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	<title>equity Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>equity Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<item>
		<title>Equity Usa, stavolta è diverso rispetto alla bolla dot.com</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/equity-usa-bolla-dot-com/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[Franklin Templeton]]></category>
		<category><![CDATA[Schulze]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riteniamo che vi siano diverse differenze fondamentali tra l'attuale contesto e il 1999 che manterranno i mercati in crescita nel prossimo anno, il che potrebbe sorprendere molti. Jeff Schulze, ClearBridge Investments, Gruppo Franklin Templeton</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Equity Usa: riteniamo che vi siano diverse differenze fondamentali tra l&#8217;attuale contesto e il 1999 che manterranno i mercati in crescita nel prossimo anno, il che potrebbe sorprendere molti. Jeff Schulze, Head of Economic and Market Strategy, ClearBridge Investments, Gruppo <a href="https://www.linkedin.com/company/franklin-templeton/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Franklin Templeton</a></em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-73266 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2018/06/wall-street-e1685953526982.jpg" alt="wall street investitori azionario" width="500" height="324" /></p>
<h2>Il grande paradosso del mercato</h2>
<p>Un confronto completo tra il contesto attuale e l&#8217;ultima fase della bolla dot-com mostra più differenze che somiglianze. Sebbene le valutazioni siano elevate, riteniamo che le azioni &#8220;cresceranno fino a giustificare i multipli&#8221; nel 2026 grazie a solidi utili alimentati dalla continua forza degli investimenti in AI, oltre che da stimoli fiscali e monetari.</p>
<p>Ulteriori rialzi potrebbero derivare da deregolamentazione, guadagni di produttività legati all&#8217;AI e ulteriore moderazione dei costi del lavoro, quest&#8217;ultima potrebbe anche aprire la strada a ulteriori allentamenti da parte della Fed. Sebbene l&#8217;AI possa in parte sconvolgere i mercati del lavoro, riteniamo che l&#8217;impatto sarà più simile alla &#8220;ripresa senza occupazione&#8221; che seguì la bolla dot-com, con una crescita debole dei posti di lavoro (50.000-75.000 al mese) piuttosto che una recessione. Inoltre, l&#8217;AI dovrebbe contribuire a un contesto disinflazionistico, favorevole agli asset finanziari.</p>
<p>Anche se a volte può sembrare che i mercati stiano &#8220;festeggiando come se fosse il 1999&#8221;, crediamo che la fase di correzione che seguirà quella di euroforia (come nel 2000-2003) sia ancora lontana. A questo proposito, ricordiamo una citazione del famoso investitore William O&#8217;Neil: &#8220;È uno dei grandi paradossi del mercato azionario che un titolo già molto caro di solito tenda a salire ancora e che un titolo molto economico tenda a scendere ancora&#8221;. Sebbene la bolla dot-com presenti alcune analogie con il presente, è importante considerare anche i rischi di restare ai margini durante periodi di grandi cambiamenti tecnologici. Per questo motivo, rimaniamo acquirenti sui ribassi qualora si presentassero nei prossimi mesi.</p>
<h2>1999 vs. 2025: Differenze economiche</h2>
<p>La prima differenza fondamentale è che l&#8217;economia statunitense è pronta a beneficiare sia di stimoli fiscali che monetari nel 2026, una combinazione potente che di solito si osserva solo in uscita dalle recessioni. L&#8217;impulso netto derivante dal One Big Beautiful Bill (OBBB) dovrebbe fornire circa l&#8217;1% del PIL quest&#8217;anno, con rimborsi fiscali potenziati che offriranno sostegno alle famiglie a basso e medio reddito.</p>
<p>I rimborsi fiscali vengono generalmente spesi piuttosto che risparmiati, il che suggerisce che gran parte di questa liquidità tornerà rapidamente nell&#8217;economia</p>
<p>Un&#8217;altra tendenza del 2025 che probabilmente continuerà nel nuovo anno è la rapida crescita degli investimenti in capitale (capex) legati all&#8217;AI, mentre prosegue la costruzione delle infrastrutture AI. Nonostante i timori che il capex AI abbia raggiunto livelli da bolla, gli attuali volumi di spesa sono ben al di sotto del picco registrato durante i precedenti cicli tecnologici innovativi negli Stati Uniti, in percentuale sul PIL. Ad esempio, oggi gli investimenti in AI rappresentano circa l&#8217;1% dell&#8217;economia statunitense, rispetto al 3% durante la bolla tecnologica/telecomunicazioni della fine degli anni &#8217;90. Se la storia dovesse ripetersi, il capex AI potrebbe sorprendere al rialzo nei prossimi anni, fornendo un sostegno continuo sia all&#8217;economia che ai mercati.</p>
<h2>1999 vs. 2025: Differenze di mercato</h2>
<p>La fonte di finanziamento del capex ci porta alla terza differenza fondamentale tra la fine degli anni &#8217;90 e oggi. Oggi la spesa è in gran parte finanziata dal free cash flow (FCF) delle aziende, mentre la costruzione di infrastrutture tecnologiche/telecom negli anni &#8217;90 era principalmente sostenuta dai mercati dei capitali attraverso emissioni di debito e/o azioni.</p>
<p>Una quarta distinzione fondamentale tra la fine degli anni &#8217;90 e il 2025 riguarda ciò che ha fatto registrare un rialzo del mercato azionario. Durante l&#8217;ultima fase della bolla dot-com, l&#8217;espansione del rapporto prezzo/utili (P/E) è stata il principale motore dei rialzi, una netta differenza rispetto al rally del 2025, alimentato dalle aspettative di miglioramento degli utili per azione (EPS).</p>
