Una grande crescita

Marco Deroma, 62 anni, dopo un quadriennio alla testa di Efpa Italia, la fondazione controllata dall’Anasf, che fornisce ai consulenti finanziari italiani la certificazione di qualità europea, è stato riconfermato presidente fino al 2026.

Deroma ha una lunga esperienza come consulente finanziario, lavoro che ha cominciato a svolgere nel 1989, e ha ricoperto all’interno della società per la quale opera importanti incarichi manageriali. Anche all’interno dell’Anasf ha avuto una carriera di notevole interesse, fino ad arrivare al ruolo di vicepresidente. Dal 2022 fa parte del Comitato Scientifico del Laboratorio di Finanza Decentralizzata e Blockchain (LAbDEC) della Saa-School of Management dell’Università di Torino. Fondi&Sicav lo ha incontrato per farsi raccontare quattro anni di esperienza come leader di Efpa Italia e per chiedere quali saranno i prossimi obiettivi da raggiungere.

Lei ha appena terminato il primo mandato quadriennale come presidente di Efpa Italia e sta iniziando il secondo. Quali sono stati risultati che le hanno dato maggiore soddisfazione al termine di questi quattro anni?

«Questo periodo, come già specificato al Consiglio nazionale della Fondazione, si è concluso con un’importante crescita. Innanzitutto in termini numerici: siamo passati da 5.700 consulenti certificati alla fine del 2017 agli attuali oltre 9 mila. Per comprendere il valore di questo risultato, va considerato un particolare importante: questi quattro anni sono stati caratterizzati in buona parte da diversi lockdown, che hanno inciso negativamente in maniera non trascurabile.  Aggiungo un altro elemento importante: ho parlato genericamente di consulenti finanziari, anche se sarebbe più opportuno dire professionisti che svolgono la consulenza finanziaria: all’interno del registro dei soggetti italiani certificati Efpa c’è anche un’importante componente di dipendenti di banca. Diversi istituti, infatti, si sono preoccupati di fare certificare i propri consulenti, che non sono iscritti all’Albo, che riguarda esclusivamente coloro che svolgono l’attività fuori sede. Inoltre, abbiamo tra i certificati anche diversi consulenti finanziari autonomi, cioè coloro che svolgono consulenza finanziaria indipendente. Questo ampio ventaglio di professionisti testimonia ulteriormente che la certificazione europea sta diventando importante sul mercato italiano».

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