Titoli high yield societari: prospettive positive

Gershon Distenfeld, co-direttore fixed income di AllianceBernstein, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata ai fondi obbligazionari globali

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"Vediamo valore in alcune obbligazioni in valuta locale che offrono rendimenti reali maggiori", commenta Distenfeld, AB
“Vediamo valore in alcune obbligazioni in valuta locale che offrono rendimenti reali maggiori”, commenta Distenfeld, AB

I rendimenti di molti segmenti obbligazionari si sono mossi al rialzo negli ultimi mesi. Credete che gli attuali livelli rappresentino un’opportunità d’ingresso o che sia ancora troppo presto per incrementare alcune posizioni?

Con il ritorno della volatilità, i rendimenti delle obbligazioni corporate sono saliti. Dal 31 dicembre 2017 al 22 maggio 2018, ad esempio, il rendimento YTW sul Bloomberg Barclays US High Yield Corporate Index è salito dal 5,72% al 6,36%, mentre quello sul Bloomberg Barclays Euro High Yield Index è passato dal 2,54% al 2,88%. Data la presenza di valutazioni più interessanti, anche le nostre aspettative sui rendimenti futuri sono aumentate, considerando che il yield-to-worst è un buon indicatore del tipo di rendimento che un investitore può prospettare in un periodo di cinque anni.

In quali tipologie di obbligazioni ritenete ci possa essere del valore e quali sono ancora da evitare perché caratterizzate da un rapporto rischio/rendimento poco conveniente?

Abbiamo aumentato la nostra esposizione a titoli high yield societari, soprattutto su settori come banche ed energia. Tuttavia, dato che ci troviamo nella fase finale del ciclo di credito, crediamo in una diversificazione sull’high yield sia settoriale sia geografica. Oggi, ad esempio, raccomandiamo l’inclusione di asset garantiti Usa, compresi i titoli di trasferimento del rischio di credito – Crt, e i mutui commerciali. I Crt (credit risk-transfer securities) sono un nuovo tipo di mutui ipotecari a tasso variabile emessi dalle agenzie garantite dallo Stato americano che dovrebbero beneficiare del rialzo dei tassi di interesse.

Ci sono opportunità anche in una selezione di obbligazioni dei mercati emergenti, per lo più di Paesi con un governo che ha deciso di controllare il proprio deficit e di adottare politiche fiscali più rigide. In particolare vediamo valore in alcune obbligazioni in valuta locale che offrono rendimenti reali maggiori e aiutano a diversificare l’esposizione rispetto a obbligazioni denominate in dollari. Di nuovo, tuttavia, un’eccessiva concentrazione su alcuni Paesi emergenti o settori è rischiosa. Per questo è importante selezionare e diversificare.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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