Uk, i passi del processo di uscita

La risposta onesta alla domanda su come si svilupperà precisamente il processo si basa su più elementi. Il weekly a cura di Mps

 Siamo in territorio sconosciuto, non esistendo precedenti. L’unico caso simile, la separazione di Greenland, un territorio d’oltremare della Danimarca che ha votato per la separazione dalla CEE nel 1982, ha necessitato di tre anni per la conclusione dei negoziati.

 Un elemento essenziale del processo sarà l’atteggiamento (collaborativo o vendicativo ) dell’UE nei confronti della GB.

La risposta di politica economica
Il meeting della BCE del 21 luglio diventa ora un meeting importante, a meno che una drammatizzazione degli eventi non porti a misure straordinarie prima. Gli obiettivi in questa fase sono:

 Attenuare lo shock alla crescita – A questo scopo il tasso dei depositi (ora al -0,4%) può essere tagliato ulteriormente e il meccanismo del TLTRO 2 (operazione di finanziamento che fornisce liquidità al sistema bancario a tassi potenzialmente negativi) rivisto in termini ancor più favorevoli per le banche allo scopo di stimolare ulteriormente l’offerta di credito.

 Evitare una risalita dei rendimenti e degli spreads sui periferici – La BCE potrebbe espandere ulteriormente i suoi programmi di acquisto, concentrandosi laddove vi siano pressioni al rialzo (titoli governativi periferici). La sentenza della corte costituzionale tedesca, che non ha eccepito al meccanismo dell’OMT, fornisce importanti gradi di libertà in questo senso.

Prima del meeting della BCE, è probabile che la Banca d’Inghilterra abbassi i tassi nel suo meeting del 4 luglio. Per quanto riguarda la Fed, l’atteggiamento sarà quello di attendere e vedere gli impatti sulla crescita europea e sul dollaro prima di eventualmente agire.

Le ripercussioni politiche
In generale il genio della disgregazione europea è uscito dalla bottiglia, e sarà un lavoraccio ricacciarlo dentro. Questo è vero per la GB, dove nelle regioni pro-EU ci sono già state richieste di nuovi referendum di indipendenza dalla GB (Scozia, dove il Remain ha vinto con il 62%) o di riunificazione dell’Irlanda del Nord all’Irlanda. Ed è vero per gli altri paesi europei, dove ad alcune forze politiche non sembra vero di poter capitalizzare sull’esito del referendum in GB.

Il tema Brexit, che ci accompagnerà per i prossimi mesi/anni, ha spinto in secondo piano i risultati delle elezioni politiche in Spagna, che hanno restituito un quadro non troppo dissimile da quello di dicembre, ma con la possibilità che l’equilibrio tra le varie forze consegni ai mercati finanziari proprio la grande coalizione PP-PSOE, che si caratterizzerebbe come pro-UE e pro-riforme, e che terrebbe fuori dall’area di governo il raggruppamento Unidos-Podemos, una delle poche forze politiche in Europa che tenta di fornire una risposta da sinistra, non nazionalista e xenofoba, alla disgregazione europea.

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