<p>Parte di questo entusiasmo potrebbe essere dovuto agli eccellenti utili delle Magnificent Seven negli ultimi tre anni. Tuttavia, continuiamo ad aspettarci una rotazione nella leadership man mano che la crescita degli utili si allargherà nel 2026.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo stretto legame tra AI, inflazione e azioni</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/stretto-legame-ai-inflazione-azioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 11:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[L&G]]></category>
		<category><![CDATA[Reedie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AI potrebbe determinare quanto spazio di crescita ha l’equity in uno scenario economico dal trend non ben definito. Colin Reedie, Head of Active Strategies di L&#038;G</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo stretto legame tra AI, inflazione e azioni. L’AI potrebbe determinare quanto spazio di crescita ha l’equity in uno scenario economico dal trend non ben definito. Colin Reedie, Head of Active Strategies di <a href="https://www.linkedin.com/company/l&amp;g-solution-s-r-l-/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">L&amp;G</a></em></p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-166651 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI.jpg" alt="" width="590" height="408" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI.jpg 590w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI-300x207.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI-150x104.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI-218x150.jpg 218w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/AI-100x70.jpg 100w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’inflazione è stata la parola chiave per gli investitori per un po&#8217; di tempo, mentre ora, pur rimanendo un fattore chiave da tenere in considerazione, passa in secondo piano rispetto alla valutazione del ciclo economico. In una recessione è probabile che nessuno si preoccupi dell’inflazione perché ci si aspetta che cali (anche se non immediatamente).</p>
<p>Quello che sarà difficile capire è se il ciclo economico arriverà a un atterraggio morbido o, al contrario, a una fase di “muddle-through”, in cui l’economia avanza in modo incerto senza mostrare trend ben definiti. Ci sono però alcuni segnali: il costo delle case sta calando mentre i prezzi dei beni stanno crescendo. Quest’ultimo aspetto non è solo l’esito dei dazi, ma anche del deprezzamento del 10% del dollaro nella prima metà dell’anno. Per questo, noi di L&amp;G riteniamo che sia fondamentale guardare sia l’inflazione core, sia quella legata ai servizi, escludendo però gli alloggi.</p>
<h2>È noto che l’inflazione dipende strettamente dalla crescita dei salari</h2>
<p>Sia l’Employment Cost Index sia l’Average Hourly Earnings sono fermi a circa il 4% annuo. Se le dinamiche del mercato del lavoro rimangono le stesse, con una diminuzione della domanda di lavoro, a cui corrisponde in larga parte un calo dell’offerta, la crescita dei salari potrebbe non rallentare a una velocità tale da giustificare i multipli tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve oppure non rallentare affatto.</p>
<p>Visto quanto è accaduto quest’anno (i dazi ai massimi dal Dopoguerra, una Federal Reserve sotto pressione politica, un’inflazione ferma sopra il target etc.) la relativa resilienza del mercato Usa, dollaro escluso, potrebbe essere una sorpresa per molti. I mercati post “Liberation Day” appartengono a un mondo diverso di quelli pre. In uno scenario recessivo è improbabile che le azioni non subiscano conseguenze. In ogni caso, in uno scenario del tipo “muddle-through”, crediamo che l’AI determinerà quanta ulteriore crescita possano avere gli asset più rischiosi nel resto dell’anno.</p>
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		<item>
		<title>Resilienza in un contesto complesso</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/resilienza-contesto-complesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Algebris Investments]]></category>
		<category><![CDATA[asset allocation]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mercati azionari globali hanno mostrato una notevole capacità di tenuta. L’analisi del Global Equity team di Algebris Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Resilienza in un contesto complesso. I mercati azionari globali hanno mostrato una notevole capacità di tenuta. L’analisi del Global Equity team di<a href="https://www.linkedin.com/company/algebris-investments/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener"> Algebris Investments</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-177720 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Obbligazionari.png" alt="Flossbach von storch" width="598" height="396" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Obbligazionari.png 598w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Obbligazionari-300x199.png 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Obbligazionari-350x232.png 350w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La buona tenuta dell’equity si è verificata pur a fronte dello shutdown negli Stati Uniti e di un contesto geopolitico volatile in Medio Oriente, dove l&#8217;accordo di pace recentemente raggiunto ha sostenuto la propensione al rischio.</p>
