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	<title>Opec Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>Opec Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Crisi del Golfo, il petrolio verso quota 100 usd al barile</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/crisi-golfo-petrolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Generali]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
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		<category><![CDATA[Zanghieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Opec ha deciso di aumentare la produzione ma ll potenziale danneggiamento delle infrastrutture petrolifere farebbe impennare il greggio. Paolo Zanghieri, senior economist presso Generali Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em><span lang="IT">Crisi del Golfo: l&#8217;Opec ha deciso di aumentare la produzione ma ll potenziale danneggiamento delle infrastrutture petrolifere farebbe impennare il greggio. Paolo Zanghieri, senior economist presso <a href="https://www.linkedin.com/company/generali-investments/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Generali Investments</a></span></em></p>
<figure id="attachment_95353" aria-describedby="caption-attachment-95353" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-95353" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/11/zanghieri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/11/zanghieri-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/11/zanghieri-160x160.jpg 160w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-95353" class="wp-caption-text">Paolo Zanghieri</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Gli attacchi coordinati da parte di Israele e Stati Uniti contro l&#8217;Iran mirano esplicitamente a un cambiamento di regime e, nonostante l&#8217;uccisione della Guida Suprema Ayatollah Khamenei, è probabile che il conflitto duri molto più a lungo rispetto alle azioni limitate del 2025, quando il Brent superò brevemente gli 80 USD/barile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L&#8217;Iran ha risposto prendendo di mira Israele, le basi statunitensi negli stati del Golfo e chiudendo lo Stretto di Hormuz, mentre i ribelli Houthi hanno promesso una ripresa degli attacchi nel Mar Rosso. Questa escalation è pensata per esercitare pressione sugli stati del Golfo affinché cerchino una de-escalation.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il terminal petrolifero iraniano di Kharg Island è stato attaccato, ma le infrastrutture degli stati del Golfo non sono state toccate. La chiusura di Hormuz potrebbe tagliare circa il 15–20% della produzione petrolifera globale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L&#8217;OPEC+ ha deciso di aumentare l&#8217;offerta di 206.000 barili al giorno, e la capacità inutilizzata (poco meno di 3 milioni di barili al giorno) potrebbe teoricamente compensare la perdita delle esportazioni iraniane (1,6 milioni), mentre le riserve OCSE restano ben all&#8217;interno dei livelli normali. Tuttavia, impedire che il prezzo del petrolio superi i 100 USD/barile dipende dalla riapertura di Hormuz.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">È probabile che la marina iraniana sia troppo debole per un blocco completo, ma una parziale interruzione ottenuta tramite attacchi sporadici alle navi e la posa di mine nello Stretto potrebbe spingere i prezzi a 90 USD o oltre. Colpi diretti alle infrastrutture petrolifere del Golfo farebbero aumentare drasticamente i prezzi, ma comprometterebbero anche i già fragili legami regionali dell&#8217;Iran e irriterebbero la Cina.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
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		<title>Tutta la politica è globale!</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/tutta-la-politica-e-globale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allianz global investors]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici. Analisi settimanale di Hans-Jörg Naumer, AllianzGI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici. Analisi settimanale dei mercati.</h2>
<h2><strong>Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &amp; Thematic Research, <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/" target="_blank" rel="noopener">Allianz Global Investors</a></strong></h2>
<p class="v1Default">La nuova settimana di dati si apre con la pubblicazione degli indici PMI (purchasing managers’ indices) flash di diversi paesi, tra cui l’area Euro (Germania e Francia) e gli Stati Uniti; a questi seguiranno, martedì, l’indice ifo Business Climate tedesco e il rapporto mensile del Conference Board sulla fiducia dei consumatori statunitensi – altri due indicatori di sentiment “soft” ma degni di nota.</p>
<h3 class="v1Default">Dalle elezioni del Bundestag tedesco a febbraio, si sono registrati tre rialzi consecutivi dell&#8217;indice ifo Business Climate, ripresa trainata in maniera inequivocabile dalla componente delle aspettative delle imprese; tuttavia, la componente relativa alla situazione attuale si è mostrata più instabile, probabilmente in seguito a fattori quali il conflitto commerciale in atto.</h3>
<p class="v1Default">Sarà interessante vedere se, nella prossima rilevazione, prevarrà l’impatto del conflitto commerciale globale o quello del pacchetto di stimoli economici varato dal governo tedesco. Da una prospettiva “locale”, ci si attende un impatto chiaramente positivo da misure come il sostegno alle tecnologie verdi, il programma di semplificazione burocratica e il fondo infrastrutturale da 500 milioni di euro. Il sondaggio, tuttavia, non tiene conto degli sviluppi recenti in Medio Oriente.</p>
<p class="v1Default">Da novembre 2024 fino ad aprile 2025 inoltrato, la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è letteralmente crollata, raggiungendo livelli non così dissimili dall’inizio della pandemia di COVID-19, prima di registrare una forte ripresa a maggio. La domanda chiave per l’economia statunitense – che ha subito una lieve contrazione nel primo trimestre dell’anno – è ora se questa ripresa della fiducia dei consumatori stia reggendo o se stia già mostrando segnali di rallentamento.</p>
<p class="v1Default">È probabile che i recenti disordini a Los Angeles abbiano coinciso, almeno in parte, con il periodo in cui è stato condotto il sondaggio.</p>
<h3 class="v1Default">Giovedì verranno pubblicati i dati finali sul PIL (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti, che con ogni probabilità confermeranno una contrazione dell’economia nel primo trimestre. L’attenzione dei mercati sarà rivolta soprattutto alle richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione, poiché questi dati potrebbero offrire indicazioni utili sulle prossime decisioni di politica monetaria. Da ultimo, venerdì verrà pubblicato l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), un ampio indice molto seguito dalla Fed che riflette le variazioni dei prezzi di beni e servizi acquistati dai consumatori.</h3>
<p class="v1Default">Sebbene gli indicatori di sentiment siano al centro del flusso di dati della prossima settimana, contemporaneamente avranno luogo due importanti eventi politici: il vertice NATO all’Aia e una riunione del Consiglio europeo. L&#8217;incremento della spesa militare, il continuo sostegno all&#8217;Ucraina e una più stretta collaborazione con l&#8217;industria della difesa saranno probabilmente le principali priorità dei membri della NATO; anche il Consiglio europeo affronterà una lunga lista di temi, tra cui l’assistenza all’Ucraina, il conflitto commerciale e le questioni migratorie. Per quanto ci si aspetti che entrambi gli organismi facciano fronte unito, l’attenzione sarà focalizzata sugli ostacoli geopolitici. E su questo fronte, è improbabile che le tensioni si allentino nel breve periodo.</p>
