Un rifugio anti-Grecia

A cura di Rocki Gialanella

Archiviate le elezioni con la vittoria di Cameron, la divisa britannica è tornata a correre ed ha guadagnato il 5% nei confronti dell’euro

Il giorno prima delle elezioni nel Regno Unito, la sterlina cadde fino a quota 1,34 euro, il livello più basso degli ultimi tre mesi. Gli investitori misuravano il rischio di avere a che fare con una Camera dei Comuni molto frammentata. Contrariamente alle previsioni, gli operatori si sono trovati a fare i conti con risultati che hanno assegnato la maggioranza assoluta ai conservatori guidati da David Cameron. A quel punto è arrivato il momento di ridefinire i rapporti di forza tra rischi e benefici potenzialmente conseguibili.

Da allora, la sterlina si è rivalutata del 5% rispetto all’euro, raggiungendo nel corso di questa settimana il picco massimo registrato dal 2007 ad oggi. Quali sono le cause poste alla base di questo recupero?

Una volta scomparse le preoccupazioni pre-elettorali di tipo politico, gli investitori sono tornati a concentrare l’attenzione sui fondamentali dell’economia britannica: nove trimestri consecutivi di rialzo del Pil (ieri è stato pubblicato un report che mostra un progresso trimestrale dello 0,3%), un tasso di disoccupazione mai così basso in quasi sette anni, le vendite al dettaglio tornate su livelli che non si vedevano da prima della crisi, gli indicatori di crescita degli investimenti aziendali a tassi superiori all’1,5% su base trimestrale etc.

Gestori ed analisti non hanno molti dubbi sul fatto che l’azione combinata di questi fattori porterà ben presto la Bank of England ad abbandonare le politica monetarie di emergenza di stampo ultraespansivo. Il mercato comincia a scontare che il Regno Unito sarà il secondo grande paese industrializzato -dopo gli Usa- a far lievitare il costo del denaro nel corso dei prossimi trimestri.

L’effetto combinato di questi fattori non può che avere conseguenze di natura rialzista sulla divisa domestica. La forza della sterlina non è ben visibile solo contro la divisa unica europea, ma si nota con forza anche a livello planetario: è stata la divisa più rialzista tra le 19 più scambiate a livello globale da quando Cameron ha ottenuto la riconferma. Un ulteriore elemento a favore della sterlina è l’incertezza che regna sul futuro della Grecia e, di conseguenza, sull’euro. Molti investitori hanno preferito trovare rifugio temporaneo nella sterlina, offrendo un’ulteriore spinta al rialzo alla moneta britannica.

Fin qui tutto bene, tuttavia, cosa succederà con il prossimo referendum sulla permanenza nell’Unione Europea del Regno Unito? Il governo di Cameron ha precisato che la consultazione referendaria non avverrà prima del 2017. Questo significa che la sterlina ha davanti a se due anni di relativa calma ed environment favorevole.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.