visione contrasta con le attuali aspettative di mercato di un ulteriore inasprimento delle politiche monetarie.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof">In questo contesto, <b>privilegiamo le obbligazioni a breve termine indicizzate all&#8217;inflazione, in particolare <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/eurozona">nell&#8217;Eurozona.</a> </b>Questo segmento si è dimostrato efficace nel fornire una protezione contro un&#8217;inflazione effettiva più elevata, limitando al contempo l&#8217;esposizione alle oscillazioni dei tassi di interesse. Allo stesso tempo, riteniamo che beneficeranno di una potenziale riduzione dei prezzi dovuta ad aspettative di politica monetaria eccessivamente restrittive, diventando la copertura più efficace contro un quadro macroeconomico stagflazionistico.</h2>
<div class="v1elementToProof"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il credito ha retto allo shock petrolifero</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/credito-shock-petrolifero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Iggo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I segmenti investment grade e high yield hanno mostrato una buona tenuta fino a questo momento.  Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I segmenti investment grade e high yield hanno mostrato una buona tenuta fino a questo momento.  Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_130794" aria-describedby="caption-attachment-130794" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-130794" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-130794" class="wp-caption-text">Chris Iggo</figcaption></figure>
<p>Il conflitto in Medio Oriente e il conseguente shock energetico rischiano di riaccendere l&#8217;inflazione globale nei prossimi mesi. La storia economica suggerisce che ogni crisi geopolitica che coinvolge il petrolio tende a produrre effetti simili: prezzi dell&#8217;energia in aumento, rendimenti obbligazionari più alti, maggiore volatilità dei tassi d&#8217;interesse e, spesso, crescita economica più debole.</p>
<p>Se il conflitto dovesse prolungarsi, le conseguenze per i mercati finanziari potrebbero essere significative. Gli spread creditizi tenderebbero ad allargarsi e le valutazioni azionarie a ridursi.</p>
<p>In un contesto del genere, nemmeno l&#8217;ottimismo legato allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale sarebbe sufficiente a compensare l&#8217;aumento dei premi al rischio nel breve periodo. Quando il conflitto si concluderà potrebbero emergere opportunità di valutazione. Fino ad allora, strumenti finanziari con bassa duration, credito solido e protezione dall&#8217;inflazione potrebbero offrire una certa difesa.</p>
<h2>Opportunità nel credito</h2>
<p>I prezzi dei futures sul petrolio suggeriscono che il mercato si attende una risoluzione relativamente rapida del conflitto. Se i Paesi del G7 riuscissero a coordinare il rilascio delle riserve strategiche, , i mercati energetici potrebbero ricevere un certo sollievo.  In questo caso, l&#8217;impatto sull&#8217;inflazione globale sarebbe contenuto.</p>
<p>Anche il mercato degli inflation swap riflette questo scenario: sarebbe molto più preoccupante se iniziasse a prezzare un livello permanentemente più elevato di inflazione, soprattutto alla luce delle tensioni sociali legate al costo della vita.</p>
<p>Una rapida riduzione delle tensioni di mercato potrebbe far emergere nuove opportunità di investimento. Il mercato del credito ha mostrato finora una buona tenuta. Gli spread si sono allargati, ma negli Usa e nell&#8217;area euro – sia nel segmento investment grade sia in quello high yield – restano in linea con i livelli massimi registrati nel quarto trimestre del 2025.</p>
<p>Recentemente negli Stati Uniti si è registrata una giornata record di emissioni di obbligazioni societarie, assorbite rapidamente dagli investitori e, nonostante alcune notizie negative sul credito privato, non ci sono segnali di un calo della domanda per titoli investment grade di buona qualità.</p>
<p>Nel segmento high yield, più vicino al mondo del private credit per livello di leva finanziaria ed esposizione alle aziende di medie dimensioni, i fattori tecnici restano positivi. I pagamenti delle cedole agli investitori tendono infatti a superare il volume delle nuove emissioni, sostenendo il mercato attraverso il reinvestimento.</p>
<p>Nel breve periodo, tuttavia, l&#8217;aumento dei tassi potrebbe penalizzare i rendimenti obbligazionari. Strumenti con minore esposizione alla volatilità dei tassi, con spread più elevati e con protezione dall&#8217;inflazione potrebbero offrire una difesa temporanea.</p>
<h2>Guardando al quadro più ampio, gli investitori devono interrogarsi su due questioni.</h2>
<p>La prima riguarda il breve periodo: cosa accadrebbe se il conflitto si prolungasse per diverse settimane, con una riduzione persistente dell&#8217;offerta globale di petrolio e gas?</p>
<p>La seconda è più strutturale: questo conflitto rappresenta un segnale di rischio geopolitico destinato a rimanere più elevato nel tempo?</p>
<p>Un mondo caratterizzato da competizione per risorse scarse, controllo delle rotte commerciali e nuove alleanze geopolitiche, insieme alla crescente domanda di energia legata allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, potrebbe portare a premi per il rischio inflazionistico più elevati e a una maggiore volatilità dei tassi.</p>
<p>Tensioni nelle relazioni internazionali, un maggiore ricorso alla forza militare, politiche commerciali più protezionistiche e cambiamenti nei flussi di capitale potrebbero tradursi in inflazione più alta e crescita economica più debole.</p>