<p class="v1Default">Tra le altre questioni, Israele e Iran continueranno con ogni probabilità a essere al centro dell’attenzione anche la prossima settimana. Considerate le dichiarazioni di Israele, secondo cui sarebbero in programma attacchi su più giorni, le possibilità di una soluzione negoziata al conflitto appaiono piuttosto scarse.</p>
<p class="v1Default">Una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuzrap presenterebbe un grave rischio sia per i mercati sia per i prezzi del petrolio, considerando che attraverso questo passaggio strategico transita circa un terzo del petrolio trasportato via mare a livello globale – circa 20 milioni di barili al giorno – e l’Iran ha minacciato di bloccarlo in caso di attacco. Un blocco di tale portata farebbe probabilmente impennare i prezzi del petrolio e avere quindi un impatto negativo sui mercati azionari.</p>
<h2 class="v1Default">Per quanto sia un rischio, vale la pena contestualizzarlo: l’Iran esporta solo 1,6 milioni di barili al giorno e l’OPEC (in particolare l’Arabia Saudita) ha già aumentato la produzione; la sola Arabia Saudita dispone di una capacità produttiva inutilizzata di circa 3 milioni di barili al giorno.</h2>
<p class="v1Default">Al contempo, gli Stati Uniti sono emersi come uno dei principali produttori di energia. Dal primo shock petrolifero del 1973, l&#8217;intensità energetica1 dell’economia globale è diminuita drasticamente (di circa il 50%); rispetto agli anni Novanta del secolo scorso, si è ridotta di oltre il 36%.</p>
<p class="v1Default">I prossimi giorni sui mercati azionari si preannunciano tutt’altro che semplici.</p>
<p class="v1Default">Il nostro augurio è che giungano segnali di distensione a livello globale e che si profili un andamento altrettanto positivo dei mercati globali.</p>
<p class="v1Default">
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		<title>Crisi in Medio Oriente: l&#8217;impatto su prezzi del petrolio e mercati finanziari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 05:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto in Medio Oriente ha subito un'escalation negli ultimi giorni. Sale la preoccupazione tra gli investitori. L'analisi di Schroders</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/crisi-in-medio-oriente-limpatto-su-prezzi-del-petrolio-e-mercati-finanziari/">Crisi in Medio Oriente: l&#8217;impatto su prezzi del petrolio e mercati finanziari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h4 class="v1MsoNormal"><strong>A cura di</strong> <b>Malcolm Melville, Fund Manager, Energy e David Rees, Senior Emerging Markets Economist, Schroders</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">
</div>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Il conflitto in Medio Oriente ha subito un&#8217;escalation negli ultimi giorni</strong>. Dal punto di vista degli investimenti, la domanda principale da porsi in situazioni come questa è: qual è il meccanismo di trasmissione di questo evento ai mercati? O, per dirla in termini più semplici, quale impatto potrebbe avere su inflazione, tassi di interesse e crescita economica?</p>
<p class="v1MsoNormal">I prezzi del petrolio sono recentemente saliti sopra gli 80 dollari al barile, dopo essere scesi a circa 70 dollari al barile all&#8217;inizio di settembre. <b>Il recente rialzo suggerisce che gli investitori sono sempre più preoccupati dell&#8217;impatto che il conflitto potrebbe avere sull&#8217;offerta di petrolio</b>.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b><u><span lang="EN-US">Malcolm Melville, Fund Manager, Energy</span></u></b></h4>
<figure id="attachment_137484" aria-describedby="caption-attachment-137484" style="width: 214px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-137484" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/10/Melville-Malcolm_Schroders-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-137484" class="wp-caption-text"> Malcolm Melville</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Il primo punto da sottolineare, in riferimento al <strong>petrolio, è che le dinamiche di domanda e offerta sono attualmente abbastanza equilibrate per il 2025</strong>, se si esclude la proposta dell&#8217;OPEC.</p>
<p class="v1MsoNormal">I tassi di interesse più bassi nei mercati sviluppati e i recenti stimoli in Cina potrebbero generare un <strong>aumento della domanda.</strong> Ma si prevede che la crescita della domanda sarà assorbita da piccoli aumenti di produzione da parte di vari produttori.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, l&#8217;OPEC dispone di una notevole capacità di riserva dopo aver tagliato l&#8217;offerta negli ultimi anni per stabilizzare i prezzi a fronte di una domanda debole. Questi tagli all&#8217;offerta hanno fatto sì che <b>l&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/opec">OPEC</a> perdesse quote di mercato, in particolare a favore degli Stati Uniti, mentre ora sta pianificando il ritorno dell&#8217;offerta supplementare a partire da dicembre di quest&#8217;anno</b>.</p>
<h5 class="v1MsoNormal"><b>La capacità di riserva dell&#8217;OPEC è attualmente molto elevata</b>, pari a circa cinque o sei milioni di barili di petrolio al giorno, a fronte di una domanda globale di 102 milioni di barili di petrolio al giorno. <b>Ciò potrebbe portare a una significativa eccedenza di petrolio.</b></h5>
<p class="v1MsoNormal"><b>A preoccupare gli investitori è il rischio che Israele prenda di mira l&#8217;impianto petrolifero iraniano di Kharg, nel Golfo Persico</b>. La maggior parte degli 1,7 milioni di barili al giorno esportati dall&#8217;Iran proviene da questo terminale petrolifero, che è uno dei più grandi del mondo. Ed è stato danneggiato dall&#8217;Iraq durante la guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il terminale petrolifero di Kharg è un vero e proprio punto strategico, se Israele volesse danneggiare la capacità dell&#8217;Iran di esportare petrolio. E potrebbe sostenere che questo è il momento giusto per farlo, dato che la capacità di riserva dell&#8217;OPEC potrebbe compensare la perdita di petrolio iraniano.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, se Israele dovesse &#8220;armare&#8221; il petrolio mettendo fuori uso il terminale petrolifero di Kharg, si aprirebbe <b>la possibilità che l&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/iran">Iran</a> si vendichi e faccia qualcosa, come interrompere lo Stretto di Hormuz.</b> Situato al largo della costa iraniana, le acque dello Stretto sono molto basse, con strette rotte di navigazione larghe due miglia in ogni direzione. <b>Circa il 20% di tutto il petrolio passa attraverso questo collo di bottiglia strategico.</b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Se <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/israele">Israele</a> attaccasse le strutture petrolifere iraniane sull&#8217;isola di Kharg, il prezzo globale del petrolio potrebbe balzare a circa 85-90 dollari al barile</b>, il livello a cui si trovava ad aprile di quest&#8217;anno, una cifra gestibile per i mercati. Tuttavia,<b> se poi l&#8217;Iran accennasse a fare qualcosa nello Stretto di Hormuz</b>, il prezzo del petrolio potrebbe subire un&#8217;impennata.</p>
