Una combinazione perfetta?

Una combinazione perfetta? Abe e Trump si incontrano per cercare un’intesa concreta tra Giappone e Usa. L’analisi di Jesper Koll, head of WisdomTree in Japan

Il premier giapponese Shinzo Abe è tra i pochi leader mondiali in grado di presentare a Trump un’agenda di provvedimenti economici che sembrano essere in linea con l’ambizioso programma “America First”, funzionali al rafforzamento dell’alleanza tra i due paesi. Dopo aver incontrato l’allora presidente-eletto per la prima volta il 17 novembre, Abe incontrerà Trump oggi per la seconda volta e sembra molto determinato a impressionare il Presidente, offrendo un’intesa concreta in modo che entrambi i paesi possono passare dalle parole ai fatti.

Secondo l’analisi di WisdomTree, l’America di Trump e il Giappone di Abe rappresentano una combinazione perfetta, non solo perché entrambi sono espressione di una forte personalizzazione delle loro politiche (“prima il mio paese”), ma perché i programmi economici e finanziari presentano dei punti di contatto: Abe è determinato a ben disporre Trump, offrendo progetti infrastrutturali “finanziati dal Giappone”, ma “realizzati dagli Stati Uniti”. Allo stesso tempo, ci si aspetta che il primo ministro Abe proponga che il rapporto bilaterale tra Stati Uniti e Giappone, in tema di investimenti e commercio, diventi un modello per una nuova agenda globale commerciale.

In particolare, secondo il quotidiano più diffuso in Giappone, Yomiuri Shimbun, il Primo Ministro Abe si prepara a offrire un ampio “Piano USA-Giappone di cooperazione economica” finalizzato a creare un mercato statunitense da 450 miliardi di dollari, attraverso investimenti nelle ferrovie degli Stati Uniti e nelle infrastrutture, portando alla creazione di 700.000 posti di lavoro in dieci anni. Il Giappone offrirebbe il finanziamento di questi progetti con prestiti a basso interesse, la mobilitazione di risorse dal fondo pensione pubblico del Giappone e di altri finanziatori pubblici.

Inoltre, il piano propone che gli Stati Uniti e il Giappone collaborino per creare nuove regole sul commercio transfrontaliero, che coprano, tra gli altri, tutti gli aspetti di e-commerce, proprietà intellettuale, appalti pubblici, del lavoro e finanziari. In altre parole, dopo che il presidente Trump si è tirato fuori dalla Trans Pacific Partnership, il primo ministro Abe probabilmente proporrà che il quadro bilaterale USA-Giappone si affermi come il nuovo modello per il futuro nel guidare gli sviluppi economici globali.

In dettaglio, il piano di Abe si focalizza su cinque obiettivi comuni per il Giappone e gli Stati Uniti:
– Sviluppare le infrastrutture più avanzate a livello globale negli Stati Uniti (progetti ferroviari ad alta velocità in Texas, California e nel corridoio nord-orientale Washington-Boston);
– Utilizzare lo sviluppo di infrastrutture degli Stati Uniti come una piattaforma condivisa nella fornitura di infrastrutture su scala globale;
– guidare lo sviluppo di robot e progetti di intelligenza artificiale e le relative applicazioni
– collaborare su nuove frontiere, come lo sviluppo spaziale;
– cooperare in maniera più stretta sulla difesa, lo sviluppo di sistemi e strategie nel campo della sicurezza.

Implicazioni sugli investimenti

La parte più immediata e concreta della proposta si concentra su progetti di infrastrutture e investimenti in robotica applicata. Il settore dei beni strumentali – questa la conclusione di WisdomTree – è quindi destinato a beneficiarne in modo più diretto.
Quanto più a fondo il rapporto Trump-Abe si svilupperà, tanto inferiore sarà il rischio di imprevedibili frizioni bilaterali. In particolare, più sarà positiva la cooperazione economica, meno sarà probabile che il Giappone venga sospettato di manipolare la propria valuta.

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