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	<title>difesa Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>difesa Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Crisi energetica, l’impatto è forte sulla crescita europea</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/crisi-energetica-crescita-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un lasso di tempo breve si è passati dall’attesa per la spinta dagli investimenti nella difesa a una frenata brusca. Katharine Neiss, chief European economist, Fixed Income di PGIM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/crisi-energetica-crescita-europea/">Crisi energetica, l’impatto è forte sulla crescita europea</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Crisi energetica: In un lasso di tempo breve si è passati dall’attesa per la spinta dagli investimenti nella difesa a una frenata brusca. Katharine Neiss, chief European economist, Fixed Income di <a href="https://www.linkedin.com/company/pgim/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">PGIM</a></em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-119170 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/09/energia_economia.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/09/energia_economia.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/09/energia_economia-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/09/energia_economia-150x84.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/09/energia_economia-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I policymaker della BCE hanno rivisto al ribasso la crescita del PIL per il 2026 di circa 0,3 punti percentuali, poiché i maggiori costi energetici e l&#8217;incertezza pesano sui consumi e sugli investimenti. L&#8217;Italia illustra queste dinamiche in modo più chiaro. La narrativa pre-conflitto in miglioramento, caratterizzata da una maggiore stabilità politica e da risultati fiscali più solidi, è ora sotto pressione. L&#8217;elevata esposizione dell&#8217;Italia alle importazioni di GNL, unita alla sua economia ad alta intensità energetica e fortemente orientata al settore manifatturiero, fa sì che una prolungata interruzione dell&#8217;approvvigionamento energetico sollevi questioni più profonde sul suo modello di crescita.</p>
<p>Al di là dell&#8217;Italia, la dimensione geopolitica non può essere ignorata. La Russia sta uscendo da questo conflitto economicamente rafforzata, beneficiando di elevati proventi energetici. La decisione dell&#8217;Europa di eliminare gradualmente le importazioni di GNL russo entro il 2027 si è scontrata con la prospettiva che la Russia possa semplicemente smettere di rifornire prima, vendendo altrove a prezzi più alti.</p>
<p>Ciò aumenta anche l&#8217;urgenza della spesa per la difesa. Sono stati presi degli impegni, ma solo una manciata di Paesi ne ha valutato appieno i costi. Spese più elevate per la difesa, insieme al sostegno sul fronte energia per famiglie e imprese, rischiano di spingere i bilanci nazionali ai loro limiti. Senza una risposta fiscale collettiva, sarà difficile conciliare queste pressioni.</p>
<p>Si prevedeva che l&#8217;impulso di crescita nei prossimi anni sarebbe derivato dalla spesa per la difesa, dalle infrastrutture pubbliche e da una parziale spinta alla reindustrializzazione. Questi settori sono tra i più energivori dell&#8217;economia. Prezzi dell&#8217;energia più elevati e più volatili colpiscono quindi proprio le aree su cui i policymaker facevano affidamento per generare slancio.</p>
<p>Quindi, a differenza del periodo post-invasione della Russia in Ucraina, lo shock attuale rischia di farsi sentire sull&#8217;economia reale, con un&#8217;inflazione relativamente contenuta in confronto, che potrebbe comunque raggiungere valori intorno al 4-5% ma ben al di sotto dell&#8217;impennata registrata dopo il 2022.</p>
<p>I prezzi più elevati dell&#8217;energia agiscono come un classico shock di offerta, aumentando i costi per le famiglie e i produttori e, in ultima analisi, pesando sull&#8217;attività. I timori per la crescita domineranno quindi probabilmente la prossima fase dei prezzi di mercato, in particolare se persisteranno condizioni finanziarie più restrittive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Azionario Europa: meglio non perdere di vista i nuovi trend</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/azionario-europa-nuovi-trend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Candriam]]></category>
		<category><![CDATA[De Bus]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune tendenze potrebbero favorire le società europee più cicliche e domestiche, nonché quelle che forniscono accesso a tecnologie chiave. Sylvain De Bus, Deputy Head of Global Bonds di Candriam</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Azionario Europa: meglio non perdere di vista i nuovi trend. Alcune tendenze potrebbero favorire le società europee più cicliche e domestiche, nonché quelle che forniscono accesso a tecnologie chiave. Sylvain De Bus, Deputy Head of Global Bonds di <a href="https://www.linkedin.com/company/candriam/" target="_blank" rel="noopener">Candriam</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-139866 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa.png" alt="azioni, europa, credito" width="924" height="486" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa.png 924w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa-300x158.png 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa-150x79.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa-696x366.png 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa-799x420.png 799w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Europa-uai-900x473.png 900w" sizes="(max-width: 924px) 100vw, 924px" /></p>
<p>Abbiamo già assistito a forti guadagni delle società legate alla Germania e nei settori dell&#8217;aerospazio e della difesa. Ai prezzi attuali questi titoli non sono più economici, ma questi comparti non sono ancora ampiamente presenti nei portafogli degli investitori. Se a ciò si aggiunge una solida crescita delle vendite e degli utili, la difesa diventa un tema che potrebbe essere difficile da ignorare nei prossimi anni.</p>
<h2><strong>Sei settori chiave per investire nella corsa all&#8217;autonomia strategica UE</strong></h2>
<p><strong>Aerospazio e difesa</strong>: Dopo una forte corsa, le valutazioni stanno iniziando a normalizzarsi, creando nuovi punti di ingresso. La spesa per la difesa rimarrà probabilmente elevata data la persistente minaccia russa e la necessità di ricostruire le capacità militari. Privilegiamo le aziende che beneficiano dell&#8217;aumento dei budget tedeschi per la difesa e quelle le cui valutazioni appaiono ancora ragionevoli.</p>
<p><strong>Tecnologia – Attrezzature per semiconduttori</strong>: L&#8217;Europa è leader globale in alcune aree critiche, come le macchine per la produzione di chip e i chip specializzati per l&#8217;energia e l&#8217;IA. Ciò sostiene l&#8217;indipendenza digitale e la competitività europea, supportata da politiche come lo European Chips Act. Con una crescita attesa della domanda di chip e le valutazioni scese dai picchi del 2024, riteniamo l&#8217;investimento interessante nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Materiali e Costruzioni:</strong> Questo settore beneficia della maggiore spesa per le infrastrutture in Germania, della futura ricostruzione dell&#8217;Ucraina e dei più ampi piani di investimento in tutta Europa. Segmenti come i materiali da costruzione offrono ancora opportunità a valutazioni ragionevoli.</p>
<p><strong>Utility</strong>: sono sostenute dai piani energetici dell&#8217;UE (incluso il RePowerEU) e dal passaggio a un&#8217;energia più pulita e sicura. Dovrebbero inoltre trarre vantaggio dalla necessità di rafforzare la rete elettrica e dalla crescente domanda di energia con la ripresa dell&#8217;industria e lo sviluppo dei data center per l&#8217;IA. Nel complesso, il settore rimane valutato correttamente rispetto al mercato più ampio.</p>
