Un tetto per il Dax

A cura di Rocki Gialanella

L’indice Dax 30 è quello che ha accumulato la più elevata rivalutazione dall’inizio dell’anno. Vale la pena domandarsi perché è salito tanto e se possa mantenere questi ritmi forsennati

L’estate scorsa, la situazione dell’economia tedesca ha provocato sudate fredde agli investitori. La locomotiva teutonica sembrava essersi bloccata e le previsioni per il futuro non erano per nulla entusiastiche. Dopo questa fase d’incertezza, in meno di nove mesi, la situazione è completamente cambiata.

L’indice Dax, che ospita le 30 società più rappresentative dell’economia tedesca, quota sui massimi di sempre, al di sopra dei 12.000 punti. Dall’inizio dell’anno, l’indicatore sale del 24%, lasciandosi alle spalle i restanti indici azionari del Vecchio Continente e, ancora più indietro, gli indici delle Borse statunitensi.

Cos’è successo di tanto importante da fornire questa spinta rialzista al mercato azionario teutonico? Tre fattori sembrano assumere un ruolo pilota: il miglioramento dell’economia del paese”; la debolezza dell’euro rispetto al dollaro e il quantitative easing deciso dalla Banca Centrale Europea.

Il supporto principale al rialzo messo a segno dall’inizio del 2015 è stato sicuramente il quantitative easing. A supportare l’effetto QE sono arrivati buoni dati sul fronte dei consumi domestici e delle esportazioni (gli Usa sono la destinazione prediletta delle’export statunitense).

La svalutazione dell’euro gioca un ruolo fondamentale per le aziende export oriented tedesche. L’inversione di tendenza della divisa unica si trasformerà in un guadagno supplementare del 40% (con lo stesso volume di vendite) per le società tedesche.

Il segmento che sta traendo i maggiori benefici dal nuovo cross euro/dollaro è quello automobilistico. Anche se la maggiore rivalutazione all’interno dell’indice Dax è stata registrata da K+S (società specializzata nella produzione di fertilizzanti) con un +43,3%, sono state le imprese automobilistiche a centrare i migliori risultati di gruppo: Daimler guadagna il 38,8%, Volkswagen il 38,2% e BMW il 36,5%.

Una volta determinati i fattori che stanno trainando il rialzo, ci si chiede fino a quando questo trend possa durare. Sulla durata non vi può essere una previsione credibile, ma tutti gli esperti concordano nell’affermare che il rialzo non può continuare agli stessi ritmi registrati in questi primi tre mesi dell’anno (+25%).

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.