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Un quarto di secolo soddisfacente per i government bond

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Un quarto di secolo soddisfacente per i government bond

Le obbligazioni hanno generato ottimi rendimenti negli ultimi venticinque anni Il calo costante dei tassi di interesse negli ultimi 25 anni ha determinato rendimenti elevati per gli investitori obbligazionari. Janus Henderson Investors presenta la prima edizione del Sovereign Debt Index

Tra il 1995 e il 2020 il Global Government Bonds Index7 ha generato un rendimento complessivo del 308% in dollari, circa cinque volte il tasso di inflazione nello stesso periodo. Il rendimento complessivo è composto in parte da plusvalenze e in parte da reddito.

La componente del reddito naturalmente è diminuita progressivamente per le ragioni che abbiamo già discusso. Negli ultimi due anni, invece, le plusvalenze hanno contribuito al rendimento degli investitori.

Con i rendimenti obbligazionari così bassi, la componente del reddito continuerà a restringersi anche dopo che i tassi di interesse inizieranno a salire, poiché ci sono in circolazione molte obbligazioni a bassissimo rendimento che impiegheranno parecchio tempo a giungere a scadenza e a essere sostituite da altre con tasso di rendimento più elevato.

Questo significa che la ricerca di plusvalenze (evitando le perdite di capitale) resterà l’obiettivo prioritario di chi investe in titoli di Stato nel medio termine.

 

I mercati dei titoli di Stato sono estremamente eterogenei

Quando le condizioni cambiano, le obbligazioni che saranno rimborsate a breve si comportano in modo assai diverso da quelle con una scadenza più lunga.

I prezzi delle obbligazioni con cedole molto alte seguono dinamiche estremamente diverse da quelle con cedole bassissime.

Quelle con un buon rating di credito si discostano da quelle con un rating negativo. Tutti questi elementi di diversità offrono opportunità agli investitori che vogliono assumersi qualche rischio per ottenere rendimenti significativi. È importante ricordare che i prezzi delle obbligazioni tendono a scendere (e i rendimenti a salire) nei Paesi con le economie in più rapida crescita. Nel percorso di ripresa dal Covid-19, i mercati dei titoli di Stato appaiono dunque nel complesso meno interessanti.

È importate sottolineare che la ripresa sarà alquanto disomogenea

Le economie dei servizi che dipendono dalle interazioni sociali, come il Regno Unito, hanno riportato pessimi risultati nel 2020 perché i consumatori dovevano restare a casa.

Ma alla fine dei lockdown, questi Paesi registreranno una ripresa più robusta rispetto alle economie manifatturiere che hanno risentito meno del calo della domanda globale nel 2020. La rapidità con cui si uscirà dai lockdown dopo le campagne di vaccinazione sarà un altro fattore che farà la differenza tra i Paesi che sono stati più veloci a vaccinare la popolazione e quelli più lenti, sia che si tratti di Paesi sviluppati che emergenti. In tale contesto, le prospettive ci sembrano in generale meno positive per i mercati sviluppati e più positive per i Paesi che hanno speso meno, in termini di deficit, e hanno lasciato intervenire più massicciamente le banche centrali. In queste regioni i rendimenti obbligazionari saliranno più lentamente.

Siamo rimasti sorpresi dalla quantità di titoli di Stato a breve scadenza emessi dai governi durante l’ultimo anno, soprattutto negli Stati Uniti. Coi tassi di interesse a lungo termine vicino ai minimi storici, assicurarsi finanziamenti a buon mercato per i prossimi anni produce vantaggi concreti.

Se ci si concentra eccessivamente sulle obbligazioni a breve scadenza c’è il rischio concreto di essere tagliati fuori, dovendo rifinanziare grandi quantità di debito a tassi molto più alti in futuro. Tuttavia, anche la domanda degli investitori per le obbligazioni a più lunga scadenza è elevata dato che vengono emesse più obbligazioni a breve termine e che le banche centrali acquistano buona parte di quelle a più lunga scadenza, ci sono meno obbligazioni a lungo termine disponibili. Crediamo che alcuni governi affronteranno questo problema più avanti durante l’anno.

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