Trumpocene

Trumpocene. Ci sono i fatti, e ci sono le percezioni; i primi per definizione non mutano, le seconde sono volatili. Il weekly a cura di Mps

Il fatto è l’elezione di Trump. In una prima fase, la percezione nel periodo che va dalle elezioni dell’8 novembre sino a circa metà dicembre era che la politica economica presentata in campagna elettorale avrebbe indotto
maggiore crescita, maggiore inflazione, ed un ambiente straordinariamente favorevole per le aziende (“this
guy is great for business”). In termini di mercati finanziari tutto ciò si è tradotto correttamente in un rally
dei mercati azionari, un rialzo dei rendimenti obbligazionari ed un dollaro più forte.

In una seconda fase, che ha avuto inizio verso la metà di dicembre, la percezione ha virato verso un
atteggiamento più cauto. Quante delle misure propagandate in campagna elettorale saranno portate in
Congresso? Quante delle misure portate in Congresso verranno tradotte in nuova legislazione? E quanto
saranno efficaci le misure tradotte in legislazione? Questa seconda fase ha visto uno stop al rally
dell’azionario, un ripiegamento dei rendimenti e una debolezza del dollaro.

Gli interrogativi ruotano attorno a quanto durerà questa seconda fase e da cosa sarà seguita. A giudicare
dalla prima reazione, il discorso di insediamento di Trump non ha sciolto questi interrogativi e sarà
probabilmente necessario vedere quali saranno le prime mosse e come saranno ricevute del Congresso
USA.

La settimana
Venerdì verrà rilasciata la prima stima del Pil del Q4 negli USA. Il trimestre finale dell’anno ha visto
l’economia crescere al 2,1% (consensus Bloomberg), in decelerazione rispetto al 3,5% del Q3.
Inutile dire che l’attenzione è rivolta al passo di crescita dell’economia nell’anno in corso, e
soprattutto quanto questo possa essere ulteriormente irrobustito dalle politiche della nuova
amministrazione. Per adesso le previsioni di consensus sono state riviste solo marginalmente al
rialzo; il Pil 2017 è visto dal consensus al 2,3% contro un 2,2% previsto a dicembre e un 2,1% ad
ottobre, prima dell’elezione di Trump.

Sul fronte domestico, martedì (probabilmente in tarda serata) la Corte Costituzionale emetterà il
suo verdetto sulla costituzionalità dell’”Italicum”.

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