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	<title>idrogeno Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>idrogeno Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Il mercato dell&#8217;idrogeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 08:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infografica]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’idrogeno è uno dei principali candidati per la transizione energetica globale verso fonti di energia più pulite</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/il-mercato-dellidrogeno/">Il mercato dell&#8217;idrogeno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’idrogeno è uno dei principali candidati per la transizione energetica globale verso fonti di energia più pulite. </em></p>
<p>Grazie alla sua versatilità e al potenziale di riduzione delle emissioni di carbonio,<span class="Apple-converted-space">  </span>questo elemento chimico può assumere un ruolo cruciale nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’industria. Il mercato dell’idrogeno è in una fase di rapida crescita e di trasformazione. Nel 2023, a livello globale<span class="Apple-converted-space">  </span>è stato valutato intorno a 150 miliardi di dollari e si prevede che raggiunga oltre 300 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 9-10%.</p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" td-modal-image aligncenter wp-image-136813 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2.jpg" alt="" width="1191" height="842" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2.jpg 1191w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-300x212.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-1024x724.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-150x106.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-696x492.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-1068x755.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-594x420.jpg 594w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/Idrogeno2-100x70.jpg 100w" sizes="(max-width: 1191px) 100vw, 1191px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;aviazione: cambiamento cercasi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 07:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il passaggio a voli completamente sostenibili richiederà ancora un po’ di tempo, ma la direzione è quella giusta. Paolo Paschetta, Pictet AM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercato-dellaviazione-cambiamento-cercasi/">Mercato dell&#8217;aviazione: cambiamento cercasi!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><em><strong>Il passaggio a voli completamente sostenibili richiederà ancora un po’ di tempo, ma la direzione è quella giusta. Paolo Paschetta, Equity Partner, Country Head Italia di Pictet Asset Management</strong></em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_95907" aria-describedby="caption-attachment-95907" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95907" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/PaoloPaschetta_CountryHead_PictetAM_Italy_lr-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-95907" class="wp-caption-text">Paolo Paschetta</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">Se i motori elettrici riuscissero a complementare, o addirittura sostituire, i combustibili fossili che attualmente alimentano gli aerei, viaggiare senza inquinare potrebbe diventare la norma. Tuttavia, per quanta fiducia si possa nutrire nell’<strong>innovazione</strong>, raggiungere questo traguardo comporta considerevoli difficoltà. Le batterie sono ancora troppo ingombranti e hanno una durata troppo bassa per poter sostituire i motori tradizionali nei voli che non siano di breve tratta, mentre le soluzioni a idrogeno, quali le celle a combustibile, sono in una fase ancora troppo embrionale.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Aviazione, un cambiamento necessario</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che è chiaro a tutti, è la necessità di un cambiamento. Il trasporto aereo è responsabile di <strong>un miliardo di tonnellate di emissioni annue di diossido di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/carbonio">carbonio</a></strong>, ovvero il 2% circa del totale delle emissioni. Considerando che, da attese, il settore dell&#8217;aviazione continuerà a crescere e che la domanda di trasporto aereo salirà in media del 4,3% annuo nei prossimi 20 anni, esso dovrà darsi “una ripulita” per raggiungere i target dell’ONU nella lotta al cambiamento climatico. Parliamo principalmente di trasporto passeggeri che, secondo le stime della International Air Transport Association, peserà nel 2023 il 67% del totale (con un 33% legato al trasporto merci).</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo le analisi di André Borschberg, co-fondatore di Solar Impulse, un progetto per la realizzazione di un velivolo alimentato esclusivamente a energia solare in grado di effettuare il giro del globo, “i motori a combustione non sono efficienti: più della metà del combustibile non impiegato per la propulsione va infatti persa. Inoltre, richiedono molta manutenzione. Di contro, <strong>i motori elettrici sono efficienti quasi al 100%</strong>, necessitano di poca manutenzione e permettono diverse configurazioni con soluzioni plurimotore”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei principali ostacoli che si ravvedono nella transizione dell’aviazione verso modelli ottimizzati e a basso impatto è, invece, il <strong>peso</strong>: l’energia contenuta nel carburante degli aerei è di 12.000 watt/ora per kg, contro i 250 watt/ora per kg delle batterie al litio, che per eguagliare la potenza arriverebbero quindi a raggiungere pesi ben più elevati. Tuttavia, i motori a combustione tradizionale sono efficienti un terzo rispetto ai motori elettrici quando si tratta di convertire l’energia in potenza. Sempre i motori elettrici, inoltre, sono meno costosi: secondo BloombergNEF, nel 2022 <strong>i costi dell’energia per gli aerei alimentati a batteria sono stati inferiori </strong>ai prezzi del carburante per gli aerei tradizionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">In linea generale, la rapida innovazione tecnologica accelererà l&#8217;elettrificazione dei trasporti, come quella di edifici e fabbriche. Una maggiore consapevolezza da parte di consumatori e aziende e maggiori economie di scala da sfruttare nella fase di produzione di apparecchi sostenibili, amplierà questo universo di investimento che ha ancora importanti sfide da affrontare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad esempio, i tempi di ricarica dovranno essere contenuti e questo metterà sotto pressione la rete elettrica. Per gestire i picchi di ricarica saranno necessarie opere di ingegneria civile o &#8220;batterie tampone&#8221; in grado di ovviare al problema in loco. Inoltre, le batterie degli aerei dovranno essere cambiate di frequente per soddisfare requisiti di sicurezza sempre più stringenti, ponendo quindi i <strong>problemi del riutilizzo e dello smaltimento</strong>. Se con riferimento al secondo punto rimangono diversi fronti di discussione aperti, riguardo al primo punto, le batterie sostituite potranno essere sfruttate a terra per lo stoccaggio di energia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il tema della sicurezza resta inoltre centrale per la parte che contempla l’integrazione di nuovi software capaci di migliorare i sistemi di controllo, ma anche di sviluppare tecnologie in grado di simulare situazioni critiche risolvendole a monte.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Voli ibridi, elettrici e a idrogeno</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Un’alternativa al più efficiente motore elettrico potrebbe essere rappresentata dai motori ibridi, che hanno il potenziale per ridurre il consumo energetico del 30% sui voli fino a 50 posti; secondo Matheu Parr, <strong>le soluzioni ibride sono in grado di migliorare l’efficienza delle turbine a gas</strong> di circa il 2-4%. In base alle stime di Borschberg, nei prossimi 20 anni gli aeromobili elettrici saranno utilizzati esclusivamente per i voli di breve tratta. Per le lunghe tratte si passerà invece a soluzioni ibride e infine si arriverà a volare in elettrico. Iniziare dai mezzi più piccoli permetterà di raccogliere dati fondamentali, fornendo agli ingegneri un’esperienza in materia che si rivelerà di grande valore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’altra soluzione vede, invece, <strong>l’entrata in scena <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">dell’idrogeno</a></strong>, che può essere bruciato come accade nei motori a combustione o usato nelle celle a combustibili (che potrebbero affiancare i motori esistenti). L’uso di idrogeno liquido risulta comunque particolarmente complesso, poiché richiede temperature di stoccaggio estremamente basse e quindi difficili da raggiungere. Vi è poi un’altra questione: quella della sostenibilità dell’idrogeno e delle sue modalità d’estrazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre l’idrogeno rappresenta oggi un progetto dall’alto potenziale, <strong>i motori elettrici hanno già fatto la loro comparsa</strong> nel mondo dell’aviazione. Per esempio, gli idrovolanti canadesi, usati a Vancouver per i voli passeggeri fino ai 30 minuti, stanno passando all’elettrico. Aerei elettrici vengono, inoltre, utilizzati per l’addestramento dei piloti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il passaggio a voli completamente <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/sostenibilità">sostenibili</a> richiederà ancora un po’ di tempo, ma si sta andando nella giusta direzione.