<p><strong>Banche</strong>: I fondamentali del settore rimangono robusti, sostenuti da un&#8217;economia UE resiliente grazie ai piani di investimento e alla politica fiscale. La domanda di credito potrebbe riprendersi gradualmente grazie agli investimenti delle aziende e ai mutui delle famiglie. Il margine di interesse netto sembra aver toccato i minimi dato che la BCE ha sospeso i tagli dei tassi, mentre le banche europee rimangono strutturalmente ben capitalizzate. Nel complesso, le valutazioni non appaiono eccessive.</p>
<p><strong>Piccole e medie imprese europee</strong>: Le società più piccole potrebbero offrire un potenziale di rendimento interessante nei prossimi anni. Esse scambiano ancora a livelli di valutazione bassi nonostante una politica monetaria più favorevole, forti investimenti pubblici e l&#8217;allentamento delle pressioni derivanti dai costi energetici e dall&#8217;inflazione.</p>
<p>Concentrandosi sui temi strategici emergenti dell&#8217;Europa, gli investitori possono quindi posizionare i propri portafogli per una trasformazione che potrebbe plasmare il prossimo ciclo di crescita della regione.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La difesa entra nei portafogli core</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/difesa-portafogli-core/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[BG Saxo]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[portafogli core]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi fattori stanno spingendo il settore al centro delle scelte di allocazione. L'analisi di Charu Chanana, BG SAXO e Saxo Bank</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Charu Chanana, Chief Investment Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/bgsaxo/" target="_blank" rel="noopener">BG SAXO</a> e Saxo Bank</h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-53861 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/04/portafoglio-e1729752846268.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<h2>Perché la difesa viene discussa come &#8220;parte di tutti i portafogli&#8221;</h2>
<p>La <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/difesa">difesa</a> si trova all&#8217;intersezione di tre forze importanti per gli investimenti a lungo termine:</p>
<figure id="attachment_177569" aria-describedby="caption-attachment-177569" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-177569 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-150x150.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-348x348.png 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-177569" class="wp-caption-text">Charu Chanana</figcaption></figure>
<p>La geopolitica ha riposizionato il punto di riferimento. L&#8217;inizio del 2026 ha già portato a più punti di pressione contemporaneamente: azioni degli USA in Venezuela, nuovo focus sulla Groenlandia e l&#8217;Artico e tensioni più acute tra Giappone e Cina.</p>
<p>L&#8217;Europa cerca di trasformare l&#8217;urgenza in un piano pluriennale. Il nuovo impegno di spesa della NATO è importante perché spinge la difesa dalla &#8220;reazione&#8221; verso un piano articolato, anche se i progressi varieranno da paese a paese.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/AI">AI</a> sta cambiando l&#8217;aspetto della difesa. La storia non riguarda più solo aerei e navi. Si tratta sempre più di sensori, reti sicure, droni e software che aiutano a prendere decisioni più rapide.</p>
<h2>
La geopolitica sta stabilendo il tono dell&#8217;inizio del 2026</h2>
<p>L&#8217;anno è iniziato con un promemoria che le questioni di sicurezza nazionale non sono più &#8220;altrove&#8221; o &#8220;rimandabili a un altro momento&#8221;.</p>
<p>Negli Stati Uniti, le conseguenze dell&#8217;operazione in Venezuela hanno rafforzato un clima rigido di politica di potere che ritorna nell&#8217;agenda.</p>
<p>In Europa, i leader hanno sottolineato pubblicamente che il futuro della Groenlandia dovrà essere determinato dalla nazione stessa in accordo con la Danimarca, riflettendo l&#8217;incertezza su strategia e sovranità artica.</p>
<p>In Asia, le tensioni tra Giappone e Cina si sono acuite, con la Cina che ha limitato le esportazioni di alcuni beni a doppio uso al Giappone e quest&#8217;ultimo ha approvato un budget militare record (Reuters riferisce di 9 trilioni di yen per il prossimo anno fiscale).</p>
<p>Questo è rilevante per gli investitori perché la spesa per la difesa è spesso uno dei primi settori dove i governi cercano di &#8220;fare qualcosa di tangibile&#8221;, anche quando altre parti del bilancio sono sotto pressione.</p>
<h2>La NATO ha alzato il livello della spesa per la difesa europea</h2>
<p>Per anni, la sintesi era &#8220;2% del PIL&#8221;. Ora la direzione è più chiara.</p>
<p>Gli impegni del Summit dell&#8217;Aia della NATO puntano al 5% del PIL entro il 2035, con almeno il 3,5% destinato alla difesa nel suo nucleo e fino all&#8217;1,5% verso aree legate alla sicurezza come protezione delle infrastrutture, reti e resilienza.</p>
<h3>Cosa segnala per l&#8217;Europa</h3>
<p>La pressione sulla spesa è in aumento, sebbene con ritmi diversi tra paesi.</p>
<p>La definizione di &#8220;difesa&#8221; oggi va oltre le sole armi. Comprende ambiti legati alla sicurezza come la resilienza delle infrastrutture e la protezione delle reti.</p>
<p>L&#8217;Europa darà maggiore importanza alle filiere locali. Questo significa non solo acquistare attrezzature, ma anche costruire capacità produttiva interna.</p>
<h3>La svolta statunitense: ambizione più grande, regole più dure</h3>
<p>Il Presidente <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/trump">Trump</a> ha richiesto un budget militare di 1,5 trilioni di dollari per il 2027, in forte aumento rispetto ai 901 miliardi previsti per il 2026. Allo stesso tempo, ha imposto aspettative più rigide ai fornitori, spingendoli a dare priorità alla produzione e alle consegne, piuttosto che ai pagamenti agli azionisti, in caso di performance insufficienti.</p>
<p>La domanda è destinata a crescere, ma il settore dovrà fare i conti con una maggiore attenzione politica. Questo potrebbe generare oscillazioni mirate sui singoli titoli, soprattutto per le aziende coinvolte in programmi in ritardo o con costi fuori controllo.</p>
<h3>
L&#8217;AI sta cambiando la difesa più rapidamente di quanto la maggior parte delle persone pensi</h3>
<p>L&#8217;impatto dell&#8217;AI è pratico e a breve termine:</p>
<p>Più sistemi senza pilota. Droni in aria e in mare possono scalare più rapidamente rispetto alle piattaforme tradizionali.</p>
<p>Più rilevamento e tracciamento. I Paesi stanno spendendo di più per satelliti, radar e rilevamento.</p>
<p>Connettività più sicura. Sistemi di comunicazione ed elettronica devono continuare a funzionare sotto stress.</p>
<p>Più software. Strumenti che trasformano i dati in azioni utilizzabili stanno diventando più importanti.</p>
<p>Ma i rischi sono reali: l&#8217;AI nel campo della sicurezza può diventare rapidamente controversa a causa di incidenti, uso improprio o reazioni negative pubbliche. Questo può rallentare progetti, cambiare regole o ridirigere la spesa.</p>
<h3>
Mappare il settore della difesa</h3>
<p>Ecco alcuni esempi di aziende dei vari settori per facilitare la comprensione dei temi trattati e stimolare l&#8217;approfondimento</p>
<p>1) Difesa aerea e missilistica<br />
Questo settore si concentra sulla protezione di città, basi e infrastrutture critiche. Include spesso sensori, elettronica di difesa aerea e sistemi di comando.</p>
<p>USA: RTX</p>
<p>Europa: Thales, Saab</p>
<p>Cosa osservare: nuovi ordini, scadenze di consegna, e se il rifornimento diventa prioritario.</p>
<p>2) Produzione di armi e munizioni<br />
Questo settore è importante quando i governi vogliono ricostruire gli arsenali e ridurre i tempi di consegna.</p>
<p>Europa: Rheinmetall, BAE Systems</p>