<p>Questo non significa tornare agli anni &#8217;70. Ma potrebbe costringere gli investitori a riflettere su come i rischi geopolitici influenzino l&#8217;allocazione di lungo periodo degli investimenti, tra classi di attivo, profilo di liquidità ed esposizione geografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il reddito fisso merita attenzione nel 2026</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/reddito-fisso-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[bnp]]></category>
		<category><![CDATA[Plè]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riteniamo che vi siano cinque motivi per includere il reddito fisso in euro nell'allocazione obbligazionaria. Johann Plé, Senior Portfolio Manager, Fixed Income, AXA IM, BNPP AM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/reddito-fisso-2026/">Il reddito fisso merita attenzione nel 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riteniamo che vi siano cinque motivi per includere il reddito fisso in euro nell&#8217;allocazione obbligazionaria. Johann Plé, Senior Portfolio Manager, Fixed Income, AXA IM, <a href="https://www.linkedin.com/company/bnp-paribas/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">BNPP AM</a></em></p>
<h2><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-124385 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond.jpg" alt="bonds" width="700" height="446" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-300x191.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-150x96.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-696x443.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-659x420.jpg 659w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></h2>
<h2>Esposizione a molteplici motori di performance</h2>
<p>Il segmento euro offre accesso a un&#8217;ampia gamma di titoli sovrani, quasi-sovrani e obbligazioni corporate sia investment grade sia high yield. Nel 2025, sebbene il debito sovrano non abbia contribuito in modo significativo ai rendimenti complessivi, alcuni Paesi hanno registrato performance nettamente superiori. Il debito sovrano &#8220;periferico&#8221;, ad esempio, ha sovraperformato i titoli core dell&#8217;area euro di quasi il 3%, grazie a una maggiore disciplina fiscale e a prospettive di crescita più favorevoli. Anche il credito investment grade in euro ha evidenziato solidità, con rendimenti superiori al 3%, mentre il segmento subordinato investment grade ha superato il 5%. Questa pluralità di fonti di rendimento evidenzia come la gestione attiva possa incidere in modo determinante sui risultati e offrire opportunità anche nel 2026.</p>
<h2>Rendimenti dei bond in euro prossimi ai massimi storici</h2>
<p>Molti investitori potrebbero orientarsi verso l&#8217;high yield per incrementare il reddito, ma con spread già compressi il premio per il rischio aggiuntivo non appare particolarmente generoso. In questo contesto, la qualità e la diversificazione del mercato euro assumono un ruolo rilevante. Con un rendimento vicino al 3%, il Bund tedesco decennale è tornato sui livelli del 2011, ben al di sopra della media ventennale dell&#8217;1,8%. Nel frattempo, i tassi monetari sono scesi dopo che la European Central Bank ha ridotto i tassi al 2%. I Treasury statunitensi a dieci anni, scesi dal picco del 5%, si attestano intorno al 4,20%, che equivale a circa il 2,50% una volta coperti dal rischio cambio in euro. La volatilità dei tassi, che era raddoppiata nel 2022 e negli anni successivi, si è attenuata nel 2025. I rendimenti sono saliti senza un corrispondente aumento della volatilità, un elemento rilevante: i rendimenti dei Bund decennali risultano elevati non solo in termini storici ma anche su base corretta per la volatilità. Ciò rende le obbligazioni in euro interessanti sia in termini assoluti sia relativi.</p>
<h2>I fondamentali dell&#8217;Eurozona appaiono positivi</h2>
<p>L&#8217;inflazione si colloca ora sul target del 2% fissato dalla Bce, e potrebbe scendere ulteriormente nel 2026. Anche considerando il piano fiscale tedesco, il deficit di bilancio dell&#8217;area euro dovrebbe mantenersi poco sopra il 3% del PIL, un quadro ben diverso da quello statunitense, dove l&#8217;inflazione resta superiore al target della Fed e il disavanzo potrebbe avvicinarsi al 6%. Parallelamente, l&#8217;economia europea dovrebbe beneficiare di maggiori stimoli fiscali, con effetti positivi sulle prospettive di crescita e sui fondamentali societari. Con inflazione sotto controllo, migliori prospettive di crescita, maggiore flessibilità fiscale e tassi ufficiali in territorio neutrale, il reddito fisso in euro appare ben posizionato.</p>
<h2>Il ruolo sostanziale dei bond nella mitigazione dei <em>drawdown</em></h2>
<p>Il reddito fisso svolge tradizionalmente una funzione difensiva in un&#8217;allocazione multi-asset globale. Nei periodi di avversione al rischio, quando i mercati azionari scendono, le obbligazioni dovrebbero fungere da ammortizzatore grazie al calo dei rendimenti. L&#8217;obiettivo non è tanto massimizzare il rendimento quanto gestire il profilo di rischio del portafoglio. I dati storici mostrano che la combinazione di azioni e obbligazioni riduce i <em>drawdown</em> massimi senza incidere sullo <em>Sharpe ratio</em>. In una fase di elevata incertezza, dopo anni di performance azionarie robuste, la protezione dai ribassi torna quindi centrale. In questo contesto, il reddito fisso in euro, che presenta la correlazione più bassa con l&#8217;azionario rispetto ad altri segmenti obbligazionari, appare particolarmente adeguato e può svolgere una funzione di bene rifugio.</p>
