Un nuovo approccio per questi tempi di crisi

La boutique di investimento Plenisfer Investments è entrata a maggio nel suo terzo anno di gestione: è quindi interessante un primo bilancio dell’attività della Sgr, che opera nell’ambito dell’ecosistema di Generali Investments, dei prossimi progetti e delle prospettive per i mercati connesse al nuovo scenario. A parlare è il ceo e co-fondatore, Giordano Lombardo.

Partiamo dall’inizio: con Mauro Ratto, Diego Franzin e Robert Richardson, avete deciso nel 2019 di fondare Plenisfer. Per quale ragione?

«Abbiamo vissuto 30 anni nel settore, dei quali oltre 20 insieme. In questo lungo periodo, i mercati, al netto di crisi come quelle del 2000 o del 2008, sono complessivamente stati positivi, sostenuti da un calo ininterrotto dell’inflazione e dei tassi d’interesse. Questa combinazione si è infatti rivelata molto positiva per tutte le asset class che si comportavano in modo decorrelato e prevedibile. In questo contesto, bastava un buon portafoglio bilanciato per conseguire performance positive. Abbiamo dato vita a Plenisfer nella convinzione che questo contesto favorevole fosse destinato a cambiare e il mutamento è già oggi evidente: l’inflazione ha ripreso a correre toccando livelli che non si vedevano da decenni, i tassi hanno intrapreso la via del rialzo e le politiche monetarie espansive sono ormai al termine. Gli investitori dovranno affrontare uno scenario inedito e abbiamo fondato Plenisfer nella convinzione che, per farlo, sarà necessario un nuovo approccio alla gestione con una filosofia d’investimento e di prodotto diversa».

In che cosa è diverso il vostro approccio alla gestione?

«Il nostro approccio “new active” si fonda su tre principi. L’industria del risparmio gestito per anni ha puntato a “battere il benchmark”: noi pensiamo che agli investitori interessi più raggiungere obiettivi concreti di rendimento e rischio, piuttosto che battere un indice. Abbiamo, quindi, adottato una gestione svincolata dai benchmark che riteniamo siano diventati un limite alla vera gestione attiva, poiché impongono alcune scelte di allocazione. Noi, invece, vogliamo gestire con la libertà di selezionare quelle che riteniamo siano le migliori opportunità, ovunque si trovino, analizzandone l’intera struttura del capitale e decidendo, di conseguenza, se investire attraverso l’equity, il fixed income o utilizzando altre soluzioni». 

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