<p>USA (più indirettamente, ma comunque rilevante): General Dynamics</p>
<p>Cosa osservare: espansione della capacità produttiva, disponibilità dei componenti chiave, e pressione politica sui prezzi.</p>
<p>3) Spazio, sorveglianza e comunicazioni sicure<br />
Qui spesso si mostra chiaramente l&#8217;angolo &#8220;AI e dati&#8221;. Si tratta di vedere, connettersi e coordinarsi più rapidamente.</p>
<p>USA: Northrop Grumman (esposizione a sistemi spaziali e strategici), L3Harris (comunicazioni ed elettronica di difesa), Palantir (software e strumenti di dati legati a casi d&#8217;uso della difesa; titolo spesso più volatile)</p>
<p>Europa: Leonardo (elettronica e piattaforme di difesa), Thales (sensori, elettronica e sistemi di sicurezza)</p>
<p>Cosa osservare: contratti governativi che passano da piloti a implementazione reale, ed eventuali resistenze politiche improvvise intorno alla sorveglianza o all&#8217;AI.</p>
<p>4) Costruzione navale (&#8220;proteggere le rotte commerciali&#8221;)<br />
Questo settore supporta la sicurezza marittima, ma i progetti possono durare più a lungo e affrontare rischi di consegna.</p>
<p>USA: Huntington Ingalls (esposizione alla costruzione navale), General Dynamics (esposizione ai sottomarini tramite Electric Boat)</p>
<p>Europa: Rolls-Royce (esposizione alla propulsione di difesa; non una azienda pure-play del settore difesa)</p>
<p>Nota di rischio: costrizioni alla capacità e ritardi nei programmi sono comuni in questo caso. Le tempistiche possono essere non sempre chiare.</p>
<p>5) Giappone<br />
Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone</a> si è focalizzato su un percorso di maggiore spesa per la sicurezza, i nomi investibili tendono a riflettere diverse parti dell&#8217;ecosistema:</p>
<p>Mitsubishi Heavy Industries — programmi aerospaziali e di difesa, oltre a capacità industriali più ampie.</p>
<p>IHI Corporation — esposizione industriale legata alla difesa e all&#8217;aerospazio (inclusi motori e capacità industriali pesanti).</p>
<p>NEC — comunicazioni, reti ed elettronica e sistemi legati alla difesa.</p>
<h2>Rischi da monitorare</h2>
<p>Pressione fiscale: ambizioni di difesa più elevate si scontrano con debito, costi d&#8217;interesse e priorità domestiche concorrenti. Questo può rallentare il ritmo o cambiare cosa viene finanziato per primo.</p>
<p>Rischio politico: la pressione degli Stati Uniti per prioritizzare la produzione rispetto ai pagamenti può creare volatilità improvvisa in alcuni nomi.</p>
<p>Rischio di esecuzione: ritardi di consegna e sforamenti nei costi possono danneggiare il sentiment anche quando la spesa sta aumentando.</p>
<p>Rischio di controversia sull&#8217;AI: la regolamentazione e l&#8217;attenzione politica possono arrivare rapidamente in caso di incidenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/difesa-portafogli-core/">La difesa entra nei portafogli core</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Orizzonte 2036: riscrivere i portafogli tra tech, difesa e obbligazioni</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/orizzonte-2036-riscrivere-i-portafogli-tra-tech-difesa-e-obbligazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 09:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[La Financière de l'Echiquier]]></category>
		<category><![CDATA[obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[portafogli]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno sguardo a dieci anni per costruire portafogli più resilienti di Alexis Bienvenu, Fund Manager di La Financiere de l’Echiquier</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/orizzonte-2036-riscrivere-i-portafogli-tra-tech-difesa-e-obbligazioni/">Orizzonte 2036: riscrivere i portafogli tra tech, difesa e obbligazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1xxelementtoproof">Alexis Bienvenu, Fund Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/financiere-de-l-echiquier/" target="_blank" rel="noopener">La Financière de l’Echiquier</a></h2>
<p class="v1MsoNormal" align="center"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-55842 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/06/shutterstock_268138502-e1685428907847.jpg" alt="portafoglio" width="900" height="600" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Se non dovessero essere inconsistenti come le ostriche di Capodanno, le previsioni finanziarie per il 2026 saranno superate in fretta e diventeranno illusorie. Per gestire un <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/portafoglio">portafoglio</a> in maniera efficace è preferibile disporre di una visione a lungo termine. Preannunciamo quindi il 2036!</h2>
<figure id="attachment_113054" aria-describedby="caption-attachment-113054" style="width: 276px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113054" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/02/LFDE_Alexis-Bienvenu-e1643787534682-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-113054" class="wp-caption-text">Alexis Bienvenu</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Una cosa sembra certa: il primo titolo mondiale nel 2036 non sarà quello attuale. In dieci anni, infatti, le rivoluzioni finanziarie rovesciano i troni senza pietà alcuna. Nel 2005 – per chi ancora se lo ricordasse – il titolo re del petrolio era Exxon. Ironia pazzesca: il prezzo del greggio, corretto per l&#8217;inflazione, è oggi depresso (meno di 60 dollari per il WTI)</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Dopo la rivoluzione degli smartphone era stata Apple a detenere la corona nel 2015, il cui regno è durato a lungo, oggi superata da Nvidia che ha messo a segno una crescita del 23.000% in 10 anni. Considerato il ritmo con cui quest&#8217;ultima cresce, e in assenza di una nuova rivoluzione per il marchio della mela che non sembra all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale, si può difficilmente ipotizzare che il distacco possa essere colmato.</h2>
<p class="v1MsoNormal">Eppure, se la rivoluzione finanziaria prosegue con la sua opera di distruzione creativa, c&#8217;è da scommettere – senza alcuna certezza, naturalmente – che Nvidia sarà a sua volta sostituita tra 10 anni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Chi sarà dunque la prossima stella cadente? La stratosferica Palantir, ad esempio, che valutata 170 volte gli utili per azione stimati nel 2026 (secondo il consenso Bloomberg), ha guadagnato il 1000% circa in 2 anni, quasi il triplo di Nvidia nello stesso periodo? Ma la futura stella sarà ancora una volta un titolo tecnologico, come si è tentati di credere oggi? O sarà stata inaugurata nel frattempo una nuova era di dominio finanziario?</p>
<h3 class="v1MsoNormal">In un momento in cui l&#8217;uso dei metalli si rivela particolarmente cruciale per portare avanti l&#8217;elettrificazione del mondo, non troveremo forse &#8211; ironicamente &#8211; un titolo del vecchio mondo &#8211; ad esempio minerario &#8211; alla guida di quello nuovo? Questa ipotesi può certamente sorprendere oggi, ma l&#8217;argento ha guadagnato il 150% circa e i contratti a termine sul rame sono aumentati quest&#8217;anno di oltre il 27%. Dato il prevedibile squilibrio per questi metalli tra domanda e offerta a lungo termine, sembra che il loro decollo rappresenti la prima fase soltanto di una lunga ascesa.</h3>
<p class="v1MsoNormal">È ancora possibile che i titoli legati alla guerra, anche nella sua dimensione digitale, diventino i nuovi riferimenti dell&#8217;economia, in un pianeta in cui la ricerca del dominio mondiale è oggetto di una competizione sempre più agguerrita, anche nello Spazio. In ogni caso, concentrare i portafogli sul solo settore tecnologico potrebbe rivelarsi controproducente.</p>
