Uk, nuove elezioni, “soft” Brexit più probabile

Cosa succederà con l’annuncio del primo ministro britannico, Theresa May, di elezioni anticipate al prossimo 8 giugno? Il commento di Keith Wade, chief economist and strategist, Schroders e David Docherty, fund manager, UK Equities, Schroders

La volontà del primo ministro britannico Theresa May di anticipare le elezioni generali potrebbe rafforzare le sue posizioni negoziali con l’Ue e all’interno del proprio partito. Questo potrebbe portare potenzialmente a una Brexit più “soft”.

Keith Wade, chief economist and strategist, Schroders, afferma:

Se Theresa May sarà in grado di aumentare la maggioranza dei Conservatori, questo le potrebbe dare maggiore potere e spazio di manovra in sede di negoziato dei termini di uscita del Regno Unito dall’Ue.

Essendo la fine del processo di negoziazione della Brexit prevista per marzo 2019, rimuoverebbe la pressione di un’elezione generale nel 2020 e darebbe a May più tregua e una minore necessità di strappare un accordo conclusivo all’Ue.

Abbiamo visto dopo la pubblicazione del bilancio una piccola ribellione di alcuni membri conservatori del Parlamento, quanto basta per indurre il Governo ad un’inversione a U sulle proposte di tassazione per i lavoratori autonomi. Penso che May tema che questo possa accadere diverse volte nel corso delle negoziazioni.

Ciò significa che ci sono probabilmente maggiori possibilità di una Brexit più soft. Prima, la maggiore preoccupazione era che i Conservatori si sarebbero sentiti molto frustrati di fronte a una mancanza di progresso avvenuta durante il processo negoziale. Avrebbero potuto poi spingere per una completa rottura e uno spostamento verso l’opzione World Trade Organisation (Wto).

Un’elezione vincente darebbe a Theresa May il mandato per perseguire la sua strategia per la Brexit. A mio parere, un mandato più forte e più tempo permetterebbero un approccio più paziente e una Brexit più soft, probabilmente più in linea con la predisposizione del primo ministro.

David Docherty, fund manager, UK Equities, Schroders, aggiunge:

Le ultime elezioni ci hanno mostrato che nella cabina di voto “tutto può succedere”. Mercati e analisti sono stati colti di sorpresa dal voto sulla Brexit nel 2016 e dal successo inaspettato dei candidati e dei partiti dell’anti-establishment in tutto il mondo. Con queste premesse, delle previsioni definitive sono dunque un azzardo.

Tuttavia, è giusto assumere che l’annuncio di un’elezione generale da tenersi l’8 giugno provocherà un certo aumento dell’incertezza per l’economia britannica, visto che i consumatori e le imprese cercheranno di identificare le implicazioni dei manifesti dei partiti concorrenti. Questa incertezza sarà aggravata dal fatto che May sta cercando in modo esplicito di ottenere un mandato per far passare la Brexit in Parlamento.

Il voto potrebbe ricalcare il referendum, ma questa volta con la sovrapposizione della politica dei partiti. Di conseguenza, nel corso della campagna elettorale, guarderemo attentamente ai sondaggi sulle intenzioni di investimento delle società e sulla fiducia dei consumatori, come misura degli effetti economici e della loro influenza sulla perfomance del mercato azionario Uk.

Qualsiasi sia l’esito, l’incertezza continuerà dopo la conta dei voti. Se anche May dovesse ottenere un mandato rafforzato, come sembra probabile al momento, sul tema Brexit, ad esempio, non sarebbe ancora chiaro se ciò comporterebbe un allineamento dell’Ue alle richieste del Regno Unito, in modo da evitare un ritorno al quadro normativo del Wto.

Per quanto riguarda gli altri fronti politici, i mercati dovrebbero anche soppesare in che misura May può rivelarsi un premier più interventista dal punto di vista economico, rispetto ai suoi predecessori conservatori. Inoltre, il risultato elettorale del Partito Nazionale scozzese può avere delle implicazioni per il paese.

In breve, l’elezione e il periodo post-elettorale comporteranno nuove incertezze per gli investitori. Il nostro compito, come sempre, sarà andare alla ricerca dei titoli azionari non correttamente valutati, con un potenziale di rivalutazione e di sovraperformance effettivo. Se la reazione del mercato ai recenti eventi politici può fare da guida, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dovrebbero emergere molte di queste opportunità.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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