Torna la ricerca di rendimento

a cura di Stefania Basso

Il commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

 I titoli sono scesi la scorsa settimana perché i dati economici sono rimasti misti. L’indice Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,21% a quota 18.011, l’indice S&P 500 è calato dello 0,89% a 2.107 punti e il Nasdaq Composite ha perso solo lo 0,37% a 5.070 punti. Ma anche i rendimenti dei bond sono scesi e i prezzi sono saliti dato che sono diminuiti i timori sull’inflazione. Il rendimento del treasury a dieci anni è sceso dal 2,21% al 2,12%.

I rendimenti potrebbero salire moderatamente entro fine anno, ma la scorsa settimana ha evidenziato la possibilità che i tassi di interesse potrebbero rimanere bassi a lungo. Questo significa che gli investitori che mirano al reddito continueranno ad aver bisogno di scovare fonti alternative di reddito.

Nonostante l’ulteriore flusso di acquisizioni la scorsa settimana – Charter Communications sta pianificando di acquistare Time Warner, mentre Avago comprerà Broadcom – i titoli americani sono scesi, dato che gli investitori hanno dovuto accettare l’idea di un aumento dei tassi di interesse in autunno da parte della Federal Reserve.

Anche i titoli europei hanno perso terreno ma il Giappone ha mostrato un andamento in controtendenza, chiudendo ai massimi degli ultimi 15 anni. Con i mercati azionari americani in difficoltà, gli investitori stanno aumentando la loro allocazione verso paesi non-US. La scorsa settimana, ad esempio, gli investitori hanno disinvestito 1,6 miliardi di USD dagli ETF large cap americani. A trarre beneficio dalla rotazione sono stati la Cina e in generale i fondi non americani, che hanno attirato afflussi per 4,2 e 1,5 miliardi di USD rispettivamente. Gli analisti di BlackRock sono in linea con la propensione degli investitori verso una maggiore esposizione internazionale.

Anche i rendimenti dei bond sono scesi in linea con i titoli azionari. I rendimenti dei treasury americani decennali hanno toccato il minimo di un mese pari al 2,10% ma il trend è stato globale: i rendimenti dei bund tedeschi sono scesi sotto lo 0,50% così come i rendimenti UK e australiani.

Gli investitori stanno reagendo a diversi fattori. Primo, i dati economici USA continuano ad essere misti – l’indice delle sorprese economiche si aggira poco sopra il minimo degli ultimi sei anni – anche se l’andamento tende a un miglioramento, con i beni durevoli e le nuove costruzioni più robusti delle attese. Anche i dati economici europei stanno decelerando. L’indice delle sorprese economiche europee è sceso in territorio negativo per la prima volta da gennaio.

Secondo, le aspettative sull’inflazione stanno rallentando dopo il rialzo recente. Negli USA le aspettative degli investitori sull’inflazione per i prossimi dieci anni sono scese dall’1,95% di inizio maggio a solo l’1,80% di venerdì scorso. Il calo delle aspettative sull’inflazione è coinciso con la ripresa del rally del dollaro e lo stallo della rincorsa dei prezzi del greggio.

Alla luce di queste dinamiche e delle considerazioni strutturali – invecchiamento della popolazione, domanda istituzionale di bond e la carenza di offerta – i rendimenti a lungo termine potrebbero rimanere bassi (il target di fine anno per il rendimento del treasury decennale si aggira intorno al 2,50%) anche se la Fed inizierà ad aumentare i tassi di interesse. I tassi a breve termine dovrebbero crescere ma i rendimenti a lungo termine potrebbero essere maggiormente ancorati nel corso dei prossimi due anni.

I bond ad alto rendimento, che hanno sovraperformato da inizio anno, rappresentano una buona scelta di investimento nell’universo del reddito fisso.

Tuttavia gli investitori dovrebbero ampliare la ricerca di reddito e andare oltre i bond. Ci sono buone opportunità nei titoli che pagano i dividendi. Bisogna però focalizzare l’attenzione più sulla crescita dei dividendi che sul livello assoluto dei rendimenti. Molti settori che offrono alto rendimento (come le utility) sono care e più sensibili all’aumento dei tassi. Gli investitori avidi di rendimento dovrebbero mirare alla tecnologia, finanza e sanità e selezionare le aziende energetiche che offrono un aumento dei dividendi.

 

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.