Tre ragioni per continuare a credere nell’Usd

A cura di Rocki Gialanella

I trend di rafforzamento del biglietto verde registrati in passato sono stati lunghi e molto piu’ intensi di quello attuale. La view di Pimco

La società di gestione Pimco, specializzata nel segmento obbligazionario, ha recentemente pubblicato un report in cui sostiene che il processo di rafforzamento del dollaro Usa, in forte accelerazione nel primo trimestre del 2015, ha subito una pausa di riflessione che non ne bloccherà l’ascesa nel medio-lungo termine. Il team della casa statunitense crede che il mercato delle divise andrà incontro ad una fase caratterizzata da elevati livelli della volatilità, tuttavia, il biglietto verde dovrebbe mantenere la sua tendenza rialzista nel corso dei prossimi anni.

Il team di Pimco supporta la sua view con tre ragioni. La prima è legata alle divergenti politiche monetarie delle banche centrali. In questo senso, l’economia statunitense continuerà a guidare il plotone dei paesi industrializzati in termini di crescita. Al contrario, il Giappone e L’Europa affronteranno maggiori difficoltà nel centrare un’espansione economica autosostenibile.

Dal punto di vista della politica monetaria, la Federal Reserve ha fatto chiaramente intendere che l’arrivo di un rialzo del costo del denaro è solo una questione di timing. Nonostante il rialzo dei tassi non arriverà a giugno a causa del deludente dato sul Pil del primo trimestre e del poco esaltante trend del mercato del lavoro a marzo, la prima mossa restrittiva da parte della Yellen potrebbe arrivare a settembre o al massimo a dicembre. Detto questo, ben 27 banche centrali di ogni parte del pianeta continuano ad adottare una politica monetaria espansiva. La Bce e la BoJ mantengono inalterati i rispettivi quantitative easing.

La seconda ragione si basa sull’analisi di quanto accaduto nelle precedenti fasi rialzista sperimentate dalla divisa nordamericana. Anche se il rialzo del dollaro è stato notevole negli ultimi mesi, sembra avere tutte le carte in regola per superare le frenate proseguire la sua corsa. Tra il 1980 e il 1985, la rivalutazione del biglietto verde arrivò al 60%. Tra il 1995 e il 2002 l’ascesa complessiva fu del 40%.

La terza ragione va ricercata nelle riserve internazionali delle banche centrali. La maggior parte dei paesi ha deciso di accumulare usd e ridurre le quote di euro e yen. Le ultime decisioni della Bce stanno gradualmente rendendo meno appetibile la divisa unica e probabilmente continueranno a farlo anche in futuro.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.