Solo quando l’economia rallenterà e i tassi cominceranno a scendere, sarà opportuno allungare la duration. A colloquio con Yuri Basile, responsabile bond governativi a valute di Anima Sgr

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?
Il 2023 sembrava destinato ad essere l’anno in cui avremmo visto il rallentamento della crescita globale, la discesa dell’inflazione e la fine del ciclo di rialzi dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali: uno scenario che avrebbe consentito un parziale recupero delle perdite inflitte dal repentino e ampio rialzo dei tassi ufficiali da parte delle maggiori Banche centrali del mondo sviluppato ed emergente.
In Area Euro queste attese si sono dimostrate corrette: esaurito il forte rialzo degli indici di fiducia seguito allo scampato pericolo di una crisi energetica e alla fine del lockdown cinese, la crescita è entrata in stagnazione e la dinamica dei prezzi mese su mese è tornata in linea con il target della BCE.
Negli Stati Uniti, invece, i risparmi accumulati durante la pandemia, la politica fiscale espansiva e la precoce discesa dei rendimenti hanno permesso all’economia di crescere in modo sorprendente nel terzo trimestre: sui mercati, l’aumentare del rischio di deludere le attese con cui si era aperto il 2023 si è tradotto in una crescita del premio al rischio richiesto per comprare un ammontare di titoli di Stato sempre più abbondante.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata a quest’asset o che sia meglio focalizzarsi su titoli di stato Usa a scadenza più breve?

Come dimostrano i recenti movimenti, la fase finale di un ciclo è sempre caratterizzata da un livello di volatilità in crescita, che peraltro è rintracciabile anche nei dati macroeconomici: per questo l’approccio ai mercati in questa fase richiede cautela e gradualità.
Inoltre, la curva dei Treasury mantiene ancora un’inclinazione negativa, che a un certo punto richiederà una normalizzazione. Per questo, riteniamo che in un’ottica di medio periodo sia consigliabile iniziare ad accumulare posizioni sulle scadenze brevi ed intermedie.
Quando i dati segnaleranno l’ingresso dell’economia in una fase discendente, il mercato obbligazionario dovrà scontare una nuova fase di politica monetaria contraddistinta dalla discesa dei tassi reali, che avvantaggerà tutte le scadenze.