<h5 class="v1MsoNormal"><b>Non credo sia irrealistico ipotizzare che il prezzo del petrolio potrebbe tornare ai massimi storici di 147 dollari al barile, poiché il mercato perderebbe potenzialmente il 20% dell&#8217;offerta.</b></h5>
<p class="v1MsoNormal">Ci si potrebbe chiedere perché l&#8217;Iran possa pensare di chiudere lo Stretto di Hormuz, dato che ciò influirebbe sulla sua capacità di esportazione. Tuttavia, se il loro terminale petrolifero venisse messo fuori uso dagli attacchi militari di Israele, non esporterebbero comunque petrolio.</p>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, non dovrebbero necessariamente chiudere l&#8217;intero Stretto, ma potrebbero lanciare <strong>attacchi alle petroliere</strong>, ritardare i flussi e in generale mettere in dubbio la fattibilità dell&#8217;esportazione di petrolio attraverso questa rotta.</p>
<p class="v1MsoNormal">In conclusione, <b>la capacità di riserva dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/opec">OPEC</a> è significativa. Ma c&#8217;è anche il rischio crescente di una grave interruzione dell&#8217;approvvigionamento. Sarà l&#8217;equilibrio tra queste due forze a determinare la direzione dei prezzi del petrolio&#8221;</b>.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b><u><span lang="EN-US">David Rees, Senior Emerging Market Economist</span></u></b></h4>
<figure id="attachment_105843" aria-describedby="caption-attachment-105843" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-105843" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/09/David-Rees2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><figcaption id="caption-attachment-105843" class="wp-caption-text">David Rees</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Non è il nostro scenario di base, ma da un anno stiamo modellando uno <b>scenario economico che abbiamo chiamato &#8216;guerra in Medio Oriente&#8217;.</b> È uno scenario a bassa probabilità e ad alto impatto. Quando abbiamo fatto la prima bozza, abbiamo ipotizzato che avrebbe ridotto in certa misura la crescita globale.</p>
<h5 class="v1MsoNormal"><b>Il modo principale in cui questo scenario impatta sul resto del mondo è attraverso il prezzo del petrolio, che farebbe salire <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">l&#8217;inflazione</a> </b>rispetto al nostro scenario di base. Questo scenario vedrebbe i prezzi del petrolio salire ben oltre i 100 dollari al barile, fino ad arrivare a circa 150 dollari. Finora, però, i prezzi del petrolio hanno faticato a superare il livello di 80 dollari al barile.</h5>
<p class="v1MsoNormal"><b>Dovremmo vedere i prezzi del petrolio salire al di sopra dei 100 dollari al barile e rimanervi per un periodo di tempo prolungato perché si verifichi un cambiamento significativo nelle prospettive dell&#8217;inflazione o perché si eserciti una qualche pressione sulle banche centrali affinché modifichino l&#8217;attuale politica dei tassi d&#8217;interesse</b>&#8220;.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/crisi-in-medio-oriente-limpatto-su-prezzi-del-petrolio-e-mercati-finanziari/">Crisi in Medio Oriente: l&#8217;impatto su prezzi del petrolio e mercati finanziari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Cinque tendenze che guideranno il settore energetico nel 2023</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/cinque-tendenze-che-guideranno-il-settore-energetico-nel-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 08:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Siamo convinti di essere agli inizi di una fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi." Darren Peers, Capital Group</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Siamo convinti di essere agli inizi di una fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi. Darren Peers, Analista degli investimenti azionari di Capital Group</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_124773" aria-describedby="caption-attachment-124773" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-124773" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-300x300.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group-420x420.jpg 420w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/04/Peers-Darre_-Capital-Group.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-124773" class="wp-caption-text">Darren Peers</figcaption></figure>
<p>Storicamente, la traiettoria dei prezzi del<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/petrolio"> petrolio</a> ha rappresentato un buon indicatore delle prospettive per il settore, in quanto il prezzo ha un impatto diretto sui profitti di molte società. Tuttavia, finora nel 2023, sembrano esserci alcune deviazioni da questa comprovata correlazione.</p>
<p>Infatti, <strong>i prezzi del petrolio hanno avuto un percorso tumultuoso lo scorso anno</strong>, di recente tornando quasi al punto di partenza del 2022. Per contro, i <strong>titoli energetici continuano a mantenere i loro guadagni.</strong></p>
<h5><em><strong>1. La fase rialzista per le azioni petrolifere continuerà?</strong></em></h5>
<p>Siamo convinti di essere agli inizi di una <strong>fase rialzista pluriennale per i titoli petroliferi.</strong> Questo non significa che il settore energetico, guidato dai titoli petroliferi, si sposterà in linea retta. Nel contesto di una lunga tendenza al rialzo, vi sono anche dei mini-cicli. Alcuni che durano da mesi a un anno o più, in cui i fattori a breve termine superano le tendenze a lungo termine della domanda/offerta.</p>
<p>Ciononostante,<strong> intravediamo opportunità d&#8217;investimento nei prossimi tre-cinque anni</strong>. La riapertura e l&#8217;allentamento delle restrizioni legate al COVID-19 in Cina probabilmente spingeranno la domanda di petrolio a nuovi massimi, con una previsione dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia (AIE) di un aumento di quasi 2 milioni di barili al giorno.</p>
<p>Al contempo, si verifica una carenza strutturale dell&#8217;offerta a causa di molti anni di sotto investimenti nella nuova capacità da parte delle società petrolifere, tagli alla produzione da parte dell&#8217;Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/opec+">OPEC+</a>) con uno scostamento verso il basso degli obiettivi di fornitura e il calo delle scorte di scisto negli Stati Uniti. Ci vorranno diversi anni prima che l&#8217;offerta si allinei alla domanda. Nel complesso, questi fattori dovrebbero sostenere i prezzi del petrolio oltre i 70 USD al barile.</p>
<h5><em><strong>2. Quali sono le principali priorità di spesa per le compagnie petrolifere?</strong></em></h5>
<p>Il <strong>business model del settore si è ampiamente concentrato sull&#8217;elevata crescita e sul reinvestimento della produzione</strong>, focalizzandosi su distribuzioni di dividendi più elevate e più disciplina in termini di capitale. Questo è stato uno dei maggiori cambiamenti che abbiamo osservato nel corso della nostra vita. E questa tendenza sembra destinata a continuare. Il flusso di cassa da record negli ultimi 12 mesi ha lasciato i <strong>produttori petroliferi con alcuni dei bilanci più solidi della storia.</strong></p>
<p>Circa il 40% dei dirigenti delle prime 100 società del petrolio e del gas statunitensi ha indicato che la riduzione del debito e i rendimenti per gli azionisti sono le maggiori priorità di allocazione del capitale, secondo uno studio del 2022 condotto da Deloitte.</p>