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Come investire nelle tecnologie green del futuro con un approccio multi-asset</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/come-investire-nelle-tecnologie-green-del-futuro-con-un-approccio-multi-asset/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 05:50:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un approccio multi-asset sostenibile può consentire l'accesso a tecnologie innovative, diversificando e mitigando parte dei rischi. abrdn</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/come-investire-nelle-tecnologie-green-del-futuro-con-un-approccio-multi-asset/">Come investire nelle tecnologie green del futuro con un approccio multi-asset</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><em>Un approccio multi-asset sostenibile può consentire l&#8217;accesso a tecnologie innovative, diversificando e mitigando parte dei rischi. Craig Mackenzie, Head of Multi Asset Sustainability di abrdn</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_125339" aria-describedby="caption-attachment-125339" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-125339" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/abrdn_Craig-MacKenzie-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-125339" class="wp-caption-text">Craig MacKenzie</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;investimento nelle forniture energetiche e nelle infrastrutture necessarie per conseguire zero emissioni nette di carbonio entro la metà del secolo è stimato in un massimo di USD 5.800 miliardi l&#8217;anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per questo oggi investitori e governi indirizzano capitali verso le<strong> tecnologie <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/green">green.</a> </strong> E si assiste a un moltiplicarsi di start-up e aziende che producono tecnologie e servizi cruciali per il <strong>raggiungimento dello zero-netto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un contesto che attraverso un approccio multi-asset sostenibile può consentire l&#8217;accesso a <strong>tecnologie innovative</strong>, diversificando tra aree geografiche, settori e asset class, e ottenendo esposizione a un&#8217;ampia gamma di tecnologie green,<strong> mitigando contemporaneamente parte dei rischi</strong> inerenti a questo spazio d&#8217;investimento relativamente nuovo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre per evitare o alleviare gli effetti dannosi del cambiamento climatico, dobbiamo <strong>sostituire le tecnologie ad alto impatto di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/carbonio">carbonio</a> con alternative a impatto basso o zero.</strong> Si tratta delle cosiddette soluzioni climatiche che comprendono: energie rinnovabili, trasporto tramite veicoli elettrici (VE), efficienza energetica, tecnologie industriali a basse emissioni di carbonio e soluzioni ecologiche quali agricoltura sostenibile ed economia circolare.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Quali sono le aree per investire nel futuro?</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Adottando un <strong>approccio multi-asset è possibile trarre vantaggio da uno spettro più ampio di opportunità d&#8217;investimento</strong> nelle soluzioni climatiche nonché dalla diversificazione, che aiuta a gestire i rischi.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Evoluzione dei Veicoli Elettrici</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Nel caso dei <strong>veicoli elettrici</strong> (VE), quella che un tempo era una tecnologia di nicchia ora fa decisamente parte del mainstream. Di fatto, il 17% delle auto vendute lo scorso anno nel Regno Unito erano BEV<sup>2</sup> (Veicoli Elettrici a Batteria), mentre in Norvegia si è arrivati al 79%.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con i motori a combustione interna tradizionali destinati a sparire nei prossimi 15 anni,<strong> il passaggio ai veicoli elettrici nonché ad altri veicoli alimentati a idrogeno verde può solo accelerare</strong>. Tuttavia, a nostro parere, la tecnologia delle batterie è quella che si sta dimostrando più interessante per gli investitori. Efficienza, costi, densità energetica e riciclabilità sono tutti aspetti di grande importanza. In un futuro non molto lontano, potremmo osservare VE in commercio con un&#8217;autonomia di oltre mille chilometri e batterie con una durata di un milione di chilometri che richiedono solo 15 minuti per ricaricarsi.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Il <em>carbon capture</em> è allettante per gli investitori?</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un&#8217;area che potrebbe attrarre investimenti nei prossimi decenni è quella della cattura e del sequestro diretti del carbonio.</strong> Un&#8217;azienda leader del settore, Climeworks, ha realizzato lo stabilimento Orca in Islanda. Esso cattura e sequestra permanentemente 4.000 tonnellate di carbonio all&#8217;anno sotto forma di roccia nel terreno. E l&#8217;azienda sta costruendo un secondo stabilimento in grado di catturarne 36.000 tonnellate.<sup> </sup>Sebbene questo sia di certo un buon inizio, gli esseri umani nel 2021 hanno generato 52,8 gigatoni di CO2 equivalente. Il che significa che un numero molto maggiore di attori dovrà popolare questo spazio nell&#8217;immediato futuro.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Idrogeno –</strong><strong> </strong><strong>non pi</strong><strong>ù</strong><strong> un gas incolore</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno"><strong>idrogeno verde</strong></a>, che può essere prodotto da fonti rinnovabili, è <strong>uno dei settori più interessanti.</strong> Ma è molto più costoso da produrre rispetto all&#8217;idrogeno da gas naturale (idrogeno blu). L&#8217;energia rinnovabile più economica, miglioramenti nell&#8217;elettrolisi ed economie di scala potrebbero ridurne il prezzo a un livello che consentirebbe all&#8217;idrogeno verde di essere una fonte praticabile di energia per la produzione dell&#8217;acciaio e del calcestruzzo. Nonché di svolgere un ruolo fondamentale nei trasporti. Sebbene rimanga un&#8217;area di ricerca promettente, al momento rappresenta uno dei settori più speculativi.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Agricoltura e allevamenti</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Il settore degli allevamenti di bestiame è responsabile del 14,5% delle emissioni di gas serra, con i bovini che contribuiscono alla maggioranza di tali emissioni. Vi sono diversi modi per ridurre la nostra dipendenza dal bestiame, come consumare alternative vegetali. O persino modificare geneticamente il mangime o gli animali stessi. Ma si tratta di un&#8217;area che difficilmente può entusiasmare gli investitori. Le soluzioni più semplici per risolvere i problemi associati ad allevamento e agricoltura consistono nel <strong>ridurre il consumo di carne e nel cercare modalità sostenibili per alimentare i macchinari agricoli.</strong></p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;opzione nucleare</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">È probabile che l&#8217;energia nucleare debba svolgere un ruolo essenziale nella produzione dell&#8217;energia, se il mondo intende raggiungere lo zero-netto entro il 2050. Le persone sono giustamente preoccupate circa la sicurezza e l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;energia nucleare. Ma essa viene sempre più considerata come energia pulita e in futuro è indubbiamente destinata ad attirare investimenti. <strong>Le tecnologie dei mini-reattori modulari sono molto più flessibili in termini di siti e costano meno dei reattori di dimensioni regolari.</strong> Tuttavia, devono ancora dare prova di tenuta sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale e della sicurezza.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Considerazioni finali</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Il fulcro della lotta contro il riscaldamento globale è costituito dalle aziende che producono tecnologie e servizi cruciali per il raggiungimento dello zero-netto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un <strong>approccio multi-asset può consentire l&#8217;accesso a tecnologie innovative</strong>. Può inoltre dare l&#8217;opportunità ai clienti di <strong>diversificare tra aree geografiche, settori e asset class, ottenendo esposizione a un&#8217;ampia gamma di tecnologie green</strong> e mitigando parte dei rischi inerenti a questo spazio d&#8217;investimento relativamente nuovo.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/come-investire-nelle-tecnologie-green-del-futuro-con-un-approccio-multi-asset/">Come investire nelle tecnologie green del futuro con un approccio multi-asset</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Cinque tendenze che guideranno il settore energetico nel 2023</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/cinque-tendenze-che-guideranno-il-settore-energetico-nel-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 08:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Siamo convinti di essere agli inizi di una fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi." Darren Peers, Capital Group</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/cinque-tendenze-che-guideranno-il-settore-energetico-nel-2023/">Cinque tendenze che guideranno il settore energetico nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Siamo convinti di essere agli inizi di una fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi. Darren Peers, Analista degli investimenti azionari di Capital Group</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_124773" aria-describedby="caption-attachment-124773" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-124773" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-300x300.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-420x420.jpg 420w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-124773" class="wp-caption-text">Darren Peers</figcaption></figure>
