USA, i consumatori si dimenticano di spendere?

A cura di Stefania Basso

Commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist  di BlackRock

Andamento al ribasso per i titoli USA la scorsa settimana, ad eccezione del rimbalzo nella giornata di giovedì. L’indice Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,60% a quota 17.749, l’indice S&P 500 è calato dello 0,87% a 2.053 punti e il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l’1,14% avvicinandosi a 4.871 punti. Il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,25% al 2,12% e i prezzi sono saliti.

I mercati azionari continuano ad essere guidati da due andamenti interconnessi, vale a dire la politica monetaria divergente e il rafforzamento del dollaro. La recente sottoperformance delle azioni americane si deve perlopiù a queste due dinamiche, oltre che alle valutazioni care. Alcuni investitori stanno reagendo concentrando l’attenzione sui titoli domestici dei beni al consumo ma le vendite retail sono deboli.

Con l’avvio del programma di quantitative easing della BCE e gli investitori che prevedono per giugno il primo rialzo dei tassi della Fed, l’ascesa del dollaro sta accelerando. (L’acquisto di bond della BCE abbassa i rendimenti in Europa, aumentando la domanda di titoli USA e quindi rafforzando il valore del dollaro contro l’euro). Il dollar index (indice costituito da un paniere ponderato di valute mondiali rispetto al dollaro) ha toccato i massimi di 12 anni, in rialzo del 25% rispetto ai minimi dello scorso anno, mentre i titoli americani sono essenzialmente piatti da inizio anno e questa non è una coincidenza.

L’indebolimento della valuta è positivo per le aziende europee e giapponesi mentre il rafforzamento del dollaro sta creando qualche problema agli esportatori americani. L’ultima vittima, in ordine di tempo, è Intel, che ha tagliato la stima delle entrate di questo trimestre di circa 1 miliardo di USD la scorsa settimana. Ciò si deve in particolare al rafforzamento del dollaro.

Inoltre il vento contrario degli utili USA soffia in un momento in cui le valutazioni degli USA sono care rispetto ad altri mercati maturi. L’indice S&P 500 scambia circa tre volte il book value, contro l’1,67 dell’Europa e l’1,75 del Giappone. In mancanza del vento favorevole di un’ulteriore espansione dei multipli – obiettivo non facilmente raggiungibile con la Fed che inizierà ad aumentare i tassi di interesse – il mercato dovrà contare sulla crescita degli utili, compito non certamente facile con il rapido rialzo del dollaro.

Alla luce della pressione sugli esportatori e della recente solidità del mercato del lavoro, potrebbe essere ragionevole focalizzare l’attenzione sulle aziende che vendono ai consumatori americani. Anche perché sono stati creati nuovi posti di lavoro e il rafforzamento del dollaro è positivo poiché aumenta il potere di acquisto dei consumatori americani. Ma la realtà, purtroppo, è ben differente.

Le vendite retail procedono a ritmo lento. Febbraio è stato il terzo mese consecutivo di contrazione delle vendite retail americane. Le vendite retail sono risultate piatte anche escludendo i fattori volatili – come i generi alimentari, le auto, il gas e i materiali da costruzione. Le cattive condizioni climatiche hanno giocato la loro parte e ciò spiega perché le vendite online hanno superato il 2%. Le aziende americane dei beni di consumo secondari hanno sovraperformato il resto del mercato da inizio anno ma il settore potrebbe risentire nei prossimi mesi se le vendite non inizieranno ad accelerare.

Lo scorso autunno BlackRock ha alzato le prospettive sui titoli dei beni di consumo secondari USA. Le famiglie rimangono in una posizione migliore rispetto a solo pochi anni fa: il debito al consumo è sceso mentre il benessere della famiglie è salito, i prezzi della benzina sono molto più bassi rispetto a un anno fa e gli USA stanno creando nuovi posti di lavoro al ritmo più rapido dagli anni ’90. Ma i titoli al consumo sono saliti per la speranza di rimbalzo della spesa. Se questo non avverrà nel breve termine, potrebbe essere arrivato il momento di disinvestire dal settore.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.