<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;azionario ha continuato a muoversi al rialzo, dimostrando resilienza nonostante tre fattori di pressione: lo shutdown governativo, il riacutizzarsi delle tensioni commerciali con la Cina in materia di esportazioni di terre rare e le difficoltà di alcune banche regionali dopo perdite inattese sui prestiti. Anche la stagione degli utili è partita con un tono positivo, grazie a risultati superiori alle attese da parte dei principali istituti finanziari.</p>
<p>In Europa – e in Italia – le notizie societarie sono state più limitate, con poche aziende che hanno pubblicato i risultati del terzo trimestre. Tuttavia, l&#8217;area continua a beneficiare di valutazioni attraenti e di un mercato meno surriscaldato rispetto agli Stati Uniti, elementi che mantengono vivo l&#8217;interesse degli investitori.</p>
<p>Il mercato più dinamico è stato quello giapponese, dove gli sviluppi politici e la formazione di una nuova coalizione di governo hanno riacceso le aspettative di ulteriori stimoli fiscali e di politiche accomodanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Europa, la dinamica demografica rilancerà gli investimenti azionari?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/europa-dinamica-demografica-investimenti-azionari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 09:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[DWS]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[Moryson]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'integrazione dei modelli pensionistici a ripartizione con quelli a capitalizzazione potrebbe dare nuova linfa all'equity europeo. Martin Moryson, Head of Economics di DWS</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/europa-dinamica-demografica-investimenti-azionari/">Europa, la dinamica demografica rilancerà gli investimenti azionari?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Europa, la dinamica demografica rilancerà gli investimenti azionari? L&#8217;integrazione dei modelli pensionistici a ripartizione con quelli a capitalizzazione potrebbe dare nuova linfa all&#8217;equity europeo. Martin Moryson, Head of Economics di <a href="https://www.linkedin.com/company/dwsgroup/" target="_blank" rel="noopener">DWS</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-140098 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza.jpg" alt="" width="2475" height="1650" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza.jpg 2475w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-1024x683.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-1536x1024.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-2048x1365.jpg 2048w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-150x100.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-696x464.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-1068x712.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-1920x1280.jpg 1920w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-630x420.jpg 630w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Previdenza-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 2475px) 100vw, 2475px" /></p>
<p>Il tasso di natalità è solo uno dei diversi fattori che influenzano la sostenibilità dei sistemi pensionistici. Il modello a ripartizione soffre del fatto che ogni lavoratore deve sostenere un numero sempre maggiore di pensionati. Questa situazione potrebbe essere alleggerita in vari modi – escludendo, però, un improbabile aumento del tasso di natalità. Si potrebbe, ad esempio, incrementare il tasso di occupazione o l&#8217;età pensionabile, ridurre gli assegni pensionistici, favorire una maggiore immigrazione o aumentare la produttività economica. È probabile che, in futuro, sarà necessario agire su tutti e quattro questi fronti. Ma, oltre a ciò, riteniamo urgente affiancare al sistema a ripartizione un modello pensionistico basato sul risparmio e sugli investimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le difficoltà legate a un passaggio completo da un sistema a ripartizione a uno a capitalizzazione sono ben note – e vanno affrontate con serietà. Una transizione di questo tipo può avvenire solo gradualmente.</h2>
<p>Suggeriamo che gli incentivi pubblici al risparmio previdenziale privato attraverso gli investimenti azionari vengano ampliati in modo significativo. Oltre a rafforzare la sicurezza pensionistica, riteniamo che ciò potrebbe generare anche altri effetti positivi:</p>
<ul>
<li>Maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle questioni legate ai rendimenti finanziari e alla gestione del rischio.</li>
<li>Possibilità di rendimenti più elevati nel lungo periodo rispetto alle attuali forme di risparmio, pur con maggiore volatilità e rischio.</li>
<li>Crescente consapevolezza dell&#8217;importanza delle riforme strutturali pro-crescita, che possono comportare perdite a breve termine ma aumentare il reddito nel medio periodo, poiché i benefici di lungo periodo vengono riconosciuti dai mercati azionari e diventano così visibili anche ai risparmiatori previdenziali.</li>
</ul>
<p>Un cambiamento di questo tipo sarebbe inoltre coerente con la creazione dell&#8217;Unione Europea del Risparmio e degli Investimenti, oggi in fase di concretizzazione. In ultima analisi, l&#8217;introduzione di sistemi pensionistici parzialmente basati su investimenti azionari potrebbe anche aiutare le giovani imprese a reperire capitali al di fuori del sistema bancario, in linea con le raccomandazioni contenute nel rapporto Draghi. L&#8217;esperienza di Paesi come Svezia, Australia e Paesi Bassi mostra come mercati dei capitali solidi possano favorire la crescita della produttività di un&#8217;economia.</p>