<p>Storicamente, la traiettoria dei prezzi del<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/petrolio"> petrolio</a> ha rappresentato un buon indicatore delle prospettive per il settore, in quanto il prezzo ha un impatto diretto sui profitti di molte società. Tuttavia, finora nel 2023, sembrano esserci alcune deviazioni da questa comprovata correlazione.</p>
<p>Infatti, <strong>i prezzi del petrolio hanno avuto un percorso tumultuoso lo scorso anno</strong>, di recente tornando quasi al punto di partenza del 2022. Per contro, i <strong>titoli energetici continuano a mantenere i loro guadagni.</strong></p>
<h5><em><strong>1. La fase rialzista per le azioni petrolifere continuerà?</strong></em></h5>
<p>Siamo convinti di essere agli inizi di una <strong>fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi.</strong> Questo non significa che il settore energetico, guidato dai titoli petroliferi, si sposterà in linea retta. Nel contesto di una lunga tendenza al rialzo, vi sono anche dei mini-cicli. Alcuni che durano da mesi a un anno o più, in cui i fattori a breve termine superano le tendenze a lungo termine della domanda/offerta.</p>
<p>Ciononostante,<strong> intravediamo opportunità d&#8217;investimento nei prossimi tre-cinque anni</strong>. La riapertura e l&#8217;allentamento delle restrizioni legate al COVID-19 in Cina probabilmente spingeranno la domanda di petrolio a nuovi massimi, con una previsione dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia (AIE) di un aumento di quasi 2 milioni di barili al giorno.</p>
<p>Al contempo, si verifica una carenza strutturale dell&#8217;offerta a causa di molti anni di sotto investimenti nella nuova capacità da parte delle società petrolifere, tagli alla produzione da parte dell&#8217;Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/opec+">OPEC+</a>) con uno scostamento verso il basso degli obiettivi di fornitura e il calo delle scorte di scisto negli Stati Uniti. Ci vorranno diversi anni prima che l&#8217;offerta si allinei alla domanda. Nel complesso, questi fattori dovrebbero sostenere i prezzi del petrolio oltre i 70 USD al barile.</p>
<h5><em><strong>2. Quali sono le principali priorità di spesa per le compagnie petrolifere?</strong></em></h5>
<p>Il <strong>business model del settore si è ampiamente concentrato sull&#8217;elevata crescita e sul reinvestimento della produzione</strong>, focalizzandosi su distribuzioni di dividendi più elevate e più disciplina in termini di capitale. Questo è stato uno dei maggiori cambiamenti che abbiamo osservato nel corso della nostra vita. E questa tendenza sembra destinata a continuare. Il flusso di cassa da record negli ultimi 12 mesi ha lasciato i <strong>produttori petroliferi con alcuni dei bilanci più solidi della storia.</strong></p>
<p>Circa il 40% dei dirigenti delle prime 100 società del petrolio e del gas statunitensi ha indicato che la riduzione del debito e i rendimenti per gli azionisti sono le maggiori priorità di allocazione del capitale, secondo uno studio del 2022 condotto da Deloitte.</p>
<p>Questa <strong>rinnovata attenzione ai rendimenti per gli azionisti è emersa perché gli investitori richiedono una disciplina di investimento.</strong> Gli investitori che sono disposti a impegnarsi stanno ora esercitando pressioni per ottenere dividendi e riacquisti di azioni, anziché reinvestimenti a prezzi più elevati. Passeranno probabilmente altri 12-18 mesi prima che i produttori inizieranno a reinvestire nelle loro attività, pur mantenendo una forte attenzione alla disciplina del capitale e al rendimento degli investimenti.</p>
<h5><em><strong>3. Qual è l&#8217;impatto dell&#8217;Inflation Reduction Act sulle società energetiche?</strong></em></h5>
<p>L&#8217;<em>Inflation Reduction Act</em> del 2022 è un punto di riferimento legislativo. Il disegno di legge destina 369 miliardi di dollari USA di finanziamenti federali a incentivi fiscali, prestiti e sussidi al consumo e commerciali per l&#8217;energia pulita che hanno il potenziale per rendere il profilo di rendimento più interessante per gli investimenti in aree quali il sequestro di carbonio e lo <strong>sviluppo di infrastrutture a <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">idrogeno</a> pulito</strong>.</p>
<p>Nel prossimo decennio, la normativa potrebbe contribuire a scatenare un&#8217;ondata di spese in conto capitale. Le società del petrolio e del gas, oltre ai produttori di prodotti chimici e auto, sono solo alcuni dei potenziali beneficiari. Solo alcuni dei colossi statunitensi hanno in corso progetti scalabili a basse emissioni di carbonio, ma le sovvenzioni dell&#8217;<em>Inflation Reduction Act</em> dovrebbero avvicinarne anche altri.</p>
<h5><em><strong>4. In che modo le società europee e statunitensi differiscono per i loro approcci alla decarbonizzazione?</strong></em></h5>
<p>Le<strong> società del petrolio e del gas, indipendentemente dalla regione, cercano nuovi modi per ridurre le emissioni nelle proprie attività</strong>. Uno dei fattori chiave di questo cambiamento di comportamento è la <strong>proliferazione di obiettivi di neutralità carbonica</strong>, in cui la quantità di emissioni di gas serra prodotte dall&#8217;uomo è bilanciata da una pari riduzione.</p>
<h5>Le società europee nel settore del petrolio e del gas stanno cercando proattivamente di sostituire le proprie attività nel settore dei combustibili fossili. Mentre le società statunitensi si concentrano principalmente su come rimuovere le emissioni di carbonio dalle attività esistenti.</h5>
<p>Stanno sfruttando tattiche come il <strong>sequestro di carbonio</strong>, in cui l&#8217;anidride carbonica viene rimossa dall&#8217;atmosfera e mantenuta in forma solida o liquida, invece di cercare di diversificare il proprio mix energetico. Come le controparti statunitensi, le società europee sono incentivate da nuove normative.</p>
<p>Il piano REPowerEU, adottato dalla Commissione europea a marzo 2022, destina circa € 210 miliardi di nuovi investimenti verso il settore dell&#8217;energia pulita nell&#8217;Unione europea. Il progetto di legge finanzia nuove partnership energetiche con fornitori di gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio. Nonché progetti a idrogeno pulito e costruzioni a energia solare ed eolica.</p>
<h5><em><strong>5. Dove vedete aree di valore relativo?</strong></em></h5>
<p>È opinione piuttosto diffusa che i costi di produzione delle sabbie bituminose canadesi, situate nella regione dell&#8217;Alberta, siano elevati. Ma i fatti stanno cambiando. Negli ultimi due decenni, il <strong>costo della produzione petrolifera è diminuito</strong>. La natura a lunga durata e a basso declino di questi attivi indica che l&#8217;intensità di capitale necessaria a mantenere le operazioni è relativamente bassa rispetto alle controparti statunitensi. E consente un&#8217;elevata generazione di flussi di cassa liberi, ossia un cash flow superiore alle spese operative e di capitale della società.</p>
<h5>Inoltre, i titoli canadesi relativi alle sabbie bituminose sono spesso scambiati a sconti di valutazione rispetto al gruppo di riferimento statunitense per l&#8217;esplorazione e la produzione, in parte a causa dei timori a livello ambientale e dell&#8217;elevata intensità di carbonio della produzione al barile.</h5>
<p>I team di gestione di alcuni giganti petroliferi statunitensi ed europei stanno operando con la più forte disciplina in termini di capitale osservata negli ultimi decenni. E i dividendi offrono una certa protezione agli investitori, anche se i prezzi del petrolio sono scesi rispetto ai livelli attuali.</p>
<p>In base alle valutazioni, i colossi europei effettuano negoziazioni a uno sconto più ampio del solito rispetto alle controparti statunitensi sui multipli prezzo-utile, nonostante caratteristiche aziendali molto simili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/cinque-tendenze-che-guideranno-il-settore-energetico-nel-2023/">Cinque tendenze che guideranno il settore energetico nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Idrogeno: un grande difficile futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 09:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infografica]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’idrogeno rappresenta l’elemento più abbondante nell’universo, tuttavia non si trova in forma libera e la sua sostenibilità è condizionata dal modo in cui viene prodotto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’idrogeno rappresenta l’elemento più abbondante nell’universo, tuttavia non si trova in forma libera e la sua sostenibilità è condizionata dal modo in cui viene prodotto.</h2>