<h2>Una volatilità più elevata rappresenta un&#8217;opportunità</h2>
<p>Pur essendo diminuita nel 2025, la volatilità del reddito fisso in euro rimane superiore alla media degli ultimi dieci anni. È soprattutto la componente tassi ad aver determinato l&#8217;aumento negli ultimi quattro anni, contribuendo oggi a circa il 90% della volatilità complessiva, rispetto a una media storica intorno al 75%. Questo contesto crea margini per una gestione attiva della duration. Nel 2025 il rendimento del Bund decennale è salito di quasi 50 punti base, con dieci movimenti superiori a 30 punti base, quattro dei quali al ribasso. Una gestione flessibile consente non solo di attenuare le fasi di sell-off, ma anche di sfruttare pienamente i rally dei tassi. In un mondo caratterizzato da imprevedibilità e rischi di coda multipli, la volatilità è destinata a persistere, così come le opportunità di migliorare il profilo rischio-rendimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/reddito-fisso-2026/">Il reddito fisso merita attenzione nel 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Duration vs. credito</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/duration-credito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[BNPP AM]]></category>
		<category><![CDATA[Tentori]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La duration ha avuto finora un avvio di anno deludente, in parte per effetto delle dinamiche del mercato dei titoli di Stato giapponesi. Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europa AXA IM Core, BNPP AM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/duration-credito/">Duration vs. credito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La duration ha avuto finora un avvio d&#8217;anno deludente, in parte per effetto delle dinamiche del mercato dei titoli di Stato giapponesi. Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europa AXA IM Core, <a href="https://www.linkedin.com/company/bnp-paribas-asset-management/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">BNPP AM</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-124385 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond.jpg" alt="bonds" width="700" height="446" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-300x191.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-150x96.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-696x443.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond-659x420.jpg 659w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le obbligazioni high yield statunitensi, per esempio, hanno battuto i Treasury dello 0,7% da inizio anno. Gli investitori giapponesi hanno un peso rilevante nei mercati obbligazionari internazionali. Il loro interesse per i titoli non domestici potrebbe riflettere sempre di più la riduzione degli spread (la differenza di rendimento) tra i JGB e i Treasury americani.</p>
<p>Naturalmente, un calo della domanda giapponese di Treasury dovrebbe essere compensato da un aumento della domanda altrove, così da evitare un brusco riprezzamento degli asset a reddito fisso. Dal punto di vista dell&#8217;investitore, la scelta tra strumenti a duration più lunga e una strategia orientata a un reddito più elevato dipende, in sostanza, dal confronto tra la valutazione &#8220;risk-neutral&#8221; della pendenza della curva dei rendimenti e il livello degli spread creditizi. Se gli spread creditizi si muovono vicino ai minimi storici, la curva dei rendimenti resta invece relativamente piatta e non riesce ancora a offrire un&#8217;alternativa davvero interessante rispetto al mondo societario.</p>
<p>Inoltre, il miglioramento qualitativo nella composizione degli indici creditizi non è passato inosservato: la fascia sub-investment grade (BB) oggi rappresenta oltre il 60% dell&#8217;universo globale high yield, in aumento rispetto al 35% di vent&#8217;anni fa.</p>
<h2>Quo vadis, Fed?</h2>
<p>Sulla base delle aspettative di mercato, nel 2026 la Federal Reserve dovrebbe ridurre i tassi d&#8217;interesse statunitensi per un totale di 45 punti base. Tuttavia, introdurre misure di ulteriore accomodamento monetario in un&#8217;economia già resiliente e sostenuta da condizioni finanziarie espansive potrebbe rivelarsi rischioso sul fronte dell&#8217;inflazione futura.</p>
<p>La Fed continuerà quindi a valutare attentamente i dati in arrivo e l&#8217;evoluzione dell&#8217;orientamento della politica monetaria. In effetti, la sua posizione finale potrebbe essere vicina a un livello neutrale, vale a dire né di stimolo né di freno al ciclo economico.</p>
<p>Attualmente, il tasso target sui fondi federali è coerente con le metriche comunemente utilizzate per stimare il cosiddetto tasso d&#8217;interesse &#8220;neutrale&#8221;. Il prossimo appuntamento chiave è fissato per metà marzo, quando la Fed pubblicherà il nuovo <em>Summary of Economic Projections</em>. Al momento, il mercato non sconta un taglio dei tassi in quella specifica riunione di politica monetaria.</p>