<p>Secondo Martin Moryson, Head of Economics di DWS, &#8220;i tedeschi risparmiano più che a sufficienza, ma spesso non nel modo migliore. Quasi il 40% del loro denaro giace in conti di risparmio a basso rendimento. È un peccato, sia per i singoli individui che per la collettività. Un sistema pensionistico parzialmente finanziato potrebbe accelerare la transizione verso forme di risparmio più orientate al rendimento, con benefici potenziali non solo per i risultati individuali, ma anche per la crescita economica nel lungo periodo.&#8221;</p>
<p>In Germania, chi avesse investito ogni anno la stessa somma nell&#8217;indice DAX per 40 anni, a partire dal 1983, avrebbe ottenuto un rendimento medio superiore all&#8217;8% su tutti i contributi versati. Al confronto, i conti di risparmio bancari offrono, nella migliore delle ipotesi, rendimenti annuali di pochi punti percentuali. Naturalmente, i rendimenti dei mercati azionari sono soggetti a una volatilità molto più elevata. È un aspetto con cui i risparmiatori europei (e in particolare quelli tedeschi) dovranno imparare a familiarizzare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Potenziale di crescita nell’equity europeo</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/potenziale-equity-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 11:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa IM]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[Guibout]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso di quest'anno, le azioni europee hanno registrato una performance significativa, con gli indici regionali che hanno superato comodamente altri principali mercati. Gilles Guibout, Head of European Equities di AXA IM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Potenziale di crescita nell&#8217;equity europeo. Nel corso di quest&#8217;anno, le azioni europee hanno registrato una performance significativa, con gli indici regionali che hanno superato comodamente altri principali mercati. Gilles Guibout, Head of European Equities di AXA Investment Managers</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_101003" aria-describedby="caption-attachment-101003" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-101003" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-150x150.jpg" alt="Gilles Guibout" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-101003" class="wp-caption-text">Gilles Guibout</figcaption></figure>
<p>Da inizio anno, l&#8217;indice Euro Stoxx 600 ha reso il 25% in termini di dollari USA, contro il 16% dell&#8217;MSCI World e il 13% e 16% rispettivamente per gli indici S&amp;P 500 e Nasdaq. Le azioni europee sono state naturalmente più economiche rispetto alle statunitensi. Ma mentre il divario di valutazione si è ridotto dai livelli più estremi, dato l&#8217;attuale contesto di miglioramento delle condizioni macroeconomiche e solidi impegni politici a lungo termine, riteniamo che questa asset class possa continuare a offrire valore rispetto al mercato statunitense, che quest&#8217;anno ha raggiunto nuovi massimi multipli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Contesto macro in miglioramento</h2>
<p>Il contesto macroeconomico più ampio sta migliorando: la zona euro è cresciuta dello 0,1% nel secondo trimestre, un rallentamento rispetto all&#8217;espansione dello 0,6% del primo trimestre, ma migliore rispetto al risultato stabile previsto dal mercato. In miglioramento anche il sentiment, con previsioni di crescita del PIL in aumento.</p>
<h2>L&#8217;inflazione europea</h2>
<p>L&#8217;inflazione nell&#8217;intero blocco è rimasta comodamente intorno al target del 2% della Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, al confronto con un&#8217;inflazione del 2,7% negli Stati Uniti, dove si prevede un aumento delle pressioni sui prezzi a causa dei dazi dell&#8217;amministrazione Trump.</p>
<h2>L&#8217;impatto dei dazi</h2>
<p>L&#8217;impatto complessivo dei dazi sull&#8217;Eurozona resta da vedere, ma l&#8217;accordo commerciale raggiunto con gli Stati Uniti a luglio ha dato sia alle aziende sia agli investitori una chiarezza che era decisamente necessaria. Gli esportatori europei dovranno tuttavia fare i conti con dazi più elevati rispetto al passato.</p>
<p>Nonostante motivi di preoccupazione dovuti alle tariffe doganali, all&#8217;incertezza geopolitica e alla crescita economica lenta, riteniamo che le azioni europee offrano ancora un considerevole valore. Con valutazioni attraenti e la prospettiva di un miglioramento della crescita e del consolidamento, grazie anche al piano di rilancio della Germania, prima economia dell&#8217;Eurozona, ci sono molte ragioni per essere ottimisti.</p>
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		<title>Ottimisti sugli EM. L’inflazione resta un rischio reale</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/ottimisti-sugli-em-linflazione-resta-un-rischio-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 11:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[government bond]]></category>
		<category><![CDATA[macro]]></category>