<p>Come l’elettricità, è un vettore energetico e non una fonte di energia. È relativamente denso, il che lo rende adatto per lo stoccaggio a lungo termine e il trasporto a lunga distanza. Tuttavia, è dotato solo di circa un terzo della densità energetica del metano e di un quinto di quella dei combustibili liquidi: sono quindi necessari volumi relativamente maggiori per soddisfare la stessa domanda di energia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno.jpg"><img decoding="async" class=" td-modal-image aligncenter wp-image-122599 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno.jpg" alt="" width="1191" height="842" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno.jpg 1191w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-300x212.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-1024x724.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-150x106.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-696x492.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-1068x755.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-594x420.jpg 594w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/01/Idrogeno-100x70.jpg 100w" sizes="(max-width: 1191px) 100vw, 1191px" /></a></p>
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		<title>Alimentazione, l&#8217;importanza di un approccio pragmatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 08:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Rize Etf]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza un significativo adattamento delle nostre diete, è improbabile che riusciremo a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi. Rize ETF </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/alimentazione-limportanza-di-un-approccio-pragmatico/">Alimentazione, l&#8217;importanza di un approccio pragmatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><em>Senza un significativo adattamento delle nostre diete, è improbabile che riusciremo a raggiungere gli obiettivi fissati dall&#8217;Accordo di Parigi. Rahul Bhushan di Rize ETF </em></h5>
<h5></h5>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong><u>Perché abbiamo bisogno di un approccio pragmatico al cibo</u></strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">La guerra di Putin in Ucraina è l&#8217;ultimo di una lunga serie di eventi che hanno messo in luce la <strong>precarietà del nostro sistema alimentare.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le conseguenze dell&#8217;invasione russa hanno sollevato profonde domande su come affrontare la nostra crisi alimentare. Continuiamo a percorrere la strada dei simposi infiniti e dell&#8217;autocompiacimento?</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Oppure, come società, decidiamo di adottare un percorso pragmatico, così da intraprendere azioni concrete per affrontare le varie sfide del sistema (come stiamo facendo per l&#8217;energia)?</h5>
<p style="font-weight: 400;">L<strong>&#8216;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha già spinto molte parti del mondo verso la carestia</strong>. Le catene di approvvigionamento alimentare si sono sgretolate a causa della pandemia e delle sue conseguenze. Ma l&#8217;impatto è stato avvertito soprattutto dai più vulnerabili. I Paesi del Sud del mondo non hanno più la garanzia del loro apporto calorico annuale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inutile dire che queste caratteristiche non sono indicative di un sistema alimentare &#8220;sostenibile&#8221;. Qualcosa deve cambiare.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Il fulcro dell&#8217;inflessione</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>buona notizia è che ora sembriamo essere a un punto di inflessione</strong>. Le ONG, i politici e gli investitori si stanno rendendo conto che le catene di approvvigionamento interconnesse non sono le più resistenti. E che dobbiamo ripensare la loro natura centralizzata e inflessibile. La <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/sostenibilità">sostenibilità</a> alimentare ha persino occupato un&#8217;intera giornata della COP27, con i funzionari governativi che hanno riconosciuto che qualsiasi obiettivo di sostenibilità non può andare a scapito della sicurezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Crediamo che questo sia <strong>l&#8217;inizio di una transizione pragmatica nel settore alimentare</strong>. Una transizione in grado di garantire contemporaneamente che la popolazione mondiale in espansione sia nutrita con calorie e carboidrati sani. Ma in un modo che massimizzi l&#8217;uso di risorse rinnovabili in un modo che sia adattato al clima, localizzato e che riduca al minimo le esternalità negative su larga scala dell&#8217;agricoltura industriale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo, però, crediamo che la società debba fare i conti con i compromessi necessari per raggiungere non solo una <strong>transizione sostenibile</strong> che cerchi di massimizzare i nostri obiettivi ambientali, ma anche una transizione giusta che garantisca il raggiungimento dei nostri <strong>obiettivi sociali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In pratica, ad esempio, da un lato non possiamo semplicemente bloccare la produzione di proteine, o vietare l&#8217;uso di fertilizzanti chimici, o dire no alla scienza delle colture (ad esempio il gene editing). Dall&#8217;altro, dal punto di vista ecologico, <strong>il mondo non può permettersi di scalare queste industrie in modo libero e non regolamentato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La soluzione sta nel mezzo pragmatico. Qui esaminiamo come potrebbe essere un <strong>approccio pragmatico</strong> all&#8217;alimentazione.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>La nostra storia con il cibo è intrisa di pragmatismo</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Vale la pena di fare un passo indietro e considerare quanta strada ha fatto il nostro sistema alimentare negli ultimi cento anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Spesso si rimane scioccati nell&#8217;apprendere che la biocapacità alimentare annua della Terra è destinata a circa 4 miliardi di persone. Ciò significa che, senza il supporto degli esseri umani, in circostanze normali, la Terra può nutrire solo circa 4 miliardi di persone. Ciò significa che, da qualche parte, un gruppo di persone intelligenti si è riunito e ha ideato un modo per superare questo limite. Dato che abbiamo appena raggiunto gli 8 miliardi di persone nel mondo, la soluzione che hanno trovato ha chiaramente funzionato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questo gruppo di persone era composto da due scienziati tedeschi di nome <strong>Fritz Haber e Carl Bosch.</strong> Entrambi sono stati insigniti del premio Nobel per il loro lavoro e sono oggi riconosciuti per l&#8217;invenzione del processo Haber-Bosch, un processo di<strong> conversione <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">dell&#8217;idrogeno</a> e dell&#8217;azoto in ammoniaca a temperature estremamente elevate, vicine ai 500°C.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In effetti, il processo Haber-Bosch potrebbe essere una delle più importanti reazioni chimiche mai sintetizzate. Perché? Perché ha reso l&#8217;ammoniaca ampiamente disponibile.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Perché l&#8217;ammoniaca è importante</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;<strong>ammoniaca è il fertilizzante più usato al mondo</strong>. Circa il 50% della produzione alimentare mondiale si basa sull&#8217;ammoniaca. La fertilizzazione migliora la nutrizione delle piante, ne favorisce la crescita, migliora la qualità dei raccolti. E, in ultima analisi, mantiene e addirittura aumenta la fertilità del suolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Senza l&#8217;ammoniaca, la produzione alimentare (nell&#8217;ambito del nostro sistema attuale) collasserebbe rapidamente. In effetti, alcuni storici sostengono che l&#8217;invenzione di Haber-Bosch a metà del XX secolo sia il motivo per cui la civiltà non è crollata a metà degli anni &#8217;50 &#8211; un periodo in cui il mondo dipendeva fortemente dal letame importato dall&#8217;America Latina per la concimazione, la cui disponibilità non teneva il passo con la nostra popolazione globale in continua espansione. <a href="https://vm18.engine12.net/roundcube/?_task=mail&amp;_caps=pdf%3D1%2Cflash%3D0%2Ctiff%3D0%2Cwebp%3D1&amp;_uid=122151&amp;_mbox=INBOX&amp;_search=536b57a5d0e5c27ac3ad27b3914cb642&amp;_action=show#_ftn4" name="_ftnref4"></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Haber-Bosch</strong> ci ha permesso di nutrire il nostro pianeta allora e ci ha permesso di continuare a nutrire la nostra popolazione in crescita nell&#8217;ultimo secolo. È una vera e propria testimonianza dell&#8217;ingegno umano e della sua capacità di prosperare in tempi di difficoltà.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong>Carburante, fertilizzanti e cibo</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che spesso sorprende è che <strong>l&#8217;ammoniaca si ottiene dal gas naturale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un tipico impianto moderno di produzione di ammoniaca converte prima il gas naturale in idrogeno gassoso. Il metodo per produrre idrogeno dagli idrocarburi è noto come <em>steam reforming</em>. L&#8217;<strong>idrogeno viene poi combinato con l&#8217;azoto</strong> per produrre ammoniaca attraverso il processo Haber-Bosch.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>gas naturale</strong> in libera circolazione, quindi, garantisce ogni anno la produzione di ammoniaca, che a sua volta garantisce metà della nostra disponibilità alimentare globale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La nostra <strong>transizione alimentare sostenibile</strong> deve quindi riconoscere la complessa interazione tra combustibili, fertilizzanti e alimenti. Riconoscendo questa interazione, possiamo anche iniziare a pensare in modo pragmatico ai tipi di soluzioni necessarie per affrontare le nostre sfide alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perché le sfide del prossimo secolo non saranno le stesse del secolo scorso. Nella fase di transizione del nostro sistema alimentare, dobbiamo <strong>valutare con attenzione quali leve tirare (e quando), in modo da gestire una transizione prudente e non avventata</strong>.