<p class="v1MsoNormal">Oltre alle azioni, gli investimenti dei prossimi 10 anni comprenderanno anche le obbligazioni. In questo caso, un fattore chiave potrebbe generare profondi cambiamenti: la fiducia accordata ai debiti sovrani, che potrebbe diminuire in modo significativo. Il Fondo Monetario Internazionale prevede attualmente, per gli Stati Uniti, un rapporto tra debito lordo e PIL del 143% entro il 2030.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Considerando che questo rapporto è vicino al 125% nel 2025, si può ipotizzare che supererà ampiamente il 150% nel 2036. Un livello che ricorda quello della Grecia o dell&#8217;Italia durante la crisi dell&#8217;Eurozona all&#8217;inizio degli anni 2010, anche se la potenza americana limita la portata del confronto.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Logicamente, i prestatori dovrebbero richiedere un premio più consistente per continuare a concedere prestiti agli Stati Uniti. I tassi potrebbero quindi aumentare strutturalmente e i beni rifugio trarne vantaggio, in linea con l&#8217;andamento osservato nel 2025, quando il dollaro ha perso oltre il 10% rispetto a un paniere di valute, sostenendo l&#8217;oro nella sua crescita del 64%. L&#8217;investitore che guarda al 2036 farebbe bene a diffidare dei tassi americani (per non parlare di quelli francesi) e a moderare la sua esposizione al dollaro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Fortunatamente, di fronte a tali prospettive, l&#8217;intelligenza umana dovrebbe portare a immaginare soluzioni tali da impedire l’avverarsi di questi <i>foschi scenari</i>. Auspichiamo quindi che, con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale, quella umana riesca a costruire un mondo finanziario meno instabile nel 2036.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/orizzonte-2036-riscrivere-i-portafogli-tra-tech-difesa-e-obbligazioni/">Orizzonte 2036: riscrivere i portafogli tra tech, difesa e obbligazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Venezuela, implicazioni per i mercati e gli investitori</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/venezuela-mercati-investitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 11:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Franklin Templeton]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’azione Usa conferma che gli investimenti nel settore ‘difesa’ cresceranno. L'analisi a cura del team di Franklin Templeton</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/venezuela-mercati-investitori/">Venezuela, implicazioni per i mercati e gli investitori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’azione Usa conferma che gli investimenti nel settore ‘difesa’ cresceranno. Stephen Dover, Chief Market Strategist e Head di Franklin Templeton Institute e Larry Hatheway, Global Investment Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/franklin-templeton/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Franklin Templeton</a> Institute</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-138081 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02.png" alt="" width="602" height="640" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02.png 602w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02-282x300.png 282w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02-150x159.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02-300x319.png 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/Schermata-2024-11-13-alle-13.19.02-395x420.png 395w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /></p>
<p>Nelle prime ore di sabato mattina, le forze militari degli Stati Uniti (US) hanno catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie. Secondo fonti ufficiali statunitensi, entrambi saranno trattenuti in attesa di procedimenti legali negli Stati Uniti. Molto altro, tuttavia, rimane poco chiaro. Il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti &#8220;gestiranno&#8221; il Venezuela, ma ha fornito pochi dettagli su come ciò avverrà. Delcy Rodriguez, che era la vicepresidente di Maduro, è stata nominata presidente ad interim e ha già espresso una forte opposizione ai piani statunitensi di &#8220;cambio di regime&#8221;. La situazione è quindi incerta e probabilmente rimarrà fluida. Tuttavia, alcune implicazioni iniziali per i mercati e gli investitori meritano di essere evidenziate.</p>
<h2>L&#8217;intervento degli Stati Uniti non è senza precedenti</h2>
<p>Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di interventi nell&#8217;emisfero occidentale. Gli Stati Uniti hanno dichiarato formalmente i propri &#8220;interessi egemonici&#8221; nella regione tramite la Dottrina Monroe del 1823. Pertanto, a nostro avviso, non è corretto considerare l&#8217;azione odierna come un cambiamento fondamentale nella politica estera degli Stati Uniti, né suggerire che passi simili possano essere contemplati in Medio Oriente o altrove.</p>
<h2>Gli investimenti nella difesa diventano più importanti</h2>
<p>L&#8217;Amministrazione Trump ha rafforzato la percezione che gli Stati Uniti siano disposti ad agire unilateralmente e a usare la forza. Altri paesi, con interessi territoriali altrove, potrebbero sentirsi incoraggiati dall&#8217;uso del potere da parte degli Stati Uniti. Questa azione probabilmente aumenterà anche l&#8217;incertezza sul ruolo del dollaro come &#8220;bene rifugio&#8221;, sollevando ulteriori interrogativi sul deterioramento dei &#8220;pilastri&#8221; fondamentali che sostengono l&#8217;ordine e la stabilità delle istituzioni internazionali.</p>
<p>L&#8217;azione militare statunitense è quindi destinata a rafforzare la tendenza, già in atto, di vari paesi nel mondo a investire maggiormente nella propria sicurezza nazionale. Questo è stato uno dei nostri temi d&#8217;investimento chiave sin dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>Impatto limitato sull&#8217;offerta di petrolio a breve termine. Date le incertezze su come sarà governato il Venezuela e considerando la storia travagliata degli Stati Uniti nei &#8220;cambi di regime&#8221; in paesi petroliferi (ad esempio, Iraq o Libia), i mercati petroliferi difficilmente anticiperanno un rapido aumento dell&#8217;offerta di petrolio greggio dal Venezuela.</p>
<p>Il Venezuela possiede le più grandi riserve mondiali di petrolio greggio (oltre 300 miliardi di barili), ma il cattivo stato delle sue infrastrutture di estrazione e trasporto, insieme alla bassa qualità del suo greggio &#8220;pesante&#8221;, suggeriscono che anche l&#8217;arrivo della stabilità politica non aumenterà rapidamente la produzione o le esportazioni di petrolio greggio (attualmente circa 1 milione di barili al giorno, ovvero circa l&#8217;1% della produzione mondiale). Un altro fattore da considerare è che la maggior parte del petrolio venezuelano viene esportato in Cina.</p>
<h2>Potenziale impatto a lungo termine sul mercato petrolifero</h2>
<p>Una stabilità a lungo termine in Venezuela, insieme a un potenziale accordo di pace in Ucraina, potrebbe immettere oltre 5 milioni di barili al giorno di petrolio nei mercati globali entro la fine di questo decennio. Se così fosse, ciò rappresenterebbe circa il 5% o più della produzione mondiale di greggio, sufficiente a mantenere i prezzi del petrolio depressi più a lungo, il che sarebbe chiaramente positivo per la crescita globale e un freno all&#8217;inflazione.</p>
<p>In sintesi, questa azione militare statunitense non è senza precedenti, né è probabile che rappresenti un cambiamento fondamentale nella politica estera degli Stati Uniti. Da sola, non può sbloccare le enormi riserve di petrolio greggio del Venezuela. Per questo è necessaria una stabilità politica duratura.</p>
<p>Di conseguenza, la reazione iniziale all&#8217;azione militare sui mercati azionari, obbligazionari e delle materie prime sarà probabilmente contenuta. Ma l&#8217;uso della forza rafforzerà la convinzione in molti paesi della necessità di aumentare la spesa per la sicurezza nazionale. Infine, e nel lungo periodo, un Venezuela più stabile, produttivo e prospero avrà il potenziale di offrire al mondo significative forniture di petrolio. Questo sarebbe significativo per la crescita globale, ma serviranno stabilità politica e investimenti considerevoli per sbloccare tale potenziale. Eliminare il governo corrotto venezuelano può essere positivo, ma come disse Colin Powell: &#8220;If you break it, you own it&#8221;, &#8220;Se lo rompi, ne sei responsabile&#8221;.</p>