		<category><![CDATA[Pictet AM]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Em tra i preferiti sia per la parte government bond che per quella azionaria. L’asset allocation a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Em tra i preferiti sia per la parte government bond che per quella azionaria. L’asset allocation a cura della Strategy Unit di <a href="https://www.linkedin.com/company/the-pictet-group/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Pictet</a> Asset Management</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-116139 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/05/emergenti-e1695811382405.jpg" alt="emergenti" width="600" height="433" /></p>
<p>A nostro avviso, i mercati obbligazionari stanno sottovalutando il rischio di inflazione, sia per quanto riguarda la pressione al rialzo sulle componenti dell&#8217;inflazione core statunitense dei prezzi al consumo, sia per la possibilità che i dazi abbiano effetti inflazionistici nel breve termine.</p>
<p>Il nostro unico sovrappeso è nei titoli di Stato dei mercati emergenti in valuta locale (Cina esclusa), che continuano a beneficiare della debolezza del dollaro, nonché dei buoni fondamentali economici nazionali e degli elevati tassi reali relativi.</p>
<h2>Le azioni dei mercati emergenti rimangono un punto di forza nei mercati globali</h2>
<p>Si sono dimostrate resilienti di fronte ai dazi statunitensi, in quanto il forte consumo interno ha contribuito ad ammortizzare l&#8217;impatto dei danni causato al commercio. I Paesi emergenti hanno un vantaggio in termini di crescita del PIL di circa il 2% rispetto alle economie sviluppate, il maggiore dai primi anni 2000.</p>
<p>Riteniamo che le azioni dei mercati emergenti siano destinate ad offrire rendimenti interessanti nei prossimi mesi e prevediamo che le aziende con sede in queste economie registreranno una crescita degli utili superiore al 10% sia quest&#8217;anno che il prossimo, ben al di sopra rispetto alle loro controparti sviluppate. I titoli degli emergenti beneficiano anche di valutazioni interessanti: il loro rapporto P/E a termine si attesta in media attorno a 13, un valore ingiustificatamente inferiore del 33% a quello dei mercati sviluppati. Anche la prospettiva di un declino strutturale del dollaro è a loro vantaggio, in quanto migliora la competitività delle esportazioni e stimola i flussi di investimenti esteri.</p>
<h2>Siamo ottimisti anche sulle azioni cinesi, sebbene l&#8217;economia abbia recentemente mostrato un rallentamento</h2>
<p>Nonostante il crollo del 44% delle esportazioni verso gli Stati Uniti tra marzo e luglio, ricordiamo che queste rappresentano solo il 3% circa del PIL cinese e non sono più una fonte primaria di crescita. Pechino, inoltre, dispone di margini per sostenere ulteriormente l&#8217;economia con stimoli più coordinati. Le blue chip, ad esempio, hanno registrato un aumento di oltre il 10% solo nello scorso mese, poiché i piani del governo per aumentare la produzione di chip avanzati hanno alimentato le aspettative di un boom dell&#8217;IA domestica, sbloccando così i risparmi nazionali e canalizzando la liquidità guidata dagli incentivi verso i mercati azionari. Aiutati da un dollaro più debole, hanno fatto bene anche altri mercati emergenti. Le azioni latinoamericane hanno sovraperformato con un guadagno superiore al 6%, con la regione che ha beneficiato dalla domanda di materie prime, riflettendo i guadagni nel settore dei materiali.</p>
<p>Tenendo conto di ciò, manteniamo la nostra posizione di sovrappeso nei mercati emergenti.</p>
<p>Ci aspettiamo un ulteriore indebolimento del dollaro visto che gran parte dell&#8217;impatto delle misure monetarie di Trump si riflette su proprio sulla valuta. Di conseguenza, manteniamo la nostra posizione di sovrappeso sull&#8217;euro e sul franco svizzero e il nostro pieno sovrappeso sull&#8217;oro, che continua a rappresentare una copertura importante sia contro l&#8217;inflazione che contro le preoccupazioni per gli eccessivi livelli del debito.</p>
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		<title>Equity giapponese verso una nuova rivalutazione del quality growth</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/equity-giapponese-verso-una-nuova-rivalutazione-del-quality-growth/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 08:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[comgest]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[Kaye]]></category>
		<category><![CDATA[quality]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Puntiamo sui titoli di società poco esposte ai dazi e dotate di una governance solida. Richard Kaye, portfolio manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em>Equity giapponese, puntiamo sui titoli di società poco esposte ai dazi e dotate di una governance solida. Richard Kaye, portfolio manager del fondo Comgest Growth Japan di <a href="https://www.linkedin.com/company/comgest/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Comgest</a></em></p>
