Uk, cinque possibili scenari post-elezioni

I commenti sulle elezioni britanniche di David Page, senior economist di AXA Investment Managers e Andrew Belshaw, head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason)
David Page, senior economist di AXA Investment Managers commenta i possibili scenari post-elezioni UK e le implicazioni per la Sterlina, la politica monetaria UK e il mercato dei Gilt:

-Aumento della maggioranza Tory (70% di probabilità)
-La maggioranza Tory cambia di poco (15% di probabilità)
-Una coalizione Conservatori/Lib-Dem (5% di probabilità)
-Un governo di minoranza dei Conservatori (5% di probabilità)
-Una coalizione di governo a guida Labour (5% di probabilità)
-Implicazioni per i mercati in caso di una maggioranza Tory

Le nostre aspettative, in linea con quelle del mercato, sono per un risultato che porti a un aumento della maggioranza Tory, con una reazione minima dei mercati. Questo scenario è di sostegno se guardiamo ai rendimenti dei Gilt, ma ci aspettiamo un indebolimento della sterlina.

La sterlina
La sterlina è salita dall’annuncio delle elezioni in Uk, in parte grazie alla percezione di una Brexit più morbida. Crediamo che una prospettiva così ottimistica sia fuori luogo.
Il rischio di una Brexit caotica persiste, a nostro avviso, pur se in misura ridotta. Inoltre, prevediamo che i negoziati si dimostreranno difficili e questo porterà a un indebolimento della sterlina nei prossimi mesi.
L’incertezza inoltre peserà sulle previsioni del PIl da parte della Banca d’Inghilterra.

Politica monetaria
Quanto alla politica monetaria, non prevediamo cambiamenti in Uk né quest’anno né nel 2018. Questo, rispetto alle attese di un aumento dei tassi sui Fed Funds in Usa, indica una pressione ribassista sul tasso di cambio Usd / Gbp. È probabile che la sterlina sia sottoposta a ulteriore pressione nel caso si formi un Parlamento privo di una larga maggioranza conservatrice, e anche a causa di crescenti preoccupazioni sui negoziati per la Brexit.
L’unico possibile cambiamento di prospettiva per la sterlina, e quindi un suo rafforzamento, potrebbe arrivare da un risultato elettorale che però riteniamo abbia una probabilità molto bassa, cioè una vittoria del Partito Laburista che potrebbe portare una significativa spinta fiscale (e aspettative di una stretta monetaria).

I GILT
Per i mercati dei Gilt, un’aumentata flessibilità politica e il desiderio di adottare una view di lungo termine per quanto concerne le finanze pubbliche, dovrebbero tenere bassi i rendimenti e gli spread. Dal 2009, gli spread dei Gilt sono  maggiormente correlati ai movimenti della sterlina. Questo suggerisce che le preoccupazioni sul rischio del debito sovrano sono state assimilate dalle prospettive di politica monetaria, probabilmente come conseguenza del Quantitative easing.
Tuttavia, il manifesto laburista che s’impegna a frenare i tagli alla spesa pubblica, aumentare gli investimenti in infrastrutture e ri-nazionalizzare alcune industrie potrebbe riaccendere i timori sul debito sovrano.

Andrew Belshaw, head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason), ha risposto ad alcune domande sulle elezioni odierne:

In Gran Bretagna gli interessi sul credito sono ai minimi storici. Secondo alcuni, i bilanci preventivi non avrebbero alcun impatto sui rendimenti obbligazionari e il sistema politico sarebbe piuttosto stabile.  Secondo lei,  i titoli governativi britannici saranno influenzati dalle elezioni, nel lungo termine?

Ai mercati non piacciono le incertezze. Le conseguenze della Brexit rimarranno un’incognita a lungo, dal momento che la Gran Bretagna ha a disposizione due anni per negoziare l’uscita con l’Unione Europea. Le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra sono state comprensibilmente posticipate, perché il mercato in questo momento è più concentrato sulla politica monetaria  che sull’outlook fiscale. Il grande deficit creditizio della Gran Bretagna e l’invecchiamento demografico ci suggeriscono che i premi al rischio sui Gilt dovrebbero essere più elevati. Perciò preferiamo mantenere in portafoglio obbligazioni governative europee, svedesi e dei settori del credito piuttosto delle obbligazioni britanniche.

Dove si possono trovare opportunità d’investimento con rendimenti dei bond così bassi – con riferimento a una strategia globale e attiva come quella di Western?

All’interno del debito denominato in sterline, nonostante gli spread sul mercato del credito siano contratti, è possibile trovare ancora valore nelle obbligazioni cartolarizzate di imprese inglesi (Asset Backed Securities, o ABS). I solidi flussi di cassa e la natura stabile di molte di queste società fanno sì che l’investitore sia ben remunerato grazie al livello di rendimento superiore rispetto ai Gilt. Al di fuori dalla Gran Bretagna, vi sono opportunità di investimento anche nei titoli sovrani di Italia, India e Messico.

Come si comporterà la sterlina prima e dopo le elezioni?

Non appena cominceranno ad arrivare i primi risultati, ci aspettiamo una certa volatilità sulla sterlina. Una maggioranza del partito conservatore, o perfino una situazione di hung parliament (dove nessun partito ha la maggioranza assoluta) dovrebbe provocare una svalutazione della sterlina, poiché a quel punto i negoziati sulla Brexit sarebbero più incerti. Nel medio-lungo termine pensiamo che il tasso di cambio reale effettivo della sterlina sarà intorno a 1.50-1.60 e siamo favorevoli a un sovrappeso sulla valuta.

Quali rischi possono esserci per gli asset britannici in ottica Brexit e come possono proteggersi gli investitori?

Un risultato dubbio delle elezioni di oggi, giovedì 8 giugno, potrebbe ostacolare gli sforzi per un’uscita chiara e decisa della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ulteriore incertezza, durante la fase di negoziati potrebbe spingere le aziende a trasferire le proprie risorse fuori dalla Gran Bretagna per proteggersi dalla prospettiva di una hard Brexit. Questo, unito ai tentativi dell’Europa di riaffermarsi come centro economico, potrebbe innescare un periodo di grande volatilità per gli asset della Gran Bretagna. C’è la possibilità che si verifichi un underperformance, poiché la diminuzione del potere d’acquisto significa prezzi delle case più bassi e stagnazione della crescita. Diversificare, sia a livello internazionale sia nazionale, è importante, investendo in maniera attiva per andare a selezionare aziende e paesi dal bilancio solido.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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