<p>Questa <strong>rinnovata attenzione ai rendimenti per gli azionisti è emersa perché gli investitori richiedono una disciplina di investimento.</strong> Gli investitori che sono disposti a impegnarsi stanno ora esercitando pressioni per ottenere dividendi e riacquisti di azioni, anziché reinvestimenti a prezzi più elevati. Passeranno probabilmente altri 12-18 mesi prima che i produttori inizieranno a reinvestire nelle loro attività, pur mantenendo una forte attenzione alla disciplina del capitale e al rendimento degli investimenti.</p>
<h5><em><strong>3. Qual è l&#8217;impatto dell&#8217;Inflation Reduction Act sulle società energetiche?</strong></em></h5>
<p>L&#8217;<em>Inflation Reduction Act</em> del 2022 è un punto di riferimento legislativo. Il disegno di legge destina 369 miliardi di dollari USA di finanziamenti federali a incentivi fiscali, prestiti e sussidi al consumo e commerciali per l&#8217;energia pulita che hanno il potenziale per rendere il profilo di rendimento più interessante per gli investimenti in aree quali il sequestro di carbonio e lo <strong>sviluppo di infrastrutture a <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/idrogeno">idrogeno</a> pulito</strong>.</p>
<p>Nel prossimo decennio, la normativa potrebbe contribuire a scatenare un&#8217;ondata di spese in conto capitale. Le società del petrolio e del gas, oltre ai produttori di prodotti chimici e auto, sono solo alcuni dei potenziali beneficiari. Solo alcuni dei colossi statunitensi hanno in corso progetti scalabili a basse emissioni di carbonio, ma le sovvenzioni dell&#8217;<em>Inflation Reduction Act</em> dovrebbero avvicinarne anche altri.</p>
<h5><em><strong>4. In che modo le società europee e statunitensi differiscono per i loro approcci alla decarbonizzazione?</strong></em></h5>
<p>Le<strong> società del petrolio e del gas, indipendentemente dalla regione, cercano nuovi modi per ridurre le emissioni nelle proprie attività</strong>. Uno dei fattori chiave di questo cambiamento di comportamento è la <strong>proliferazione di obiettivi di neutralità carbonica</strong>, in cui la quantità di emissioni di gas serra prodotte dall&#8217;uomo è bilanciata da una pari riduzione.</p>
<h5>Le società europee nel settore del petrolio e del gas stanno cercando proattivamente di sostituire le proprie attività nel settore dei combustibili fossili. Mentre le società statunitensi si concentrano principalmente su come rimuovere le emissioni di carbonio dalle attività esistenti.</h5>
<p>Stanno sfruttando tattiche come il <strong>sequestro di carbonio</strong>, in cui l&#8217;anidride carbonica viene rimossa dall&#8217;atmosfera e mantenuta in forma solida o liquida, invece di cercare di diversificare il proprio mix energetico. Come le controparti statunitensi, le società europee sono incentivate da nuove normative.</p>
<p>Il piano REPowerEU, adottato dalla Commissione europea a marzo 2022, destina circa € 210 miliardi di nuovi investimenti verso il settore dell&#8217;energia pulita nell&#8217;Unione europea. Il progetto di legge finanzia nuove partnership energetiche con fornitori di gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio. Nonché progetti a idrogeno pulito e costruzioni a energia solare ed eolica.</p>
<h5><em><strong>5. Dove vedete aree di valore relativo?</strong></em></h5>
<p>È opinione piuttosto diffusa che i costi di produzione delle sabbie bituminose canadesi, situate nella regione dell&#8217;Alberta, siano elevati. Ma i fatti stanno cambiando. Negli ultimi due decenni, il <strong>costo della produzione petrolifera è diminuito</strong>. La natura a lunga durata e a basso declino di questi attivi indica che l&#8217;intensità di capitale necessaria a mantenere le operazioni è relativamente bassa rispetto alle controparti statunitensi. E consente un&#8217;elevata generazione di flussi di cassa liberi, ossia un cash flow superiore alle spese operative e di capitale della società.</p>
<h5>Inoltre, i titoli canadesi relativi alle sabbie bituminose sono spesso scambiati a sconti di valutazione rispetto al gruppo di riferimento statunitense per l&#8217;esplorazione e la produzione, in parte a causa dei timori a livello ambientale e dell&#8217;elevata intensità di carbonio della produzione al barile.</h5>
<p>I team di gestione di alcuni giganti petroliferi statunitensi ed europei stanno operando con la più forte disciplina in termini di capitale osservata negli ultimi decenni. E i dividendi offrono una certa protezione agli investitori, anche se i prezzi del petrolio sono scesi rispetto ai livelli attuali.</p>
<p>In base alle valutazioni, i colossi europei effettuano negoziazioni a uno sconto più ampio del solito rispetto alle controparti statunitensi sui multipli prezzo-utile, nonostante caratteristiche aziendali molto simili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/cinque-tendenze-che-guideranno-il-settore-energetico-nel-2023/">Cinque tendenze che guideranno il settore energetico nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Avvio in ordine sparso per l&#8217;Europa, pesa decisione Opec+</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione focalizzata sul settore manifatturiero. Avvio di contrattazioni contrastato per l’Europa. Chiude in bellezza Wall Street nel mese di marzo. UniCredit</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/avvio-in-ordine-sparso-per-leuropa-pesa-decisione-opec/">Avvio in ordine sparso per l&#8217;Europa, pesa decisione Opec+</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Attenzione focalizzata sul settore manifatturiero. Avvio di contrattazioni contrastato per l’Europa. Chiude in bellezza Wall Street nel mese di marzo. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>La settimana corta della Borse per le festività pasquali inizia, dal punto di vista della macroeconomia, con l’<strong>attenzione focalizzata sul settore manifatturiero</strong>. Vengono infatti diffusi oggi i dati di diversi paesi. A cominciare dal Giappone dove l’indice Tankan dei grandi produttori manifatturieri è sceso, nel I° trimestre 2023, a 1 da 7 facendo peggio delle attese, mentre quello delle aziende non manifatturiere è salito a 20 da 19 impattando con le previsioni. <strong>Calo anche in Cina per il PMI manifatturiero di marzo (Caixin)</strong> attestatosi a 50 punti da 51,6 contro attese a 51,7. Per quanto riguarda l’Europa, il primo PM, quello spagnolo, è uscito positivo in rialzo a 51,3 da 50,7 e contro attese a 50,1. Alle 9:45 arriverà la rilevazione italiana stimata a 51 da 52. Alle 9:50 il dato francese si dovrebbe essere attestato a 47,7 stabile. Invariato è previsto anche il PMI manifatturiero tedesco, a 44,4 così come quello europeo, alle 10:00 a 47,1 e quello inglese, alle 10:30, a 48. In pomeriggio, dagli USA arriverà l’indice ISM sempre relativo al settore manifatturiero con le attese di consensus che attendono un dato poco variato a 47,5 da 47,7. Il sottoindice prezzi, sempre alle ore 16:00, dovrebbe uscire praticamente invariato a 51,2 da 51,3 precedente.</p>
<p>Il <strong>dollaro USA,</strong> avviato su una china discendente dopo le rilevazioni sul PCE prezzi core di venerdì, ha ripreso quota dopo l’accordo Opec Plus per ridurre di 1,16 milioni di barili la produzione giornaliera. Oggi ci sarà la ratifica ufficiale nel corso della riunione del cartello ma i mercati si sono già adeguati con il balzo delle quotazioni dell’oro nero.</p>
<p>La ritirata dei rendimenti dopo una serie di dati inflazionistici in frenata potrebbe essere messa in dubbio dalla <strong>decisione dell’Opec Plus di ridurre la produzione, che verrà ratificata nella riunione di oggi.</strong></p>
<p><strong>Avvio di contrattazioni contrastato per l’Europa</strong> che attende i dati sul settore manifatturiero dopo le delusioni arrivate da Oriente, la sorpresa positiva della Spagna e la riduzione delle forniture di petrolio. <strong>All’interno del FTSE Mib balzano i titoli petroliferi: Saipem +6%, Tenaris ed Eni con guadagni superiori al 3%.</strong></p>
