Taiwan e Russia, fondamentali solidi, buone performance

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav su mercati emergenti e prospettive con l’intervento di Nicholas Morse, portfolio manager Emerging Market team di Comgest

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Nicholas Morse, Comgest
“Siamo costantemente alla ricerca di società con una struttura solida in qualsiasi contesto di mercato”, spiega Nicholas Morse, Comgest

La crisi turca sembra aver reso più disomogeneo il quadro d’insieme dei mercati emergenti. A vostro giudizio, quali sono gli emergenti che conservano buone potenzialità in base alla solidità dei fondamentali?

Taiwan presenta fondamentali economici solidi, un tasso di cambio relativamente stabile e ha raggiunto una crescita dell’indice pari al 3,6% in dollari a fronte del -12,03% registrato dall’indice MSCI Emerging Markets, guidato dalla Taiwan SemiConductor Manufacturing Company (TSMC), la prima società dell’indice, leader globale dell’industria dei semiconduttori, caratterizzata da una domanda importante e in crescita.

All’estremo opposto troviamo la Turchia, con deficit delle partite correnti e fiscali e ingenti passività esterne in dollari, il tutto in un contesto geopolitico difficile. Premesso questo, i Paesi che manifestano un chiaro impegno di riforma e sono in grado di presentare un percorso credibile che porti al raggiungimento di questi risultati vengono spesso premiati dai mercati azionari. Nonostante il complesso scenario geopolitico, la Russia ha performato relativamente bene, grazie alla capacità del mercato obbligazionario di ricompensare gli investitori (l’ultimo dato relativo all’inflazione era pari al 3%, mentre i tassi di interesse sono del 7,25%), conseguenza dell’aiuto della banca centrale, moderatamente indipendente, e del governo che tiene un rapporto deficit/ Pil del’1,5% moderato rispetto a qualsiasi standard. Il mercato azionario ha una sana ponderazione dei titoli energetici e il prezzo del petrolio ha ottenuto risultati positivi.

Ritenete che in qualcuno dei Paesi emergenti più in difficoltà (Turchia, Argentina etc) ci siano delle opportunità d’investimento derivanti da un’eccessiva penalizzazione delle quotazioni azionarie?

Quando la valuta si indebolisce, gli esportatori tendono a ottenere performance più positive come nel caso delle società brasiliane dell’industria cartaria a seguito del deprezzamento del real brasiliano di quasi il 24% rispetto al dollaro. Molto dipende dalle ragioni per cui i singoli Paesi si trovano in difficoltà. Se infatti la causa è legata a un’economia in declino (o è un segnale di questa tendenza), allora è probabile vi sia un impatto sugli utili societari, e quindi quella che sembra essere una valutazione interessante si rivela invece essere molto più costosa. Tuttavia, siamo costantemente alla ricerca di società la cui struttura è forte in qualsiasi contesto di mercato e il cui prezzo risulta inferiore al valore effettivo della stessa a causa di fattori macroeconomici. Si tratta di aziende che hanno la capacità di aumentare la quota di mercato e/o la penetrazione del prodotto, dove c’è una crescita strutturale della domanda che si rifletterà positivamente sugli utili per azione e dove si ha la capacità di raggiungere tali risultati senza protezione o incentivi. Quando queste imprese sono a buon mercato, presto o tardi supereranno i fondamenti deboli del Paese in cui operano.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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