Usa, comparto azionario positivo in linea con crescita utili di lungo periodo

Marco Mossetti, co-responsabile European & US Equity Research di Eurizon Capital SGR, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario americano nel medio periodo

EuCapital

I principali indici azionari Usa hanno messo a segno nuovi record nelle settimane successive alla conquista della Casa Bianca da parte dei repubblicani.  Come interpretate questa reazione? Il trend è la prosecuzione di quello in corso o i listini stanno scontando le attese per la nuova politica economica annunciata da Trump?

La buona performance del mercato azionario americano nel periodo post elettorale è stata guidata dai settori dei finanziari, degli industriali e più di recente dal settore oil & gas.
La reazione sui primi due settori, a nostro giudizio sensata, è legata  alla brusca revisione al rialzo delle aspettative di crescita e inflazione: il programma di politica economica del nuovo presidente degli Stati Uniti potrebbe introdurre importanti manovre espansive (investimenti infrastrutturali e taglio delle tasse) in un contesto ciclico alquanto maturo con un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione.
Invece, per quanto riguarda il settore oil & gas la buona performance si collega al recente accordo siglato dai paesi Opec per ridurre la produzione di petrolio.

Quali sono le vostre aspettative per l’azionario Usa nel medio termine? Quali sono i fattori che potrebbero dare continuità al trend rialzista (flussi di capitali diretti verso gli Usa in scia all’atteso aumento dei tassi e al rafforzamento dell’Usd o altre ragioni)? E quali i rischi in grado di far registrare una battuta d’arresto o un’inversione del trend?

Il mercato appare correttamente valutato in un contesto di tassi d’interesse che, seppur in risalita, rimangono in chiave storica relativamente bassi; in questo scenario riteniamo che il comparto azionario possa offrire rendimenti positivi e in linea con la crescita degli utili di lungo periodo. Le stime degli utili del mercato americano potrebbero essere riviste al rialzo per la combinazione di taglio della tassazione societaria e la ripresa del prezzo delle commodity. Il rischio prevalente risiede nell’effetto negativo che potrebbe produrre un movimento repentino al rialzo dei tassi e il conseguente rafforzamento del dollaro.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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