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		<title>Il grande bivio nel 2025: IA negli Stati Uniti, banche e difesa in Europa</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/2025-ia-negli-stati-uniti-banche-e-difesa-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 09:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[azionari]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[quality]]></category>
		<category><![CDATA[RBC BlueBay]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 è stato un anno particolarmente positivo, con i mercati azionari che hanno registrato un rendimento di circa il 20% per il terzo anno consecutivo (in USD). RBC BlueBay</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Jeremy Richardson, Senior Portfolio Manager, RBC Global Equity, <a href="https://www.linkedin.com/company/rbc-bluebay-asset-management/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">RBC BlueBay</a></b></h2>
<div>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-83092 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti.jpg" alt="Dws" width="2000" height="2000" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti.jpg 2000w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-300x300.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-1024x1024.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-696x696.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-1392x1392.jpg 1392w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-1068x1068.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-420x420.jpg 420w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-840x840.jpg 840w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-1920x1920.jpg 1920w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/07/europa-stati-uniti-uai-900x900.jpg 900w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
</div>
<h2 class="v1MsoNormal">Il 2025 è stato un anno particolarmente positivo, con i mercati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/azionari">azionari</a> che hanno registrato un rendimento di circa il 20% per il terzo anno consecutivo (in dollari Usa). È interessante notare che tale performance è stata trainata dai mercati non statunitensi, con gli Stati Uniti in ritardo rispetto al mercato azionario nel suo complesso.</h2>
<figure id="attachment_175596" aria-describedby="caption-attachment-175596" style="width: 217px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-175596" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/Jeremy_Richardson_RBC-BlueBay-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/Jeremy_Richardson_RBC-BlueBay-217x300.jpg 217w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/Jeremy_Richardson_RBC-BlueBay-350x483.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/Jeremy_Richardson_RBC-BlueBay.jpg 428w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /><figcaption id="caption-attachment-175596" class="wp-caption-text">Jeremy Richardson</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, dalla tarda primavera all&#8217;inizio dell&#8217;estate, gli Stati Uniti hanno iniziato a recuperare terreno rispetto al resto del mondo. La debolezza del dollaro è stata un tema chiave nel corso dell&#8217;anno, mentre le difficoltà legate alla sostenibilità hanno influito sulle performance di alcuni investitori.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ad esempio, il settore aerospaziale e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/difesa">difesa</a> ha registrato performance eccezionali quest&#8217;anno, in contrasto con i prodotti alimentari, che sono rimasti indietro. Uno scenario identico si è verificato nel settore del tabacco rispetto a quello sanitario. E in termini di alte vs. basse emissioni, le utility elettriche hanno registrato buone performance, mentre i titoli finanziari diversificati a basse emissioni hanno registrato performance deludenti.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>L&#8217;adozione dell&#8217;IA da parte delle imprese statunitensi impatta sul CapEx</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;intelligenza artificiale è stato uno dei due principali argomenti di discussione quest&#8217;anno, con un catalizzatore che si è verificato intorno alla primavera. L&#8217;indice Ramp AI riportato di seguito mostra il punto di flesso delle aziende private che utilizzano l&#8217;intelligenza artificiale, con <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/chatgpt">ChatGPT</a> che è passato dall&#8217;essere un chatbot a un&#8217;intelligenza artificiale che aiuta la vita lavorativa delle persone. Ciò ha confermato la narrativa più ampia sull&#8217;intelligenza artificiale e la sua potenzialità ha iniziato a sembrare più tangibile. Le previsioni sul CapEx sono in aumento il che, a sua volta, ha creato una significativa ripresa dell&#8217;attività nel settore.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><strong>Il secondo principale tema di discussione sui mercati è stato il cambiamento delle priorità di spesa dei governi europei e la combinazione di un approccio fiscale più espansivo in Europa con tassi di interesse ancora in calo. Ciò ha portato a un trade legato a &#8220;banche e carri armati&#8221; in tutta la regione. Il settore aerospaziale e difesa ha registrato una performance particolarmente positiva grazie al riarmo dopo decenni di sottoinvestimenti, mentre i tagli dei tassi da parte della Bce hanno avuto un effetto sulla parte breve della curva. Il volume del debito in essere ha determinato un aumento nella parte lunga della curva. Ciò è stato utile per le banche, poiché i loro margini di interesse netti sono aumentati.</strong></h3>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>&#8220;Banche e carri armati&#8221; hanno trainato i mercati azionari europei</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">Questo tema di &#8220;banche e carri armati&#8221; è stato un fattore trainante molto potente per il mercato e, di conseguenza, ha influito sui rendimenti di mercato; alla fine di ottobre 2025, le banche diversificate e il settore aerospaziale e della difesa rappresentavano quasi la metà dei rendimenti totali dell&#8217;indice MSCI EAFE. Inoltre, le 10 maggiori società dell&#8217;indice hanno rappresentato il 29% del rendimento totale, con una performance distribuita in modo uniforme.</p>
<p class="v1MsoNormal">Al contrario, negli Stati Uniti ha dominato l&#8217;intelligenza artificiale e, di conseguenza, i fattori che hanno contribuito ai rendimenti sono stati molto diversi. Alla fine di ottobre 2025, i semiconduttori, i media e i servizi interattivi e il software erano i settori che contribuivano maggiormente all&#8217;indice MSCI US. La performance era concentrata in una manciata di società, con le 10 maggiori società statunitensi che generavano quasi il 60% del rendimento totale. Il mercato è cresciuto del 20% negli Stati Uniti, ma aveva una composizione molto diversa rispetto agli altri mercati.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>Il Quality è in difficoltà a livello globale e il Value diverge</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">I titoli <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/quality">Quality</a> negli Stati Uniti non hanno registrato risultati particolarmente positivi quest&#8217;anno, ma hanno incontrato notevoli difficoltà nel resto del mondo. &#8220;Banche e carri armati&#8221; non sono di grande qualità. Si tratta di settori a basso rendimento da decenni e il settore bancario europeo, in particolare, è afflitto da un eccesso di capacità che non si è mai consolidato dopo la crisi finanziaria globale. È impossibile trasferire il rischio oltre i confini nazionali, poiché il prestatore di ultima istanza è sostenuto dai contribuenti nazionali, mentre la ristrutturazione e la deregolamentazione del rapporto Draghi non sono mai state realmente attuate. Le aziende di qualità hanno faticato quest&#8217;anno, mentre quelle di qualità inferiore hanno effettivamente ottenuto risultati migliori.