Ulteriori aumenti in vista per i rendimenti obbligazionari

Dopo il rialzo dei tassi l’attenzione si concentrera’ sulla riduzione del bilancio della Fed? I mercati a reddito fisso hanno attraversato un altro mese di performance negative, soprattutto per le obbligazioni europee non-core. L’analisi di Credit Suisse

. Se le valutazioni sono ormai a livelli quasi neutrali su molti mercati, il recente incremento delle sorprese economiche negli USA e il ridimensionamento delle pressioni disinflazionistiche globali suggeriscono che le obbligazioni resteranno sotto pressione”; prevediamo quindi un rialzo dei rendimenti dei titoli di stato dei paesi core. Negli USA, la Federal Reserve (Fed) ha indicato che è estremamente probabile che gli aumenti dei tassi inizino nella seconda metà dell’anno. Detto ciò, la Fed ha però rivisto il ritmo degli aumenti dei tassi stimati per il 2016, evitando quindi di lanciare un segnale totalmente restrittivo ai mercati obbligazionari. Contemporaneamente, ipotizzando che il primo rialzo dei tassi avvenga in settembre, possiamo prevedere che l’attenzione degli investitori si sposterà sulle misure successive.

Nello specifico, il percorso verso una eventuale riduzione del bilancio della Fed dovrebbe attirare l’attenzione crescente dei mercati. In Europa, le incertezze sulla Grecia potrebbero continuare a frenare la performance delle obbligazioni periferiche. Tuttavia, dal momento che prevediamo una soluzione alla crisi greca o un maggiore sostegno da parte della Banca Centrale Europea per i paesi periferici, intendiamo sfruttare queste fasi di maggiore avversione al rischio per accrescere l’esposizione alle obbligazioni italiane e spagnole, mentre le valutazioni dei Bund tedeschi rimangono a nostro avviso poco appetibili.

Crediti: dopo il netto peggioramento dei fondamentali, il segmento investment grade è a maggior rischio
Dopo il forte sell-off dei titoli di Stato, prevediamo che la resistenza degli spread del credito venga meno. Riteniamo che le obbligazioni corporate USA non finanziarie investment grade siano particolarmente a rischio, con gli spread sulle scadenze lunghe che già evidenziano un maggiore incremento. Fin dall’inizio dell’anno, società industriali di alta qualità hanno inondato il mercato primario con obbligazioni a lunga scadenza, alimentando il boom delle emissioni degli ultimi anni. Di conseguenza, le società USA investment grade presentano un indice di leva finanziaria nettamente superiore, senza avere accresciuto sufficientemente le spese in conto capitale per sostenere la futura crescita degli utili. Con la Fed pronta ad aumentare i tassi d’interesse, riteniamo consigliabile evitare il rischio di duration in questo segmento del mercato e preferiamo i titoli di Stato indicizzati all’inflazione. Privilegiamo anche il rischio di credito nel segmento corporate high yield ed emergente in valute forti, i cui spread attuali offrono un migliore profilo rischio/rendimento. Infine, anche le valutazioni dei tassi emergenti appaiono relativamente più interessanti, con l’Asia che resta la nostra regione preferita.