Un terzo della ricchezza degli italiani perde valore

Un terzo del risparmio italiano giace sui conti correnti e incassa una perdita del 6% nell’ultimo lustro a causa dell’inflazione

Al 31 agosto scorso, nei conti correnti e deposito degli italiani risultavano giacenze per oltre 1.300 miliardi di euro. Nel complesso, la ricchezza è stata stimata in 4.290 miliardi di euro, qualcosa come due volte e mezzo il pil e quasi il doppio dei 2.300 miliardi di euro di debito pubblico.

Questo significa che poco più del 30% dei risparmi degli italiani si trova immobilizzato sui conti correnti. Le ragioni di questa scelta sono multiple (necessità di far fronte a spese nel breve e medio termine, incapacità di selezionare strumenti d’investimento che ben si adattano al rischio/rendimento del risparmiatore, mancanza di programmazione in ambito finanziario a causa di un livello di cultura finanziaria che stenta a decollare), tuttavia, in molti casi si tratta di un’opzione che affonda le radici nel timore di perdere denaro.

Il problema, da molti anni a questa parte, è che agli attuali tassi d’interesse corrisposti dagli istituti di credito (praticamente nulli), il risparmiatore che detiene la maggior parte della propria ricchezza finanziaria sui conti correnti sta già perdendo denaro senza accorgersene. Gli anni passano veloci, i rendimenti restano ancorati allo zero a causa dei problemi legati alla crescita economica e alla gestione di debiti pubblici molto elevati, e intanto l’inflazione –seppure non a ritmi sostenuti- fa il suo corso naturale ed erode gradualmente il valore dei risparmi.

Se prendiamo in considerazione gli ultimi cinque anni –periodo caratterizzato da politiche monetarie che hanno schiacciato i tassi verso lo zero-, è possibile notare come il tasso d’inflazione medio annuo in Italia si sia attestato all’1,2%. Nel corso dell’intero lustro abbiamo pertanto accumulato un’inflazione del 6% a fronte di tassi sui conti correnti prossimi allo zero. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i correntisti accusano una perdita secca (superiore anche a quella imputabile a un eventuale prelievo forzoso).

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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