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Caso di studio dello Sri Lanka: Come non fare la transizione</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Abbiamo visto <strong>cosa succede quando non si segue un approccio pragmatico</strong>. Lo <strong>Sri Lanka</strong> ne è un esempio.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Nella primavera del 2021, il Paese ha vietato agli agricoltori l&#8217;uso di fertilizzanti chimici nelle loro aziende, nel tentativo di promuovere la sostenibilità agricola. La mossa ha costretto gli agricoltori a passare immediatamente ai fertilizzanti organici da un giorno all&#8217;altro. Il risultato?</h5>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>produzione di riso</strong> &#8211; la caloria di base del Paese &#8211; è crollata di quasi il 40% negli 8 mesi successivi. Allo stesso tempo, l&#8217;inflazione è schizzata in alto, costringendo il Tesoro del Paese a spendere 450 milioni di dollari in più per importare il riso e compensare il deficit interno, facendo crollare la fiducia nel governo in carica. Una crisi sociale ha preso piede con il rapido esaurimento delle riserve estere dello Sri Lanka, che ha portato alla famosa <strong>fuga del Presidente Rajapaksa quest&#8217;estate</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi il Paese si trova ad <strong>affrontare la peggiore crisi economica</strong> degli ultimi decenni e circa il 30% degli srilankesi si trova a dover affrontare l&#8217;insicurezza alimentare.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>La strada per l&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Il caso dello Sri Lanka dimostra che, anche quando le intenzioni sono benevole, le politiche basate su un decreto moralista possono avere conseguenze catastrofiche. È un esempio che chiarisce il fatto che le transizioni, che si tratti di energia o di cibo, devono essere eseguite con attenzione e lucidità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Come possiamo quindi tracciare una strada per il futuro dell&#8217;alimentazione?</strong> Soprattutto con la fragilità e la fragilità a cui stiamo assistendo nel nostro sistema alimentare?</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Una delle risposte sta nel decentramento/localizzazione.</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Considerate che la Russia e l&#8217;Ucraina rappresentano quasi il 27% delle esportazioni mondiali di grano e il 16% delle esportazioni mondiali di mais. Considerate che la Russia rappresenta quasi il 60% delle esportazioni mondiali di olio di girasole. Immaginate il livello di interdipendenza che si crea.</p>
<p style="font-weight: 400;">C&#8217;è poi la questione dei <strong>fertilizzanti</strong>. Si consideri che la Russia domina praticamente il mercato globale dell&#8217;ammoniaca. Insieme alla Bielorussia, fornisce quasi il 20% della domanda mondiale di fertilizzanti. Anche la Cina fornisce circa il 15% (la Cina ha vietato le esportazioni di fertilizzanti nel luglio 2021). Si tratta di un terzo della domanda mondiale fornita da soli tre Paesi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La transizione verso una maggiore decentralizzazione/localizzazione può affrontare questa &#8220;esposizione&#8221;.</strong> Risolvendo il problema di una minore dipendenza dall&#8217;esterno e di una maggiore autonomia interna, possiamo risolvere tutti i problemi, dai costi insostenibili all&#8217;inflazione, dalla sicurezza del nostro approvvigionamento alimentare (e dalla capacità di altri di armare lo stesso) alle emissioni di gas serra (ad esempio anidride carbonica, metano e protossido di azoto). Fino alla protezione degli ecosistemi e della biodiversità della Terra. Risolviamo anche il problema della nostra salute e del nostro benessere.</p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Un&#8217;altra risposta è l&#8217;adattamento</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che mangiamo è uno dei principali fattori che determinano il cambiamento del clima e il rapido <strong>degrado dell&#8217;ambiente</strong>. Si stima che il sistema alimentare globale sia responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di gas serra e più della metà di queste sono attribuibili alla sola produzione di carne.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">L&#8217;adozione di diete che forniscano una buona nutrizione a tutti noi senza oltrepassare i confini planetari può ridurre in modo significativo la quantità di terra che oggi utilizziamo (soprattutto) per l&#8217;agricoltura animale. E questa terra potrebbe essere restituita alla natura per l&#8217;eventuale sequestro.</h5>
<p style="font-weight: 400;">Si consideri che attualmente l&#8217;agricoltura utilizza circa un terzo di tutta la terra libera dai ghiacci, di cui tre quarti sono occupati dal pascolo e/o dalla produzione di mangimi per il bestiame.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Senza un significativo adattamento delle nostre diete, è improbabile che saremo in grado di raggiungere gli obiettivi fissati dall&#8217;Accordo di Parigi.</strong></p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Conclusioni</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Siamo fiduciosi che la scienza e la tecnologia saranno in grado di risolvere alcune delle sfide alimentari di oggi, proprio come Fritz Haber e Carl Bosch sono stati in grado di concepire un&#8217;invenzione che ha cambiato il paradigma a metà del XX secolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Finché ci sarà l&#8217;ingegno umano, avremo modo di produrre cibo in scala (in particolare cibo sano) e di crearne in abbondanza per tutti gli abitanti del nostro pianeta.</p>
<h5 style="font-weight: 400;">Tuttavia, <strong>a differenza della metà degli anni &#8217;50, oggi la nostra sfida è di natura duplice</strong>. Questo perché non stiamo risolvendo solo il problema della sicurezza, ma anche quello della <strong>sostenibilità.</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">Quest&#8217;ultima non può avvenire senza un ragionevole <strong>grado di adattamento</strong>, non solo da parte dei governi e delle imprese, ma anche da parte dei consumatori. Con l&#8217;aumento dei costi alimentari di quest&#8217;anno, stiamo già assistendo alla <strong>convergenza di diete &#8220;sostenibili&#8221; con diete &#8220;pragmatiche&#8221;.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Quando i nostri modelli di consumo iniziano a riflettere i limiti biologici della Terra, la nostra transizione alimentare sostenibile inizia a vedere la luce alla fine del tunnel.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Idrogeno verde: domanda mondiale crescerà di diversi multipli da qui al 2050</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/idrogeno-verde-domanda-mondiale-crescera-di-diversi-multipli-da-qui-al-2050/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 07:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La view di Massimiliano Comità di AISM Luxembourg sulla cosiddetta “pietra angolare” della trasformazione energetica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/idrogeno-verde-domanda-mondiale-crescera-di-diversi-multipli-da-qui-al-2050/">Idrogeno verde: domanda mondiale crescerà di diversi multipli da qui al 2050</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><em>La view di Massimiliano Comità, Portfolio Manager di AISM Luxembourg sulla cosiddetta “pietra angolare” della trasformazione energetica</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi mesi c’è stato <strong>grande fermento riguardo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">all’idrogeno</a></strong>, la <strong>pietra angolare della trasformazione energetica.</strong> Molecola senza la quale il target di emissioni nette zero non potrebbe essere raggiunto. E solo elemento che ha la capacità di <strong>decarbonizzare</strong> i settori ad alto impatto di emissioni, quali il trasporto pesante, l&#8217;acciaio, il cemento, la raffinazione, i fertilizzanti e via dicendo.</p>
<h5>Seppure <strong>l’idrogeno di per sé sia l’atomo più diffuso nel nostro pianeta, la sua molecola (H2) si ricava da altri composti</strong>. A seconda di come venga prodotta, si ottengono <strong>tre tipi di idrogeno</strong>.</h5>
<p>Quello attualmente più diffuso è quello <strong>grigio, prodotto dal metano</strong>, ma <strong>che emette CO2 nell’atmosfera</strong>. Se la CO2 viene catturata e inserita in pozzi svuotati da gas o petrolio si ha quello <strong>blu</strong>. Se invece si utilizza l’<strong>elettrolisi dell’acqua</strong>, usando come energia quella prodotta dal sole o dal vento, si ha l’<strong>idrogeno verde</strong>.</p>
<figure id="attachment_114059" aria-describedby="caption-attachment-114059" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114059" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/foto-Massimiliano-Comita-mezzo-busto-laterale-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /><figcaption id="caption-attachment-114059" class="wp-caption-text">Massimiliano Comità</figcaption></figure>