<p>L’eredità di un indice PCE prezzi USA in frenata ha permesso agli indici asiatici di aprire al rialzo il mese di aprile, con l’eccezione di Hong Kong. A turbare la spensieratezza di una Fed finalmente meno restrittiva, è arrivata la notizia di un accordo Opec Plus per ridurre la<br />
produzione di petrolio.</p>
<p><strong>Chiusura in bellezza di Wall Street nel mese di marzo</strong>, favorito dalla crescita inferiore alle attese (+0,3% a febbraio) dell’indice della spesa per consumi. Il dato, favorevole a eventuali pause nel rialzo dei tassi della Fed, ha spinto soprattutto i tecnologici che hanno apprezzato la conseguente discesa dei rendimenti sui Treasury. Tuttavia, nel fine settimana, la notizia di una riduzione di produzione da parte del cartello Opec Plus ha mandato i future di Wall Street in territorio negativo. All’interno degli indici crolla Virgin Orbit dopo l’annuncio che la società interromperà le operazioni a tempo indeterminato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/avvio-in-ordine-sparso-per-leuropa-pesa-decisione-opec/">Avvio in ordine sparso per l&#8217;Europa, pesa decisione Opec+</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Dopo la crisi di Svb gli Usa aspettano il dato sull&#8217;inflazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 09:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dato sull'inflazione USA è atteso con grande interesse dal mercato in quanto potrebbe influenzare la politica monetaria della Fed. UniCredit</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dopo-la-crisi-di-svb-gli-usa-aspettano-il-dato-sullinflazione/">Dopo la crisi di Svb gli Usa aspettano il dato sull&#8217;inflazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il dato sull&#8217;inflazione USA è atteso con grande interesse dal mercato in quanto potrebbe influenzare la politica monetaria della Fed. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit</em></p>
<p>Altri dati economici in uscita sono la produzione industriale italiana di gennaio, il report mensile dell&#8217;OPEC e l&#8217;intervento di Bowman del FOMC. Sono già stati pubblicati i dati sull&#8217;inflazione in Spagna uscita a +0,9% e sui salari medi in Gran Bretagna saliti del +6,5%.</p>
<h3>Chiusura Wall Street.</h3>
<div class="oh-trading-news-text">
<div>Il settore bancario rimane sotto pressione in Borsa ma Wall Street nel suo complesso è riuscita a reagire ieri dopo gli interventi delle autorità di controllo per evitare un estendersi della crisi che ha travolto SVB e Signature. Nel sistema bancario c&#8217;è ancora sfiducia e ci vorrà qualche giorno perché le acque si calmino, sempreché non saltino altri istituti finanziari. Oggi determinante per l&#8217;andamento dei mercati saranno anche i dati di inflazione che potrebbero favorire una pausa anticipata della Fed, come sperano gli investitori, o renderla più complicata.</div>
</div>
<div>
<h3>Obbligazionario.</h3>
<div class="oh-trading-news-text">
<div>In uno scenario di tensione, con i rendimenti dei titoli di Stato in calo sull&#8217;aumento dell&#8217;avversione al rischio, lo spread tra BTP e Bund è tornato ad allargarsi fin sopra quota 190.</div>
</div>
<div>
<h3>Apertura Borse europee sulla parità.</h3>
<div class="oh-trading-news-text">
<div>Le Borse europee hanno aperto attorno alla linea di parità e cercano di ritrovare un assetto stabile dopo gli ultimi eventi nel settore finanziario USA. Il settore bancario rimane in coda a Piazza Affari, in particolare Bper Banca, Banco Bpm e FinecoBank, mentre in cima al FTSE Mib si proietta Generali dopo i risultati 2022 positivi.</div>
</div>
<div>
<h3>Chiusura Borse asitiche in negativo.</h3>
<div class="oh-trading-news-text">
<div>Le Borse asiatiche non hanno evitato il sell-off bancario, nonostante gli interventi delle autorità statunitensi per evitare l&#8217;espandersi della crisi. Tutti i listini dell&#8217;area hanno segnato sensibili ribassi. Più contenute le perdite di Shanghai con Pechino che continua sulla strada della riapertura riattivando i visti per gli stranieri in ingresso.</div>
</div>
<div>
<h3>Euro Dollaro a 1,069.</h3>
<div class="oh-trading-news-text">
<div>Il dollaro cerca il rimbalzo dopo le vendite delle ultime due sedute, con gli USA epicentro di una crisi che si spera non esca dai suoi confini.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dopo-la-crisi-di-svb-gli-usa-aspettano-il-dato-sullinflazione/">Dopo la crisi di Svb gli Usa aspettano il dato sull&#8217;inflazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Tagli alla produzione OPEC+, la sicurezza energetica ha un prezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 10:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mossa dell'Opec potrebbe fornire un supporto alle quotazioni e produrre una nuova accelerazione dei prezzi nel settore. L'analisi del team di Pimco</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/tagli-alla-produzione-opec-la-sicurezza-energetica-ha-un-prezzo/">Tagli alla produzione OPEC+, la sicurezza energetica ha un prezzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La mossa dell&#8217;Opec potrebbe fornire un supporto alle quotazioni e produrre una nuova accelerazione dei prezzi nel settore. Greg Sharenow, portfolio manager, commodities e real Assets, e John Devir, portfolio manager e head of Americas credit research di Pimco</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il piano dell&#8217;OPEC+ per ridurre la produzione di petrolio complica le prospettive economiche, inflazionistiche e geopolitiche globali e probabilmente porterà a un aumento dei prezzi delle principali <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=materie+prime" target="_blank" rel="noopener">materie prime</a>. </strong>Il 5 ottobre l&#8217;Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e i suoi alleati hanno annunciato l&#8217;intenzione di ridurre le quote di produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno (b/d) a partire da novembre. Il taglio effettivo della produzione dovrebbe essere più vicino a 1 milione di b/d, dato che la maggior parte dei Paesi membri sta già producendo al di sotto delle quote.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Riteniamo che questa mossa sia di supporto ai prezzi dell&#8217;energia, dato che le scorte commerciali sono attualmente al di sotto della media e sarebbero ai minimi storici se non fosse per il rilascio delle riserve petrolifere strategiche globali.</strong> Questa azione potrebbe anche aggravare l&#8217;inflazione globale, andando a complicare gli sforzi dei banchieri centrali. Per gli investitori che mirano alla copertura dei timori legati all&#8217;inflazione o a capitalizzare su un potenziale rimbalzo dei prezzi dell&#8217;energia, gli indici delle materie prime offrono un&#8217;opportunità interessante, soprattutto in considerazione del carry positivo storicamente elevato (i prezzi a termine sono inferiori a quelli a pronti) dei principali indici delle materie prime. Inoltre, il settore energetico nordamericano sarà il principale beneficiario del piano OPEC+.