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		<title>Axa Outlook 2026: Implicazioni per gli investimenti core</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/axa-outlook-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 11:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlook 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Iggo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene l'economia globale abbia dimostrato una notevole resilienza nel 2025, il vero impatto dei dazi statunitensi (uno dei temi dominanti dell'anno) resta incerto. Chris Iggo, Chief Investment Officer di AXA IM Core</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Axa Outlook 2026: sebbene l&#8217;economia globale abbia dimostrato una notevole resilienza nel 2025, il vero impatto dei dazi statunitensi (uno dei temi dominanti dell&#8217;anno) resta incerto. Chris Iggo, Chief Investment Officer di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a> Core</em></p>
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<figure id="attachment_130794" aria-describedby="caption-attachment-130794" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-130794" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-150x92.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-696x426.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-686x420.jpg 686w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-356x220.jpg 356w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo.jpg 980w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-130794" class="wp-caption-text">Chris Iggo</figcaption></figure>
<p>Tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita globale per il 2025 dal 3,0% di luglio al 3,2% e ha mantenuto invariata la stima per il 2026 al 3,1%.<u></u></p>
<p>Dal punto di vista dei mercati, prevediamo che le spese per l&#8217;intelligenza artificiale (IA) continueranno a sostenere i titoli del settore tecnologico e il PIL statunitense. Le obbligazioni dovrebbero beneficiare del continuo allentamento delle banche centrali nel 2026. Un&#8217;economia globale resiliente e le misure di politica monetaria dovrebbero tenere sotto controllo i timori fiscali, mentre lo scenario di base risulta positivo per i mercati del credito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Nonostante i rischi, la crescita rimane resiliente, alimentata dall&#8217;IA</strong></h2>
<p>L&#8217;economia statunitense resta resiliente. La spesa per l&#8217;IA, l&#8217;effetto ricchezza generato dal mercato azionario e un contesto creditizio favorevole, sostenuto dalle aspettative di un calo dei tassi di interesse, stanno supportando la crescita. L&#8217;IA è il principale fattore di cambiamento potenziale, data la sua promessa di rapidi miglioramenti nella produttività. Questa tecnologia ha il potenziale per rivoluzionare i modelli di business tradizionali, ottimizzare le catene del valore e generare progressi significativi in settori quali la medicina e l&#8217;agricoltura.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, sono in corso ingenti investimenti nelle infrastrutture e nella catena del valore dell&#8217;IA: data center, strutture per il cloud computing e garanzia di un maggiore approvvigionamento energetico. L&#8217;aumento dei prezzi delle azioni dei principali attori nella corsa all&#8217;IA sta contribuendo a un effetto ricchezza che sostiene la spesa dei consumatori, gli investimenti e la leadership economica degli Stati Uniti, nonostante i timori relativi al commercio internazionale e ad altre politiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>È tempo che l&#8217;Europa faccia un passo avanti</strong></h2>
<p>L&#8217;Europa si trova ad affrontare sfide commerciali, geopolitiche e di competitività. La buona notizia è che la regione ne ha preso atto, come sottolineato nel Rapporto Draghi del 2024 sulla competitività economica europea. Le sfide sono rese più urgenti dal mutato rapporto con gli Stati Uniti, dalla necessità di aumentare la spesa per la difesa e dal desiderio di investire maggiormente nella transizione ecologica e nella tecnologia.</p>
<p>Si stanno delineando alcuni fattori positivi: la crescita si è dimostrata resiliente negli ultimi trimestri e la Banca centrale europea dovrebbe mantenere bassi, o forse anche più bassi, i tassi di interesse, mentre i piani fiscali della Germania hanno il potenziale per sostenere la crescita in tutta l&#8217;eurozona. Le questioni fiscali, un mercato dei capitali ancora frammentato e la politica interna potrebbero concorrere a frenare la crescita, ma nel 2026 l&#8217;Unione dovrebbe anche compiere progressi nello sviluppo di politiche economiche più efficaci per affrontare gli sviluppi globali sfavorevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Mercati obbligazionari: focus sul credito</strong></h2>
<p>I rendimenti obbligazionari sono apparsi soddisfacenti nel 2025 e i livelli di rendimento delle obbligazioni suggeriscono che i rendimenti basati sul reddito saranno positivi in futuro, in assenza di shock sui tassi di interesse o sul credito. La nostra opinione di base è che i tassi scenderanno ulteriormente nel 2026, sostenendo i mercati obbligazionari in generale. Vi sono tuttavia rischi che potrebbero generare picchi periodici di volatilità nel reddito fisso. Gli elevati livelli di indebitamento pubblico potrebbero creare problemi in alcuni mercati dei titoli di Stato ed esiste il rischio che l&#8217;inflazione negli Stati Uniti resti elevata; inoltre, vi sono timori secondo cui spread creditizi ridotti (differenze nei rendimenti obbligazionari) potrebbero limitare i continui extra-rendimenti positivi delle obbligazioni investment grade e high yield. La convergenza dei tassi di interesse statunitensi e dell&#8217;eurozona potrebbe avere implicazioni anche sui mercati dei cambi.</p>
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		<title>Bolla sull’azionario, cosa ci dicono gli indicatori?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/bolla-azionario-indicatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[bolla]]></category>
