«Unici e riconoscibili ad affrontare il Next normal»

Gianluca Serafini è l’attuale amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Investimenti Sgr e responsabile dell’Investment center di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. Ha ricoperto dal 2009 nella Divisione private banking di Intesa anche i ruoli di responsabile finanza e tesoreria e di responsabile marketing e rete bancaria e ha assunto nel tempo vari incarichi consiliari e manageriali in alcune controllate estere del Gruppo Fideuram-Ispb. Prima di entrare in Intesa è stato Director alla Merrill Lynch International a Londra e, fino al 2005, ha occupato posizioni di responsabilità nel Gruppo Assicurazioni Generali, tra Dublino e Milano, gestendo i portafogli di ramo I e il free capital di Alleanza Assicurazioni.

È professore a contratto presso la Liuc Università Cattaneo nelle materie di private banking. Dopo la laurea ha conseguito il Master of science in finance presso il Birkbeck college, University of London. Da sempre è un grande appassionato di arte e filologia dell’età moderna. Fondi&Sicav ha discusso con Gianluca Serafini della sua visione strategica sul risparmio gestito.

Stiamo attraversando una fase di cambiamento, di cui ci sentiamo a volte in balia. Come interpreta questo momento? 

«La gran parte dei fenomeni che affrontiamo e proviamo a dominare in quest’ultimo periodo sembra in qualche modo sovrastarci; ha trovato nel Covid un catalizzatore esogeno non prevedibile, che ha accelerato in modo considerevole quei processi di cambiamento che erano già presenti sotto traccia e che in un futuro prossimo sarebbero inevitabilmente andati a convergere verso un nuovo corso che molti definiscono “Next normal” o “New normal”, ma che ora sta diventando necessariamente il nostro nuovo habitat».

Quali sono, secondo lei, le ricadute di questo Next normal sulla nostra quotidianità?

«Siamo soggetti a forze dirompenti che riguardano i processi di industrializzazione e di urbanizzazione, l’età della popolazione globale che avanza, le nuove tecnologie, l’intensificarsi delle interconnessioni globali e in particolare le trasformazioni digitali. Queste forze hanno una profonda influenza su tutti noi (clienti compresi) e implicano la necessità di nuovi processi educativi, la riqualificazione sul lavoro, la gestione del tempo libero, la cura della propria salute e il confronto con ricchezze sempre più concentrate su pochi individui».

Lei è a capo di una delle più importanti Sgr italiane, con una lunga storia alle spalle. Dal suo osservatorio privilegiato, quale ritiene debba essere la risposta di una Sgr all’interno di questo nuovo habitat?

«Fino a qualche decennio fa la vita media delle società appartenenti all’indice S&P500 era di 61 anni, oggi la permanenza si è ridotta a 18 anni. Questo significa che le metriche consolidate sulle quali i gestori fondavano le proprie scelte e valutazioni devono essere necessariamente riviste. Il nostro nuovo approccio nella costruzione dei portafogli incorpora già ora le forze che guidano le trasformazioni degli indici di mercato, riconducibili principalmente a tre fattori: innovazione, qualità e sostenibilità. Sulla gestione consapevole di questi fattori fondiamo le nostre strategie future. Teniamo in conto, inoltre, nelle nostre strategie di investimento, anche dei cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni nella microstruttura dei mercati finanziari che hanno causato e causeranno forti picchi di volatilità nei principali indici azionari. Tali mutamenti richiedono che si faccia insieme ai nostri private banker e clienti un’adeguata pianificazione finanziaria che preveda, tra le chiavi per navigare i mercati del futuro, l’autocontrollo e l’affidamento a professionisti preparati e supportati da prodotti, servizi e strumenti di assoluta eccellenza ed esclusività».

Queste sue considerazioni si traducono anche in una serie di decisioni strategiche nel servizio che offrite ai vostri clienti?

