Turchia e golpe: quali le ripercussioni sul mercato?

“Investire guardando solo le prime pagine dei giornali continuerà a rivelarsi infruttuoso. Noi manterremo gli occhi aperti per quelle buone opportunità che certamente emergeranno durante tempi di elevata volatilità”, sostiene Emre Akcakmak, portfolio manager di East Capital

La Turchia ha vissuto un colpo di Stato totalmente inatteso lo scorso 15 luglio. L’aeroporto “Ataturk” di Istanbul e i due ponti sul Bosforo sono stati bloccati da gruppi di soldati. Carri armati, F16 ed elicotteri erano sparsi ovunque nel giro di poche ore. Anche la TV di Stato è stata occupata e ha veicolato l’annuncio che i militari avevano preso il controllo del paese, che gli ostacoli alla libertà sarebbero stati rimossi e che sarebbe stato istituito uno Stato laico e democratico, che avrebbe messo fine alla corruzione.

 La risposta di Erdogan non si è fatta attendere. In diretta TV su emittenti private grazie a una connessione FaceTime, ha esortato i cittadini a scendere in piazza e resistere al tentativo di colpo di Stato. Dopo una serie di eventi drammatici – l’attacco al parlamento di Ankara, il rapimento del capo di Gabinetto da parte dei soldati e proteste e scontri in diverse città – l’ordine è stato apparentemente ristabilito nel giro di 12 ore.

Il flusso di notizie è stato alimentato nel corso del weekend, con continui aggiornamenti su scontri, arresti e detenzioni. Personalmente, ho trascorso gli ultimi tre giorni informandomi tramite i social media e i siti ufficiali, parlando con diverse persone in diverse parti del paese e io stesso, dal secondo aeroporto di Istanbul “Sabiha Gokcen” ho vissuto in prima persona il caos che ha paralizzato Instanbul.

Secondo le prime notizie, circa 300 persone sono morte, 2000 i feriti e quasi 3000 membri dell’esercito, come altrettanti giudici sono state prese in custodia. 8000 i poliziotti sospesi dall’incarico. L’ufficio del presidente e del primo ministro hanno chiamato in strada la popolazione, suggerendo che “potrebbe non essere ancora finita”. Osservando la velocità degli eventi, capiamo che la lotta del governo contro l’ex alleato di Erdogan, il predicatore turco basato negli Stati Uniti in Pennsylvania, Gulen, si eleva a un altro livello alla luce del fatto che Erdogan considera il periodo a venire come “un’opportunità per bonificare il sistema”. Senza dubbio, continueremo a vedere un significativo flusso di notizie nelle prossime settimane. Elezioni lampo, riforma della costituzione e del sistema presidenziale, saranno solo alcuni dei principali temi di discussione che seguiranno.

Come gestori di uno dei fondi azionari dedicati al mercato azionario turco, siamo preoccupati delle implicazioni di ciò che succede a livello politico in Turchia, non solo nel breve ma anche nel lungo periodo.

Dal nostro punto di vista, siamo convinti che la politica continuerà a essere una delle principali fonti di volatilità e che l’economia resterà relativamente stabile con un tasso di crescita per quest’anno ancora tra il 3% e il 5%, ma il sentiment degli investitori resterà debole. In sostanza, non crediamo che gli ultimi sviluppi rappresentino la fine per l’investment case in Turchia, né l’inizio di una migliore democrazia.

A nostro avviso, investire guardando solo le prime pagine dei giornali continuerà a rivelarsi infruttuoso. Rivedremo il nostro posizionamento specialmente per quanto riguarda i titoli del settore turistico, che sono sostenuti principalmente dalla fiducia dei consumatori e dalle fluttuazioni valutarie. Nel frattempo, manterremo gli occhi aperti per quelle buone opportunità che certamente emergeranno durante tempi di elevata volatilità.

Trattando già a sconto del 30% rispetto agli altri mercati emergenti  – livello più alto negli ultimi sette anni – e con un multiplo prezzo/utile pari a 9, la borsa di Istanbul sta già incorporando gli elevati premi di rischio politico nonostante la solida crescita degli utili attesa per quest’anno al 17% circa. Dopo tutto, l’economia turca ha mostrato in più di un’occasione maggiore resistenza rispetto a quanto si pensasse e le società continuano ad aumentare i loro utili nonostante tutte le sfide affrontate negli ultimi anni.

 

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