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il Value ha ottenuto risultati particolarmente positivi in Europa e particolarmente negativi negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono stati fortemente influenzati dall&#8217;anti-Value, poiché gli investitori guardano al futuro, mentre nel resto del mondo il tema delle banche e dei carri armati è stato molto più incentrato sul breve termine.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ciò ha creato un ostacolo filosofico per gli investitori azionari attivi e a lungo termine, come noi, che si concentrano su aziende eccellenti con valutazioni interessanti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Negli Stati Uniti ci sono molte aziende eccellenti, ma è più difficile trovare valutazioni interessanti. Al contrario, al di fuori degli Stati Uniti ci sono valutazioni interessanti, ma non così tante aziende eccellenti. Quest&#8217;anno abbiamo assistito a una biforcazione del mercato. In termini di posizionamento, evitiamo le società più costose e, come sempre, adottiamo un approccio selettivo.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>Guardando al futuro: un&#8217;economia a forma di K e un mercato a forma di K</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">Questo è il concetto secondo cui negli Stati Uniti le persone con disponibilità economiche se la cavano bene, mentre chi non le ha sta attraversando un periodo difficile. Attualmente, chi ha denaro è molto attivo sul mercato, mentre chi non ne ha, come i laureati e i giovani consumatori, non sta partecipando. Stiamo assistendo alla stessa forma a K anche nel mercato stesso, tra i cosiddetti vincitori dell&#8217;IA e gli sconfitti dell&#8217;IA. Si tratta di una situazione diversa rispetto alla fine del 2024. Un anno fa, il tema chiave era quello delle Magnifiche 7. Ora il mercato è guidato dall&#8217;IA e vediamo una distinzione tra coloro che sono destinati ad avere successo in questo nuovo ambiente e coloro che probabilmente non ce la faranno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per gli investitori, l&#8217;attuale contesto implica che i portafogli dovrebbero essere ben bilanciati. Ciò significa esercitare una buona igiene del portafoglio, realizzando profitti in alcune delle aziende che stanno ottenendo risultati particolarmente positivi nella parte superiore della K. Ma senza ignorare alcune società rimaste indietro con fondamentali solidi, che attualmente offrono un valore relativo interessante.</p>
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		<title>Per i titoli europei del settore ‘Difesa’ è arrivato il momento della selettività</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/titoli-europei-settore-difesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[DWS]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[rally]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=179474</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un aumento di oltre il 500% dell’indice in cinque anni. Si può rimanere ottimisti sulle azioni della difesa europea dopo un rally del genere? DWS</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un aumento di oltre il 500% dell’indice in cinque anni. Si può rimanere ottimisti sulle azioni della difesa europea dopo un rally del genere? <a href="https://www.linkedin.com/company/dwsgroup/" target="_blank" rel="noopener">DWS</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-174362 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa.png" alt="Europa" width="502" height="596" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa.png 502w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa-253x300.png 253w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/04/Europa-350x416.png 350w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p>Negli ultimi cinque anni, il settore della difesa ha ottenuto performance significativamente migliori rispetto al mercato complessivo, costruendo dal 2021 in poi un premio di valutazione in costante crescita. Misurato in base agli utili degli ultimi dodici mesi, oggi risulta due volte più costoso rispetto al mercato nel suo complesso. Tuttavia, al suo picco, lo scorso luglio, era arrivato a essere tre volte più costoso.</p>
<p>Madeleine Ronner, Senior Equity Portfolio Manager di DWS, commenta:<br />
«Un anno fa si poteva acquistare praticamente qualsiasi titolo legato alla difesa e battere il mercato. Ora bisogna essere molto più selettivi. E, anche così, le valutazioni dei nostri titoli preferiti appaiono piuttosto impegnative. Tuttavia, dato l&#8217;attuale scenario di crescita, potrebbero essere in grado di giustificare queste valutazioni nel tempo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Riteniamo comunque che l&#8217;attrattiva del settore rimanga elevata. Potrebbe offrire:</h2>
<ul>
<li>Entrate a lungo termine, relativamente prevedibili e finanziate dai governi.</li>
<li>Elevate economie di scala grazie all&#8217;espansione della capacità produttiva e all&#8217;elevata leva operativa dovuta ai costi fissi.</li>
<li>Una crescita degli utili potenzialmente più elevata per diversi anni. Se il settore venisse valutato sulla base degli utili stimati nei prossimi tre-cinque anni, il premio di valutazione si ridurrebbe rapidamente.</li>
</ul>
<p>Queste previsioni si basano sulle seguenti ipotesi: la spesa per la difesa in Europa aumenterà dall&#8217;attuale 2% del prodotto interno lordo (PIL) al 3% entro il 2030, con la prospettiva di raggiungere il 3-4% del PIL. Allo stesso tempo, la spesa per gli equipaggiamenti sta diminuendo rispetto a quella per il personale. Secondo l&#8217;International Institute for Strategic Studies (IISS), circa la metà di questi investimenti dovrebbe avvantaggiare i fornitori europei, che i politici del continente intendono rafforzare.</p>
<p>Come dimostra la guerra in Ucraina, la tecnologia e le tattiche belliche stanno cambiando rapidamente. Questo richiede un approccio selettivo, poiché non tutte le aziende sono ugualmente preparate ad affrontare questa sfida. È inoltre necessario considerare l&#8217;intera catena del valore e i settori correlati, come quello aeronautico e della cybersicurezza. Tuttavia, riteniamo che il settore della difesa continuerà probabilmente a mantenersi dinamico finché l&#8217;Europa non percepirà di essere al sicuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difesa Europea: la rinascita del settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 08:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le principali aziende europee stanno registrando una crescita significativa dei ricavi. E in futuro? Appare promettente. Pierre Debru, WisdomTree</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><b><span lang="EN-GB">Pierre</span></b><b><span lang="EN-GB"> Debru, Head of Research, Europa, <a href="https://www.linkedin.com/company/thewisdomtree/" target="_blank" rel="noopener">WisdomTree</a></span></b></h4>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;ultima <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/eaning-season">earning season</a> in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/europa">Europa</a> conferma che le principali aziende del settore della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/difesa">difesa</a> del continente sono passate dalle parole ai fatti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tra i grandi operatori con una capitalizzazione di mercato superiore a dieci miliardi di dollari che hanno pubblicato i dati relativi al trimestre di marzo, nomi come Rheinmetall, Leonardo, Thales, Safran e Airbus, il fatturato degli ultimi 12 mesi sta crescendo a un tasso medio del 22,2% su base annua.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Nel maggio 2022, tale cifra era appena del 6,1%. Il cambiamento nella prevedibilità degli ordini è ancora più evidente: queste aziende hanno attualmente un portafoglio ordini pari a quasi 49 mesi di vendite. Contro poco più di 30 mesi nella primavera del 2022. In termini pratici, le principali aziende europee hanno già registrato ordini sufficienti a mantenere attive le linee di produzione fino alla fine del decennio e oltre.</h4>