<p>Oggi il <strong>99% dell’idrogeno prodotto è grigio</strong>. Il motivo è il prezzo: 1,5$/Kg per quello grigio, quello blu ha lo stesso costo maggiorato del prezzo di cattura della CO2, stimato in 0,5$/Kg, fino al verde che supera anche i 5$/Kg.</p>
<p>Con la proclamazione dell’IRA da parte di Biden e i 470 miliardi di dollari investiti sulle rinnovabili tramite sovvenzioni e crediti, ben <strong>13 miliardi sono stati destinati allo sviluppo dell’idrogeno verde</strong>, andando a colmare la differenza di costo di 3,5$ rispetto all’idrogeno grigio che ne permetterebbe lo sviluppo e l’utilizzo.</p>
<h5>Il 22 settembre scorso anche il Dipartimento dell’Energia americano ha contribuito a rilanciare lo <strong>sviluppo della molecola</strong>, mettendo a disposizione altri 7 miliardi di dollari per un Hub dell’idrogeno attraverso gli Stati Uniti.</h5>
<p>La <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina"><strong>Cina</strong>,</a> molto attiva sul tema, ha messo sul piatto 20 miliardi di dollari, per arrivare ad un volume d’affari di 1trilione di RMB entro il 2025.</p>
<p>L<strong>’Europa, dal canto suo, continua a alzare i target di potenza di elettrolizzatori verdi installati da qui all’ormai prossimo 2025,</strong> passando dai 6GW del Green Deal ai 17,5GW del RepowerEU. L’ammontare messo a disposizione è di 5,2 miliardi di dollari e conta di muoverne altri 7 tra gli investitori privati tramite le nuove regolamentazioni SFDR e Tassonomia.</p>
<p><strong>Il costo principale dell’idrogeno verde è quello dell’energia necessaria per scindere la molecola dell’acqua.</strong> Per produrre 1kg di H2 verde servono circa 50-60KWh. E già solo il costo di 20€/MWh della corrente porta il prezzo paragonabile a quello dell’idrogeno grigio, rendendo questa tecnologia inefficiente.</p>
<h5>Diventa dunque necessario lo <strong>sviluppo delle energie <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/rinnovabili">rinnovabili,</a></strong> i cui costi di produzione dell’elettricità sono scesi vertiginosamente negli ultimi anni, tanto da essere anche più competitivi rispetto all’energia prodotta da combustibili fossili e tale trend di discesa continuerà in futuro.</h5>
<p>È quindi essenziale anche predisporre <strong>siti di produzione dell’idrogeno</strong> nelle vicinanze delle pale eoliche o dei pannelli solari, la cui energia generata possa produrre direttamente idrogeno, a sua volta trasportato laddove serva. In tal senso <strong>l’idrogeno funge dunque anche da batteria di energia, non solo come combustibile.</strong></p>
<p>L’accelerazione dei governi verso la <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/decarbonizzazione"><strong>decarbonizzazione</strong></a> aumenterà la <strong>domanda mondiale di idrogeno verde nei prossimi anni.</strong> Le stime che si possono leggere un po’ ovunque sul web sono le più disparate. Tutte comunque concordi su una <strong>crescita di diversi multipli da qui al 2050.</strong></p>
<p>Questa crescita esasperata fa “ballare” le società in borsa come palline da flipper. Che, a seconda del sentiment, possono guadagnare il 50% o perderlo in poche sedute. Del resto, parliamo di società che attualmente hanno <em>cash flow</em> negativo. E lo avranno per i prossimi due, tre anni, proprio per gli ingenti investimenti in corso.</p>
<h5>In tempo di rialzo dei tassi, le stesse potranno soffrire, anche se tutti i CEO e i CFO delle società legate a questo settore sono galvanizzati dall’opportunità che vedono per il prossimo futuro e oltre.</h5>
<p><strong>L’idrogeno è un elemento esplosivo. </strong>Pertanto, va dunque maneggiato con cura, come gli investimenti nelle società a esso legate.</p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>IRA negli USA, una spinta vigorosa alle tecnologie di transizione energetica</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/ira-negli-usa-una-spinta-vigorosa-alle-tecnologie-di-transizione-energetica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 08:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Obiettivo principale è supportare i produttori US. La legge sussidia la fabbricazione sul territorio di componenti destinati alle energie rinnovabili per ridurre dipendenza da Cina. Columbia Threadneedle</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/ira-negli-usa-una-spinta-vigorosa-alle-tecnologie-di-transizione-energetica/">IRA negli USA, una spinta vigorosa alle tecnologie di transizione energetica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Obiettivo principale è supportare i produttori statunitensi. La legge sussidia la fabbricazione sul territorio US di componenti destinati alle energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dalla Cina. Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments </em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad agosto gli Stati Uniti hanno approvato un&#8217;importante pietra miliare nel campo della <strong>politica climatica</strong> con l&#8217;introduzione dell&#8217;<strong><em>Inflation Reduction Act</em> <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/ira">(IRA)</a></strong>. Si tratta del <strong>più grande atto legislativo federale</strong> mai approvato per affrontare il problema del <strong>cambiamento climatico. </strong>Noi crediamo che avrà un <strong>effetto profondo su tutti i settori nei prossimi decenni.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-121687" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-225x300.jpg 225w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-768x1024.jpg 768w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-1152x1536.jpg 1152w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-150x200.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-300x400.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-696x928.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-1068x1424.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments-315x420.jpg 315w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/Natalia_Luna_ColumbiaThreadneedleInvestments.jpg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>La legge prevede <strong>ingenti crediti d&#8217;imposta</strong> per tutti i settori economici che svolgono un ruolo chiave nel conseguimento della piena <strong><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/decarbonizzazione">decarbonizzazione:</a> energia, trasporti, edifici e agricoltura</strong>.</p>
<p>All&#8217;interno dei singoli settori di transizione, la legge punta a offrire un <strong>supporto lungo l&#8217;intera catena del valore. </strong>Dai consumatori finali fino ai fornitori. Con il chiaro intento di <strong>sovvenzionare la produzione nazionale di queste tecnologie</strong>.</p>
<h5>L&#8217;obiettivo principale è sostenere i produttori statunitensi e a tal fine la legge sussidia la <strong>fabbricazione sul territorio USA di componenti destinati alle energie rinnovabili</strong>, alle<strong> batterie e ai veicoli elettrici</strong> per ridurre la dipendenza dalla Cina.</h5>
<p>L&#8217;<strong>IRA propone di stanziare più di 60 miliardi di dollari per la produzione <em>onshore</em></strong> lungo l&#8217;intera catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite per l&#8217;energia e i trasporti. Riteniamo che questa spinta verso la localizzazione della filiera produttiva e il <em>re-shoring</em> della produzione statunitense avrà notevoli implicazioni macro e strategiche nel prossimo decennio.</p>
<p>Il sostegno fiscale allo sviluppo delle aziende nazionali, insieme a una maggiore attenzione alle emissioni di carbonio e alla necessità di catene di approvvigionamento più trasparenti e meno complesse, potrebbe <strong>incentivare i settori ad accelerare il rientro in patria come strategia per raggiungere lo zero netto</strong>. Riteniamo che ciò possa avere un <strong>impatto trasformativo su tutti i settori.</strong> In particolare su quelli delle <strong>energie rinnovabili e dei veicoli elettrici.</strong></p>
<h5>L&#8217;<strong>IRA metterà a disposizione almeno 369 miliardi di dollari per sostenere le tecnologie pulite in diversi settori. </strong>Tra cui <strong>energie rinnovabili, idrogeno, nucleare, cattura e stoccaggio dell&#8217;anidride carbonica (CCS) e veicoli elettrici</strong>. La maggior parte dei crediti d&#8217;imposta è disponibile per circa dieci anni. Quindi le aziende avranno visibilità sulla voce crediti fiscali nel prossimo decennio. E ciò favorirà la realizzazione di investimenti e progetti.</h5>
<p>Credit Suisse stima che, grazie ai finanziamenti verdi in sovvenzione e all&#8217;effetto moltiplicatore dei sussidi e dei prestiti federali, <strong>il totale dei finanziamenti pubblici e privati in quell&#8217;arco temporale potrebbe aggirarsi sui 1.700 miliardi di dollari</strong>.</p>
<h5>Questo ampio pacchetto di stimoli rappresenta un&#8217;importante pietra miliare nel rafforzamento degli obiettivi e delle politiche climatiche degli Stati Uniti.</h5>
<p>Si prevede inoltre che <strong>le misure contribuiranno ad accelerare la decarbonizzazione negli Stati Uniti.</strong> E a <strong>ridurre le emissioni del 40% circa entro il 2030. </strong>Avvicinandosi all&#8217;obiettivo del 50% fissato dal Presidente Biden. La maggior parte dei <strong>progressi dovrebbe provenire dall&#8217;energia <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/solare">solare,</a> dall&#8217;idrogeno pulito, dalla CCS e dai veicoli elettrici</strong>.</p>
<p>La notevole estensione dei crediti d&#8217;imposta per le rinnovabili darà grande impulso soprattutto all&#8217;<strong>adozione dell&#8217;energia solare</strong>. Le misure dell&#8217;IRA, unite al continuo miglioramento delle condizioni economiche, potrebbero raddoppiare la crescita dell&#8217;energia solare negli Stati Uniti nel prossimo decennio.</p>