		<category><![CDATA[Tentori]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato può apparire caro da diversi punti di vista, ma non mostra quei segnali tipici di una bolla azionaria che alcuni vorrebbero leggere nell'attuale livello delle valutazioni. Alessandro Tentori, Cio Europa di Axa Im</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/bolla-azionario-indicatori/">Bolla sull’azionario, cosa ci dicono gli indicatori?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il mercato può apparire caro da diversi punti di vista, ma non mostra quei segnali tipici di una bolla azionaria che alcuni vorrebbero leggere nell&#8217;attuale livello delle valutazioni. Alessandro Tentori, Cio Europa di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-investment-managers/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Axa Im</a></em></p>
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<figure id="attachment_137256" aria-describedby="caption-attachment-137256" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-137256" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM-150x151.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM.png 216w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-137256" class="wp-caption-text">Alessandro Tentori</figcaption></figure>
<p>In un periodo in cui -a causa dello shutdown &#8211; le large cap statunitensi rappresentano l’unico dato certo di cui disponiamo per cercare di mettere a fuoco l’attuale fase del ciclo congiunturale Usa, è giusto domandarsi se le valutazioni attuali siano sostenibili o se esistano rischi concreti di bolla speculativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il quadro d’insieme dell’economia a stelle e strisce continua a mostrare segnali di resilienza. L’economia Usa sembra aver retto bene al colpo del Liberation Day con un potenziale di crescita del Pil passato dal 2,5% al 2%. Il tasso d’inflazione, rivisto al ribasso di 30 bp, si mantiene più vicino al 3% che al 2%.</p>
<p>L’eurozona registra un netto miglioramento ciclico e la Cina, grazie ad uno sforzo di politica fiscale e monetaria, ha sperimentato una revisione al rialzo delle stime di crescita (passate dal 4% al 5%). Questa la fotografia del terzo trimestre, che conferma in tutte e tre le aree dati in miglioramento.</p>
<h2><strong>Valutazioni care</strong></h2>
<p>Sul fronte delle valutazioni emergono differenze regionali. La Cina mostra segnali di ripresa rispetto all&#8217;Unione Europea e ai mercati emergenti, mentre le large cap Usa continuano a mostrare valutazioni elevate, anche se non eccessive. Resta ampia la forbice sull&#8217;equity Usa tra i prezzi delle azioni e il posizionamento degli investitori più speculativi. I flussi degli ETF sul mercato americano risultano in linea con quelli dello scorso anno.</p>
<h2><strong>Mercato del lavoro</strong></h2>
<p>Il mercato del lavoro resta un indicatore chiave sullo stato dell&#8217;economia statunitense. I dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, confrontati con quelli del 2024, non mostrano anomalie significative. Si osserva forse un lieve aumento, ma riconducibile alla normale stagionalità.</p>
<h2><strong>Altri indicatori macro</strong></h2>
<p>Alcuni dati del settore privato, che riflettono il sentiment e la fiducia delle imprese, hanno registrato un peggioramento. Nel manifatturiero il sentiment e le aspettative sui prezzi si sono indeboliti, mentre quello nel settore dei servizi è in miglioramento. Nel complesso, il quadro non indica né un netto deterioramento né un netto miglioramento: a livello settoriale, la situazione potrebbe essere migliore di quanto sembri. In sintesi, gli indicatori non suggeriscono un&#8217;economia in contrazione né un quadro di recessione.</p>
<h2><strong>Aspettative di politica monetaria</strong></h2>
<p>Cosa dobbiamo aspettarci allora dalla Federal Reserve (Fed)? Una possibilità è che a dicembre la Fed cambi l&#8217;impostazione rispetto all&#8217;ultima riunione, in cui ha ridotto i tassi per avvicinarli al livello neutrale. In occasione del prossimo meeting la banca centrale dovrebbe fornire ai mercati previsioni e aspettative, anche se la mancanza di dati potrebbe limitarne l&#8217;accuratezza. Anche lo stato di salute delle aziende americane è un dato chiave nelle valutazioni della Fed e potrebbe influire sulla politica monetaria. Per ora, resta sul tavolo l&#8217;aspettativa di un ulteriore taglio a dicembre.</p>
<h2><strong>Trimestrali forti</strong></h2>
<p>Gli occhi sono quindi puntati sulle trimestrali, un dato significativo, soprattutto in mancanza di altri dati. Per il terzo trimestre era attesa una crescita degli utili del 7.4% ma il dato è andato ben oltre il secondo trimestre ed è già vicino al 13%. Rilevante anche la quota di sorprese positive, che sfiora l&#8217;83%: un segnale che la corporate America è in miglioramento, nonostante gli effetti della politica commerciale statunitense.</p>
<p>I timori legati ai dazi non si sono tradotti in un arresto: le aziende americane continuano a mettere a segno buoni risultati. Di conseguenza, gli strategist di Wall Street hanno rivisto le aspettative, in miglioramento sia per fine anno sia per i prossimi 12 mesi. Le banche, in particolare, hanno registrato una stagione eccellente.</p>
<p>Il settore bancario ha fatto bene anche in Eurozona, ma per quanto riguarda le aziende il quadro è stato meno brillante rispetto agli Stati Uniti. Tanto che, senza il contributo delle banche, gli utili mostrerebbero addirittura una crescita negativa.</p>
