UBI Pramerica: “Preferiamo i titoli di Stato spagnoli rispetto a quelli italiani”

Luca Franchi, responsabile gestioni obbligazionarie e valutarie di UBI Pramerica SGR, apre l’inchiesta di Fondi&Sicav sui bond periferici dell’Eurozona

Quali opportunità si nascondono dietro il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi periferici dell’Eurozona? Credete che il movimento abbia già anticipato eventuali mosse della Bce o che ci sia spazio per ulteriori rialzi dei rendimenti?

Nel corso degli ultimi mesi, si è assistito a un movimento di notevole risalita dei rendimenti governativi della cosiddetta periferia di Eurozona (Italia e Spagna in particolare): ad esempio il movimento al rialzo del tasso sui Btp decennali è stato di oltre 100 bp dalla fine di settembre. Tale trend può essere ricondotto a due ordini di ragioni: l’incremento del rischio politico e l’aspettativa di una riduzione degli stimoli della Bce. Per quanto riguarda il primo fattore, inizialmente il referendum italiano e ora il timore per l’esito delle elezioni francesi, sono stati i fattori che più hanno determinato il trend del mercato. E’ probabile che gli eventi politici continuino a essere fonte di volatilità e che dopo il voto francese il focus si concentri sulle prossime elezioni politiche in Italia, rendendo il Btp particolarmente vulnerabile. Per questo motivo, dall’estate scorsa a tutt’oggi la nostra posizione sui titoli italiani risulta più cauta che negli ultimi anni. Relativamente al secondo fattore, la possibilità che la Bce vada lentamente a diminuire il proprio supporto è stato, ed è sicuramente, un altro elemento che ha reso più vulnerabili gli spread della periferia. Il mercato attualmente sconta comunque un “disimpegno della Bce” molto graduale e sta prezzando un tapering vero e proprio dall’inizio del 2018 e la fine del Qe entro la conclusione dello stesso anno. In termini di movimenti sui tassi, la curva europea sconta sostanzialmente un rialzo entro la fine del 2018.

Quali duration – e quali titoli di Stato – presentano, a vostro parere, il miglior rapporto rischio/rendimento per un investitore alla ricerca di income?

Riteniamo che l’andamento macro e le ultime dichiarazioni della Bce pongano il rischio che il mercato vada a prezzare una “exit strategy “ più veloce da parte della Banca centrale. Questa considerazione, unitamente ai rischi politici sopra citati, rendono possibili ulteriori rialzi dei rendimenti nei prossimi mesi. Inoltre, l’approssimarsi delle elezioni italiane, oltre al differente profilo di crescita, ci induce a preferire i titoli spagnoli rispetto a quelli italiani. Sulla curva dei rendimenti italiani, valutiamo l’area 2022 particolarmente attraente dal punto di vista del rischio/rendimento: a curva invariata, il total return a 1 anno del Btp novembre 22 è di circa il 3%.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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