<p>Tuttavia, <strong>la dipendenza dall&#8217;Asia per i componenti e i problemi sul fronte dei diritti umani associati alla manodopera cinese sono ostacoli da superare.</strong> L&#8217;espansione delle rinnovabili contribuirà anche allo sviluppo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">dell&#8217;</a><strong>idrogeno verde</strong> come fonte energetica chiave.</p>
<h5>Di fatto, riteniamo che l&#8217;IRA rivoluzionerà completamente il settore dell&#8217;idrogeno e lo sviluppo del ramo CCS. Crediamo inoltre che il <strong>cospicuo aumento dei crediti d&#8217;imposta 45Q per i progetti CCS sia un catalizzatore chiave in grado di accelerare gli investimenti</strong> in questo settore. Questi investimenti e incentivi andranno a vantaggio delle major energetiche. Che sono i principali promotori della tecnologia CCS in virtù delle loro competenze e abilità e dell&#8217;accesso alle infrastrutture necessarie.</h5>
<p>Infine, il <strong>notevole ampliamento dei crediti d&#8217;imposta destinati ai consumatori per l&#8217;acquisto di veicoli elettrici, previsto dall&#8217;IRA</strong>, sosterrà ulteriormente la diffusione negli Stati Uniti di queste autovetture.</p>
<p>L&#8217;estensione del credito di 7.500 dollari per l&#8217;acquisto di nuovi veicoli elettrici e l&#8217;introduzione di un credito di 4.000 dollari per l&#8217;acquisto di veicoli elettrici usati sono fondamentali per <strong>accelerare la domanda e l&#8217;offerta nei prossimi due anni</strong>. Inoltre, il fatto di circoscrivere il sussidio ai soli veicoli che soddisfano precisi requisiti nazionali avrà un effetto molto positivo sulle <strong>case automobilistiche statunitensi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/ira-negli-usa-una-spinta-vigorosa-alle-tecnologie-di-transizione-energetica/">IRA negli USA, una spinta vigorosa alle tecnologie di transizione energetica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Clean Energy: dove sono oggi le opportunità di investimento?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/clean-energy-dove-sono-oggi-le-opportunita-di-investimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 11:29:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Solactive Clean Energy Index NTR ha ceduto il 13,9% rispetto a Nasdaq e MSCI World NTR Index  (-29,5% e -20,5%). Aanand Venkatramanan, LGIM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/clean-energy-dove-sono-oggi-le-opportunita-di-investimento/">Clean Energy: dove sono oggi le opportunità di investimento?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Solactive Clean Energy Index NTR ha ceduto il 13,9%, dimostrando una maggiore solidità rispetto a Nasdaq e MSCI World NTR Index  (rispettivamente -29,5% e -20,5%). Aanand Venkatramanan, head of ETFs di LGIM</em></p>
<p style="font-weight: 400;">È ormai evidente che, negli ultimi anni, il problema dei cambiamenti climatici sia diventato sempre più centrale per i governi e per l’opinione pubblica in generale, che spinge affinché le imprese adottino linee di business sempre più sostenibili. <strong>Uno degli ambiti che ha maggiormente beneficiato di questo trend è sicuramente quello dell’energia pulita, con le imprese attive in questo settore che hanno visto crescere costantemente il valore delle loro azioni.</strong> In particolare, il picco massimo è stato registrato nel 2020, con i mercati che hanno anticipato l’incremento della capacità produttiva che si è effettivamente verificata nel 2021. Tuttavia, <strong>da inizio 2022, l’esplosione del conflitto in Ucraina, l’aumento dell’inflazione, l’aumento dei costi delle materie prime e della logistica (soprattutto per quanto riguarda i trasporti navali) e i vari <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=colli+di+bottiglia" target="_blank" rel="noopener">colli di bottiglia</a> che si stanno creando nella catena di approvvigionamento hanno fatto registrare delle contrazioni anche nel mercato delle energie rinnovabili</strong>, tanto che alcuni stanno iniziando a metterne in dubbio la solidità e a chiedersi se in futuro sarà in grado di attrarre investimenti come ha fatto negli ultimi anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per rispondere a questi interrogativi, <strong>LGIM ha pubblicato il suo Clean Energy Outlook, intitolato “<em>Clean energy: What has driven YTD returns and where do we go from here?</em>”</strong>, in cui si esaminano le ripercussioni che l’attuale scenario macroeconomico ha avuto e ha sul comparto renewables e in quali segmenti si possono ancora trovare eventuali opportunità di investimento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda il primo punto, se si confrontano l’andamento del Solactive Clean Energy Index NTR da inizio anno a oggi e l’andamento del MSCI World NTR Index e del Nasdaq 100 Stock Index, rispetto al -20,5% del primo e del -29,5% del secondo, il Solactive Clean Energy Index ha ceduto “solamente” del 13,9%. Sebbene questi dati non rappresentino una garanzia per le performance future del settore, mostrano come questo stia resistendo alle attuali condizioni economiche avverse meglio di altri mercati, anche grazie al supporto che riceve da parte di numerosi governi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il quadro delineato porta a pensare che gli ostacoli che la transizione verso l’energia green sta affrontando non dovrebbero avere una lunga durata; tuttavia, <strong>gli investitori continuano comunque a chiedersi come gestire i loro portafogli di investimento fino a quando la tempesta non sarà passata</strong>. <strong>Secondo la nostra analisi, per rispondere è necessario suddividere i player di questo mercato in tre differenti categorie:</strong></p>
<ul style="font-weight: 400;">
<li>I produttori di apparecchiature originali (o OEM)</li>
<li>Le utility company e i produttori indipendenti (IPP)</li>
<li>I fornitori di componenti e di servizi</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La prima di queste tre categorie è senza dubbio quella che ha subito e subisce maggiormente la situazione attuale.</strong> Se si esamina un OEM attivo nel segmento dell’energia solare, questo si ritroverà a dover fare i conti con il prezzo maggiorato dei suoi prodotti, dovuto alla mancanza dai materie prime e in particolare di silicio policristallino (o polisilicio), ma soprattutto dovrà affrontare l’escalation della tensione tra Stati Uniti e Cina, in merito alle importazioni di celle solari fotovoltaiche, che ha fatto aumentare l’incertezza sui paesi coinvolti e in particolar modo sul secondo, dove il solare dovrebbe arrivare a rappresentare il 49% di tutto il mix energetico entro il 2045. Esistono tuttavia dei casi virtuosi, come le cinesi Jinko, Longi, Trina o la canadese Solar, che negli ultimi anni hanno significativamente aumentato le loro riserve di magazzino di prodotti finiti, trovandosi oggi meno esposti alla mancanza di materie prime e quindi meglio posizionati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se, invece, si considera un OEM attivo nell’eolico, questo si ritrova in una situazione ancora peggiore, in quanto la guerra, i problemi sulla supply chain, l’inflazione e il conseguente aumento dei tassi d’interesse hanno ripercussioni particolarmente negative su questo settore. In particolare, il conflitto tra Russia e Ucraina e le politiche particolarmente restrittive della Cina per il contenimento del Covid-19 hanno fatto aumentare i costi legati alla logistica e, soprattutto, il prezzo dell’acciaio, il quale determina circa l’84% del costo complessivo delle turbine onshore, le quali, a loro volta, rappresentano tra il 64% e l’84% di un intero parco eolico. Inoltre, mentre un progetto basato sul solare richiede circa un anno per essere avviato, uno connesso al vento potrebbe veder passare anche cinque anni tra la presentazione e l’inizio dei lavori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se tra gli OEM, è importante fare un processo di ricerca attiva per trovare i casi virtuosi, per le utility company e gli IPP, questa è addirittura imprescindibile. Infatti, questo sottosettore presenta al suo interno un’elevata volatilità dei rendimenti</strong>, determinata principalmente da quanto un player è legato alla Russia e/o all’Ucraina e, più in generale, in quale area geografica opera. Per fare alcuni esempi, Eon ha subito ripercussioni negative dopo il taglio delle sue attività in Russia, mentre Scatec ha dovuto affrontare i danni riportati dai suoi impianti un Ucraina. Infine, ci sono realtà che non hanno attività o capitali in questi due paesi, ma che adottano un sistema basato sulla tariffa fissa, che impedisce loro di scaricare sugli utenti i costi più alti e le porta a subire maggiormente gli eventuali tetti ai prezzi che alcuni governi hanno imposto. Tuttavia, soprattutto tra le utility company, è possibile individuare delle società che sono riuscite a ottenere ottime performance, come PNE AG e Energiekontor.