Ubp: “Gli spread dei Paesi periferici come l’Italia sono interessanti”

Mohammed Kazmi, macro strategist e portfolio manager di Union Bancaire Privée (Ubp), risponde alle domande di Fondi&Sicav sui government bond area euro e Usa

Mohammed Kazmi, Ubp

Dopo la corsa al rialzo delle quotazioni degli ultimi mesi e alla luce delle ultime decisioni della Bce e la Fed, credete che i government bond dell’area euro e degli Usa abbiano ancora spazio per un ulteriore incremento delle quotazioni?

I rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato quest’anno un rialzo significativo in previsione di una politica di allentamento monetario da parte delle principali banche centrali, tra cui Bce e Fed, adottate da entrambi gli Istituti nell’ultimo mese. Fondamentalmente, la forward guidance della Bce è ora aperta e dipendente dalla situazione di mercato, in quanto prevede di mantenere i tassi ai livelli attuali o inferiori fino a quando l’inflazione convergerà con decisione verso il target, con il Qe che analogamente continuerà fino a poco prima del primo aumento dei tassi. Pertanto, osserviamo che gli acquisti di asset continueranno nel prossimo futuro, il che dovrebbe essere di supporto ai mercati dei titoli di Stato, sostegno che si manterrà nonostante i movimenti dei tassi già osservati. Ciò è dovuto all’assenza di pressioni inflazionistiche all’interno della regione, così come a livello globale, il che implica che qualsiasi atteggiamento restrittivo sia improbabile nel breve termine.

Semmai, i rischi continuano ad apparire al ribasso per la crescita globale, data l’incertezza causata dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, e che sembra destinata a continuare. Pertanto, vediamo anche spazio per un ulteriore rally dei titoli di Stato americani, soprattutto alla luce dell’attuale andamento dei prezzi di mercato, dove gli investitori si aspettano un ciclo di allentamento più vicino all'”aggiustamento di metà ciclo” di Powell, con due tagli dei tassi prezzati per il prossimo anno. Pertanto, se vediamo qualche rischio di ribasso per la crescita derivante in gran parte dalla guerra commerciale, questo potrebbe costringere la Fed a ridurre i tassi d’interesse più di quanto prezzato.

Quali tipologie di government bond delle due aree (Eurozona ed Usa) preferite ospitare in portafoglio in questa fase e per quali ragioni?

Sui Treasury Usa, saremmo propensi ad aumentare la duration nella parte anteriore della curva, dato l’attuale market pricing per la Fed, che fornisce un rapporto rischio/rendimento interessante nel caso in cui si verifichi un ciclo prolungato di riduzione dei tassi. Al contrario, nell’Eurozona, e in particolare per i titoli di Stato tedeschi, saremmo più inclini ad aumentare ulteriormente l’esposizione oltre curva, per il sostegno ricevuto del Qe della Bce e per il regime di tassi di interesse bassi, entrambi destinati a rimanere intatti.

Anche gli spread di Paesi periferici come l’Italia appaiono interessanti in questo contesto, e in un momento in cui i timori sulla situazione politica sono venuti meno, anche se probabilmente aspetteremmo livelli di ingresso migliori, dato il restringimento degli spread.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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