<p class="v1MsoNormal">I fattori determinanti sono ben noti, ma continuano a rafforzarsi. Nel 2024 la NATO-Europa ha speso circa 326 miliardi di euro per la difesa, con un aumento del 17%. E nuovi stanziamenti pluriennali stanno arrivando nei registri degli ordini delle aziende.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il Sondervermögen tedesco da 100 miliardi di euro sta finanziando nuovi programmi per veicoli blindati, artiglieria e missili. La Polonia sta correndo verso il 4% del PIL. E il Regno Unito si è impegnato a raggiungere il 2,5% entro il 2030.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Bruxelles sta rafforzando questa tendenza con la politica industriale: almeno la metà degli appalti futuri dovrà provenire dall&#8217;Europa. E i progetti cofinanziati dal Fondo europeo per la difesa richiedono una collaborazione transfrontaliera, ampliando ulteriormente il mercato potenziale.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Il confronto con gli Stati Uniti è eloquente. Tra gli appaltatori della difesa statunitensi con una capitalizzazione di mercato superiore a dieci miliardi di dollari che hanno riportato i risultati del primo trimestre, le vendite degli ultimi 12 mesi sono aumentate in media del 12,4% su base annua. Molto meno delle loro controparti europee (22,2%).</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche il sentiment del mercato ha rispecchiato questa divergenza: da inizio anno l&#8217;indice MSCI Europe Aerospace &amp; Defence è salito di circa il 60%. Mentre la sua controparte statunitense è cresciuta di circa il 20%.</p>
<p class="v1MsoNormal">Diversi cambiamenti strutturali spiegano la performance superiore dell&#8217;Europa. In primo luogo, decenni di investimenti insufficienti hanno portato a livelli storicamente bassi delle scorte europee di munizioni, veicoli e pezzi di ricambio. Il solo rifornimento è un&#8217;operazione che richiede diversi anni.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">In secondo luogo, le crescenti tensioni geopolitiche, amplificate dai dubbi sulla sostenibilità delle garanzie di sicurezza offerte dagli Stati Uniti, hanno spinto i governi europei ad assumersi una parte maggiore dell&#8217;onere della difesa, accelerando i tempi degli appalti.</h4>
<p class="v1MsoNormal">In terzo luogo, la corsa al vantaggio tecnologico nei settori della difesa sta aumentando i budget per la ricerca e lo sviluppo e convogliando capitali verso programmi di nuova generazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Infine, una spinta attiva al consolidamento del settore, sostenuta da Bruxelles e dalle capitali nazionali, sta creando primari più grandi e meglio capitalizzati, in grado di cogliere economie di scala e promuovere l&#8217;autonomia strategica in tutto il continente.</p>
<p class="v1MsoNormal">In breve, il settore della difesa europeo sta vivendo una vera e propria rinascita. I ricavi stanno crescendo a tassi a due cifre e il portafoglio ordini si estende ormai a quasi quattro anni di ricavi. E, con le pressioni sulla sicurezza che non accennano a diminuire e le norme sugli appalti che favoriscono sempre più le aziende nazionali del settore della difesa, questo slancio dovrebbe protrarsi ben oltre l&#8217;anno in corso.</p>
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		<title>Europa: l&#8217;unione fiscale è un&#8217;occasione unica per un salto di qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 11:15:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Europa la spesa per la difesa può essere il catalizzatore per impegnarsi in modo permanente in una politica fiscale comune. Vanguard</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/europa-lunione-fiscale-e-unoccasione-unica-per-un-salto-di-qualita/">Europa: l&#8217;unione fiscale è un&#8217;occasione unica per un salto di qualità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><i>In Europa la spesa per la difesa può essere il catalizzatore per impegnarsi in modo permanente in una politica fiscale a livello europeo. </i><em>Shaan Raithatha, senior economist di <a href="https://www.linkedin.com/company/vanguard/" target="_blank" rel="noopener">Vanguard</a></em></p>
<p class="v1MsoNormal">Fin dalla creazione dell&#8217;euro, due domande pesanti incombono sul suo destino. Si potrà mai realizzare un&#8217;unione fiscale? E, in caso contrario, l&#8217;euro è destinato a fallire?</p>
<p class="v1MsoNormal">Queste domande essenziali sono tornate alla ribalta durante la crisi del debito sovrano. Dalla prima mossa del “Whatever it takes” nel 2012, sono stati compiuti progressi significativi verso una maggiore integrazione fiscale. La NextGenerationEU (NGEU) ne è un esempio evidente, in cui la spesa dell’Unione è stata finanziata da obbligazioni UE. Ma l&#8217;NGEU ha un grande difetto: è temporaneo e terminerà l&#8217;anno prossimo.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel 2025, la necessità di aumentare la spesa per la difesa in Europa è evidente. Si ripropone quindi il messaggio “whatever it takes”. Ciò rappresenta un&#8217;occasione imperdibile per compiere il prossimo passo cruciale verso l&#8217;integrazione fiscale con la possibilità di avviare una politica fiscale permanente nell’Unione Europea.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>I forti progressi compiuti verso l&#8217;integrazione fiscale</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">Dopo la crisi del debito sovrano, sono stati fatti forti progressi verso l’unione fiscale in Europa. In primo luogo, l&#8217;unione bancaria è imminente. Il Meccanismo di vigilanza unico garantisce che la Banca centrale europea (Bce) sia ora l&#8217;autorità di vigilanza prudenziale per tutte le banche, sostituendo gli organismi nazionali. Si sta inoltre lavorando per fornire una supervisione a livello europeo sulla gestione e la risoluzione delle crisi.</p>
<p class="v1MsoNormal">In secondo luogo, quasi tutti gli Stati membri dell&#8217;UE sono ora impegnati in politiche fiscali nazionali prudenti. La svolta dei cosiddetti PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), ad esempio, è stata notevole. I rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni di tutti questi Paesi sono ora entro 120 punti base rispetto ai bund tedeschi.</p>
<p class="v1MsoNormal">In terzo luogo, la BCE ha sviluppato un&#8217;ampia gamma di strumenti di policy per contenere gli spread periferici, se necessario. Tra questi, le Outright Monetary Transactions (OMT), il Transmission Protection Instrument (TPI) e la flessibilità sulle modalità di reinvestimento degli acquisti legati al <i>quantitative easing</i>.</p>