<figure id="attachment_109810" aria-describedby="caption-attachment-109810" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-109810" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-15-alle-13.48.07-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-15-alle-13.48.07-300x300.png 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-15-alle-13.48.07-150x150.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-15-alle-13.48.07.png 392w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-109810" class="wp-caption-text">Richard Kaye</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<p class="v1MsoNormal">Negli ultimi mesi il governo giapponese ha operato come una coalizione informale e le elezioni della Camera Alta del 20 luglio sembrano aver rafforzato questa situazione. In una prima reazione, lo yen si è rafforzato e i futures sul Nikkei sono saliti, forse perché gli investitori si aspettavano un esito più destabilizzante. Il 23 luglio è stata diffusa la notizia (finora smentita) che il primo ministro Ishiba avrebbe annunciato le sue dimissioni. Anche in questo caso, i mercati non hanno reagito negativamente, suggerendo che gli investitori stessero già guardando oltre il suo mandato. I negoziati sui dazi sembrano avvicinarsi a una risoluzione dopo una lunga fase di stallo: le importazioni di riso attirano particolare attenzione da parte degli osservatori esteri a causa dell&#8217;estrema carenza di riso in Giappone e del suo impatto sull&#8217;inflazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Gli ottimisti sul cambiamento della governance sono rimasti delusi dal rifiuto di Seven &amp; i di un&#8217;acquisizione straniera e dai termini dell&#8217;acquisizione da parte di Toyota della sua affiliata Toyota Industries. Numerosi commentatori nazionali indicano il precedente coreano della riforma dell&#8217;imposta di successione o sui dividendi per modificare gli incentivi alle imprese. La riforma fiscale figurava anche tra i cambiamenti strutturali proposti dai nuovi partiti politici, che hanno guadagnato terreno nelle elezioni di luglio.</p>
<h2>L&#8217;importanza dei modelli di business</h2>
<p class="v1MsoNormal">Continuiamo a privilegiare le società con un&#8217;esposizione minima ai dazi, poiché sono gli unici operatori nel proprio settore e beneficiano già di una governance solida. Riteniamo di aver individuato il vero Giappone, ovvero società con modelli di business unici e team dirigenziali di alta qualità che parlano la nostra lingua e non sono ostaggio del governo o dell&#8217;incertezza macroeconomica.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal"><b>Fast Retailing</b> (la holding di UNIQLO) è un esempio. Negli ultimi risultati pubblicati, l&#8217;azienda ha nuovamente registrato buoni risultati, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, nonostante il clima insolito e la volatilità valutaria abbiano temporaneamente pesato sui profitti in Giappone. Anche i titoli del settore dei semiconduttori hanno continuato a registrare buoni risultati, grazie all&#8217;espansione della capacità produttiva di <b>Nvidia</b> che ha ampliato le opportunità nel settore della fabbricazione. Questo tema è stato rafforzato dall&#8217;ultimo commento sugli utili di <b>TSMC</b>. <b>Disco</b>, che produce macchine per il taglio di wafer per semiconduttori, ha inizialmente pubblicato previsioni deludenti. Tuttavia, i dati sono stati distorti da fattori straordinari e la domanda di nuove attrezzature Disco per tecnologie all&#8217;avanguardia come il Chip-on-Wafer-on-Substrate appare chiara.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Preferire il &#8216;quality growth&#8217;</h2>
<p class="v1MsoNormal">Il mercato, invece, con i dazi, le questioni di governance e la volatilità valutaria, potrebbe faticare a mostrare una crescita degli utili sostenuta. Riteniamo che ciò crei un&#8217;opportunità per le società quality growth di essere rivalutate positivamente dagli investitori, in un mercato che per anni è stato dominato dai “titoli che puntano sullo yen debole” nel periodo post-Covid.</p>
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		<title>La sorpresa più grande dell&#8217;anno? La ripresa dell&#8217;equity</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/equity-azionario-sorpresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 11:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azionario]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[T.Rowe Price]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo imparato una lezione. Non bisogna affidarsi esclusivamente ai fondamentali e al buon senso quando geopolitica e politica hanno un impatto così forte sui mercati. T. Rowe Price</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal">Yoram Lustig, Head of Multi-Asset Solutions EMEA &amp; Latam – <a href="https://www.linkedin.com/company/t--rowe-price" target="_blank" rel="noopener">T. Rowe Price</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-128002 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/mondo.jpg" alt="prospettive economiche" width="700" height="394" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/mondo.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/mondo-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/mondo-150x84.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/mondo-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">La notevole ripresa del mercato <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/azionario">azionario</a> dopo il sell-off di inizio anno rappresenta probabilmente la sorpresa più grande dell&#8217;anno finora.</p>
</div>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;escalation delle tensioni geopolitiche e l&#8217;introduzione di nuovi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dazi">dazi</a> hanno avuto un impatto significativo sui mercati finanziari globali da febbraio ad aprile. Il &#8220;liberation day&#8221; del presidente Trump, il 2 aprile, ha causato un ulteriore forte sell-off.</p>
<p><strong>DAZI</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Il pacchetto di dazi reciproci è stato più ampio del previsto e sembrava che gli Stati Uniti stessero per intraprendere una guerra commerciale totale con la Cina. La situazione ha accentuato l&#8217;incertezza, con l&#8217;aspettativa che si profilasse all&#8217;orizzonte una potenziale stagflazione, ovvero una combinazione di aumento dell&#8217;inflazione e rallentamento della crescita economica.</p>