«Non c’è alcun dubbio! Per quanto mi riguarda, il percorso da seguire è molto chiaro: siamo i leader in Italia e tra i primi in Europa nelle gestioni patrimoniali e, attraverso una serie di importanti innovazioni, vogliamo essere per il mercato e per i nostri clienti anche unici e riconoscibili. Renderemo disponibile già dai primi mesi del 2021, in esclusiva per la nostra clientela private, le nuovissime linee di gestione patrimoniale che per mezzo di un’unica piattaforma integrata beneficeranno di un processo di investimento all’avanguardia che accoglie in sé tutte le migliori capabilities presenti nel nostro Investment centre. Utilizzeremo la tecnologia sviluppata sui Fogli, per inserire nelle nuove gestioni una gamma estesa di portafogli distinti per asset class, stili e temi di investimento ottimizzati dai diversi team di gestione a tutti i livelli: dall’asset allocation tattica e strategica, alla manager e asset selection e alla scelta dei migliori temi di investimento collegati ai trend più forti del momento. Siamo incessantemente al lavoro sulla frontiera della creazione di nuovi prodotti, con grande impegno ed energia, per “surfare” in cresta all’onda dell’incessante innovazione tecnico-organizzativa accelerata anche dai nuovi sistemi di intelligenza artificiale sulla quale poniamo grande interesse. Il nostro Investment center è già da oggi in grado di costruire e gestire qualsiasi tipo di prodotto di investimento. Al suo interno vi operano, dall’Italia, dall’Irlanda, dall’Inghilterra e dalla Svizzera, 115 fund e portfolio manager che gestiscono 175 fondi diversificati per area geografica e stili di gestione in ambiente multimarket e multiasset. Siamo i principali player nel mercato italiano e tra i primi in Europa nelle gestioni patrimoniali offrendo linee dedicate alla clientela Hnwi, linee flessibili, a benchmark, tematiche/Esg e protette. Funzioniamo attraverso Piattaforme, cioè sistemi integrati con la nostra Banca che ci consentono di velocizzare la costruzione dei prodotti, la personalizzazione per singolo cliente e ottenere la massima efficienza per il cliente sotto ogni punto di vista ed esigenza. All’offerta dei portafogli “Core” gestiti dal team interno ne abbiamo aggiunta una “Satellite”, selezionando i migliori gestori esterni a livello globale che ci fanno da advisor su aree e/o asset class nelle quali non abbiamo le capabilities interne. Il primo esperimento in tal senso è stato fatto, con grande successo, in partnership con Lombard Odier, e tenderemo a replicarlo con altri partner in esclusiva. Come ho sottolineato prima, abbiamo l’ambizione di essere unici e riconoscibili sul mercato come gestori di patrimoni». 

Avete nuovi prodotti nella pipeline?

«Tra le tante novità ne cito solo alcune. È stato appena lanciato “Willerfund Flexible Financial Bond” che investe in modo flessibile nell’universo del credito, con focus sul debito subordinato finanziario, sfruttando il Team di credito interno che costituisce una delle nostre eccellenze. Per quanto riguarda i mercati privati, rimaniamo tra i più grandi collocatori di soluzioni Private equity in Europa. Siamo in questo momento in collocamento con un fondo di investimento alternativo di tipo chiuso non riservato, Fai Mercati Privati Opportunità Reali, in partnership con Partners Group; nei primi mesi del prossimo anno usciremo con il nuovo “Pir alternativo” denominato “Fai Progetto Italia” in partnership con Ecra (Eurizon Capital Real Asset). Partiremo anche con un nuovo fondo alternativo destinato esclusivamente alla clientela Hnwi e U-Hnwi insieme a quattro partner internazionali di elevatissimo standing. Ho già anticipato la grande novità in arrivo sulle gestioni patrimoniali». 

I vostri piani sono ambiziosi…

«Dobbiamo esserlo, il nuovo habitat, il Next normal, ci porta inevitabilmente nel business a essere sempre di più APERTI, AMBIZIOSI, AGILI, ma non basta! Per la nostra dimensione dobbiamo anche essere in grado di condizionare e impattare positivamente nell’ambiente in cui operiamo. Ci occuperemo, per esempio, sempre di più di Esg, sostenibilità, investimenti responsabili, impact investing».

C’è un impegno concreto del Gruppo sui temi della sostenibilità?

«Assolutamente sì. Sul versante istituzionale il Gruppo Intesa ha l’obiettivo di diventare, su questi temi, il top player europeo. Proprio in quest’ottica abbiamo creato all’interno dell’Investment center un team dedicato a “Esg e Strategic activism”. L’obiettivo? Impattare consapevolmente e in modo positivo con le nostre scelte sulla società condividendo sempre di più il nostro modo di agire sostenibile con i nostri private banker e i con nostri clienti. Siamo convinti che le private bank del futuro debbano ripensare il servizio offerto ai clienti non solo attraverso un modello operativo più efficiente, ma anche includendo uno scopo sociale ben definito nelle scelte di business».

Giuseppe Riccardi
Giuseppe Riccardi
Dopo esperienze in primarie società di gestione internazionali nel 2000 realizzo con FondiOnline il sogno di una informazione finanziaria indipendente dedicata al mondo del risparmio gestito. Insieme alla squadra creata nel tempo, nonostante la crisi di internet non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato a crescere lanciando FONDI&SICAV, 361GRADI e alcune riviste personalizzate per importanti banche italiane. Con il nuovo FONDI&SICAV ci mettiamo ancora una volta in discussione con la certezza di offrire ai nostri lettori un servizio ancora una volta migliore.