Tornano alla ribalta i titoli fruttiferi

Nel contesto attuale gli investitori sono sempre piu’ alla ricerca di fonti di rendimento, con un conseguente ritorno di successo per le azioni. Carlo Capaul e Alain Beyeler, gestori del fondo JB Global Equity Income di Swiss & Global AM

Come sempre, le più importanti categorie di investimento globali sono in balìa delle politiche delle banche centrali, il cui obiettivo principale in Europa, negli USA e in Giappone consiste nel creare condizioni economiche quadro il più possibile favorevoli alla crescita. Sebbene l’economia mondiale sia in fase di sviluppo, in alcune aree cresce troppo poco per poter ridurre l’indebitamento pubblico e talvolta privato a un livello sostenibile. Nella maggior parte dei paesi, l’indebitamento netto continua a crescere rispetto all’economia. Allo stesso tempo, la Banca Mondiale a metà gennaio ha ridotto la sua previsione di crescita dell’economia mondiale per il 2015 dal precedente 3,4% al 3%. In conseguenza di ciò, i rendimenti dei titoli di Stato e delle obbligazioni societarie si attestano a livelli estremamente bassi nell’ambito degli investimenti effettuabili, costringendo i sistemi di previdenza privati e statali ad ampliare la loro ricerca di reddito verso le azioni con dividendi interessanti.

A livello internazionale, le aziende presentano in media fondamentali forti e dispongono di riserve di contante cumulate sui loro bilanci per un totale di oltre dieci trilioni di franchi svizzeri. Molte aziende sono quindi in grado di pagare i dividendi e/o riacquistare le azioni senza intaccare la forza dei propri fondamentali. Le aziende con flussi interessanti di capitale libero e bilanci solidi, che puntano in futuro sulla crescita dei dividendi e sui riacquisti di azioni, tendono a ottenere plusvalenze nel lungo periodo. Inoltre, queste aziende offrono al portafoglio stabilità ed entrate, grazie a una tradizione pluriennale di dividendi stabili.

A livello globale c’è un ampio spettro di aziende che rientra in questa categoria e che può beneficiare di una crescente richiesta da parte degli investitori in cerca di redditi. Attualmente ci sono ad esempio molte aziende europee con valutazioni interessanti e con un buon potenziale di crescita dei dividendi, come Volkswagen e Siemens. È necessario tuttavia prestare attenzione alla selezione dei titoli nel settore energetico perché il basso prezzo del petrolio si potrebbe ripercuotere negativamente sulla redditività delle aziende e molte potrebbero optare quindi, nel medio periodo, per una riduzione dei dividendi.