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		<title>Spread creditizi, non troppo compressi come si crede</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/spread-creditizi-compressi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Iggo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corporate bond: prospettive solide in un contesto di tassi in convergenza. Chris Iggo, Chief Investment Officer di AXA IM Core</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Spread creditizi, non troppo compressi come si crede. Corporate bond: prospettive solide in un contesto di tassi in convergenza. Chris Iggo, Chief Investment Officer di <a href="http://it.linkedin.com/company/axa-investment-managers" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a> Core</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_130794" aria-describedby="caption-attachment-130794" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-130794" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-150x92.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-696x426.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-686x420.jpg 686w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-356x220.jpg 356w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo.jpg 980w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-130794" class="wp-caption-text">Chris Iggo</figcaption></figure>
<p>La valutazione delle prospettive dell’asset class implica una precisazione: gli spread creditizi sono considerati compressi, con scarso margine di ulteriore restringimento tra obbligazioni di diversa qualità. Due osservazioni in proposito: primo, i titoli di Stato sono diventati più economici rispetto ai tassi swap, cioè i rendimenti delle obbligazioni sono superiori ai tassi swap.</p>
<p>Se si considera quindi il rendimento delle obbligazioni corporate rispetto ai tassi swap, lo spread non è così stretto come sembra rispetto ai titoli governativi. Molti investitori istituzionali utilizzano proprio i tassi swap come benchmark, il che mantiene il credito interessante – nel mercato investment grade USA, lo spread sullo swap è intorno ai 120 pb, rispetto agli 82 pb contro i Treasury.</p>
<p>Secondo, la compressione degli spread consente agli investitori di non dover rinunciare a una quota eccessiva di rendimento per migliorare la qualità creditizia del portafoglio. Tra i comparti con rating AA e BBB dell&#8217;indice europeo dei corporate bond investment grade, la differenza di rendimento è di soli 38 punti base, il livello più basso registrato da dalla prima pubblicazione degli indici da parte di Bank of America/ICE nel 2016.</p>
<p>Ai minimi storici anche lo spread nel mercato statunitense che si attesta a circa 50 pb. Ciò significa che chi teme le valutazioni o la potenziale volatilità oggi può assicurarsi rendimenti discreti migliorando al contempo la qualità creditizia media del portafoglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I corporate bond restano in buona salute</strong></p>
<p>Se dovesse verificarsi una fase di volatilità nei mercati obbligazionari, ritengo sia più probabile che sia innescata dal credito piuttosto che dai tassi. Storicamente, i drawdown maggiori derivano o da shock sui tassi o da eventi creditizi – e al momento lo scenario non prevede uno shock sui tassi, a meno di un&#8217;improvvisa inflazione da offerta.</p>
<p>Negli ultimi tempi sono emersi timori sul fronte del credito, in particolare nel comparto privato, ma i mercati pubblici si sono mostrati estremamente resilienti. Ciò è coerente con lo scenario macroeconomico e la robustezza della crescita nominale. I risultati del terzo trimestre rafforzano questa lettura: secondo Bloomberg, l&#8217;universo dell&#8217;S&amp;P 500 ha registrato una crescita dei ricavi superiore all&#8217;8%.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>HY Usa favoriti dalle attese per un soft landing</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/hy-usa-soft-landing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[soft landing]]></category>
		<category><![CDATA[Stephenson]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’asset class sta beneficiando di un elevato flusso di investimenti in entrata. Jack Stephenson, US Fixed Income Investment Specialist di AXA IM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’asset class sta beneficiando un elevato flusso di investimenti in entrata. Jack Stephenson, US Fixed Income Investment Specialist di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-investment-managers/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-126693 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4.jpg" alt="high yield" width="700" height="467" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4-150x100.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4-696x464.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/06/HY4-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mercato high yield Usa ha attraversato un&#8217;estate relativamente tranquilla, dopo la volatilità vista durante la scorsa primavera. Nonostante l&#8217;incertezza, gli investitori sono stati incoraggiati da punti d&#8217;ingresso interessanti. Prevediamo che gli spread creditizi continueranno a essere sostenuti dai solidi fondamentali societari, dai bassi livelli di insolvenza e dalla domanda continua degli investitori alla ricerca di rendimenti.</p>
<p>A prima vista, gli investitori sembrano aver ignorato i titoli dei giornali approfittando dei migliori punti di ingresso (creati dalla volatilità legata ai dazi), con oltre 20 miliardi USD di flussi netti verso il segmento high yield dal 23 aprile.</p>
