USA, in uscita Pil del terzo trimestre

Apertura positiva per le borse europee. Attesi negli USA anche i sussidi di disoccupazione Usa. La Federal Reserve pubblicherà in serata i verbali dell’ultima riunione. In uscita indice Ifo in Germania. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, mercoledì 24 novembre, ha alcuni spunti significativi.
Previsti nel corso della mattina l’indice Ifo a novembre in Germania, che misura
la fiducia degli imprenditori tedeschi. Il dato è atteso in peggioramento. Nel
pomeriggio dagli Stati Uniti in arrivo una raffica di dati. Verranno diffusi infatti
il Pil nel III trimestre, la bilancia commerciale, i sussidi di disoccupazione, gli
ordini di beni durevoli, il reddito e la spesa delle famiglie, le vendite di nuove
case e l’indice di fiducia delle famiglie, oltre che l’indice dei prezzi PCE, che
dovrebbe confermare la forte accelerazione dei prezzi visto sul dato del CPI la
scorsa settimana. Infine, in serata la Federal Reserve pubblicherà i verbali
dell’ultima riunione. Da valutare il grado di preoccupazione all’interno del board
riguardo alla dinamica inflattiva. Intanto, sempre sul fronte banche centrali, la
Reserve Bank of New Zealand ha deciso di alzare i tassi di riferimento di 25 pb
allo 0,75%, come da attese. La Rbnz ha spiegato che esiste il rischio che gli choc
sui prezzi causati dalla pandemia possano produrre aumenti dei prezzi più
generalizzati. La risposta più appropriata per ora è considerata proprio l’aumento
del costo del denaro. Sul fronte europeo, in Francia torna a crescere la fiducia
dei consumatori nelle attività economiche. L’Insee ha comunicato che a
novembre l’indice si è attestato a 109 punti, superiore alla rilevazione
precedente pari a 107 punti e superiore alle attese fissate a 106 punti.

Il cross euro/dollaro è a 1,1246, in calo dello 0,05%; il cambio euro/yen 129,21
mentre il dollaro/yen scambia a 114,98.

I corsi del greggio di sono stabilizzati dopo il rally del 3% che li aveva spinti
sui massimi dell’ultima settimana. Gli Usa hanno annunciato che rilasceranno
milioni di barili dalle riserve strategiche in coordinamento con Cina, India,
Corea del Sud, Giappone e Gran Bretagna per cercare di raffreddare i prezzi dopo
che le ripetute richieste di aumentare la produzione non hanno ottenuto
risposta da parte dell’Organization of the Petroleum Exporting Countries, Opec, e
dai suoi alleati. Il future sul Brent viaggia in salita dello 0,38% a 82,59 dollari il
barile e il future sul Wti sale dello 0,65% a 78,94 dollari.

Stamane il Bund future ha aperto in salita di 29 bp a 170,81, il Btp future
guadagnano 54 bp a 150,35. Lo spread Btp/Bund riparte da 130 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale all’1,054%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello
0,36% in apertura. Positivi i principali indici EU, tranne Madrid. Bene i titoli
bancari sul FTSE Mib. Bene Telecom Itali, Interpump, Moncler, Eni ed Exor. In
apertura scendono Terna, Leonardo, Italgas, Prysmian e Snam.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -1,58% e
Hong Kong che sale dello 0,14%. Shanghai e Seoul contrastate
rispettivamente a +0,10% e a -0,10%. Negativa Sidney a -0,15%. In novembre
l’indice Pmi Jibun Bank del Giappone stilato da Markit ha segnato su base
preliminare un progresso a 54,2 punti dai 53,2 punti della lettura finale di
ottobre. L’indice dei prezzi core del Sol Levante elaborato dalla Bank of Japan
è salito dello 0,6% annuo il mese scorso, come in settembre, rispetto al +0,3%
di rialzo ad agosto.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso. Il Dow Jones,
sostenuto da banche ed energetici, ha guadagnato lo 0,55%, l’S&P 500 lo
0,17% mentre il Nasdaq Composite, penalizzato dai tecnologici, ha perso lo
0,50%. Listini guidati dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, in vista
dell’aumento dei tassi da parte della Fed, e dall’incremento dei contagi in
Europa. Tra i titoli in evidenza a Best Buy -12,04%. Il rivenditore di
elettronica ha fornito un outlook sulle vendite per il trimestre in corso, quello
delle festività natalizi, deludente. Urban Outfitters a -9,31%. A deprimere i
corsi del titolo è soprattutto il fatto che il risultato positivo sia stato ottenuto
grazie all’e-commerce che ha controbilanciato il calo registrato nei negozi
fisici.

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