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le ragioni dell&#8217;OPEC+ sono molteplici e il segnale è chiaro</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Opec%2B" target="_blank" rel="noopener">OPEC+</a> ha sostenuto che la mossa fosse preventiva per evitare la debolezza dei prezzi nel caso in cui l&#8217;inasprimento della politica della Federal Reserve per contenere l&#8217;inflazione portasse a un rallentamento della domanda. Un&#8217;altra ragione addotta è che il mondo sta sottoinvestendo nel settore upstream del petrolio e del gas, quindi sostenere i prezzi a fronte della debolezza economica gioverà agli interessi economici a lungo termine di tutti. Con gli investimenti globali nell&#8217;upstream su base reale inferiori di circa il 25% rispetto ai livelli del 2018-2019, è certamente opportuno sostenere maggiori investimenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sebbene non sia stato esplicitamente dichiarato, non saremmo sorpresi se la decisione fosse stata presa anche per ricostruire la capacità di riserva nei principali Stati OPEC, che è vicina ai minimi storici, per fornire un cuscinetto per future interruzioni dell&#8217;approvvigionamento. Inoltre, è difficile non chiedersi se la proposta di un tetto al prezzo del petrolio russo da parte del Gruppo dei Sette (G-7) sia un precedente inquietante per gli altri principali produttori di petrolio, che hanno scelto di solidarizzare con la Russia a fronte delle potenziali ire dei consumatori globali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Gli investitori in materie prime hanno da guadagnare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sebbene il mercato del petrolio abbia registrato una ripresa dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;OPEC+, questo ritracciamento è piuttosto lieve rispetto al sell-off registrato negli ultimi mesi a causa delle preoccupazioni per la crescita globale. In prospettiva, riteniamo che il mercato potrebbe sottovalutare il potenziale calo della produzione russa con l&#8217;inasprirsi delle sanzioni dell&#8217;Unione Europea. La domanda rimane un problema con l&#8217;inasprimento delle condizioni finanziarie, ma la particolarità dello scorso anno è che i mercati dell&#8217;energia e delle materie prime in generale hanno subito una certa contrazione senza che la Cina ad agire come motore di crescita. <strong>Se la Cina dovesse puntare a stimolare la propria economia per compensare i venti contrari esterni, l&#8217;impatto sui mercati delle materie prime compenserebbe probabilmente le implicazioni negative sulla domanda derivanti dall&#8217;aumento dei tassi di interesse</strong>. Con le scorte petrolifere globali vicine alla parte inferiore dell&#8217;intervallo storico, che determinano un carry positivo estremamente elevato sui mercati, riteniamo che le azioni dell&#8217;OPEC+ supportino una prospettiva di rendimento positiva.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il settore energetico nordamericano ne beneficerà</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un chiaro beneficiario di questo contesto è il settore energetico nordamericano. Le master limited partnership (MLP) e il settore energetico midstream sono i principali beneficiari, dato che la limitazione dell&#8217;offerta a livello globale richiede una continua crescita della produzione in Nord America, e le società esposte al petrolio greggio e al gas naturale liquefatto (GNL) sono le nostre espressioni preferite. L&#8217;annuncio dell&#8217;OPEC+ fornirà probabilmente ai produttori statunitensi una maggiore fiducia nell&#8217;aumento degli investimenti nei prossimi anni, il che è chiaramente positivo per l&#8217;energia midstream. Prevediamo una crescita intorno al 5% degli utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamento (EBITDA) per le MLP e l&#8217;energia midstream nei prossimi 3-5 anni. <strong>Insieme all&#8217;attuale rendimento del 7,6% circa dell&#8217;indice Alerian MLP, riteniamo che le MLP offrano un interessante potenziale di rendimento totale a due cifre e l&#8217;opportunità di trarre vantaggio da un contesto globale di restrizione energetica</strong>. Anche se uno shock della domanda sarebbe negativo per i rendimenti nel breve termine, i bilanci del settore energetico sono meglio posizionati per resistere a un rallentamento economico rispetto ai cicli precedenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il rischio di inflazione per i portafogli compensa le nostre preoccupazioni sul rallentamento dell&#8217;economia</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sebbene riteniamo che i mercati energetici abbiano un valore significativo per generare rendimenti e coprire il rischio d&#8217;inflazione, in uno scenario in cui l&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse porti a una recessione economica (ossia un errore da falco da parte della Fed) ci aspetteremmo che i titoli azionari e i prezzi dell&#8217;energia facciano fatica. Detto questo, <strong>riteniamo che il settore energetico rappresenti un&#8217;opportunità d&#8217;investimento interessante, visti i rischi d&#8217;inflazione nei portafogli osservati in generale nell&#8217;ultimo anno</strong>. Inoltre, i prezzi a termine rimangono al di sotto dei livelli che riteniamo possano motivare l&#8217;ingresso di ulteriori e necessari capitali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come ha detto il Segretario Generale dell&#8217;OPEC Haitham Al Ghais, &#8220;la sicurezza energetica ha il suo prezzo&#8221;. A nostro avviso, il prezzo è probabilmente più alto di quanto il mercato suggerisca attualmente.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/tagli-alla-produzione-opec-la-sicurezza-energetica-ha-un-prezzo/">Tagli alla produzione OPEC+, la sicurezza energetica ha un prezzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Spagna: produzione industriale sale del 5,5%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 08:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[euro/dollaro]]></category>
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		<category><![CDATA[unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In mattinata disponibili il dato sull’indice Pmi costruzioni UK, seguito dal dato sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona. Nel primo pomeriggio verbali della Bce. UniCredit</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/spagna-produzione-industriale-sale-del-55/">Spagna: produzione industriale sale del 5,5%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit</em></p>
<p>L’agenda macro di oggi, giovedì 6 ottobre, si presenta particolarmente scarna di<br />
dati. I<strong>n mattinata saranno disponibili il dato sull’indice Pmi costruzioni della</strong><br />
<strong>Gran Bretagna seguito dal dato sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona. Nel</strong><br />
<strong>primo pomeriggio invece saranno disponibili i verbali della Bce mentre sul fronte</strong><br />
<strong>statunitense attendiamo il dato sulle richieste settimanali di sussidi di</strong><br />
<strong>disoccupazione.</strong></p>
<p>Sul <strong>fronte europeo</strong>, secondo quanto comunicato dall&#8217;Instituto Nacional de<br />
Estadística (Ine, l&#8217;ente statistico di Madrid), in agosto la produzione industriale<br />
ha registrato in Spagna un rialzo del 5,5% annuo, contro il 5,4% della lettura<br />
finale di luglio e il 4,8% del consensus. Sempre sul fronte europeo, secondo<br />
quanto comunicato da Statistisches Bundesamt (Destatis, l&#8217;agenzia nazionale di<br />
statistica tedesca), in agosto gli ordinativi all&#8217;industria sono calati in Germania<br />
del 2,4% mensile, dopo il rialzo dell&#8217;1,9% della lettura finale di luglio e contro il<br />
declino dello 0,7% del consensus. Su base annuale, rettificata per le variazioni di<br />
calendario, gli ordini industriali sono invece scesi del 4,1% contro il precedente<br />