<p>Ma il mercato high yield statunitense non è stato l&#8217;unico, poiché sia il mercato del credito quotato che il private credit hanno beneficiato della forte domanda degli investitori negli ultimi mesi. È interessante notare che, nonostante i mercati azionari abbiano messo a segno un deciso rally da aprile, ciò non si è tradotto in flussi di capitali; questo suggerisce che le prospettive economiche più deboli e le valutazioni elevate dei titoli legati alla tecnologia e all&#8217;intelligenza artificiale (IA) stanno spingendo gli investitori verso altre classi di attivi.</p>
<h2>Gli elementi chiave che hanno sostenuto la ripresa dell&#8217;HY statunitense:</h2>
<ol>
<li>I dati economici indicano un rallentamento controllato</li>
</ol>
<p>Gli indicatori macro confermano uno scenario di rallentamento ordinato negli Stati Uniti, con crescita del PIL ancora positiva e inflazione stabile. Il mercato del lavoro mostra segnali di moderazione ma resta solido, mentre la Fed ha già avviato il ciclo di tagli dei tassi. L&#8217;assenza di sorprese inflazionistiche rafforza le prospettive di un soft landing, contesto favorevole per il credito high yield.</p>
<ol start="2">
<li>Utili aziendali resilienti ma eterogenei</li>
</ol>
<p>La stagione degli utili HY evidenzia una buona tenuta complessiva: ricavi oltre le attese, utili in lieve flessione e forte eterogeneità settoriale. I dazi penalizzano retail, chimica e automotive, mentre telecomunicazioni e tecnologia beneficiano degli investimenti in IA. I fondamentali restano solidi, i tassi di default ai minimi pluriennali e gli emittenti mostrano capacità di adattamento.</p>
<ol start="3">
<li>Un&#8217;offerta di capitali abbondante per gli emittenti</li>
</ol>
<p>La liquidità abbondante e la domanda sostenuta continuano a supportare il mercato HY, con nuove emissioni in ripresa e in gran parte destinate al rifinanziamento. Direct lending e private credit restano canali centrali per le operazioni di M&amp;A, contribuendo a un equilibrio tecnico favorevole. La qualità media delle emissioni si rafforza, con prevalenza di rating BB e scadenze gestibili.</p>
<ol start="4">
<li>I rendimenti continuano a delineare interessanti prospettive di total return</li>
</ol>
<p>Pur con spread più compressi, i rendimenti complessivi del segmento HY restano interessanti, con un reddito medio intorno al 7%. Il contesto di tassi in calo favorisce strategie difensive e la rotazione dai mercati azionari. La composizione più solida del mercato, con minore incidenza di CCC e duration ridotta, offre ancora margini di compressione e prospettive positive di total return.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il credito europeo offre ancora opportunità</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/credito-europeo-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 11:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[de Laval]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[rendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rendimenti restano elevati e ci aspettiamo un ulteriore aumento della domanda da parte di chi desidera assicurarsi ritorni favorevoli. Benoit de Laval, gestore del fondo AXA WF Euro Credit Total Return di AXA IM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I rendimenti restano elevati e ci aspettiamo un ulteriore aumento della domanda da parte di chi desidera assicurarsi ritorni favorevoli. Benoit de Laval, gestore del fondo AXA WF Euro Credit Total Return di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-124138 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Bond5-e1698301102255.jpg" alt="bonds" width="600" height="400" /></p>
<p>Nonostante diversi episodi di volatilità negli ultimi anni, il mercato del credito in euro ha dimostrato una notevole resilienza, offrendo rendimenti costanti agli investitori. Tuttavia, non tutti gli emittenti sono uguali. Stiamo infatti rilevando una crescente divergenza tra settori e Paesi – spinta da tensioni geopolitiche, cambiamenti normativi e condizioni macroeconomiche disomogenee. Pensiamo alla Germania, dove gli standard creditizi si sono irrigiditi, mentre in Italia si sono allentati, segnalando squilibri regionali. Inoltre, settori come il lusso e l&#8217;automotive risultano più esposti a shock sulla domanda esterna, mentre finanza e utilities continuano a beneficiare di strategie patrimoniali conservative.</p>
<h2><strong>Il ruolo dell&#8217;allocazione strategica nel credito ad alto beta</strong></h2>
<p>Gli spread dell&#8217;high yield si sono ridotti di oltre 150 punti base da aprile 2025, mentre i rendimenti si mantengono interessanti, attorno al 5,1%. Riteniamo che il profilo rischio/rendimento sia interessante per il debito subordinato e per un&#8217;allocazione selettiva all&#8217;high yield.</p>
<h2><strong>Costruire per il futuro</strong></h2>
<p>Nonostante l&#8217;incertezza crescente gli spread del credito in euro restano vicini ai minimi storici, sostenuti da fondamentali solidi e da dinamiche tecniche favorevoli.</p>
<p>Un settore che continua a distinguersi è quello bancario: le banche europee hanno registrato performance robuste nel 2025, con i prezzi azionari in rialzo di oltre il 55% da inizio anno, sovraperformando nettamente gli indici più ampi. Questa solidità è supportata da posizioni patrimoniali solide, una domanda di prestiti resiliente e margini d&#8217;interesse netti in stabilizzazione.</p>