<p><strong>INDICI</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Dal 18 febbraio 2025, il picco massimo, all&#8217;8 aprile 2025, il minimo, l&#8217;indice S&amp;P 500 ha perso il 18,6%, registrando uno dei cali più marcati della sua storia. Il Nasdaq Composite, fortemente orientato al settore tecnologico, ha perso il 23,7%. Tutto ciò ha ingenerato il panico.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>PUNTO DI SVOLTA</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Poi, improvvisamente, la situazione ha smesso di peggiorare e ha iniziato a migliorare. L&#8217;amministrazione statunitense, probabilmente spaventata dal mercato del Tesoro, ha ammorbidito la sua politica commerciale, sospendendo i dazi per 90 giorni e concordando i principi di un accordo commerciale con la Cina. La calma è tornata e gli asset rischiosi si sono rapidamente ripresi. In combinazione con una stagione degli utili forte, i titoli tecnologici statunitensi a mega capitalizzazione hanno registrato un forte rimbalzo.</p>
<p class="v1MsoNormal">Dall&#8217;8 aprile 2025 alla fine di giugno, l&#8217;indice S&amp;P 500 è salito di circa il 25% in 83 giorni, uno dei rialzi più rapidi della storia. Il Nasdaq Composite ha registrato un balzo del 33,6%, con una magnifica rimonta dei cosiddetti &#8220;magnifici sette&#8221;.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">La sorpresa non è stata solo l&#8217;eccezionale andamento dei mercati in un breve periodo. Ma anche il cambiamento delle prospettive future e l&#8217;impatto che un presidente degli Stati Uniti può avere sui mercati. Il passaggio da un pessimismo basato sui fondamentali – l&#8217;aspettativa che i dazi avrebbero rallentato l&#8217;economia statunitense, aumentato l&#8217;inflazione, impedito alla Fed di allentare la politica monetaria e causato incertezza che avrebbe influito sulle decisioni dei consumatori e delle imprese – a un ottimismo resiliente è stato sorprendente.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Una lezione che si può trarre da quest&#8217;anno è che non bisogna affidarsi esclusivamente ai fondamentali e al buon senso, come facevamo un tempo, quando la geopolitica, la politica e i politici hanno un impatto così significativo sui mercati.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Mercati ai massimi storici? Non abbiate paura di investire</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercati-ai-massimi-storici-non-abbiate-paura-di-investire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 10:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[schroders]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato è in realtà ai massimi storici più spesso di quanto si possa pensare. Dei 1.187 mesi trascorsi dal gennaio 1926, il mercato ha raggiunto il massimo storico in 363 di essi, ovvero nel 31% dei casi. Duncan Lamont, Schroders</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercati-ai-massimi-storici-non-abbiate-paura-di-investire/">Mercati ai massimi storici? Non abbiate paura di investire</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il mercato è in realtà ai massimi storici più spesso di quanto si possa pensare. Dei 1.187 mesi trascorsi dal gennaio 1926, il mercato ha raggiunto il massimo storico in 363 di essi, ovvero nel 31% dei casi. Duncan Lamont, Head of Strategic Research, <a href="https://www.linkedin.com/company/schroders/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Schroders</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-175986" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/economia-scaled-1-e1751009536571.jpg" alt="Opportunità" width="1200" height="600" /></p>
<p class="v1MsoNormal">Dopo il forte crollo di aprile, il mercato azionario statunitense ha registrato un rimbalzo ancora più significativo, raggiungendo recentemente un nuovo massimo storico. Ciò ha reso molti investitori nervosi riguardo alla possibilità di un calo.</p>
<p class="v1MsoNormal">Molti altri hanno parcheggiato i propri risparmi in liquidità, attratti dagli alti tassi offerti. L&#8217;idea di investire quel denaro contante quando il mercato azionario è ai massimi storici sembra scomoda. Ma lo è davvero?</p>
<p class="v1MsoNormal">La conclusione della nostra analisi dei rendimenti del mercato azionario dal 1926 è inequivocabile: no.</p>
<p class="v1MsoNormal">In media, i rendimenti a 12 mesi successivi al raggiungimento di un massimo storico sono stati migliori rispetto ad altri periodi: +10,4% al di sopra dell&#8217;inflazione rispetto all&#8217;8,8% quando il mercato non era ai massimi. I rendimenti su un orizzonte temporale di due o tre anni sono stati simili indipendentemente dal fatto che il mercato fosse ai massimi storici o meno,</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Le differenze si accumulano nel tempo</h2>
<p class="v1MsoNormal">100 dollari investiti nel mercato azionario statunitense nel gennaio 1926 varrebbero 103.294 dollari (a fine 2024) in termini corretti per l&#8217;inflazione, con una crescita del 7,3% all&#8217;anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Al contrario, una strategia che avrebbe previsto di disinvestire e spostarsi sulla liquidità ogni volta che il mercato ha raggiunto il massimo storico (e di rientrare ogni volta che non lo ha raggiunto) varrebbe solo 9.922 dollari. Si tratta di una perdita del 90%. Il rendimento di questo portafoglio sarebbe stato del 4,8% al netto dell&#8217;inflazione. Su orizzonti temporali lunghi, le differenze di rendimento possono diventare molto significative.</p>
