UBP: “Puntare su materiali e titoli del settore energia”

Scott Meech, co-head del team azionario europeo di Union Bancaire Privée – UBP, risponde alle domande dell’inchiesta  di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa

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Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite?

E’ del tutto possibile che i mercati europei registrino performance positive rispetto agli Stati Uniti nel 2017, in particolare qualora lo spostamento verso il valore dovesse continuare a guadagnare slancio. E a nostro avviso, grazie a una costante revisione al rialzo delle attese sull’inflazione, sarà così.

Quali sono i paesi europei e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Quello europeo è un mercato di valore dove bisogna guardare ai settori che performano bene quando le attese sull’inflazione e i rendimenti obbligazionari aumentano, in particolare i titoli finanziari che hanno un peso molto più elevato in Europa. Anche i materiali e i titoli del settore energia pesano in maniera significativa nel Vecchio Contintente ed è proprio in questi segmenti che – grazie a prezzi delle commodity più elevati – vedremo uno slancio degli utili molto più consistente.

I titoli europei offrono bilanci solidi e i dividendi più elevati all’interno dei mercati sviluppati. Le società in Europa sono state molto più prudenti in relazione al rischio legato ai bilanci rispetto ai peer statunitensi dove le operazioni di buyback su larga scala hanno assorbito molti flussi di capitale.

Malgrado la recente performance solida il valore offerto dalle banche europee si distingue probabilmente come l’opportunità migliore in questo contesto reflazionistico.

Sebbene ci siano evidenti rischi politici nel 2017 è da notare che le attese sul Pil sono state forti durante gli scossoni riportati nel corso del 2016 e la politica monetaria della Banca centrale europea è rimasta di supporto contrariamente a quanto avvenuto negli Stati Uniti, che sono in una fase molto diversa del ciclo e che ha in agenda un irrigidimento della politica monetaria.

Il 2016 ci ha mostrato che dovremmo aspettarci l’inaspettato, ma che anche in quel caso questo potrebbe non avere sul mercato l’impatto temuto. Questo è certamente quanto accaduto con il referendum costituzionale in Italia e – prima di ciò – con la vittoria di Trump negli Stati Uniti dove la risposta del mercato azionario è stata estremamente robusta in quanto gli investitori si sono concentrati sugli aspetti positivi legati a questa notizia – tagli nella tassazione, deregulation e investimenti.

Con le elezioni in Francia che rappresentano il primo evento politico di rilievo di quest’anno è possibile che il vincitore si riveli essere François Fillon con un programma di riforme, tra cui la riduzione della tassazione delle imprese, che potrebbe rivelarsi molto popolare per le azioni francesi. Al momento, con una tassazione di circa il 34%, una riduzione che la faccia avvicinare alla media europea del 27% potrebbe essere una spinta considerevole per le aziende francesi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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