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il comparto dei fornitori di componenti e di servizi legati all’energia pulita, a nostro avviso, presenta opportunità di investimento</strong>, in quanto sono molteplici le realtà che, da inizio anno, hanno fatto registrare rendimenti positivi, pur avendo a che fare con colli di bottiglia, inflazione e tutte le altre problematiche già espresse in precedenza. Fugro, per esempio, ha fatto registrare rendimenti a due cifre YTD, in quanto è riuscita a beneficiare sia dell’aumento dei prezzi di gas e petrolio, sia della spinta che questo ha dato al comparto rinnovabili, portando il quantitativo di ordini a livelli pre-pandemia. Worley ha ottenuto lo stesso risultato, grazie alle sue attività nel campo dell’idrogeno e ai sistemi di cattura e immagazzinamento di CO2, che le hanno permesso di aggiudicarsi numerosi progetti. <strong>Sebbene i player di questo segmento abbiano aspettative più rosee rispetto ai due visti in precedenza, un investitore attento dovrebbe comunque fare una distinzione e prediligere quelle imprese che sfruttano i rendimenti più elevati, legati all’aumento dei prezzi di greggio e gas, per investire ancora di più nel sostenibile e nella <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=transizione+energetica" target="_blank" rel="noopener">transizione energetica</a></strong>. Infatti, l’Agenzia Internazionale per l’Energia riporta che nel 2022 il reddito netto da petrolio e gas sarà 2,5 volte superiore alla media dei cinque anni precedenti; abbastanza per coprire quanto servirebbe per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050. È evidente, che quelle imprese che dovessero iniziare già da oggi queste operazioni, puntando su idrogeno verde e biocombustibili, diventeranno le protagoniste di questa autentica rivoluzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/clean-energy-dove-sono-oggi-le-opportunita-di-investimento/">Clean Energy: dove sono oggi le opportunità di investimento?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Nell&#8217;agenda di Biden, uno stimolo alle energie rinnovabili domestiche</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/nellagenda-di-biden-uno-stimolo-alle-energie-rinnovabili-domestiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 11:01:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Jennifer Boscardin-Ching, product specialist di Pictet Asset Management, analizza come si sta muovendo l'amministrazione Biden in tema di rinnovabili</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/nellagenda-di-biden-uno-stimolo-alle-energie-rinnovabili-domestiche/">Nell&#8217;agenda di Biden, uno stimolo alle energie rinnovabili domestiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Jennifer Boscardin-Ching, product specialist del team thematic equities<strong> </strong>di Pictet Asset Management, analizza come si sta muovendo Biden in tema di rinnovabili</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Lo scorso 6 giugno, la Casa Bianca pubblicava un comunicato titolato &#8220;President Biden Takes Bold Executive Action to Spur Domestic Clean Energy Manufacturing&#8221;. Uno statement che ribadisce l&#8217;importanza delle energie rinnovabili nel processo di transizione energetica e che rimarca la necessità di investimenti da finalizzare nel minor tempo possibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il ma delle energie rinnovabili è di fondamentale importanza. Si tratta di un argomento non nuovo, ma che trova oggi ampia copertura a seguito del conflitto Russia-Ucraina. La questione dell&#8217;indipendenza energetica e della stabilità dei prezzi dell&#8217;energia è infatti diventata una priorità per governi, aziende e consumatori, che stanno cercando di accelerare progresso e investimenti in questa direzione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il 18 maggio abbiamo visto l&#8217;Unione Europea adottare il Piano <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=REPowerEU" target="_blank" rel="noopener">REPowerEU</a>. Esso conferma l&#8217;interesse del Vecchio Continente nell&#8217;investimento in energie rinnovabili</strong>, delinea le misure per velocizzare la transizione energetica europea e mira a ridurre la dipendenza dalle importazioni russe di combustibili fossili.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A stretto giro è giunta anche la risposta del presidente americano:</strong> Joe Biden, il 6 giugno, ha intrapreso un&#8217;azione esecutiva invocando il Defense Production Act (DPA). Nell&#8217;ambito della tutela alla sicurezza energetica degli Stati Uniti, il Presidente ha voluto così stimolare la produzione interna di tecnologie per l&#8217;energia pulita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il DPA, supportato dai finanziamenti necessari del Congresso, consentirà al governo federale di investire nelle aziende in grado di costruire impianti di energia pulita, espandere la produzione e accelerare l&#8217;installazione di tecnologie abilitanti per i consumatori. Questo, al fine di aumentare la produzione interna di nuove tecnologie &#8220;critiche&#8221;, necessarie per ridurre i costi dell&#8217;energia, sviluppare un modello di economia più sostenibile e rafforzare la sicurezza energetica nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Fanno parte delle tecnologie &#8220;critiche&#8221;: pannelli fotovoltaici, materiali per l&#8217;isolamento termico, pompe di calore, infrastrutture chiave (tra cui i trasformatori), elettrolizzatori e celle a combustione, tutte aree cruciali per lo sviluppo di nuove energie.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Solare fotovoltaico</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Entrando nel dettaglio delle singole voci di spesa, secondo il Dipartimento dell&#8217;Energia USA, il solare fotovoltaico diventerà, nell&#8217;arco di breve, la più grande fonte di nuova capacità elettrica statunitense (oggi, secondo i dati dell&#8217;agenzia internazionale dell&#8217;energia, pesa appena il 2,8% sul totale dell&#8217;energia statunitense prodotta), nonché la fonte di energia più economica in molte regioni del paese. <strong>L&#8217;ordine esecutivo mira a costruire una catena di approvvigionamento di energia sicura, stabile e competitiva, a ridurre i costi sui consumatori americani e a promuovere l&#8217;indipendenza energetica del Paese</strong>. Esso include anche la garanzia che l&#8217;import di energia solare proveniente dal sud-est asiatico sia esente da tariffe commerciali per 24 mesi, al fine di garantire una fornitura sufficiente di rinnovabili mentre la produzione nazionale è ancora in fase di sviluppo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Isolamento di edifici</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un secondo aspetto chiave della transizione riguarda l&#8217;isolamento degli edifici. Circa la metà di tutte le case negli Stati Uniti sono state costruite prima che i codici energetici moderni fossero fissati. Ciò significa oggi significative perdite di capacità energetica. <strong>L&#8217;ordine esecutivo voluto da Biden mira a espandere rapidamente la produzione di materiali isolanti per soddisfare le esigenze di ottimizzazione energetica sulle costruzioni esistenti</strong> e, più in generale, del mercato immobiliare di nuova costruzione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Pompe di calore</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Per ridurre la dipendenza dal riscaldamento a combustibili fossili negli edifici e migliorarne l&#8217;efficienza, le pompe di calore elettriche rappresentano una valida soluzione per sostituire il riscaldamento a petrolio o gas. <strong>L&#8217;amministrazione <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Biden" target="_blank" rel="noopener">Biden</a> mira a espandere e ad accelerare l&#8217;installazione di pompe di calore nelle case e negli edifici residenziali in tutto il paese</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Infrastrutture e trasmissione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">C&#8217;è poi il tema delle infrastrutture critiche della rete elettrica. Il Dipartimento dell&#8217;Energia statunitense prevede una crescita senza precedenti dell&#8217;elettrificazione necessaria per supportare la transizione verso l&#8217;energia pulita. Lo stesso Dipartimento stima inoltre che il paese dovrebbe avere bisogno di espandere i sistemi di trasmissione dell&#8217;elettricità del 60% entro il 2030 per soddisfare l&#8217;aumento del fabbisogno nazionale di energia rinnovabile ed elettrificazione. In quanto tale, nuovi investimenti saranno direzionati verso l&#8217;implementazione domestica di componenti di rete moderni.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Elettrolizzatori</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un ultimo paragrafo è destinato agli elettrolizzatori, alle celle a combustione e ai metalli del gruppo del platino</strong> (sei in tutto, e in particolare rutenio, rodio, palladio, osmio e iridio, oltre allo stesso platino). Il targeting di questi prodotti aiuterebbe a costruire una catena di approvvigionamento locale stabile a supporto della nascente industria dell&#8217;idrogeno verde.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In Pictet Asset Management riteniamo che l&#8217;idrogeno verde abbia un enorme potenziale nel lungo periodo (specie per alcune applicazioni, come nell&#8217;ambito dell&#8217;industria pesante).</strong> Tuttavia, la tecnologia a supporto del suo sviluppo e le opportunità di investimento in questo settore sono ancora in una fase iniziale, con molte società pure-play ancora volatili, negative in termini di free cash flow. Pertanto, continuiamo a tenere d&#8217;occhio gli sviluppi in questa direzione e a cercare interessanti e concrete opportunità di investimento quando si presenteranno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/nellagenda-di-biden-uno-stimolo-alle-energie-rinnovabili-domestiche/">Nell&#8217;agenda di Biden, uno stimolo alle energie rinnovabili domestiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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