<p class="v1MsoNormal">Insieme, dinamiche fiscali nazionali più sostenibili e potenti strumenti di politica monetaria riducono significativamente la necessità di trasferimenti fiscali tradizionali, in cui le economie più ricche sovvenzionano direttamente quelle meno ricche. È questo tipo di trasferimento che ha avuto poco sostegno da parte dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ma come sostiene Mario Draghi, questo tipo classico di unione fiscale è oggi meno rilevante. Al contrario, un livello sufficiente di integrazione fiscale può essere raggiunto attraverso un <i>pooling</i> sovrano mirato. Un approccio molto più accettabile dal punto di vista politico, soprattutto se si utilizzano gli strumenti fiscali giusti al momento giusto per massimizzare l&#8217;impatto economico.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>NGEU &#8211; un esempio di politica fiscale coordinata dell&#8217;UE</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">Un efficace esempio di successo di <i>pooling</i> sovrano mirato è NextGenerationEU. Nato in risposta alla pandemia di coronavirus, il programma investe direttamente nell&#8217;economia a livello di UE, finanziato da obbligazioni UE emesse in comune. Si concentra su obiettivi comuni a tutti gli Stati membri dell&#8217;UE – sostenibilità e digitalizzazione – e i pagamenti a ciascun Paese sono basati sui risultati, riducendo il rischio di azzardo morale. È importante notare che il pacchetto non ha ricevuto alcuna reazione negativa da parte dell&#8217;opinione pubblica: un grande passo avanti per l&#8217;Europa.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ma l&#8217;NGEU è temporaneo. L&#8217;ultimo pagamento sarà effettuato nel dicembre 2026. E il rischio è che si perda lo slancio.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u>Difesa &#8211; un&#8217;occasione unica per fare un passo avanti</u></h2>
<p class="v1MsoNormal">Oggi l&#8217;Europa ha la possibilità di fare un altro passo verso l&#8217;unione fiscale coordinando le spese per la difesa.  Ma questa volta in modo permanente.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le condizioni sono perfette. La minaccia alla sicurezza è comune a tutti gli Stati membri dell&#8217;UE, le reazioni politiche saranno scarse e l&#8217;Europa sta correndo sulla scia del NGEU.</p>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, ci sono chiare ragioni economiche per finanziare e spendere per la difesa a livello europeo. I costi di finanziamento sarebbero più convenienti in aggregato, poiché i rischi sarebbero considerati in comune. Gli appalti sarebbero più efficienti e contribuirebbero a ridurre la frammentazione, un problema sollevato dal rapporto Draghi. E i potenziali impatti di una maggiore ricerca e sviluppo nel settore della difesa sull&#8217;economia in generale sono enormi. Dopo tutto, l&#8217;invenzione di Internet, dei laser e delle microonde ha avuto origine in ambito militare.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Questo è il secondo momento del “whatever it takes” dell&#8217;Europa. Un&#8217;opportunità unica per impegnarsi in una politica fiscale permanente a livello europeo. <span lang="EN-GB">Dobbiamo coglierla.</span></h2>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/europa-lunione-fiscale-e-unoccasione-unica-per-un-salto-di-qualita/">Europa: l&#8217;unione fiscale è un&#8217;occasione unica per un salto di qualità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Garantire la sicurezza e la crescita dell’Europa con meno spreco di energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 10:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le economie europee hanno sprecato miliardi di euro a causa dell'uso inefficiente dell'energia. L'analisi a cura di DWS</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/garantire-la-sicurezza-e-la-crescita-delleuropa-con-meno-spreco-di-energia/">Garantire la sicurezza e la crescita dell’Europa con meno spreco di energia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><i>Le economie europee hanno sprecato miliardi di euro a causa dell&#8217;uso inefficiente dell&#8217;energia. L&#8217;analisi a cura di DWS</i></p>
<p class="v1MsoNormal">I leader politici europei stanno rispondendo agli sviluppi geopolitici: la Germania sta pianificando ingenti investimenti in infrastrutture e difesa, mentre l&#8217;UE sta sostenendo anch&#8217;essa gli investimenti nel settore della difesa. Tuttavia, a nostro avviso, esiste un&#8217;area di investimento che necessita di maggiore riconoscimento per il suo ruolo nel supportare la sicurezza, la competitività economica e la resilienza: un uso dell&#8217;energia più intelligente e meno dispendioso.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Germania, Francia, Italia e Polonia hanno sprecato almeno 328 miliardi di euro nel 2019 a causa della dispersione di combustibili fossili in fumo e calore di scarto</strong>. L&#8217;energia viene persa e sprecata durante la produzione di combustibili, la generazione e il trasporto di elettricità, nonché nell&#8217;uso dell&#8217;energia per il riscaldamento degli edifici o il trasporto delle merci.</p>
<p class="v1MsoNormal">Un uso efficiente dell&#8217;energia è una scelta strategica per la difesa. Diverse tecnologie, tra cui isolamento termico, veicoli elettrici e pompe di calore, potrebbero ridurre significativamente il consumo energetico e mantenere in funzione l&#8217;economia. Ridurre il consumo di energia aiuta inoltre a proteggere l&#8217;Europa dal rischio di forti oscillazioni dei prezzi dell&#8217;energia.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ad esempio, <strong>si sospetta che la <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Russia" target="_blank" rel="noopener">Russia</a> sia responsabile di almeno 56 atti di sabotaggio, operazioni di influenza o violenze mirate in Europa dal 2022. Diversi attacchi hanno preso di mira cavi di alimentazione e telecomunicazioni, dimostrando che l&#8217;interruzione delle infrastrutture rappresenta un rischio serio</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Anche le dispute politiche e commerciali costituiscono un rischio per i prezzi dell&#8217;energia. Il Presidente degli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Stati+Uniti" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a> ha chiesto all&#8217;Europa di importare più petrolio e gas statunitense e ha promesso una garanzia sulle esportazioni di gas.</strong> Tuttavia, abbiamo già visto come la posizione del Presidente possa cambiare rapidamente. È possibile che le esportazioni di gas statunitense vengano coinvolte in una disputa, portando a un aumento dei prezzi dell&#8217;energia.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;uso efficiente dell&#8217;energia è un vantaggio economico. Un sondaggio tra funzionari di banche centrali e ministeri delle finanze ha rilevato che la crescita economica e la riduzione delle emissioni potrebbero essere incentivate attraverso investimenti in infrastrutture verdi e riqualificazione degli edifici. Una economia più forte è essenziale per finanziare le spese di difesa e i prestiti infrastrutturali. Inoltre, l&#8217;efficienza energetica è parte della soluzione per ridurre il divario tra i prezzi dell&#8217;energia in Europa, che sono 2-3 volte superiori rispetto a Stati Uniti e Cina.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Un rapporto sulla Trasformazione Europea di DWS ha evidenziato come l&#8217;efficienza energetica sia un investimento trasversale tra diverse classi di asset.</strong> Investire o concedere prestiti al settore immobiliare e alle PMI può supportare la ristrutturazione degli edifici. Investire o finanziare società di infrastrutture specializzate può favorire la crescita dei fornitori di soluzioni tecnologiche.</p>
<p class="v1MsoNormal">Migliorare il finanziamento privato dell&#8217;efficienza energetica è l&#8217;obiettivo della Energy Efficiency Finance Coalition della Commissione Europea, che ha recentemente tenuto il suo primo incontro ufficiale. DWS Alternatives GmbH è orgogliosa di essere un membro fondatore insieme ad altre importanti istituzioni finanziarie.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>A nostro avviso, per stimolare gli investimenti è necessario contrastare la disinformazione sulle pompe di calore, diffondere casi di successo nelle ristrutturazioni energetiche, creare nuovi strumenti di finanziamento pubblico-privato per aiutare milioni di proprietari di casa</strong> e piccole imprese a realizzare ristrutturazioni accessibili, e adottare una tassazione energetica equa che favorisca tecnologie efficienti e a basse emissioni di carbonio.</p>
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