<p>Questa analisi copre un orizzonte temporale di quasi 100 anni, più lungo di quello generalmente previsto. Tuttavia, anche su orizzonti più brevi, gli investitori avrebbero perso un grande potenziale di ricchezza se si fossero lasciati spaventare ogni volta che il mercato era in rialzo.</p>
<p>È normale sentirsi nervosi quando si investe e il mercato azionario è ai massimi storici, ma la storia dimostra che cedere a questa sensazione sarebbe molto dannoso per il vostro patrimonio. Ci possono essere validi motivi per non amare le azioni, ma il fatto che il mercato sia ai massimi storici non dovrebbe essere uno di questi.</p>
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		<item>
		<title>Equity Asia, aumenta l&#8217;appeal per Hong Kong</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/equity-asia-hong-kong/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 10:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Bluebay am]]></category>
		<category><![CDATA[equity]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[Langham]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=176903</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Borsa di Hong Kong è diventata la principale borsa mondiale per volume di quotazioni negli ultimi 12 mesi. Phil Langham, Senior Portfolio Manager &#038; Head of EM Equities, RBC BlueBay</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/equity-asia-hong-kong/">Equity Asia, aumenta l&#8217;appeal per Hong Kong</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em>Hong Kong è diventata la principale borsa mondiale per volume di quotazioni negli ultimi 12 mesi. <span lang="EN-US">Phil Langham, Senior Portfolio Manager &amp; Head of EM Equities, <a href="https://www.linkedin.com/company/rbc-bluebay-asset-management/?trk=public_profile_experience-item_profile-section-card_image-click&amp;originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">RBC BlueBay</a></span></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-96650 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Cina3333-300x200.jpg" alt="Hong Kong cina delisting" width="300" height="200" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Cina3333-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Cina3333-696x465.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Cina3333-629x420.jpg 629w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Cina3333.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="v1MsoNormal"><b>L&#8217;indice locale Hang Seng ha registrato un forte rialzo dai minimi dell&#8217;inizio del 2024, superando il principale indice cinese delle azioni di tipo A. </b><b>Hong Kong Exchanges ha registrato una forte domanda da parte delle società cinesi continentali </b>che desiderano quotarsi a Hong Kong per raccogliere capitali per la loro espansione globale, aziende di qualità sempre più elevata con bilanci solidi. Un buon esempio è il gigante cinese dei veicoli elettrici CATL, che il mese scorso ha raccolto 5,3 miliardi di dollari di Hong Kong (HKD). Oltre alle società cinesi locali che cercano di accedere al mercato di Hong Kong, <b>la borsa di Hong Kong si sta concentrando sempre più su altre società globali in espansione, nonché su potenziali società cinesi quotate negli Stati Uniti che stanno valutando la possibilità di quotarsi nuovamente in un contesto più favorevole</b>.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Andamento del premio delle azioni A/H negli ultimi anni</h2>
<p class="v1MsoNormal">Il premio riflette il prezzo delle azioni A quotate in Cina rispetto alle azioni H quotate a Hong Kong della stessa società e può essere influenzato da una serie di fattori, tra cui le dimensioni, la liquidità, la redditività, il settore e la valuta<b>. Dopo un&#8217;espansione tra il 2019 e il 2024, il premio delle azioni A/H per il mercato complessivo è diminuito negli ultimi 18 mesi. Infatti, la recente quotazione del gruppo CATL a Hong Kong è scambiata con un premio rispetto alle azioni A.</b></p>
<h2>Hong Kong, la valuta e il legame con l&#8217;usd</h2>
<p>Una conseguenza di questi forti flussi di capitali verso Hong Kong, nonché dei crescenti segnali che le valute asiatiche hanno iniziato un&#8217;era di apprezzamento sostenuto, è che abbiamo iniziato a vedere<b> una pressione al rialzo sul dollaro di Hong Kong,</b> che è ancorato al dollaro statunitense. In base al sistema di currency board del territorio, <b>la pressione al rialzo sulla valuta porta a un calo dei tassi di interesse locali.</b> Il divario tra i tassi di interesse locali (Hibor) e il tasso dei Fed Funds statunitensi ha raggiunto il livello più alto degli ultimi decenni. In questo sistema, <b>se la valuta non può apprezzarsi, la pressione al rialzo si riflette sui prezzi degli asset locali. </b>La narrativa su Hong Kong si è certamente evoluta negli ultimi 30 anni e in particolare negli ultimi cinque, con l&#8217;emergere di una nuova identità della città. Il suo ruolo di città cinese di primo piano e di principale centro finanziario internazionale della Cina è ancora agli inizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/equity-asia-hong-kong/">Equity Asia, aumenta l&#8217;appeal per Hong Kong</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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