crollo dell&#8217;11,0% e il ribasso dell&#8217;1,4% stimato dagli economisti. In Olanda,<br />
secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l&#8217;Ufficio<br />
centrale di statistica dei Paesi Bassi), in settembre il tasso d&#8217;inflazione è salito<br />
al 14,5% annuo dal 12,0% di agosto. L&#8217;inflazione armonizzata è invece cresciuta<br />
al 17,1% annuo dal 13,7% precedente.</p>
<p>Sul <strong>fronte asiatico, ulteriore frenata per il settore manifatturiero di Hong Kong,</strong><br />
<strong>che scivola dopo cinque mesi sotto la soglia di 50 pts che separa contrazione da</strong><br />
<strong>espansione</strong>. L&#8217;indice Pmi stilato da S&amp;P Global ha segnato infatti in settembre un<br />
calo a 48,0 pts dai 51,2 pts di agosto.</p>
<p>Sul <strong>fronte oceaniano</strong>, secondo quanto reso noto dal Bureau of Statistics di<br />
Canberra, in agosto la bilancia commerciale dell&#8217;Australia si è attestata su base<br />
rettificata stagionalmente su un surplus di AUD 8,32 mld, in ulteriore frenata<br />
rispetto agli AUD 8,97 mld della lettura finale di e sotto ai 10,00 mld del<br />
consensus. In agosto le esportazioni dall&#8217;Australia sono salite del 2,6% mensile.<br />
Le importazioni sono invece aumentate del 4,5%.</p>
<p>Il <strong>cross euro/dollaro vale 0,9917</strong> in rialzo di 0,39%, mentre il cambio euro/yen si<br />
attesta su 143,28 in rialzo dello 0,27% e il cambio usd/jpy scambia a 144,52 in<br />
calo di 0,08%.</p>
<p><strong>Derivati sul greggio in rialzo</strong>. Il futures sul Brent guadagna lo 0,30% a USD<br />
93,65 il barile, mentre WTI Usa sale dello 0,52% a USD 88,22.</p>
<p>Stamane il <strong>Bund future</strong> ha aperto a 139,30 il Btp future a 112,49. Lo spread<br />
Btp/Bund riparte da 243 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al<br />
4,481%.</p>
<p><strong>Apertura positiva per le borse europee</strong>, con Piazza Affari che si trova poco<br />
sopra la parità. Negativi i titoli bancari. In ribasso anche Enel, Telecom, A2A,<br />
Recordati ed Eni. In rialzo invece Leonardo, Prysmian, Snam, Campari e Inwit.</p>
<p><strong>Azionariato asiatico misto</strong> stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo<br />
che guadagna lo 0,70%, Hong Kong scende dello 0,43%, Shanghai chiuso,<br />
Seoul sale dell’1,02%, e Sidney dello 0,03%. Rimangono ancora chiuse le<br />
piazze di Shanghai e Shenzhen per il lungo stop del Guóqìng jie (la festa<br />
nazionale che ricorda la fondazione della Repubblica popolare cinese il 1°<br />
ottobre 1949). Riapriranno solo lunedì 10 ottobre. Due i principali fattori che<br />
condizionano i mercati globali. Pressioni ribassiste arrivano dal solido dato di<br />
settembre relativo alla variazione mensile nell&#8217;occupazione privata non agricola<br />
in Usa, che rende improbabile un rallentamento nella stretta monetaria della<br />
Federal Reserve (Fed). Cruciale poi l&#8217;accordo dell&#8217;Organization of the Petroleum<br />
Exporting Countries (Opec, l&#8217;organizzazione dei 13 maggiori produttori di<br />
greggio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale) sul taglio alla<br />
produzione di greggio. Accordo che sostiene i corsi del petrolio ma segna un<br />
cambio di passo nei rapporti geopolitici visto che l&#8217;Arabia Saudita di fatto<br />
fornisce un assist a Mosca nell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e alleggerisce il crescente<br />
isolamento della Russia.</p>
<h5>La Borsa di New York ha chiuso la seduta in leggero ribasso. Il Dow Jones ha<br />
perso lo 0,14%, l&#8217;S&amp;P 500 lo 0,20%, mentre il Nasdaq Composite lo 0,31%.</h5>
<p>Positivo il <strong>comparto energetico</strong>. Il comitato tecnico dell&#8217;<strong>Opec+</strong> ha<br />
raccomandato ulteriori tagli ai target di produzione di petrolio. Giù il comparto<br />
bancario sul possibile stop ai programmi di buyback a causa degli<br />
accantonamenti per perdite su crediti. Tra i titoli in evidenza AutoZone<br />
+1,75%. Il retailer di accessori auto ha annunciato l&#8217;approvazione da parte del<br />
board di un nuovo aumento di USD 2,5 mld del programma di riacquisto di<br />
azioni proprie.</p>
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		<title>Attesa riunione dei membri dell&#8217;Opec+</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/attesa-riunione-dei-membri-dellopec/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
		<category><![CDATA[obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[valute prime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Opec+ si riunisce per la prima volta dal marzo 2020. L'analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell'Advisory di Cassa Lombarda</p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/attesa-riunione-dei-membri-dellopec/">Attesa riunione dei membri dell&#8217;Opec+</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><strong><em>Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l&#8217;analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell&#8217;Advisory</em></strong></h5>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Macro review</strong></h5>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;<strong>inflazione in Europa a settembre è salita al 10%</strong>, superando la stima flash del 9,7%, a causa dei costi energetici e del venir meno di alcune misure di supporto in particolare in Germania. In <strong>Usa il mercato del lavoro resta tonico</strong>, con i sussidi di disoccupazione ai minimi da cinque mesi. Anche in Usa l&#8217;inflazione resta elevata, con il deflatore del Pil salito, oltre le attese degli analisti, al 4,9%. Il <strong>tasso di risparmio dei consumatori Usa ad agosto è sceso al 3,5% del reddito disponibile contro il 7,5% di dicembre.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Azioni</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Settimana passata negativa per l&#8217;azionario seppure in ripresa sul finire.</strong> L&#8217;elevata inflazione ed i commenti da falco di diversi banchieri centrali hanno alimentato i timori di una recessione. La Vicepresidente della FED <strong>Lael Brainard ha cercato di rassicurare i mercati indicando</strong> come la Banca centrale pur continuando ad alzare i tassi di interesse presterà attenzione alla stabilità finanziaria del sistema. Anche <strong>l&#8217;intervento straordinario della BOE ha in parte rassicurato gli investitori.</strong> <strong>Nike</strong> ha comunicato un <em>profit warning</em>, a causa di un aumento dei costi e delle scorte a fronte del rallentamento della domanda. Per<strong> Wall Street</strong> è stato il peggior mese di settembre dal 2008 ed il 3° trimestre negativo. Lo <strong>Stoxx Europe 600</strong> ha terminato il terzo trimestre consecutivo negativo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Obbligazioni</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I bond governativi di Eurozona hanno recuperato terreno</strong>, con il decennale tedesco che ha chiuso l&#8217;ottava a 2,11%, contro il picco di mercoledì a 2,352%, massimo degli ultimi 11 anni. Il rendimento del decennale americano è salito per la nona settimana consecutiva. In<strong> calo anche i rendimenti dei <em>Treasury</em> Usa</strong>, dopo che il decennale si era avvicinato alla soglia del 4%. Forte volatilità sui <em>Gilts</em> dopo l&#8217;annuncio delle nuove misure fiscali del governo conservatore guidato da <strong>Liz Truss</strong> che ha scatenato vendite incontrollate su sterlina e titoli di stato inglesi, costringendo la Banca centrale ad un intervento straordinario. L&#8217;intervento si è reso necessario anche per i timori di tenuta dei fondi pensionistici inglesi, alle prese con le ingenti perdite sui titoli di Stato. Moody&#8217;s venerdì scorso non ha toccato il rating sull&#8217;Italia (Baa3, solo un livello sopra al livello definito junk, ed <em>outlook</em> negativo).