I tassi governativi a maggior scadenza vanno sfruttati per la loro volatilità solo in ottica di trading

In attesa dei prossimi interventi delle principali banche centrali, Francesca Cerminara, responsabile Bond e Valute di Zenit SGR, espone l’asset allocation della componente obbligazionaria in portafoglio

Dalle elezioni presidenziali, i tassi, americani ed europei, sono aumentati e le curve si sono irripidite, ossia i tassi a maggior scadenza sono saliti molto di più di quelli a breve termine. La violenza del movimento è dovuto alla concomitanza di due effetti; il rialzo dei tassi era iniziato già nel mese di settembre per volontà delle maggiori banche centrali che volevano orientare il mercato verso un controllato e guidato processo di normalizzazione, con la Bank of Japan che fissava un target di rendimento, la Fed che indirizzava le aspettative per un rialzo a dicembre e la Bce che ritardava nuove manovre monetarie. L’elezione di Trump ha innescato il secondo: la promessa di enorme espansione fiscale, impatta direttamente su crescita e inflazione, e quindi in termini di mercato, sul movimento di irripidimento. Tra il 2009 e il 2011, la politica fiscale espansiva di Obama, ha mantenuto un’inclinazione di curva positiva con i tassi decennali che rendevano circa 2 punti in più dei tassi a breve termine, ma il contesto di mercato, caratterizzato da forte avversione al rischio e politiche monetarie ultra accomodanti per cercare di contrastare le condizioni finanziari restrittive, ha guidato i rendimenti al ribasso con i governativi a 10 anni che dal 3.5% sono arrivati alla soglia del 2%. L’effetto Trump si somma quindi a un contesto sfavorevole ai tassi, e in meno di 15 giorni, vanifica il trend degli ultimi 12 mesi; è possibile che le banche centrali possano intervenire per mitigare la volatilità e la violenza del movimento, ma non per frenare un percorso che loro stesse volevano intraprendere. La probabilità che la Fed agisca nel mese di dicembre sono ormai al di sopra dell’80% e sempre a dicembre acquista rilevanza la decisione della Bce in merito al piano di acquisti di titoli governativi. I temi sul tavolo saranno la durata del programma, e la quota mensile di acquisti, che se mantenuta stabile dovrà essere rivista negli aspetti tecnici, ma se solo di aggiustamenti tecnici si tratterà, è improbabile che questi siano in grado di riportare i rendimenti sui minimi dell’anno. E’ possibile che dopo anni in cui le banche centrali hanno tenuto in braccio i mercati, ora li stiano tenendo per mano per insegnargli nuovamente a camminare sulle loro gambe, processo che può provocare delle cadute, ma in una visione di medio periodo è l’unica strada percorribile di crescita, anche per gli investitori obbligazionari che finalmente potranno tornare ad avere rendimenti congrui ai loro investimenti.

In questo periodo di transizione è bene costruire un portafoglio che possa compensare i vari effetti, inserendo magari una quota di titoli statunitensi a breve scadenza, o di titoli corporate a indicizzazione variabile, in dollari per avvantaggiarsi della politica di rientro dei capitali ipotizzata da Trump, oltre che per la politica monetaria della Fed, a cui affiancare una quota di obbligazioni corporate europee a media scadenza, visto che gli emittenti sono riusciti a coprire i propri fabbisogni finanziari a tassi altamente competitivi in modo da avere le risorse per affrontare un nuovo ciclo economico. I tassi governativi a maggior scadenza, per il cambiamento sistemico che stiamo vivendo, vanno sfruttati per la loro volatilità solo in ottica di trading.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.