<p>Dal punto di vista obbligazionario, il debito bancario offre valore interessante e una certa diversificazione in relazione all&#8217;impatto dei dazi statunitensi sulla crescita globale. I fondamentali del credito restano solidi, con rischi di default contenuti e coefficienti patrimoniali ben al di sopra delle soglie regolamentari.</p>
<p>L&#8217;interesse degli investitori è in crescita, in particolare per il <strong>debito bancario subordinato</strong>, dato che gli spread restano interessanti rispetto ad altri settori. Le banche sono sempre più orientate alla trasformazione digitale e all&#8217;efficienza dei costi, e di conseguenza il settore dovrebbe trovarsi in una posizione favorevole per affrontare i cambiamenti strutturali e offrire reddito stabile agli obbligazionisti.</p>
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		<title>Le implicazioni per gli investitori delle ultime decisioni della Bce</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/implicazioni-investitori-decisioni-bce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 09:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[Tentori]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europe di AXA IM, che fa il punto sulla revisione della politica monetaria della BCE e sulle sue implicazioni per gli investimenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/implicazioni-investitori-decisioni-bce/">Le implicazioni per gli investitori delle ultime decisioni della Bce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europe di <a href="https://www.linkedin.com/company/axa-investment-managers/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a>, che fa il punto sulla revisione della politica monetaria della BCE e sulle sue implicazioni per gli investimenti</em></p>
<figure id="attachment_137256" aria-describedby="caption-attachment-137256" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-137256" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM-150x151.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Tentori_AXAIM.png 216w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-137256" class="wp-caption-text">Alessandro Tentori</figcaption></figure>
<p>Nel momento in cui si prendono in considerazione i fattori alla base della revisione della politica monetaria della Bce, le scelte di asset allocation degli investitori dovrebbero valutare il compromesso tra il consolidamento del mercato obbligazionario e il valore relativo dei titoli di stato. In una fase di deterioramento dei bilanci pubblici e di graduale risalita dei premi a termine, non vanno sottovalutati gli effetti imputabili al cosiddetto tasso di inversione, il livello al di sotto del quale gli stimoli monetari diventano controproducenti.</p>
<p>La mancata conformità alla politica fiscale indicata del Patto di stabilità ha determinato un aumento delle dimensioni del mercato dei titoli di stato rispetto a quelle del debito societario. Il fenomeno sta sollevando interrogativi sul livello del cosiddetto tasso di interesse privo di rischio e sulla forma della curva dei rendimenti.</p>
<p>L&#8217;incrocio tra una Bce favorevole ai mercati e una politica fiscale espansiva, unitamente a un contesto macroeconomico caratterizzato da livelli di debito pubblico già elevati rispetto al PIL, dovrebbe rendere i bilanci delle imprese più attraenti rispetto a quelli pubblici.</p>
<p>In ultima analisi, tuttavia, in tempi di stress economico, il bilancio pubblico ha una maggiore attrattiva relativa: le società possono fallire, ma i titoli di Stato possono essere finanziati dalle misure descritte.</p>
<p>Di conseguenza, il rischio di credito potrebbe al momento essere preferibile al rischio di duration come mezzo per incrementare potenzialmente i rendimenti del portafoglio. A un certo punto, la duration diventerà ancora una volta un interessante motore di alfa.</p>
<h2>La revisione della strategia per il 2025 si concentra su cinque aree macroeconomiche, strettamente interconnesse nell&#8217;ambito della politica monetaria. A nostro avviso, il documento rivela che si tratta di una vera e propria revisione della strategia della Bce, piuttosto che di un semplice aggiustamento tecnico.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Target di inflazione: </strong>sarà confermato un target simmetrico del 2%, ossia una deviazione dell&#8217;inflazione in entrambe le direzioni.</li>
<li><strong>Incertezza:</strong> i cambiamenti strutturali nell&#8217;economia globale sono il risultato diretto di tendenze macroeconomiche – ad es. demografia, innovazione tecnologica, climate change. Per i decisori politici, ciò significa che esiste la possibilità di errori di previsione sensibilmente più grandi e di incertezza sull&#8217;inflazione.</li>
<li><strong>Strumenti di politica:</strong> sono disponibili tutti gli strumenti di politica monetaria. La selezione, la progettazione e l&#8217;attuazione saranno adattate in base ai diversi shock che colpiranno l&#8217;economia.</li>
<li><strong>Approccio integrato: </strong>il processo decisionale si basa su informazioni economiche, monetarie e finanziarie. Nel formulare una traiettoria politica, le non linearità devono essere affrontate e prese in considerazione.</li>
<li><strong>Comunicazione: </strong>le analisi di scenario e sensibilità, che riflettono la maggiore incertezza delle previsioni, vengono rese pubbliche, in modo tale da sostenere e rafforzare la dichiarazione di politica della presidente e la relativa sessione di domande e risposte.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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