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Valute e materie prime</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>sterlina britannica</strong>, che era stata spinta ai minimi storici dalla combinazione della forza del dollaro e dei piani del governo per tagli fiscali finanziati dal debito, <strong>si è in parte ripresa dopo l&#8217;intervento della Bank of England</strong>. La sterlina ha così registrato il peggior trimestre contro dollaro dal 2008. Per <strong>l&#8217;oro è stato il peggior trimestre da marzo dell&#8217;anno scorso a causa del rialzo dei tassi e della forza del biglietto verde</strong>. Forte rialzo dell&#8217;alluminio sulla notizia che il LME potrebbe bloccare le forniture russe.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Outlook</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In <strong>Brasile, Lula non è riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta per essere eletto al 1° turno.</strong> Il 2° turno si terrà il 30.10. Questa settimana verrà pubblicato il job report americano che fornirà un quadro sullo stato di salute del mercato americano. Molto attesi anche i dati degli indici ISM manifatturiero e servizi. Non sono attese decisioni di politica monetaria nei Paesi del G7 ma diversi membri sia della FED che della Bce parleranno e quest&#8217;ultima pubblicherà anche i verbali della riunione di settembre. <strong>Mercoledì si riuniranno anche i membri dell&#8217;Opec+</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/attesa-riunione-dei-membri-dellopec/">Attesa riunione dei membri dell&#8217;Opec+</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Banca centrale del Messico, probabile aumento dei tassi all&#8217;8,5%</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/banca-centrale-del-messico-probabile-aumento-dei-tassi-all85/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of England]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione sarà presa nella giornata di giovedì. Intanto i mercati monitorano l'andamento dell'inflazione a livello globale per capire se ci si stia avvicinando a un picco. Analisi settimanale di Cassa Lombarda</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/banca-centrale-del-messico-probabile-aumento-dei-tassi-all85/">Banca centrale del Messico, probabile aumento dei tassi all&#8217;8,5%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>La decisione sarà presa nella giornata di giovedì. Intanto i mercati monitorano l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione a livello globale per capire se ci si stia avvicinando a un picco. Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l&#8217;analisi settimanale dei mercati finanziari (a cura dell&#8217;Advisory)</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Macro review</strong></h5>
<p><strong>La creazione di posti di lavoro in Usa supera le aspettative nel mese di luglio e porta il tasso di disoccupazione al 3,5%</strong>. Il rapporto sull&#8217;occupazione ha delineato il quadro di un&#8217;economia abbastanza solida, che avanza nonostante i trimestri di contrazione del Pil, con l&#8217;attività manifatturiera rimasta in territorio espansivo. Mentre il settore servizi ha rallentato ulteriormente a luglio su minor domanda di beni (retail), trasporti e settore immobiliare a causa del rialzo dei tassi dei mutui.</p>
<h5><strong>Azioni</strong></h5>
<p>La <strong>settimana si è chiusa in media positivamente per l&#8217;azionario globale</strong> grazie all&#8217;andamento dei risultati trimestrali e alle aspettative di banche centrali meno aggressive. <strong>L&#8217;indice globale MSCI ACWI ha registrato la terza settimana positiva</strong>. Il Dow Jones ha chiuso la settimana in calo dello 0,1%, mentre Nasdaq Composite (+2,2%) e S&amp;P 500 (+0,4%) hanno registrato la terza settimana consecutiva in rialzo, la miglior serie positiva dal primo aprile.</p>
<h5><strong>Le tensioni geopolitiche tra Usa e Cina in seguito alla visita di Nancy Pelosi a Taiwan sono per il momento passate in secondo piano</strong>. È proseguito il recupero dei titoli tecnologici. Con la chiusura di venerdì, il Nasdaq ha recuperato quasi il 20% dal minimo di metà giugno, avvicinandosi alla soglia del &#8220;bull market&#8221;. I democratici hanno trovato un accordo per prevedere una nuova tassa dell&#8217;1% sui buyback di azioni.</h5>
<h5><strong>Obbligazioni</strong></h5>
<p><strong>Moody&#8217;s ha peggiorato<em> l&#8217;outlook</em> sul debito sovrano dell&#8217;Italia a negativo</strong>, citando sempre maggiori rischi derivanti dalla guerra in Ucraina e le dimissioni di Mario Draghi.</p>
<h5><strong>Valute e materie prime</strong></h5>
<p><strong>La <em>Bank of England</em> ha deciso di alzare i tassi di 50 bps all&#8217;1,75%</strong>, come da attese degli analisti. È il maggior aumento in 27 anni (dal 1995). Tutte le opzioni restano aperte per il meeting di settembre. Il picco dell&#8217;inflazione è ora visto al 13,3% in ottobre. Dopo la decisione la curva inglese si è invertita segnalando il rischio recessione.</p>
<p><strong>Anche la Banca centrale indiana (RBI) ha alzato i tassi di 50 bps (15 bps in più della maggioranza delle attese degli economisti)</strong>. Loretta Mester della FED di Cleveland ha dichiarato che i tassi dovranno salire oltre il 4% per rallentare l&#8217;inflazione. Le nuove previsioni della FED non arriveranno però prima di settembre.</p>
<p>Il decennale americano è rimasto in area 2,8%, dopo aver toccato il massimo degli ultimi 11 anni in area 3,5% a metà giugno. L&#8217;indicatore di inversione della curva Usa (2-10 anni) è sui livelli più elevati dal 2000.</p>
<p><strong>L&#8217;Opec+ ha deciso di alzare la produzione di 100mila barili al giorno da settembre. I trader da un lato hanno valutato come modesto aumento dell&#8217;offerta dall&#8217;OPEC+.</strong> E dall&#8217;altro vedono come segnale negativo per il petrolio l&#8217;aumento delle scorte di greggio ed il calo della domanda di benzina negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Il petrolio Wti in settimana ha perso il 9,7%,</strong> il peggior calo settimanale dal primo aprile; giovedì, aveva chiuso sotto i 90 dollari per la prima volta dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, a causa dei timori sulla domanda, alimentati dai venti di recessione. Terza settimana di rialzo consecutiva per l&#8217;oro su domanda di &#8220;safe haven&#8221;, calo dei rendimenti dei bond e dollaro debole.</p>
<h5><strong>Outlook</strong></h5>
<p><strong>I mercati monitorano l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione a livello globale per capire se ci si stia avvicinando a un picco.</strong> In Usa, il dato di luglio che sarà pubblicato questa settimana ed è previsto rallentare leggermente grazie al calo dei prezzi alla pompa.<strong> Nella giornata di giovedì la banca centrale del Messico è prevista alzare i tassi di 75 pb, all&#8217;8,5%</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/banca-centrale-del-messico-probabile-aumento-dei-tassi-all85/">Banca centrale del Messico, probabile aumento dei tassi all&#8217;8,5%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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